Chi è il Rabdomante

 

Chi é il rabdomante? Eccoci a una definizione difficile e controversa.

Per gli antichi, che se la cavavano con maggiore semplicità, rabdomante sarebbe stato un qualunque personaggio della categoria dei maghi o delle streghe, che avesse voluto indovinare i misteri del sottosuolo con la bacchetta; peggio ancora, era un ciurmadore o simile.

Per l'Amoretti, che ai principi del 1800 volle dare spiegazioni e indirizzo scientifico alla rabdomanzia, sulle direttive del francese dott. Thouvenel, erano rabdomanti “alcuni individui di una particolare sensibilità dotati, sui quali si esercitano con azione propria i metalli, i bitumi, le acque sottocorrenti: sostanze le quali non solo all'elettricità servono di veicolo, ma la suscitano e la mettono in azione”.

Per il Castelli, il rabdomante “è un uomo come tutti gli altri, e può essere anche una donna”.

Ci sono molti fanciulli e fanciulle - egli continua -  che hanno uno squisito senso rabdico e non lo sanno nemmeno. Si sono rivelati casualmente e senza prevenzioni, e hanno fatto le loro prove con meraviglia dei più esperti. Segno anche questo che si tratta di un dono naturale, che forse tutti, o almeno l'ottanta per cento degli uomini, hanno, allo stato, dirò così, latente e istintivo.

Come si sarà rivelato primieramente é difficile dirlo; ma credo che una volta debba essere stato una specie di sesto senso naturale all'uomo, quando certe doti istintive non erano ancora soppiantate a dall'artificio o dallo studio.

Età certo molto remota, direi quasi di stato selvaggio, ma rilevante in tutta la sua potenza la natura umana.

Il corpo umano è un meraviglioso organismo confinante in molte sue attività col mistero, e non può non avere le facoltà che si ammirano negli esseri inferiori. Deve essere capace di trasmettere e di ricevere chi sa quante energie. Non é il caso di parlare di una azione in distanza, non ammessa dalla sana filosofia, ma di intendere che non esiste di fatto questa distanza assoluta fra i corpi.

Non importa (é sempre il Castelli che parla) se noi non vediamo il veicolo che ci porta le radioonde di un apparecchio alla distanza di 1000 e più chilometri; ma il fatto che codeste onde sono ricevute a dal nostro orecchio dimostra che c'é un filo, un tramite invisibile che tutto collega in un'armonia divinamente meravigliosa.

Prima della valvola elettroionica, é il nostro cervello che sintonizza tutto il creato, non per effetto di artifizi, ma perchè così ha voluto il Creatore”.

E qui affiora lo scrupolo del Sacerdote che concludendo esclama: “Mi pare che questo concetto nobiliti tanto l'uomo e l'avvicini tanto a Dio anche nell'ordine naturale”!

 

Secondo il Barone de Morognes, tutti i corpi, metalli e acque sotterranei sono avvolti da un campo elettro-magnetico; la bacchetta sente per un fenomeno ancora inspiegabile l'effetto, l'urto di tale magnetismo, e lo avverte.

II Mager stabiliva che i movimenti della bacchetta sono regolati dalle leggi dell'elettrodinamica formulate da Ampère.

Una definizione semplicista dice che il rabdomante è un individuo nervoso, per lo più astuto ed intelligente anche se analfabeta.

Un rabdomante, l'abate Birodat, assicurava di sentire tanto vivamente la vicinanza dell'acqua, che passandovi sopra aveva l'impressione di scendere in un bagno.

Qualche altro, e fra essi il dott. Pesce, professionista di Genova, che si dilettò di rabdomanzia, definì questa “come una forza ignota e palese che si manifesta attraverso organismi dotati di peculiari qualità organiche”.

Egli si serve a tale scopo - dice il Pesce - di una bacchetta di legno; ma, per il rabdomante veramente sensibile, più dei movimenti della bacchetta, valgono le sensazioni che egli percepisce quando si trovi sopra una sorgente e anche sopra un giacimento d'acqua o di petrolio. In ogni modo - egli continua - è sempre necessario che il rabdomante abbia fra le mani qualche oggetto che serve a scaricare le radiazioni da cui il suo corpo viene investito. Le sensazioni del rabdomante in funzione sono complesse e non facili a stabilirsi”.

La forza arcana a cui accenna è, secondo il Pesce, così energica da vincere i muscoli più robusti (1).

Si tratterebbe di una forza radioattiva propria di ogni elemento (acqua, metallo, petrolio) la quale si trasmette a mezzo di onde.

