Il Cuore del Maestro

                   ▪ La Visione

                   ▪ La Voce

                   ▪ Il Tempio della Verità

 

                     ▪ Parte Prima

  Commento  ▪ Parte Seconda

                     ▪ Parte Terza

 
 

Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge

 

III.

IL TEMPIO DELLA VERITA'

L'Iniziazione

Io, Khaled Khan, ho sperimentata questa visione e ricevuta questa voce sulla sacra collina di Sidi Bou Said, nel paese che ora si chiama Tunisia che nel passato venne santificato da innumerevoli presenze sacre. Ma, se mi è permesso parlare liberamente di ciò a cui pervenni nella mia lunga ricerca della Vera Saggezza, mi è invece proibito dichiarare le modalità della mia Iniziazione, con la quale guadagnai l'ingresso a quel Palazzo chiamato il Tempio della Verità (e da alcuni Darùelù Jalal).

Tantomeno posso rivelare più apertamente la locazione di quella dimora, che dire che essa è scavata nella pietra viva del punto mediano della cima di un alto picco, appartenente alla catena montuosa del Jebelùelù Asharah.

Essendo stato portato dopo molti giorni nel posto ove era la Luce, che veniva diffusa dal sole attraverso una lastra di Topazio, ornata di una rosa di 49 petali posta su di una Croce Greca, persino a mezzanotte; mi ritrovai alla presenza di un certo uomo anziano (poiché era scritto che la sua età era di 120 anni) che stava in piedi davanti ad un tavolo di sette lati, sul quale vi era del fuoco, incenso in un turibolo, e del pane. Di tutto questo egli mi ordinò di partecipare; e dopo averne consumato, egli prese una fiala d'olio dorato dal centro, e ne unse i miei occhi, e le mie orecchie, e le mie labbra.

In tale modo divenni consapevole dell'immagine di un Dio, di aspetto tanto severo quanto nobile, del suo spirito completamente calmo, della sua mano destra che brandiva una falce e della sinistra che portava una clessidra. E quando rivolsi il mio sguardo verso di lui, egli rovesciò il polso, essendo passato via anche l'ultimo granello di sabbia.

Poi il mio istruttore puntò una piccola bacchetta su di una grande mappa non completamente scritta, e apparve l'ombra della mano dell'uomo, che formò l'immagine di una leone alla fine del foglio. Sopra questa pergamena, che era parzialmente chiusa, vi era una tavoletta quadrata di marmo bianco su cui, scritti in oro, lessi questi caratteri intorno all'immagine di un occhio inscritto in un triangolo radiante.

S.'. S.'.

Il che, interpretato vuol dire, "La Grande Confraternita Bianca"; e sotto le cifre era scritto: "Con Noi Duemila Anni Sono Come Un Solo Giorno".

Poi il mio istruttore mi raccontò che la confraternita inviava uno dei suoi membri ogni 2000 anni, recando una parola che servisse al genere umano quale nuova formula magica, così da far loro compiere un ulteriore passo sulla strada che conduce alla perfezione. Inoltre, due volte in quel periodo, cioè ad intervalli di un po' più di 3 ed un po' meno di 7 secoli, essi inviavano un profeta minore per preparare la Via alla Parola successiva, e per mantenere o restaurare le virtù della Parola corrente.

E sua di una parte non ripiegata della carta potei leggere i nomi di alcuni di questi fratelli, e le parole che erano state emesse una dopo l'altra. Ma di alcune non riuscii a leggerne i caratteri, essendo questi del tutto sconosciuti. Così era scritto:

FU U HSI, e dopo un grande spazio (con pochi nomi e illeggibili), LAO ù TZE, GAUTAMA, ZERDUSHT, PITAGORA, DIONISO, OSIRIDE. Costoro vennero inviati nel medesimo momento, e Dioniso sotto numerose forme differenti, per illuminare le Sei Grandi Civiltà, sull'essere accomunate dall'apertura delle comunicazioni sul pianeta per mezzo dell'espansione del Potere Romano. Dopo questi vi era, praticamente isolato, il nome APOLLO; ma sopra questo, sull'intera larghezza del foglio, la parola IAO.

Quindi cadde l'oscurità sull'intera mappa, poiché in una sola volta la Confraternita era stata quasi distrutta da una grande Stregoneria della Loggia Nera, e dall'oscuramento di tutto il Consiglio, e dalla confusione di ogni Verità. Potei scorgere un solo nome completamente leggibile: PLOTINO. Ed invece, alla fine delle tenebre, tra i molti nomi che non riuscivo a leggere, vidi Jacobus Burgundus Molensis, perché era scritto in lettere di fuoco. Non fu forse l'Ordine del Tempio ad aprire la strada al Rinascimento, fondendo i Misteri d'Oriente con quelli d'Occidente?

