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Come il seme deve morire e subire un processo di putrefazione affinché possa dar vita ad una nuova pianta, così anche l'uomo comune deve morire alla vita profana affinché possa rinascere alla vita iniziatica.
A simboleggiare questo, il candidato deve essere introdotto in una stanzetta dipinta di nero, decorata di ossa e di altri simboli di morte, di fronte ad un teschio ammonitore: la Camera di riflessione.
Là è posto a meditare, finché la sua mente risulti atta a compilare il Testamento, documento supremo di chi lascia la vita e si prepara alla morte. Questo Testamento, che deve essere nello stesso tempo un retaggio ed una promessa, si compone della risposta a tre domande: Che cosa dovete a Dio? Che cosa dovete alla umanità? Che cosa dovete a voi stesso? (1).
A prescindere dal significato puramente letterale in cui nella quasi totalità sono intese - giacché nessuno pensa neppure che le risposte ad esse siano un proponimento di trasmutare prima se stesso, poi l'umanità, per raggiungere uno stato divino osserverete che le domande sono analogiche ai tre “corpi” che compongono l'essere umano: tutto l'antico insegnamento occulto distingue l'uomo in ciò che si è convenuto chiamare corpo fisico, anima e spirito.
Quindi l'aspirante alla iniziazione contrae doveri per l'appunto verso - dirò così - le tre parti costitutive del suo essere: deve porre il suo corpo fisico in grado di rendersi atto a servire da ricettacolo e da accumulatore delle forze che le conoscenze e le pratiche iniziatiche svilupperanno in lui; deve condurre il suo corpo animico a dar vita a quelle forze stesse; deve rafforzare e rendere cosciente il suo corpo spirituale affinché possa dominare, dirigere ed utilizzare in ogni campo queste forze.
Con la compilazione dunque del Testamento, l'iniziando ha così compiuto la cosiddetta Prova della Terra. È morto alla vita profana. Come è morto il seme interrato per germogliare.
I più antichi rituali della Massoneria Iniziatica prescrivono che sul tavolo della Camera di Riflessione debbano trovarsi tre ciotole contenenti: sale, zolfo e mercurio. Questi tre minerali, nel linguaggio figurativo alchemico, stanno appunto a rappresentare la trinitaria composizione dell'uomo: non solo - ma essi corrispondono per le loro proprietà occulte alle forze nascoste del corpo fisico, del corpo animico e del corpo spirituale.
Molte logge, poi, usano appendere o dipingere scritte varie nella Camera di Riflessione quali ad esempio:
- Se è la curiosità che ti ha condotto qui, vattene!
- Se temi di essere illuminato sui tuoi difetti, ti troverai male tra di noi.
- Se sei capace di dissimulazione, trema: ti scopriremo.
- Se tieni alle distinzioni umane Vattene!
- Se la tua anima ha provato spavento, non andare oltre.
-Se sei armato di perseveranza, verrai purificato dagli elementi, sortirai dall'Abisso delle Tenebre, conquisterai la Luce.

Ma queste didascalie, pur commendevoli, esorbitano dal simbolismo della Prova della Terra, e non sono che ammonimenti morali di cui tuttavia il candidato deve far tesoro.

 

Sul Gabinetto di Riflessione sono presenti due documenti che ne analizzano il significato

Gabinetto di Riflessione: Profili Storici

Il Gabinetto di Riflessione e i Viaggi negli Elementi Primordiali


Con le formalità di rito - di cui i nostri rituali non danno che una pallida idea - l'iniziando entra nel Tempio. Tre volte circumambula il sacro locale nel senso del moto solare, nel senso cioè in cui più efficacemente circolano nell'Essere umano le correnti terrestri e cosmiche. La prima volta l'immersione di una mano nell'acqua gli ricorda il dominio sulle cose fluide; la seconda un lieve vento gli ricorda il dominio sulle cose aeree; la terza volta una fiamma gli ricorda il dominio sulle cose eteree.
Intese, queste cose, come le forze ed i poteri che sono latenti in lui ed attorno a lui e che esso candidato deve sviluppare, dominare e poi utilizzare.
Rileviamo ancora che il primo viaggio è accompagnato da forti rumori; il secondo da rumori meno forti; il terzo da rumori appena percettibili. Questo simbolizza i tre gradi di calore alchemico necessari perché nell'Atanor, nell'alambicco del corpo umano, dopo la putrefazione (avvenuta nella Camera di Riflessione) della Materia dell'Opera, avvenga la prima trasmutazione del piombo in oro. Secondo il nostro simbolismo massonico, si deve dapprima sgrossare la pietra con colpi rudi di maglietto e scalpello, poi raffinarli con colpi più leggeri; poi - sempre, notate, con gli utensili muratori - condurla dolcemente a pulimento, sì da renderla atta alla costruzione del Tempio Universale. E cioè condurre l'umanità (lo stato, la condizione umana) ad una maniera di vita cooperatrice delle forze costruttive universali, anziché antitetica, quale il materialismo irragionevole che guida sempre più il genere umano rende la vita consueta, quella che profanamente conduciamo.
Sono queste le cosiddette prove della Terra, dell'Acqua, dell'Aria e del Fuoco.

