Il tuo browser non supporta il tag embed per questo motivo non senti alcuna musica

 

I Piani Sottili

 

I piani spirituali

Sul settimo piano, Tutti sono Uno e Uno è Tutti. Questo è un assioma comunissimo della filosofia esoterica. Su questo piano esistono entità di due tipi; quelle che sino ad ora hanno percorso poco cammino dal loro punto di partenza e che sono sull'arco discendente dell'evoluzione e quelle, che, avendo compiuto la loro evoluzione, sono giunte nuovamente al piano dal quale avevano iniziato il loro viaggio.

Questo piano, ci si dice, è del tutto privo di forma. Le entità del primo tipo non hanno ancora conseguito forma, mentre quelle del secondo – dopo aver imparato tutto ciò che la forma può loro insegnare – l'hanno rigettata, unitamente alle limitazioni della forma stessa, raggiungendo, così, libertà perfetta entro i limiti dell'universo al quale esse appartengono.

Tutti sono Uno, su questo piano, secondo quanto ci viene insegnato, ed i rapporti che esistono tra ogni unità ed il resto del pia no sono .di una intimità e completezza tali da sorpassare smisuratamente tutto ciò che può essere realizzato da amanti terreni nei loro più estatici momenti di unione. Tale stato è la condizione permanente e normale del settimo piano, che può essere chiamato il REGNO CELESTE, in quanto esso è uno stato di amore perfetto e di perfetta armonia. Gli amanti hanno il timore di perdersi in ciò che considerano un Nirvana vuoto e senza forma, mentre, effettivamente, l'unione perfetta che quaggiù è possibile solo a rari momenti e tra rare, persone diviene colà lo stato normale dell'intera creazione.

Sul settimo piano,e sul settimo piano solamente, non vi è differenziazione tra forza positiva e forza negativa. Questo piano è stato a volte chiamato anche "Piano della pura pressione"

La prima differenziazione o l’inizio della "separatività" si verifica sul sesto piano. La pressione universale del settimo piano obbliga la forza ad espandersi in tutte le direzioni e le correnti divergono a misura che si allontanano. Queste correnti sono chiamate "raggi" ed ogni raggio è dalla scienza esoterica considerato come un particolare aspetto della natura divina. Ogni monade che entra all'esistenza sul sesto piano viene a trovarsi "in manifestazione" seguendo uno qualsiasi dei vari raggi e tale condizione iniziale determina il tipo, di tale monade per tutto l'avvenire. Essa sarà associata alle forze degli altri raggi, ma la tonalità del proprio raggio costituirà la nota fondamentale della sua natura,e la porta per la quale essa è entrata in manifestazione sarà la porta per la quale essa dovrà ripassare, quando il ciclo dell'evoluzione sarà compiuto.

É risaputo che per essere attiva l'elettricità deve scorrere in circuito chiuso. La persona completamente isolata dalla terra può, impunemente toccare un conduttore ad alta tensione, perché egli non offre un canale per quella forza. Lo stesso dicasi della forza vitale. Essa fluisce in ogni monade dalla sorgente divina e, dopo esser passata attraverso detta monade, dotandola di energia, rifluisce nello spazio circostante. In tal modo, avendo essa costituito un circuito circoscritto solo dai limiti dell'universo manifestato ed essendo stata condotta entro tale circuito, alla più bassa forma di manifestazione, essa è finalmente riassorbita dalla divinità, come forza cosmica, non organizzata. Però, qualora si desideri compiere un lavoro qualsiasi con questa forza, non si deve permettere che abbia ad irradiarsi nello spazio, divenendo così inutilizzabile. Essa deve, invece, essere concentrata in un canale specifico e, divenendo limitata e definita, si converte in pressione, trasformandosi, così, in sorgente di energia. Ciò si ottiene obbligandola a fluire e ritornare attraverso il canale di forma individualizzata. Nel suo cammino discendente, si apre da sola il suo canale attraverso le monadi individualizzate già esistenti, ma il cammino di ritorno può venire preparato, qualora si desideri evitarne l'inutile dispersione. La conoscenza dei metodi per formare questa via di ritorno è uno dei segreti dell'occultismo pratico. I metodi per ottenere questo fluire e questo ritorno, in linea di massima, sono uguali su tutti i piani, ma. il meccanismo specificatamente richiesto differisce, secondo la materia nella quale ciò e compiuto. In sostanza, ecco di che cosa si tratta: una monade di un tipo tendente a spingersi verso la manifestazione e l'individualizzazione coopera con una monade di un tipo tendente verso l'unione con il divino, ossia verso l'universalizzazione. Se queste due possono incontrarsi e formare una continuità di sostanza, la forza vitale che fluisce dalla divinità, attraverso l'individuo positivo o maschile, invece di irradiarsi nel libero spazio, dopo il lavoro compiuto nel meccanismo di tale organismo, ritornerà alla divinità attraverso l'individuo negativo, o femminile. Al punto di unione delle due unità, la forza può essere derivata ed utilizzata a scopo creativo nella materia del piano sul quale l'unione è effettuata. Ciò costituisco l'essenza dell'insegnamento esoterico circa la funzione sessuale.

