Il documento che presentiamo ai nostri visitatori esoterici, è un lavoro del carissimo Fratello L.W.H.H.. e pubblicato sul periodico della Soc. Ed. Erasmo "Rivista Massonica" n.4 aprile 1975 Vol. LXVII.

... La musica nella sua forma più moderna se è la più artificiale delle arti, in origine fu la più universale e spontanea. Il termine musica fu creato dai Greci per significare un'arte cui presiedevano le nove muse, e poesia e melodia erano combinate come forma d'arte naturalmente, sebbene l'armonia in senso moderno non fosse conosciuta, caratteristica che ancora persiste nella musica non influenzata dalla tradizione europea. Come la poesia, la musica ha avuto le sue origini nel rituale. Esse ancora condividono gli elementi vitali del ritmo ...


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La musica nella sua forma più moderna se è la più artificiale delle arti, in origine fu la più universale e spontanea. Il termine musica fu creato dai Greci per significare un'arte cui presiedevano le nove muse, e poesia e melodia erano combinate come forma d'arte naturalmente, sebbene l'armonia in senso moderno non fosse conosciuta, caratteristica che ancora persiste nella musica non influenzata dalla tradizione europea. Come la poesia, la musica ha avuto le sue origini nel rituale. Esse ancora condividono gli elementi vitali del ritmo. Strutturalmente la musica è legata alla matematica. Infatti, durante il sesto secolo a.C. Pitagora lavorò a problemi matematici connessi alla musica e definì la posizione tonale di quarta. La musica è antica e universale come la parola. La musica greca è la forma accettata dalla quale ha origine lo sviluppo dei fondamenti. La musica Greca fu influenzata in larga misura dalla musica Caldea e la musica egiziana da quella Cinese e Indiana. I primi canti cristiani erano derivati dalle arie delle sinagoghe ebraiche, sebbene ricerche in profondità siano state ostacolate dalla perdita del materiale della Biblioteca Alessandrina.

Per capire con certezza e completezza la musica e il rituale del tempio del Re Salomone, occorre fare ricerche nella musica ebraica come arte nazionale. É difficile trovare notizie dirette sull'argomento. Né si può implicitamente contare sugli storici maggiori. Autentiche autorità del tempo dichiararono che l'orchestra del tempio di Re Salomone comprendeva duecentomila trombe d'argento come quarantamila fra arpe e salteri, mentre per i cantori erano provvedute duecentomila vestiti della seta più fine per fare vestiti ornati, il che ogni musicista dovrebbe convenire essere del tutto inattendibile. Leggiamo nel Libro della Legge Sacra, Genesi 5, 21, che Iubal era il padre di tali suonatori d'arpa e di organo. Troviamo nella nostra Authorized Version delle scritture che la parola organ traduce non meno di tre parole ebraiche e, nelle versioni Luterana e dei Settanta, è ancora più diversa. Se né la storia sacra né quella profana della razza ebraica ci dà le informazioni che cerchiamo, allora da dove dobbiamo cominciare le nostre ricerche?

Non ho potuto valermi delle opere La musica della Bibbia di Stainer e Musica delle più antiche Nazioni di Carl Engel, così le principali fonti di informazioni sono fornite dalla storia delle nazioni colle quali gli israeliti confinavano ed ebbero lunghi rapporti. Il soggiorno di Abramo fra gli abitanti di Canaan e la residenza di Giacobbe col siriano Labano ci potrebbero dare un altro contatto. Una rapida considerazione sulla storia della razza ebraica ci mostra chiaramente come sia improbabile lo svilupparsi di un sistema di musica indipendente, perché lo sviluppo della grande arte è in rapporto vitale col concentrarsi in grandi comunità di uomini molto istruiti. Come sappiamo, gli Ebrei erano un popolo di pastori la cui vita nomade era lontana a quel tempo dall'incoraggiare alcuna arte nazionale della musica. Dopo la schiavitù e l'errare nel deserto e dopo essersi stabiliti nella terra promessa sotto a Giosuè, la nazione passò i cinque secoli successivi guerreggiando colle nazioni vicine. Infatti, come è noto, il Re Salomone aveva fatto cercare artisti stranieri perché eseguissero le opere richieste per la decorazione del tempio. Tuttavia, sarebbe inesatto credere che gli Ebrei non abbiano ereditato una loro musica nazionale. Si può dire ancora, parlando in generale, che le condizioni interne della razza ebraica non fossero ancora pronte per lo svilupparsi di una musica nazionale, anche se vediamo la possibilità di grandi progressi dallo sviluppo delle relazioni coi loro vicini, i Siriani, i Fenici, gli Arabi, gli Egiziani e i Caldei.

