awh (Hu), Egli, Lui stesso

In questo lemma l'elemento personale è rappresentato dalla lettera h e non presenta alcun elemento dimostrativo. Il Nome appare una sola volta nelle Scritture Sacre. Secondo Fabre d'Olivet, era molto diffuso presso i popoli semiti e indicherebbe la divinità in ciò che essa ha di più misterioso. Ha Idra Rabba Qadisha (La Maggiore Santa Assemblea) dice: awh, Lui stesso, Egli stesso è nascosto da tutti i lati. Il Siphra Dtzenioutha (Il Libro del Mistero Nascosto) dice ancora: Arikh Anpin (Grande Viso) o Macroprosopo è chiamato awh. È detto di Lui: quello che è compiuto ma che nessuno trova, chi non si mostra davanti agli occhi dell'uomo, chi non è possibile chiamare con un Nome. Ha Idra Zuta Qadisha (Minore Santa Assemblea) riferisce a proposito di questo nome: Esso si separa sempre di più; è separato da tutte le cose e tuttavia non si separa interamente, attendendo che tutte le cose aderiscano a Lui e che Lui stesso aderisca a tutte. awh, Lui Stesso, è Tutto; Lui, il più Santo Antico di tutti gli Antichi, il Segreto di tutti i Segreti.

Questa parola, come osserva Fabre d'Olivet, richiama i misteri più profondi. Il soffio h si proietta in w, la quale, qui, ha il suono ou quale evocatore dell'oscurità e dell'abisso, per risolversi, in seguito, nella lettera a, l'unità assoluta ed irriducibilmente ternaria. Il valore ghematrico di questa parola è 1+6+5(=12).

Il numero 12 (3x4) è quello delle divisioni naturali dell'unità ciclica, in quanto è la combinazione dei contrasti maxima; combinazione simultanea, 4, e successiva, 3. Questo numero, tuttavia, si costruisce qui in maniera diversa: emerge come il concorso del quinario, numero dell'individuazione autonoma e del senario, numero della sintesi armonica che viene ad includersi nell'unità.

 

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Anoki Atta Hu