Questo meccanismo di sesso cosmico o di polarità, se quest’ultima parola è preferita, è utilizzato sul sesto piano: anzitutto, per ottenere che una forte corrente di forza dal settimo piano entri in una forma del sesto piano e, secondariamente, per mantenere questa forza su di un livello elevato, per evitarne la degradazione e la dispersione che si verificherebbe qualora, seguendo il suo cammino normale, scendendo di piano in piano, si disperdesse nello spazio cosmico prima di far ritorno al divino. Un esempio potrà servire e rendere ciò più chiaro: consideriamo un uomo di elevato carattere spirituale, che si senta chiamato ad una missione spirituale di rigenerazione dell'umanità. Nella terminologia della scienza esoterica, si direbbe che tale uomo, per servire da,canale ad elevate forze spirituali, deve possedere un corpo buddico assai ben sviluppato e, ciò, perché egli lavora per mezzo delle forze di quel piano, che .possono avere espressione adeguata solo attraverso un veicolo ben organizzato. Se quell’uomo si accontenta di rimanere un devoto solitario, egli può raggiungere un alto grado di evoluzione mantenendosi in stretta comunione con la Vita divina. Ma egli non lascerà traccia alcuna nella .sua razza e nella sua epoca, poiché non eserciterà influenza alcuna sul mondo circostante. Qualora egli desiderasse, invece, compiere un lavoro sul mondo esterno e di influenzare. la vita spirituale dei suoi simili, si osserverà come egli, immediatamente, raccolga attorno a sé un piccolo gruppo di discepoli, che staranno con lui in una relazione diversa da quella della folla dei suoi seguaci. A questi egli dà senza chiedere, né ricevere nulla di ritorno, ma dai suoi discepoli egli dipende in un modo assai intimo e particolare, di solito molto poco compreso dal mondo esterno. Per quanto i suoi discepoli siano di statura spirituale molto inferiore alla sua, egli fa assegnamento su di loro e qualsiasi defezione da parte loro lo colpisce profondamente.

Questi discepoli possono essere uomini e donne. Ciò non ha importanza, poiché quanto da loro si richiede è che essi siano in profonda unione simpatica con il loro maestro e di un grado di sviluppo spirituale che si avvicini al suo; in tal caso si osserverà che il piccolo gruppo funziona come una unità al centro del movimento spirituale. Analogamente, se dei missionari debbano venire inviati a diffondere l’insegnamento del Maestro, si osserverà come lo siano a due a due, affinché possano assistersi reciprocamente. La forza vitale divina funziona, quindi, in polarità. Una conferma piuttosto strana di questa affermazione sarà scorta in un fenomeno che accade con relativa frequenza, allorquando si invocano forze spirituali. Un certo numero di istruttori religiosi naufragano sullo scoglio della sensualità e coloro che riescono a condurre la loro vita rettamente attraverso i pericolosi stretti della virtù hanno lasciato traccia nelle loro autobiografie delle loro terribili lotte prima di conseguire la vittoria. Essi furono "tentati dal demonio" molto 'più profondamente di quanto non lo sia il comune dei mortali. La loro natura sensuale, giudicando dalle visioni e dai pensieri dai quali essi confessano di essere stati assaliti, deve essere stata tanto forte quanto la loro natura spirituale e fu solo per mezzo di un ascetismo estremo che essa poté essere dominata. Ecco la ragione per cui la mortificazione della carne e lo schivare ogni possibile stimolo sensuale è la condizione sine qua non delle più elevate forme di devozione religiosa; ma, nel fatto, vi sono le debite eccezioni.