Per le nostre ricerche avrebbe dato poco profitto occupare tempo ad esaminare la musica ora in uso nelle sinagoghe ebraiche, perché non vi potremmo trovare che una parziale tradizione della musica antica e nessuna vestigia della musica del tempio di Re Salomone; forse soltanto qualcosa del secondo Tempio.

Come ho ricordato al principio del mio articolo, la poesia e la melodia erano combinate in una unica forma d'arte e qui devo prendere in considerazione la poesia ebraica. La poesia degli Ebrei ha una caratteristica di rilievo nel Volume della Legge Sacra e il parallelismo fra i suoi versi consecutivi è la caratteristica nazionale.

"La tua destra, o Signore, maestosa nella forza, La tua destra, frantuma il nemico".

Questo esempio lo troviamo in Esodo 15,6 e nel Salmo 144,2, un verso che contiene due sets di paralleli: "Mia benignità e mia fortezza, Mio rifugio e mia liberazione, Mio scudo, colui in cui confido".

In questi versi non c'è ritmo come nella poesia inglese, che è la più ritmica; qui il carattere ritmico è una caratteristica eccezionale. Durante il nostro studio troveremo come questa caratteristica della poesia ebraica influenzi il modo di musicarla.

La grandezza della poesia ebraica fu equivalente a quella della filosofia e della storia grande e doveva essere accoppiata alla musica e la musica doveva essere bella e perfetta come la bella partner. Cerchiamo ancora invano nel Volume della Legge Sacra notizia di questa musica vocale. Il primo segno della propensione che gli Ebrei avevano per la musica vocale è in Esodo 15, dopo la liberazione della schiavitù in Egitto. Il Canto di Miriam. era un notevole rendimento di grazie a Dio per la fuga della nazione attraverso il Mar Rosso diviso e quel giorno gli Ebrei cantarono questa canzone a Dio (Esodo 15). Debora e Barac, figlio di Abinoam, cantavano questo canto (Giudici 5) e ancora nei Giudici 11, 34. La figlia di Jefte uscì fuori per celebrare il ritorno del padre vittorioso; essa era seguita da vergini che l'accompagnavano cantando, suonando cembali e danzando. Anche da questi esempi presi dal Volume della Legge Sacra dobbiamo ammettere che è difficile arrivare a conclusioni definitive su quale sia la musica attuale di quegli antichi canti. Non si deve trascurare che il metodo di notazione, l'uso di segni scritti per rappresentare i suoni viene molto più tardi della musica stessa. L'origine della musica è opinabile, ma dobbiamo dedurre dal Volume della Legge Sacra che la musica vocale faceva parte dell'arte declamatoria. Abbiamo appreso che fra molti popoli vicini degli Ebrei gli strumenti musicali erano impiegati per sostenere i cantori e i poeti. Il primo libro di Samuele (10,5) ci dice che i profeti d'Israele praticavano ciò. "Incontrerai un gruppo di profeti con davanti un Salterio, un Cembalo, un Flauto e un'Arpa ed essi faranno le loro profezie".

Dunque, il libro sacro ci svela ciò che stiamo cercando, la musica e gli strumenti musicali che possono essere stati usati nel tempio di Re Salomone. Abbiamo ora una esposizione certa e il nome di alcuni strumenti, nomi tradotti, naturalmente, ma hanno valore quando il ricercatore è tanto lontano dalla scena e non ha materiale originale da esaminare. Riferendoci ad un'antica esposizione del Genesi (4,21), Iubal padre dei suonatori di Arpa e Organo, o come dice Lutero "Violinisti e Pifferai", non ci evoca l'idea di una prima forma di orchestra moderna. Il Kinnor: differiscono le opinioni se fosse una chitarra o un'arpa o una lira; forse era un'arpa siriana.

