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L’imposizione del giogo d’amore

Obliquus, non devius

 

Nel segno dell’Acquario, nacque Anteros, il fratello di Eros, figlio anche egli della Dea dell’Amore.

Anteros personifica il piacere di essere amati e l’Acquario simbolizza il genio umano.

Questo segno ha per figurazione un genio perfetto, che colla destra tiene un’urna dalla quale riversa dell’acqua. È la coppa del piacere con la quale il compiuto irrora la terra, valle di lacrime e stazione di dolore. Si può dunque comprendere come il segno dell’Acquario, congiuntamente all’avvenimento mistico della nascita di Anteros, stia a significare che il Mago perfetto, pervenuto alla dominazione completa della sessualità, può elargire il piacere d’amore agli uomini della terra. É quello che in gergo occulto si direbbe trasferimento di poteri e che comprende tutti i misteri inerenti alla protezione magica che può effettuarsi da un Maestro verso i suoi discepoli.

L’imposizione del giogo d’amore implica l’ottenimento della totale dedizione da parte della donna prescelta: Anteros non é che il segno mitico del ricambio amoroso. Amare ed essere amati, o meglio, amare per essere amati, perché l’amore degli altri è un bisogno imprescindibile dell’umanità.

Credere all’amore significa credere al bene nell’ordine morale, mentre nell’ordine magico significa propinare alla propria anima l’elisir di gioventù.

Restare con l’anima fresca, significa impedirle di invecchiare, il che ha ripercussioni formidabilmente benefiche sul corpo fisico.

Ora, amare ed essere amati è il supremo bene; ed al Mago d’Amore non é vietato d’amare umanamente, è soltanto proibito di amare invano, o di essere il trastullo di una passione.

L’imposizione del giogo d’amore deve perciò intendersi come la garanzia di Anteros e non come una schiavitù magica da imporre per capriccio o per vanità.

Guai a colui che si servisse dei segreti della Scienza per soddisfare la propria bassezza: avrebbe creato l’arma più pericolosa che, prima o poi, si volgerebbe contro se stesso. Egli avrebbe smarrito il senso morale e sarebbe caduto in una vera e propria alienazione. L’uomo che non tiene conto prima di tutto della giustezza dei suoi atti, non si appartiene più, è come un cieco e cammina senza luce nel buio della sua esistenza e presto o tardi precipiterà nell’abisso.

Se abbiamo insegnato l’arte di suscitare l’amore, ci sentiamo nel dovere di avvertire che promettiamo e garantiamo il successo solo a coloro, che intendano servirsi di essa, quale sussidio al bisogno di affetto da parte di una donna e che abbiano già in animo di voler amare sinceramente.

D’altra parte ci avrebbe capito male chi ritenesse che la imposizione del gioco d’amore consistesse in una coercizione disgustosa del sentimento più delicato e più possente che sia manifestato nella creazione. La donna innamorata, per legge di simpatia, finisce col sentire nella stessa maniera di colui che ella ama, ne segue la volontà ed i capricci con soddisfazione e piacere, quasi che si trattasse di obbedire ai propri impulsi. Perciò la donna che ama è felice ed è supinamente aderente a tutte le vicissitudini logiche ed illogiche del suo uomo, il quale con ciò si assume completa ed intera la responsabilità di ogni accadimento derivante dalla passione suscitata.

Nella operazione magica, contrariamente a quanto le varie tendenze moderne osano affermare, vi è - vi deve essere - un contenuto etico, perché le forze colle quali si ha a che fare, sebbene possano da un certo punto di vista, essere considerate come forze naturali, tuttavia non sono tutte brute come quelle note, epperò avulse da ogni significato morale. Fra le forze magiche ve ne sono, è vero, alcune che sono cieche energie simili al calore, all'elettricità ed al magnetismo; ma ve ne sono altre più sottili e meno facili ad essere agite, che trascendono il campo puramente materiale, sorpassano anche quello superfisico e svolgono la loro attività in un piano metafisico, spirituale, intelligente, ove creature superiori ne permettono o ne ostacolano l’azione, a seconda delta dignità dell’operatore.

Nel sollecitare e promuovere l'amore noi, pur agendo le forze del basso, accendendo desideri specializzati, che si compendiano nella sfera sensuale e generativa, indirettamente richiamiamo dall'alto influenze sottili e superiori, le quali possono intervenire favorevolmente solo se il Rito si compie con la dovuta purezza d'intenti.

Senza tali influenze superiori, i dardi di Eros giungeranno, sì, al segno; ma riusciranno appena ad avvelenare il sangue del soggetto senza penetrare nel suo cuore. Avremmo cioè compiuta una ben meschina opera di stregoneria, dalla quale ogni persona appena, appena dignitosa dovrebbe rifuggire.

E potremmo noi arrogarci l'alto onore di chiamarci Maghi per essere riusciti ad accendere lo erotismo di una femmina, portandola al livello di una cagna in calore?

No ! Che è mago è solo colui che, cosciente della sua forza, impiega i mezzi dell'arte per realizzare la sua volontà, che per definizione, deve concordare con tutto che è buono, che è bello e che è giusto.

 

Ci asteniamo, per questo dal diffonderci sulle pratiche maledette della coazione amorosa magica, affermiamo che essa non solo è possibile, ma fu ed è praticata anche ai nostri giorni su vasta scala ed in tutti i paesi del mondo ed in tutti gli stati sociali. La storia della magia rigurgita di episodi clamorosi, che provano una tale possibilità, che si esplica oltre che su persone singole, su collettività numerose ed al riparo da ogni esempio suggestivo.

 

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