In questo fenomeno, assai ben noto, alcuni psicologi scorgono un'altra prova che il sesso è alla base di ogni cosa e considerano i sentimenti religiosi come una sublimazione dei desideri sessuali, pensando cosi di avere senz'altro eliminato ciò che si riferisce alla vita spirituale, provando come essa sia collegata alla vita sessuale. Lo studioso di esoterismo, però, considera il fenomeno da un punto di vista diverso. Egli ritiene, infatti, che le due attività sopra indicate siano la manifestazione di una sola e stessa forza, una forza divina e pura, profondamente sacra, e che la forma che questa forza prende, è determinata dal meccanismo attraverso il quale essa funziona.

Se questa forza si manifesta attraverso il corpo buddico, sarà fervore spirituale e potere dinamico ed agirà, quindi, sulle nature spirituali di coloro coi quali viene a trovarsi in contatto. Se si manifesta, invece, attraverso il corpo mentale, sarà intelligenza creativa, e se, attraverso il corpo fisico, diventerà forza sessuale nella ordinaria accezione della parola. Egli sostiene, però, che, qualunque ne sia la manifestazione, trattasi di un'unica forza e che la sua manifestazione ultima nella procreazione non la degrada in nessun modo, affermando, invece, che una forza essenzialmente spirituale, nel venire adoperata per la procreazione, fa della procreazione stessa un atto sacro e divino.

Il pensiero popolare e, soprattutto, quello teologico, spaventato dal noto fenomeno della sensualità del mistico, non considera la manifestazione della forza vitale sul piano fisico come cosa sacra, ma la ritiene, invece, come una manifestazione della nostra natura inferiore, in lotta contro la nostra natura spirituale. Vi sono alcuni confessori però,che, con maggiore conoscenza della natura umana, hanno la sagacia di vedere in ciò gli aspetti differenti di una stessa cosa. Quando un istruttore religioso, per colpa della, sensualità, viene a perdere il suo buon nome, si considera di solito che, quale forza spirituale, la vita di quell'uomo è finita. Ciò può essere effettivamente il caso, poiché le energie potenti di cui si valeva possono essere sfuggi. te al suo controllo, .sino a manifestarsi sul piano fisico: e tale condizione può rendere oltremodo difficile lo sforzo di ricondurle nel loro pristino canale. Se gli argini sono stati travolti può darsi che egli non sia mai più capace di produrre la concentrazione d'energia, per mezzo della quale il lavoro può essere compiuto. Ciò nonostante, si trattava, in ogni caso, di una forza spirituale che ruppe le dighe e non già di una. forza demoniaca. Il tremendo potere dell'energia cosmica che quell'uomo ha indotto a passare attraverso la sua individualità si dimostrò, per usare un linguaggio metaforico, di un voltaggio superiore a quello che egli poteva sopportare e, quindi, la sua natura spirituale cedette sotto lo sforzo, causando un "corto circuito"., in quanto tale corrente fu letteralmente condotta a terra. Mentre una natura spirituale fortemente organizzata avrebbe mantenuto la corrente entro l'appropriato canale, trasmettendola alla natura spirituale di altri, in modo che essa potesse ritornare alla sua sorgente divina senza scendere al disotto del piano buddico, la pressione esercitata sul corpo buddico della persona considerata fu così potente che la forza non fu più dominata e seguì la linea ai minor resistenza, la linea, normale della corrente evolutiva, dal settimo piano, sino al primo ed al divino, ritornandosene attraverso l’anima della terra. Di ciò egli ne è così poco colpevole, come lo sarebbe nel caso in cui la forza delle acque distruggesse il parapetto del suo mulino, causando l'inondazione del villaggio. É vero che egli avrebbe dovuto sapere che la pressione dell'acqua era troppo forte per la resistenza del parapetto, ma egli, però,non è colpevole della strage premeditata del villaggio. Questo è un fenomeno molto noto al cultore di scienza esoterica: si tratta dello scoppio di una diga spirituale, sotto una pressione eccessiva che l'organismo non può sostenere e della degradazione di forze divine, sino ai più bassi piani. Si domanderà quale rimedio si può suggerire: anzitutto, prevenire è molto più facile di curare. Le forze sottili dovrebbero essere regolate con molta cura, secondo la resistenza d'ordine morale della persona che ne fa uso. In secondo luogo, il lavoro non dovrebbe mai essere compiuto da solo, affinché vi siano altri occhi che possano vedere la prima incrinatura della diga ed è precisamente ciò di cui l'interessato sarebbe l'ultimo ad avvedersene. Non appena il pericolo sia avvisato, la persona minacciata dovrebbe sospendere ogni attività interiore e riprendere, in pieno, energici esercizi fisici. Soprattutto, egli dovrebbe astenersi dall'invocare ulteriore potere spirituale, sino a tanto che gli argini siano stati riparati, poiché, per il mistico, il darsi a nuove estasi, in tali condizioni, equivarrebbe a produrre o una irruzione di sensualità, o degli attacchi d'isterismo. Era molto saggia l'intuizione di molte anime spirituali, quando sentivano che, in tali circostanze, esse non erano degne di avvicinarsi a Dio, e che dovevano, invece, lavorare nei campi in umiltà, oppure aiutare i poveri, sino a che esse fossero divenute degne di ricevere la grazia di Dio e di'avvicinarsi nuovamente a Lui. Tale umiltà spirituale potrebbe salvare dalla vergogna molti aspiranti alla santità. Quando le forze vitali si manifestano sui piani inferiori è a nostro rischio e pericolo che noi apriamo la comunicazione coi piani più sottili.