Poi infine una bianchezza improvvisa esplose sulla carta, come se una macchia fosse stata cancellata (sebbene non completamente dal passaggio dell'acciaio), e c'era questa parola scritta con i caratteri ricurvi a forma di scimitarra: Mohammed. Quindi c'era un nome macchiato dalle piaghe: Sir Edward Kelly,  seguito da uno scritto in cifre àà e nel centro di tutto, entro l'emblema di una rosa rossa di cinque petali su di una croce d'oro, stava scritto: Christiam Rosencreutz (poiché fu proprio in tal modo che fratelli discreti celarono il suo nome vero). Successivamente venivano tre nomi Grandi e Terribili, che qui non riporterò. E in ultimo apparve il geroglifico del leone scritto da poco, ma il nome di quel fratello veniva celato.

Per ultimo, mi venne mostrato il mistero delle parole: nel primo periodo della storia nota, gli uomini credettero che la vita provenisse dalla donna sola, e attivati dalla formula di Iside, adorarono la natura casta e gentile, non comprendendo la Morte, o l'arcano dell'Amore. E quando il periodo fu maturo, apparvero i fratelli della formula di Osiride, la cui parola è IAO; quindi gli uomini adorarono l'Uomo, e credendolo soggetto alla Morte, stimarono la sua vittoria dipendente perciò dalla resurrezione. Ugualmente essi credettero del Sole, ucciso e resuscitato ogni giorno, ed ogni anno. A questo punto, essendo stata adempiuta del tutto questa grande formula, e mutata in abominio, il Leone avanzò per proclamare l'Eone di Horus, il Figlio Coronato e Conquistatore, che non muore mai e neanche rinasce, ma procede radioso per sempre sulla sua strada. Allo stesso modo si comporta il Sole: e poiché ora si sa che la notte non è altro che l'ombra della terra, ugualmente la morte non è altro che l'ombra del corpo, che vela la sua luce dal suo proprietario.

Di questo profeta il verbo è THELEMA (scritto in lettere greche). Molteplici e meravigliosi sono i misteri correlati a questa parola e pure al suo numero! Eppure io non li spiegherò, fatta eccezione per il più semplice, per l'istruzione dei bimbi: "Amore è la legge, amore sotto il dominio della volontà".

E la pergamena fu chiusa repentinamente, e il mio istruttore mi fece voltare: era giunta sul posto una donna come rosa dorata, con riccioli selvaggi, e seni come avorio lucente, e la sua andatura era l'andatura di una giovane leonessa. Sopra le sue ciglia fiammeggiava uno zaffiro stellato, e sulla sua guancia vi era una cicatrice dura, un cerchio profondo e splendido. Nelle sue mani recava uno scritto, e col sorriso sulle labbra me lo porse. Non sapevo quale nome avrei dovuto usare nel ringraziarla per una simile cortesia; ella comprese e mi disse: "Il mio nome è Stella del Nord". E questo era il contenuto del proclama all'Uomo:

 

Fa' ciò che vuoi sarà tutta la Legge.

 

Poiché l'inizio del mio ufficio sulla terra è stato nell'anno della fondazione della Società Teosofica, ho preso su me stesso durante il mio turno, il peccato del mondo intero, in modo che le profezie potessero venire adempiute, così che l'Umanità potesse compiere il passo successivo che l'avrebbe condotta dalla formula magica di Osiride a quella di Horus.

Ed essendo scoccata la mia ora, proclamerò la mia Legge.

La Parola della Legge è THELEMA (in lettere greche).

Dato nel mezzo del Mare Mediterraneo

AN. XX, Sole 3 Gradi in Bilancia, Die Jovis

Da me, TO MEGA THERION (in lettere greche),

LOGOS AIONOS THELEMA (in lettere greche).

AVENDO LETTO QUESTE PAROLE con molta attenzione undici volte, pregai il mio istruttore (poiché la donna era tornata dal suo Maestro) di chiarirmi quelle cose che apparivano oscure alla mia fiacca comprensione. "Nella Luce della Carta dell'Opera della Confraternita", dissi, "la Volontà del Maestro, e la Sua Parola, sono chiare ora. Ma del Momento Suo io non conosco; e tremo davanti alle tenebre di questo Mistero di Peccato."