Nel Genesi (31,27), Labano il siriano, la cita come uno strumento familiare. Inoltre, Kinroth ha una traccia di origine siriana. Il Kinnor era usato nelle festività e avvenimenti gioiosi come è descritto nelle Cronache, cap. 16. Esso era usato da famiglie di alto rango per accompagnamento ai profeti. Il Kinnor, come è oggi, aveva il potere di addolcire nei momenti tristi, come faceva David per Re Saul (Samuele 6,23). Da questi ed altri riferimenti possiamo sicuramente concludere che il Kinnor era una chitarra o una Lira. Da vari passi della Bibbia apprendiamo che il padre di Re Salomone era esperto nel suonare il Kinnor e il Nebel e che tenne conto di speciali suonatori per ciascuno di questi strumenti.

Diamo uno sguardo al I Libro delle Cronache (25). La parola Nebel nella Bibbia Inglese è variamente tradotta come Psaltery (Salterio), Psalm (Salmo) o Lute e Viol (Liuto e Viola). Tutte si riferiscono allo stesso strumento chiamato Nebel. La prima è la parola usata più comunemente e probabilmente la più appropriata in quanto sta a significare un'Arpa portatile. Le scarse informazioni ci dicono che il Nebel, come il Kinnor, era fatto di legno di abete e più tardi di almug, che era un costoso e profumato legno di sandalo.

Questo si riferisce a due strumenti a corde. Questi non erano strumenti da orchestra ma al più adatti ad accompagnare canti rituali, forse come oggi è usata la chitarra nelle canzoni folk o di protesta nei nostri caffè. Altri strumenti a corda trovati nel Libro della Legge Sacra sono il Psanterin (un salterio) e la Sabeka, una grande arpa egizia, ma non è chiarito se questi erano usati nel tempio.

Strumenti a fiato. In questo articolo ci siamo limitati volutamente agli strumenti più verosimilmente usati nel tempio di Re Salomone, non ad esaminare la scienza della musica. Il primo strumento ebraico a fiato di cui abbiamo notizia è il Kbalil, che significa piffero (vedi I Sarnuele 10,5), la radice della parola significa forato o bucato. C'erano strumenti a mano divisi in due sezioni, una con canne e una senza. Questo biblico Khalil era probabilmente del tipo dell'oboe, cioè il vero produttore del suono era una canna a due imboccature. La qualità e la tonalità delle sue note erano determinate dalla forma e dalla lunghezza del corpo dello strumento. Le zampogne senza linguetta, soffiate piuttosto approssimativamente, erano classificate sotto il titolo Recorders (flauti) e classificate come Flauti. Ma non c'è nella Bibbia nessuna definizione che ci porti a concludere quali dei tre fiati fosse in uso.

Il nostro successivo strumento a fiato è lo Ugab, antichissimo, noto in forme simili a tutti i popoli vicini d'Israele. Volendo descriverlo, pensate a molte canne, tutte di diversa lunghezza, che emanano una nota differente, legate insieme in modo da permettere a ciascuna canna di suonare separatamente. Questo è il flauto di Pan o siringa ed è lo strumento noto ai musicisti del tempio come Ugab. Era in uso al tempo di Salomone (come è citato nel Salmo 150) e deve essere stato probabilmente uno strumento enormemente più perfetto di quello ricordato in Genesi 4,21. 2 molto difficile dire a quale grado di perfezionamento fosse arrivato l'Ugab al tempo della costruzione del tempio ed è alla vivida immaginazione degli entusiasti che noi lasciamo pensare che esistesse nel tempio il possente organo che noi conosciamo oggi.

