LA GERARCHIA

 

L'equilibrio bilaterale della Metheqela (Bilancia), dovrà necessariamente disciplinare la ripartizione delle Sephiroth in tre ternari e la struttura in tre colonne. Occorre, inoltre, rendersi conto della quantità di questi ternari e trovare nella direzione dall'alto in basso, un equilibrio che mantenga al loro posto gli estremi e gli intermediari.

Una sovrapposizione o una sospensione indefinita dei ternari, non soddisferà alle condizioni dell'equilibrio perfetto. Del resto, fu proprio la sovrapposizione delle Sephiroth ad aver originato la distruzione del primo stato di cose. Questa sovrapposizione esprime l'antinomia che emerge dal rapporto tra l'Assoluto e il Relativo a ragione dello scarto infinito che li separa. Il regime della Metheqela (Bilancia), ha esattamente per finalità quella di rendere, in qualche maniera, compartecipi l'Assoluto e il Relativo, l'alto e il basso; di conciliare la proiezione che emana dall'Assoluto con l'aspirazione del Relativo verso l'Assoluto e di impedire che il Relativo non rimanga separato con la proiezione o riassorbito con l'aspirazione. C'è bisogno dunque di un regime che ripartisca questa tendenza in modo tale da costruire una struttura.

I due primi ternari sono orientati in senso inverso: il secondo riflette in qualche maniera il primo. La riunione di questi due ternari abbraccia l'espansione di due tendenze opposte: i complementari H’cmâ e Binâ che fanno prevalere l'identità sulla distinzione; e gli antagonisti (H’esed e Guebourâ) che annullano l'identità dopo la distinzione. I complementari sono ottenuti con l'analisi del Principio. Gli antagonisti, con la loro sintesi, realizzano (compiono) la Perfezione. Così il senario superiore che va da Kether a Thiphereth appare come la manifestazione dell'Assoluto in tutta la sua plenitudine.

Questa espansione apre ogni possibilità al Relativo, ma non ne determina l’effettività. Proietta l'universalità; rimane da fissare l'individualità. Da qua le funzioni transitive le quali riuniscono, neutralizzano i due ternari precedenti, canalizzano in qualche maniera la manifestazione e la trasformano in operazione o formazione. Questo conduce a Yesod: l'Agente per eccellenza. Il senario è qui sostituito, però, con un quaternario. I complementari e gli antagonisti che sono, in qualche maniera, il dritto e il rovescio della dualità, hanno prodotto, con il Principio e la Fine, l'espansione completa. Qui ai due aspetti della dualità si sostituisce la metamorfosi dell'uno nell'altro: ciò costituisce la transizione e si realizza come operazione, ricordata con Yesod. L'Operazione è, in effetti, la transizione tra il Principio e la Fine. Essa conduce al risultato.

Questo risultato, tuttavia, realizza dei dati tratti dal dominio dell'espansione totale. Malcouth rappresenta l'adattamento di questa espansione alle condizioni del Relativo. Malcouth è sospeso verticalmente a Yesod e nello stesso tempo convergono verso di lei i due canali, provenienti uno da Netzâ, l'altro da Hod: cosa che statuisce una reazione bilaterale all'operazione proiettata con Yesod. L'influenza proveniente dall'asse si trova così trasformata in un irraggiamento che gli impedisce di estendersi ed evita, parallelamente, anche la confusione e la rottura.

Lasciamo ora da parte i canali verticali che rappresentano i rapporti di gerarchia e di subordinazione e i canali orizzontali che segnano le simmetrie dei termini correlativi, per considerare unicamente i canali obliqui che irradiano e centralizzano.