 

I piani mentali

L'azione della polarità può essere molto chiaramente osservata nei due aspetti della mente, che funziona .quale pensiero astratto e pensiero concreto. Sul piano del pensiero astratto, i raggi che rappresentano le attività del piano buddico sono ulteriormente elaborati, divenendo qualità e principi astratti.

Siccome questo piano è completamente astratto, possiamo formarcene un'idea solo e coll’aiuto di paragoni. La sua natura non riesce, in un libro come questo, che ad essere solo indicata. Un esempio pratico può aiutarci, però, a farci comprendere la natura delle attività di tale piano.

Vi sono due tipi di pensiero logico. Il pensiero deduttivo, il quale, partendo da un principio generale, scopre i casi particolari nei quali tale principio trova applicazione; ed il pensiero induttivo, che risale ad una legge generale, dall'esame di casi particolari. Mentre ognuno di noi fa uso di entrambi questi metodi, nel compiere lavoro di ordine mentale, si constaterà che, nel pensiero logico di ciascun individuo sufficientemente sviluppato, per far uso del piano mentale astratto predominerà Uno dei due tipi. La grande massa dell'umanità non ha certamente raggiunto questo stadio d'evoluzione, come è assai facile constatare. Essa si serve ancora di metodi del tutto empirici e si vale della memoria per guida, non avendo ancora la possibilità di trarre dall'esperienza fatta, se non le più evidenti conclusioni.

Ma gli individui che possono funzionare sul piano mentale astratto possono essere divisi in due categorie; coloro che sono in possesso dei grandi principi astratti di detto piano e cercano di applicarli alle forme inferiori d'esistenza e, coscienti della loro Origine Divina, sono mossi dal desiderio di scendere verso i gradini inferiori della scala evolutiva, portando seco la torcia della luce divina e l'altra categoria di coloro, che, consapevoli che la loro mèta è la Divinità, sono sempre mossi dal desiderio dì sintetizzare tutte le esperienze in tipi spirituali. Il primo agisce quale diffusore, il secondo quale unificatore. L'azione del primo è maschile, quella del secondo, femminile. E quale sarà l'espressione di questi due tipi, nella vita sul piano fisico? Il primo sarà un filosofo, che enuncerà principi generali, deducendone le conseguenze, mentre l'altro sarà uno scienziato, che raccoglierà una quantità di fatti, deducendo da tali osservazioni leggi d'ordine generale. É naturale che, in pratica, ogni pensatore debba far uso di entrambi i metodi. Se uno fosse solo un collezionatore di fatti – e vi sono di tali persone – o fosse solo l'enunciatore di principi non verificati – e si trovano anche persone di questa categoria, per quanto l'educazione moderna tenda alla loro eliminazione – egli non potrebbe aspirare a divenire eminente nel mondo del pensiero. Il massimo contributo dato alla conoscenza umana fu l'apporto dello scienziato filosofo o del filosofo–scienziato.