C'erano anche le trombe, e queste sono di primaria importanza nella storia degli Ebrei. Esse erano la Karen (1 Cronache 25,5) e il Shopbar (Esodo 19,2). Il terzo strumento è il Kbatsosrak (Numeri 10, 2), La Karen era, in principio, il corno di un animale; più tardi può esser stata fatta da una zanna di elefante o anche di metallo. Si può ricordare che l'espressione "alzare su il corno" (Karen) denota forza. Il Shophar è considerato lo strumento più importante. É citato per tutto il Libro della Legge Sacra dall'Esodo al libro del profeta Zaccaria. Il suono del Shopbar che usciva dalla spessa nuvola sul monte Sinai fece tremare il popolo di paura. I guerrieri di Israele erano chiamati a combattere dalla nota del Shophar. Era con alte voci e gli squilli del Shopbar che l'Arca del Patto era portata a Sion. Di tutti gli strumenti questo è quello più vicino a quelli ora in uso e che si ascoltano nelle occasioni solenni nelle sinagoghe di tutto il mondo, Il Shophar era fatto col corno di un ariete o di un montone, qualche volta col corno di un bovino. I suoi suoni non comprendevano una scala completa ma una serie di note conosciute come. accordi naturali o ipertoni. Il Khatsosrah è il terzo strumento del gruppo che è ricordato nei Numeri. Mosé ricevette da Dio l'ordine di fare "due trombe d'argento: le farai d'argento battuto; É serviranno per convocare l'assemblea e per muovere gli accampamenti" (Nm 10,1 ).

Queste trombe d'argento erano riservate per essere usate nel rito religioso ebraico. Era probabilmente un tubo rettilineo leggermente conico. Per la forma di queste siamo fortunati poiché l'arco di Tito a Roma ci mostra il Khatsosrah, insieme col candeliere a sette bracci, preso dal tesoro del Tempio alla sua distruzione.

L'ultima classificazione degli strumenti del tempio è quella del gruppo a percussione. Cembali e tamburi vengono suonati a percussione, le castagnette sono scosse o percosse e scosse insieme, come il tamburello. Gli Israeliti usavano almeno due tipi di cembali nella celebrazione dei loro rituali, vedi il Libro della Legge Sacra al Salmo 150,5: "Lodatelo con cembali sonori, lodatelo con cembali squillanti". Questo ci conferma che venivano usati cembali grandi e piccoli. Nel Libro della Legge Sacra, ci sono molti riferimenti all'uso dei cembali ma i più rispondenti allo scopo di questo articolo sono quelli relativi al tempio di Re Salomone, come è detto nel 2 Cronache 5,13. Questo capitolo è ben noto a noi Massoni, poiché riguarda il compimento della casa di Dio e le cerimonie d'apertura (inaugurazione). Il primo versetto: "Così fu ultimato tutto il lavoro che Salomone aveva fatto per la casa del Signore: e Salomone fece portare tutti i donativi sacri di David suo padre: l'argento, l'oro e tutti gli oggetti, che ripose nei tesori della casa di Dio". Ora nei versi 12 e 13: "Tutti i Leviti cantori, ossia Asaf, Eman e Idutun, con i loro figli e i loro fratelli, vestiti di bisso, stavano in piedi a oriente dell'altare, con cembali, arpe e cetre, e con loro v'erano circa centoventi sacerdoti che suonavano le trombe". "E quando all'unisono i suonatori e i cantori facevano udire un'unica voce per celebrare e lodare il Signore, avvenne che, appena fecero alzare la voce con le trombe, i cembali e gli altri strumenti musicali, per celebrare il Signore: "Poiché egli è buono e in perpetuo dura la sua benignità", allora la casa del Signore fu riempita da una nube".

Come è dal V.L.S. che ricaviamo il nostro cerimoniale, così è per la musica. Se rimane qualche dubbio sull'esatta natura di molti strumenti, pochi ce ne sono per il Toph citato in Genesi (31, 37). Questa parola Toph comprende il tamburello là ricordato e può essere la definizione di un tamburo o di un tamburo a mano. Non è noto se gli Ebrei usassero un tipo di tamburo più ampio di questi strumenti. Fu col Toph che Miriam accompagnava il canto e danza nel gran giorno in cui Israele vide la mano di Dio nella liberazione dalla schiavitù in Egitto.

