LA SEPHIRÂ KETHER

 

Di là delle Sephiroth si asserisce Aïn Soph, l'Assoluto che sfugge ad ogni ideazione. Si sottrae, come Non-Essere, a tutti i tentativi di determinazione. Non-Essere che esprime la sopra-pleninitudine dell'Essere, infinita, cingendo da ogni parte il dominio dell'Assoluto manifestato. Aïn Soph non è dunque una Sephirâ; è il contenente indefinibile di tutte le Sephiroth e la sorgente, assolutamente occulta, della prima Sephirâ, Kether, quest’ultima a stento concepibile dal momento che è il limite estremo della manifestazione e dell'intelligibile.

La prima Sephirâ è chiamata Corona. Essa domina e nello stesso tempo include tutte le altre. Come ogni limite, Kether può essere concepito unicamente come proiettato in uno dei due termini di cui esso è il confine. Alle volte si identifica ad Aïn Soph: esprime allora l'assenza apicale di ogni determinazione alla maniera di una essenza impenetrabile. Talora si proietta nella Sephirâ seguente, H'cmâ, per rivelare che Aïn Soph non è una mancanza d'essere ma l'Essenza delle essenze: segna, in tal caso, la sopra-plenitudine di questo assoluto che si sottrae ad ogni nozione collocandosi di là della seconda Sephirâ.

Kether, comunque considerato, è la soglia tra l'inconcepibilità e la manifestazione di Dio. Lo Zohar lo chiama talvolta: il Pensiero supremo. Esso esprime l'Uno-Tutto divino, considerato in se stesso (essenzialità); le Sephiroth seguenti manifesteranno, di conseguenza, Dio come ragione d'essere di ogni cosa (causalità).

La parola Corona esprime con l'immagine meno imperfetta il carattere di questo limite supremo del Pensiero. La Corona è il segno rappresentativo della Regalità e, a questo titolo, indica bene il primato assoluto e l'unità superiore e irriducibile. - La Corona si porta sulla Testa e indica, in un certo senso, l'irraggiamento esteriore del pensiero dissimulato sotto il cranio, nei cervelli. Ed è proprio al cranio e ai cervelli che la Qabalah fa corrispondere le tre prime Sephiroth. - Per di più, la Corona è di struttura circolare, indica per questa ragione il compimento e la perfezione della forma, per il fatto che non ha né avanti né dietro, né inizio né fine, è il cerchio che racchiude tutto. Infine la Corona con la sua circonferenza definisce un disco vuoto. Circonferenza che può leggersi come la base di un cono la cui sommità dimora indeterminata sul suo asse e può essere portata all'infinito, in alto come in basso; questo rende evidente il rapporto intimo della Corona con l'Infinito. Il suo centro è imprecisabile, dal momento che è posto su di un asse virtuale, a non importa quale distanza. Kether è in qualche maniera lo stato trascendente ed inaccessibile dell'Unità che diventerà immanente in Malcouth. È l'Unità irriducibile opposta al tutto sintetico.

Lo Zohar qualche volta, presenta la Corona come emanante dal Punto che raffigura l'Aïn Soph, l'inconcepibile. Il Punto e la Corona sono, entrambi, indivisibili, indecomponibili, ma mentre il punto esprime questa unità trascendente come un dinamismo irriducibile, la Corona ne indica il suo compimento. La Corona, pur essendo vuota, contiene tutto il resto e questo contenuto vi dimora dissimulato come nel Punto; però mentre il Punto indica la virtualità efficiente, la Corona contrassegna la causa finale suprema, causa prima non procedente da niente.