Incontriamo, inizialmente, due quadrilateri sovrapposti Il primo è composto da Kether, H’cmâ, Binâ e Thiphereth; il secondo da Thiphereth, Netzâ, Hod e Malcouth. Per ottenere gli altri canali obliqui, aggiungeremo un ramo a ciascun lato. Nel quaternario superiore questi rami complementari divergeranno da Thiphereth e si porteranno al disotto dei vertici laterali del quaternario superiore. Avremo, in questo modo, Guebourâ ed H’esed. Nel quadrilatero inferiore, al contrario, le ramificazioni partiranno dalle cuspidi laterali e convergeranno sotto l’apogeo inferiore per formare Malcouth. Questa differenza riassume il contrasto tra la zona superiore e quella inferiore: è lei che deve spiegare per quale ragione la serie dei ternari sovrapposti si trova esaurita. Questo schema stabilisce l'equilibrio tra due tendenze opposte: l'allontanamento ed il riavvicinamento delle colonne. L'allontanamento rappresenta l'antagonismo necessario alla distinzione; il riavvicinamento corrisponde all'unione dei complementari, cosa indispensabile per la realizzazione del concreto. Nessun canale obliquo collega H’cmâ e Guebourâ, né Binâ a H’esed; le due Sephiroth H’esed e Guebourâ indicano lo stato di opposizione estrema. In Thiphereth si combinano i complementari e gli antagonismi per la Perfezione. Da Netzâ ed Hod provengono la dualità dell'agente e del paziente per l'Effettività. La limitazione del processo si stabilisce, pertanto, con il rovesciamento della convergenza e della divergenza. Alla divergenza emanata dal centro (Thiphereth) succede la divergenza emanata dai lati (di Netzâ e di Hod). - Dopo la dualità dei limiti laterali (H’cmâ ed H’esed, Binâ e Guebourâ) segue la dualità sulla colonna centrale (Yesod e Malcouth). - In alto la dualità portandosi in ciascuna colonna sviluppa le condizioni della relatività (espansione e restrizione), in basso, si prolungherà seguendo l'asse caratterizzante la radice della Relatività (azione, passione). La prima di queste dualità si risolverà in una sintesi (Thiphereth); la seconda si bilancerà con le due convergenze laterali di carattere transitivo (Netzâ e Hod) che sembrano formare due correnti di direzione contraria tra l'azione e la reazione.

Non vi sono che tre ternari distinti sovrapposti; vale a dire non aventi alcun termine in comune; tuttavia, da un differente punto di vista, si possono riconoscere sei ternari sovrapposti, due dei quali con il vertice in alto (K.H.B.) e (Th.N.Hd.), quattro con la cuspide in basso (H.B.Th.), (Hs.Gb.Th.), (N.Hd.Y.), (N.Hd.N.). I primi due subordinano il prodotto alla causa, gli altri quattro fanno tendere verso un fine. In Thiphereth, il fine riunisce allo stesso tempo una distinzione a due gradi (H’cmâ e Binâ; H’esed e Guebourâ) estratti dal principio (Kether). In Yesod e Malcouth la finalità si caratterizza con due fasi, corrispondenti alla dualità Netzâ e Hod che Thiphereth ha proiettato. Così nei due casi, la tendenza verso il fine esplicita una doppia corrente, anche se la proiezione del principio è unica. Questa osservazione è interessante e degna di essere meditata.

Le relazioni stabilite con i canali obliqui mettono in evidenza un gioco di compensazione che permette l'assimilazione tra i termini senza comune misura dell'Assoluto e del Relativo. L'influsso che va da Kether a Malcouth si propaga, pertanto, con l'alternanza di una dilatazione e di una compressione laterale che modifica in ritmo vitale la proiezione e l'aspirazione onnipotente dell'Assoluto. La gerarchia del sistema della Metheqela (Bilancia), ha in effetti per scopo, non certo quello di affermare la supremazia dell'Assoluto sul Relativo ma di preparare il Relativo stesso alla penetrazione intima dell'Assoluto.

Osserviamo infine che la gerarchia del sistema ha per compito di rendere solidali il principio e il suo effetto, il mezzo e il fine. Se parliamo di inferiore e di superiore, lo facciamo per sostenere che questa solidarietà è la condizione della creazione, della formazione e dell'azione che costituiscono la relatività. Questo processo visto in Dio, come sua emanazione, non costituisce, però, una degradazione del superiore all'inferiore, ma una trasformazione di aspetto. Lo Zohar ci dice che Malcouth simboleggia lo Spirito Santo ed è per questo che se ne deduce, nota di de Pauly, che questa sola decima Sephirâ è tanto importante quanto le altre nove insieme, giacché lo Spirito Santo fa parte dell'essenza stessa di Dio. Malcouth è pertanto pienamente Dio come Kether, però Kether è Dio inaccessibile alla Relatività, Malcouth è Dio che estrae da se stesso lo sviluppo di tutta la Relatività.