In generale, però, un tipo di mente raccoglie i dati ed un altro tipo filosofizza su di essi. É solo nelle personalità più eminenti che le due attività lavorano assieme. In tale cooperazione, il filosofo esoterico vede l'attività di due tipi di polarità (l'induzione maschile e la deduzione femminile) e dichiarerà che tali due metodi d'attività sono necessari per creare sul piano del pensiero astratto, così come sul piano della materia densa, poiché uno senza l'altro rimane sterile, mentre entrambi, funzionando insieme, apportano il frutto di conoscenza nuova.

Sul piano del pensiero concreto, il principio della polarità trova pure applicazione. Quanto faticoso e difficile è il lavoro intellettuale, compiuto in solitudine, senza che sia apprezzato o risvegli la simpatia altrui. Ma la mente risponde alla mente, producendo rinnovato stimolo e rinnovata attività, quando vi è un comune fondo di conoscenza. Tutti i lavoratori intellettuali sanno benissimo quale sforzo, pieno d'entusiasmo e d'ispirazione, è loro possibile fare dopo una conversazione, o una corrispondenza ed anche dopo aver letto un libro che tratti del soggetto nel quale essi sono interessati. La relazione stimolatrice di uno sull'altro può scorgersi molto chiaramente anche su questo piano e, sia che essi ne comprendano le conseguenze o meno, i lavoratori intellettuali le conoscono per esperienza e ne fanno grande uso, come risulta anche dalle loro autobiografie. Lo studioso di esoterismo conosce questo principio e se ne vale; anzi, per certi lavori speciali, egli deve attendere la persona che lo completi, non potendo compierli da solo.

 

c) I piani astrali

I piani delle emozioni e delle passioni sono dalla scienza esoterica designati come piano astrale superiore ed inferiore, ed in essi possiamo trovare le origini del sesso, così come esso è comunemente compreso. Sul terzo sottopiano, ossia nell'astrale superiore, che è il piano delle tenere affezioni, noi troviamo il lato emotivo che desidera un oggetto per l'espressione dei suoi sentimenti o per il soddisfacimento dei suoi bisogni. Questi due aspetti del sentimento sarebbero dal filosofo esoterico considerati come espressione della polarità nelle emozioni. Sul terzo sottopiano, non vi è fissità di sesso ed è il modo di funzionamento che determina se la forza manifestata è positiva o negativa, se è, cioè, di tipo maschile o di tipo femminile. Ciò che ha bisogno di un'espressione emotiva è considerato come maschile, mentre ciò che richiede un soddisfacimento emotivo viene considerato come femminile. Queste modalità di funzionamento possono, però, alternarsi con grande rapidità ed anche manifestarsi simultaneamente, riguardo ai differenti aspetti del temperamento e la polarità viene quindi ad essere costantemente fluttuante. La fluttuazione, della polarità, nell'astrale superiore,è un fattore di grande importanza per l'applicazione pratica di questi principi, alla vita vissuta.

Nell'astrale inferiore – che è il piano degli istinti – la polarità tende a divenire più stabile, poiché questo:piano è molto strettamente collegato a quello fisico e le sue condizioni sono influenzate dalle fasi fisiologiche del corpo. Per quanto strano possa, a prima vista, sembrare, sta di fatto che il sesso del corpo astrale inferiore è l'opposto di. quello del corpo fisico. Non è difficile dare al lettore prove della, verità di questa affermazione. É risaputo che nella donna l'amore è più costante e duraturo, anche se di minore intensità di quello dell'uomo, mentre l'uomo reagisce, invece, violentemente,ad uno stimolo, ritornandosene ad una condizione passiva, quando lo stimolo viene a mancare. Il filosofo esoterico vedrebbe il costante fluire della forza attraverso il veicolo positivo o maschile della donna e la subitanea esplosione di energia latente nel veicolo astrale femminile dell'uomo sotto lo stimolo di una forza cinetica. Su questo piano, si compiono speciali forme di. magia,nelle quali la forza sessuale viene utilizzata. É evidente, quindi, il pericolo a cui ci si espone, tentando di valersi di forze sconosciute e la necessità di vero dominio di sé, da parte di chi vuole occuparsi di studi di questo, genere. Chiunque conosca ambienti nei quali si coltiva l!occultismo pratico sa che, a questo riguardo, si è esposti a costante pericolo, qualora un altro livello morale non sia sempre mantenuto.

Introduzione I Piani Sottili La Polarità sul piano fisico Il Matrimonio Ideale

Le Anime Gemelle L'Anima e il Patner Esoterismo e Matrimonio

  Il Testo Originale