In II Samuele 6,5 c'è un termine tradotto nella nostra lingua come "Cembali", ma è ritenuto essere uno strumento egiziano, un Sistrum. Il Sistrum. consiste di una cornice di metallo provvista di un manico. Delle barrette di metallo passano attraverso la cornice che produce in vario modo note aventi un particolare tono musicale secondo la lunghezza delle barre, quando lo strumento sia fatto tintinnare o scosso. Se infatti il Sistro egiziano era usato dagli Ebrei, come nel II Samuele 6, 5, fu usato pure per adorare l'Altissimo Iddio. Troviamo anche notizia di uno strumento minore, le campane, in Esodo 28, 33. Sembra che si tratti delle campanelle d'oro indossate sui vestimenti dei preti.

Come siamo giunti ai particolari della musica del tempio di Re Salomone, dai nostri studi emerge questo quadro.

L'Orchestra. Per meglio dire, il corpo dei suonatori che erano riuniti nel tempio per fare della musica.

 

La sezione degli strumenti a corda:

Kinnor. Una piccola arpa triangolare portatile.

Nebel. Una grande arpa, suonata con entrambe le mani.

Hasur. Probabilmente una cetra.

Salterio. Un'arpa quadrata.

Esse erano pizzicate con le dita e con un plettro ed erano adatte solo come accompagnamento dato che non avevano la capacità di sostenere una melodia.

 

Il settore dei fiati:

Flauti. Da soprano a basso.

Khalil. Uno strumento simile all'oboe.

Ugab. Un organo a canne del tipo a fistula.

Shopbar. Fatto di metallo o corno.

Kkatsosrak. Una tromba d'argento.

 

Il settore degli strumenti a percussione:

Tamburello.

Sistrum.

Cembali. Due tipi.

Tamburi.

Campane. Nella forma descritta.

 

Non siamo in grado di dare una collocazione alla formazione di questo gruppo di musici o se essi erano usati insieme. Né abbiamo trovato chi li dirigeva o li conduceva e anche in quale parte del tempio erano situati. Ancor più disappunto ci viene dal fatto che non sappiamo come fosse scritta la loro musica. Sappiamo che la cura della musica sacra era affidata alla tribù di Levi che doveva provvedere non meno di quattrocento fra suonatori e cantori al servizio del tempio. Erano divisi in quattro ordini, con dodici maestri cantori, che indossavano vesti sacerdotali. Questo porta le nostre ricerche al coro.

É noto a chiunque conosca la Bibbia che il popolo ebraico amava cantare per ogni occasione. Le più importanti di tutte erano i canti di ringraziamento coi quali commemoravano la liberazione dalla schiavitù dei persecutori egiziani (Esodo 15). Nel libro dei Numeri (1,17) troviamo il canto della fonte. P, in Ezra (3,11) che l'intera nazione canta per ringraziare e lodare Dio in occasione della fondazione del secondo tempio. Essi cantavano quando usciva l'esercito contro i loro nemici: "0 fa che il nostro canto arrivi fino a Dio". Era sempre sulle loro labbra e nei loro cuori.

Pensiamo che il re David fosse il più dolce cantore d'Israele; il salmista; uomo potente in politica, in guerra e nelle iniziative, pensatore, artista, il fondatore della monarchia. t il poeta che scrisse settantatre o ottantatre poemi o canti che si trovano nel Libro dei Salmi. Fu il creatore della poesia e, potrei dire, della musica ebraica. Così, essendo l'architetto del tempio colui che portava il nome di suo figlio, ci sembra improbabile che re David non sovraintendesse alla programmazione della musica. Gli Egizi e i Greci nonostante tutta la loro sapienza non hanno mai conosciuto l'arte di combinare gli strumenti a corda o a fiato alle loro canzoni ' poesie o rituali, mentre l'arte ebraica (pur muovendo da così lontano) ha dato la caratteristica essenziale alla attuale arte occidentale dell'oratorio, cioè il raccontare la storia della grandezza di Dio in parole e musica.