Alla gerarchia delle Sephiroth corrispondono i tre o i quattro mondi. Tutto il sistema sephirotico intero, costituisce l’Olahm Atziloth (mondo della Emanazione), vale a dire il sistema delle condizioni che mettono in rapporto l'Assoluto e il Relativo. Questo mondo è il modello di ogni produzione e di ogni realtà. Questo stesso modello si ritroverà in ogni realtà che raggiunge l'essere in sé, vale a dire che adempie una funzione di Assoluto. Senza questa funzione, una cosa esisterebbe soltanto come accidente o fenomeno (o, che è poi la stessa cosa, esisterebbe solo per dipendenza da un'altra cosa). E l'insieme integrale delle esistenze del Relativo dovrà riprodurre il sistema delle Sephiroth.

Dopo l'Emanazione che pone le condizioni di possibilità del Relativo, seguirà la Creazione (Briah o Beriah), passaggio del Non Essere all'Essere, in seguito la Formazione (Yetzirah) o sviluppo delle condizioni intelligibili senza le quali nulla potrebbe sussistere. Briah, ci sembra, sia il mondo delle sostanze e dei noumeni, vale a dire degli esseri in sé, degli esseri che giocano in rapporto a certe relazioni il ruolo di assoluto. Loriah ci dice che Briah è il mondo delle anime: sembra ammettere così che le sole sostanze possibili siano le anime e, a parere nostro, la critica del concetto di sostanza mette fine a considerarla sempre come una entità immateriale. Yetzirah sarà allora il mondo delle forze e delle leggi, vale a dire il mondo dei principi che dirigono le azioni. Gli antichi collocavano questi principi nel mondo siderale che giudicavano immutabile. Infine il quarto mondo, Olahm Ha-Asiah (mondo dell'Azione), sarà, sembra, il mondo dei fatti e dei fenomeni; concernerà la realtà pura di ciò che è sottomesso al divenire.

I tre ultimi mondi si pongono gerarchicamente sotto l’Olahm Atziloth (mondo dell'Emanazione); e le sue dieci Sephiroth forniranno a questi Olim una intelaiatura su di cui ognuno si modellerà in un sistema di Sephiroth; e da qui tutte quelle corrispondenze sulle quali non indugeremo. Dovremmo trovare, per tale motivo, nel sistema Atziloth le condizioni stesse di questa gerarchia dei quattro mondi. Ora, secondo quanto abbiamo detto precedentemente, si intuisce facilmente che il ternario superiore (K.H.B.) corrisponde all'Emanazione. Questo ternario segna, in effetti, la costituzione stessa dell'Essenza divina e l'intima unione di queste tre Sephiroth tra di loro e con Ain Soph.

Il secondo ternario (Hs.G.Th.) corrisponde alla Creazione. H’esed è effettivamente, il dono, la magnificenza; Guebourâ è la separazione, la distribuzione rigorosa, Thiphereth la sintesi, la costruzione perfetta e la manifestazione esteriore.

Il terzo ternario (Nz.Hd.Y.) corrisponde alla Formazione, all'opera condotta con delle intelligenze ed applicata ad un dato. La Vittoria, l'Onore, il Fondamento indicano bene questa operazione, i suoi frutti e la sua produttività.

Infine Malcouth, corrisponde all’Olahm Ha-Asiah (mondo dell'Azione), intendendo qui l'azione non come Opera dell'attività, ma come Messa in rapporto per opposizione alla stabilizzazione delle leggi. Ed è ben questo il dominio della Relatività.

Questi quattro mondi corrispondono esattamente con l'organismo umano. All’Emanazione è in relazione la Testa (pensiero, concezione); alla Creazione, le braccia e il cuore (desiderio, disposizione); alla Formazione, le cosce e l'organo della riproduzione (generazione, movimento). Infine l'Azione (o meglio, il Fenomeno) è posta sotto i piedi; riceve i germi e i tracciati del movimento e costituisce il supporto della relatività che mantiene la propria esistenza attraverso il divenire con l'azione.