Darò ora un breve ed incompleto accenno sul come iniziaticamente si intendono questi che gli antichi denominavano “elementi”.
I quattro elementi dunque, non debbono essere intesi nel senso letterale. Si soleva adombrare con essi che nella Natura (o Macrocosmo) come nell'uomo (o microcosmo) tutto è costituito da questi stati e soltanto da questi stati: solido, liquido, aeriforme, etereo. In ognuno dei tre corpi costitutivi dell'essere umano - analogicamente s'intende - esiste questa divisione quaternaria dei suoi componenti. Ne deriva quindi che lo sviluppo iniziatico verte su dodici modalità, per così dire, di forze occulte principali, modalità che sono anche state chiamate “Le Dodici Volte della Rosa + Croce”.
Come ho detto in antecedenza, compito dell'Apprendista è quello di purificare - nel senso iniziatico - la propria natura onde preparare in lui un terreno atto al manifestarsi graduale di queste potenze spirituali che racchiude in se stesso e che può ricevere dal di fuori.
È pertanto necessario che l'Apprendista conquisti una certa comprensione del simbolismo massonico attraverso una diuturna meditazione, riferimenti analogici ed omologici, studi ed esegesi di vario genere; e soprattutto profondamente, appassionatamente, ricerchi la risposta alla domanda “Di dove veniamo” che è peculiare del suo grado. Le altre due “Chi siamo” e “Dove andiamo” sono di pertinenza del secondo grado di Compagno e di quello di Maestro, rispettivamente.
L'attuale rito per la ricezione di un Apprendista nella Massoneria è un misto di iniziatico e di profano, quest'ultimo interpolato per molteplici cause che non è qui il caso di sviscerare. Purtroppo i Rituali, meno qualche antica eccezione, perpetuano, spesso peggiorandolo, questo stato di cose, specialmente al tempo nostro in cui la cosiddetta civiltà ha fatto obliare che oltre alla vita profana esiste un'altra vita, tale che potrebbe portare l'umanità ad una esistenza di felicità ineffabile, di elevatezza spirituale neppure sospettata. E che questa vita è proprio quella che tutte le Società Occulte - Massoneria compresa - intendono realizzare.
Concluderò esprimendovi carissimi Fratelli Apprendisti la speranza che le mie parole siano di sprone alla conquista della Parola Perduta, purtroppo da pochi soltanto ritrovata, senza la qual conquista, benché adorni degli ornamenti massonici, e frequentanti un Tempio dedicato a Colui che ha architettato il Cosmo, resterebbero, nonostante tutto, semplicemente dei profani.

 

 

1. Mi sia concesso qui di aprire una parentesi. Nel testamento di molte Obbedienze Massoniche in luogo della domanda: Che cosa dovete a Dio? vi è quest'altra: Che cosa dovete alla Patria?
È questo un errore in assoluta antitesi con l'insegnamento massonico. Ha avuto origine da un rituale francese stampato nel 1801 sotto il titolo “Regulateur du Maçon ». Rituale che è stato sconfessato pressoché da tutte le Potenze Massoniche come non rispondente ai principi iniziatici della Massoneria e dell'Occultismo in genere. Anche il nostro Grande Oriente, erede della tradizione occulta occidentale, del pitagorismo ecc... adottò, in un certo periodo storico, questa formula spuria. Fu nel marzo del 1863 che la R:. L:. “Concordia” all'Or:. di Firenze, in seguito agli entusiasmi patriottici ed anticlericali dell'epoca, chiese al Grande Oriente Italiano di allora, che nel Testamento dell'iniziando venisse sostituita la formula in questione. Il Grande Oriente accolse la richiesta e la ratificò. Da notare per di più che il concetto di patria nella Universale Massoneria è ben diverso da quello che può essere concepito da un individuo ancora profano.


 

 

Indice

Il Segreto massonico La Massoneria La Purificazione

Le Quattro Prove Il Tempio Conclusioni
 

 

 

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