La più alta forma d'arte d'Israele fu il rituale. Ci si deve aspettare che le sole cantiche che formavano una buona parte del cerimoniale del tempio fossero inviti a lodare Dio sempre e dovunque cogli strumenti e la voce. Dalla accurata lettura del V.L.S. possiamo figurarcene la schiacciante sublimità e magnificenza, sebbene non si conosca molto del modo con cui veniva reso questo accostamento di canto e suoni. Se indulgessi in congetture in questo articolo provocherei molte domande a cui sarebbe difficile rispondere e quindi non ne farò. Si dovrebbe leggere il l' Libro delle Cronache 25, per raggiungere la piena conoscenza di coloro alla cui cura fu affidata la musica sacra. É uno dei più espliciti resoconti delle mansioni della tribù di Levi.

I Massoni dell'Arco Reale possono notare che delle donne cantavano nel secondo tempio ma è quasi certo che venivano impiegati soltanto dei cantori nel tempio di Re Salomone. Se leggiamo il Talmud troviamo che era in uso una piattaforma di quindici scalini o file nella scala a spirale. Le voci di soprano, i ragazzi della tribù di Levi, occupavano le file più basse e gli uomini quelle più alte. Ricavando le nostre informazioni insieme, dal tipo di strumenti scoperti nelle Scritture e dalle chiare evidenze dei Salmi, il tipo di esecuzione doveva essere antifonale.

Il coro e i loro strumenti cantavano la prima stanza e la congregazione rispondeva con una stanza parallela. Possiamo trovarne un esempio chiaro nel Salmo 28, 1 e 2: "A te grido, o Signore, mia fortezza", cantato dal coro e i fedeli rispondevano: "Ascolta la voce della mia supplica quando a te rivolgo il mio grido". Potevano essere due le parti del coro che cantavano in risposta. Contenendo centosettantasei versi il Salmo 119 è un canto del tempio, dopo la vittoria. Espresso in questo modo, doveva essere un rituale molto elaborato e bello. Dopo le nostre ricerche, possiamo figurarci di udire e vedere quanto dovesse ess~re stato sublime e grandioso l'effetto complessivo.

Che cosa abbiamo appreso da questo articolo?

1°) II Cronache 5,13: Che Re Salomone portasse nel tempio terminato strumenti musicali insieme con quelli in uso da altri, non c'è alcun dubbio.

2°) I Cronache 15: La tribù di Levi era incaricata di curare la musica sacra.

3°) Affermiamo che la poesia ebraica influenzasse la musica ebraica, per il fatto che re David era un poeta. I Salmi ci danno una prova evidente di ciò. I Samuele 16, 23: il re David suonava uno strumento musicale al tempo della storia degli ebrei in cui la loro cultura era in espansione e così fu l'inventore della musica ebraica.

4°) Dalle varie fonti citate erano in uso, nel tempo considerato, il coro e gli strumenti a corda, a fiato e a percussione.

5°) Esodo 28, 33 e 29, 25: Le campane venivano usate per ornare gli abiti dei preti che suonavano le trombe.

6°) Il Talmud ci dice che c'era una tribuna sulla quale prendeva posto il coro. 1 Cronache 15,27: Il coro portava dei vestiti di lino finissimo.

7°) Torniamo indietro coll'immaginazione ai tempi antichi: In una occasione solenne o una festività c'era un folto gruppo di cantori insieme ad egual numero di suonatori riuniti per rendere omaggio all'Altissimo. Forse l'effetto della musica potrebbe sembrare strano ad ascoltatori moderni e il sacrificio rituale qualcosa di barbaro: Il coltello alzato C poi conficcato nella gola di una vittima sull'altare. Così sacrificio e musica si credeva avvenissero secondo l'approvazione del Creatore di tutte le cose. E questi cantori ispirati, le loro voci mescolate al ritmo dei cembali e allo squillo delle trombe per rendere grazie al Grande Architetto dell'Universo, è la scena colla quale vi lascio.

 

 

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