 

Raggruppando le interpretazioni ed i metodi, il dott. Frontali, che si occupa in un suo studio del rabdoscopo e rabdomante, stabilisce:

 

a) Il rabdoscopo è un individuo dotato di straordinarie qualità. La bacchetta non è che l'indice del movimento, ma lo strumento sensibile è la persona dell'operatore, le cui mani, per un tremito tutto speciale, comunicano involontariamente o inconsapevolmente il moto alla bacchetta (ipotesi biologica: Cbevreul-Mariotti);

 

b) Il rabdoscopo coglie le radiazioni speciali che emanano dai corpi, grazie alla propria sensibilità e cioè a un'acuità nervosa assolutamente anormale. Questa sensibilità è un carattere che il rabdoscopo ha comune col Medium (Ipotesi medianica: Mager Basset).

 

c) I movimenti della bacchetta sono prodotti da una forza bioradiante di natura sconosciuta, ma analoga alle onde Hertziane che sviluppa in vicinanza di certi corpi metallici o acquei (ipotesi bioradiante: Noël).

 

d) I movimenti della bacchetta sono dovuti a certe emanazioni rabdoattive prodotte da diversi corpi e suscettibili di agire su taluni organismi per produrre i moti riflessi che sono manifestati dalla bacchetta (ipotesi rabdoattiva: Rothel Bulow, Bethkamps, Riguer, Lémoine).

 

In tante e così diverse definizioni ed ipotesi, la via dritta è difficile a indicarsi.

E quando vi sia chi propende per spiegare il fenomeno come la irradiazione di un fluido quasi magnetico, eccoti che la ipotesi viene smentita da un rabdomante pratico, intelligente, che si aiuta nelle sue ricerche anche con controlli scientifici: il cav. Alberto De Vita, ex ufficiale, trentenne, che già ha indicato con precisione le località dove dovevano trovarsi le sorgenti d'acqua, escludendo con altrettanta precisione i luoghi dove, pur essendovi il desiderio e la speranza di trovarne, non eravi, secondo lui, traccia di sorgenti. Gli assaggi di poi confermarono.

 

Orbene, avendogli sottoposto il quesito se, isolandosi dal terreno, egli più non percepisse attraverso la bacchetta, segnalazioni di sorta, mi assicurò che le percepiva anche se isolato con le scarpe a suola di gomma o con legni.

La sua definizione sul rabdomante é la seguente:

Ognuno di noi, quando ha impugnato nel giusto sodo una bacchetta forcuta, un pendolo, o qualche altro oggetto che può all'uopo essere adoperato, può benissimo vedere e constatare che in molti punti del terreno, la bacchetta, pur essendo fortemente stretta nelle due mani, dalla posizione orizzontale in cui è tenuta, tende a sollevarsi od abbassarsi come se una forza estranea la spingesse”.

Or noi, nei limiti modesti di questa trattazione, con-tentiamoci di aver definito chi sia un rabdomante at-traverso alle varie ipotesi che si sono affacciate, e come si spieghi il fenomeno della sua sensibilità.

 

 


 

1. Di queste forze sotterranee, le genti di campagna hanno una sensibilità più diffusa delle persone che abitano nelle città, le quali hanno il senso attutito dalla persistenza delle zone di forza che si formano intorno ai metalli, condutture di acqua ed energia elettrica delle case. Questo fatto spiega la prevalenza dei rabdomanti campagnoli. Le zone di forza agiscono in modo differente sui vari individui. Si rileva subito questo fenomeno con i differenti risultati di una stessa bacchetta in mano di differenti rabdomanti. Queste forze agiscono anche insensibilmente sul sistema nervoso. Le impressioni percepite durante il giorno traversando una zona di forza sconosciuta e senza avere avvertito nulla di speciale, durante la notte possono produrre dei sogni con riferimento a quella precisa località con sviluppo di pericoli, tesori nascosti, ecc. In alcuni soggetti, particolarmente sensibili, le impressioni di una zona di forza sviluppano visioni religiose, fantasmi di mostri, animali, ecc.

Particolarmente è stata studiata da me, per mezzo di un rabdomante mio amico, l'apparizione della Madonna a Portocivitauova, che ebbe a suo tempo una certa notorietà giornalistica. Fu constatato chiaramente che la visione della ragazza avveniva con maggiore intensità e frequenza proprio sulla zona centrale di un campo di forza prodotto da qualche metallo non altrimenti determinato. Un raggio di forza che partiva dalla zona centrale traversava un sentiero, e su quel punto del sentiero si verificava la visione quasi tutte le volte che la ragazza lo attraversava, confermando così quanto aveva previsto sull'origine di quelle visioni che, secondo me, non avevano nulla di soprannaturale, ma erano manifestazioni nervose prodotte dalla forza emanante dal suolo. (S. Pellicciari in Luce e Ombra).

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