"Dell'Ora Sua", rispose il mio insegnante, "è facile dirsi. L'Opera di nostra Sorella Helena Petrovna Blavatasky, venne inaugurata nella stagione della nascita sulla terra del nostro Fratello il Maestro, la cui Parola è THELEMA, ed il cui nome è ancora celato sotto la forma del Leone. Era necessario preparare la Sua Strada in modo che Egli potesse proclamare la Sua Legge in ogni paese che sta sulla superficie della terra. E questo lavoro è stato adempiuto dalla Società fondata a questo fine da nostra Sorella. Ma anche così, attenzione! Cinquanta anni pieni sono passati, e solo ora il Momento del Potere si è aperto a nostro Fratello il Leone affinché possa emettere la Sua Parola al mondo intero con piena efficacia."

Detto ciò, il mio istruttore si ritirò nel silenzio, e il mio spirito si preoccupò gravemente; la mia faccia rabbuiata; stavo avvicinandomi al Mistero del Peccato. Ma il mio insegnante apparve soddisfatto, mentre le rughe di vecchiaia gli si staccavano dal volto come una maschera, e la sua voce vibrava dell'estasi del rilassamento.

Il Mistero del Peccato

La parola del peccato è Restrizione, fa’ ciò che vuoi sarà tutta la tua Legge. ù Tali erano le parole inscritte in una tavoletta quadrata di ottone che stava sul tavolo esagonale sotto l'indice disteso del mio istruttore. E poiché egli capiva che il senso della frase mi era parzialmente oscuro, richiamò alla mia memoria due altri periodi tratti da una raccolta ebraica antica: "Tutti hanno peccato, ma in breve pervengono alla Gloria di Dio"; e poi: "Il Pensiero di Follia è Peccato."

In quell'istante compresi come ogni uomo viva nel peccato, se la voce della Volontà Vera viene ostacolata; e cioè la libera funzione della natura essenziale. Questa restrizione proviene per la maggior parte dall'ignoranza su quale sia la Volontà Vera; e anche da impedimenti esterni, ma più di tutto dall'interferenza di parti mal controllate degli strumenti corpo e mente. E la libertà non si trova nella rilassatezza e nell'assenza di controllo, ma nel corretto governo di ciascun individuo del comune benessere in modo da assicurare tanto il proprio benessere quanto quello dell'intera comunità. E tale effetto si guadagna con la perfetta organizzazione sotto lo sguardo di una intelligenza adeguata a comprendere congiuntamente i bisogni generali e quelli particolari. La Via della Perfezione è perciò Duplice: primo, la Volontà Vera deve essere consapevolmente scoperta dalla mente, e quest'Opera è strettamente legata a quella chiamata l'acquisizione della Conoscenza e Conversazione del Santo Angelo Custode; secondo, così com'è scritto: "Non hai altro diritto che compiere la tua Volontà", ogni porzione di energia che lo Strumento è capace di sviluppare dovrà venire diretta verso il compimento di quella Volontà; e ciò è il feroce leone che si incontra sulla propria strada: che fino a che il secondo compito non sarà stato sufficientemente sviluppato, la confusione dello strumento sarà tale che esso sarà completamente incapace di qualsivoglia approccio al primo.

Poi la mia guida disse: "Questo è giusto; ma impara anche un Mistero grande e meraviglioso: ogni conflitto tra le parti dell'Universo sorge esclusivamente da questo errore, e da nessun'altro. Nel nostro Spazio Infinito (che è Nulla eccetto la nostra gamma di possibilità sconfinata) non vi è bisogno alcuno che una persona ne scavalchi un'altra. Come in Paradiso vi è lo spazio per ogni stella che passi per la sua orbita incontrastata, parimenti è per quelle Stelle sulla Terra, che sono mascherate da uomini e donne. Sappi perciò che questa Legge di THELEMA, "Fà Ciò Che Vuoi", è la prima legge mai data all'uomo che sia valida per tutti in ogni luogo e tempo. Ogni legge primitiva infatti, è parziale, a seconda dell'intendimento di chi ascolta, o dei costumi della gente, o della filosofia dei loro saggi. E nemmeno vi è bisogno con questa Legge di THELEMA di minacce o promesse: poiché è la Legge che tiene fede a se stessa, in modo che la ricompensa per colui che compie la sua Volontà è Libertà, e la punizione per chi se ne discosta è Restrizione.

Insegna quindi questa Legge a tutti gli uomini; perché nella misura in cui essi la seguiranno, cesseranno di ostacolarti col loro movimento casuale, ed in definitiva tu farai del bene a te stesso facendone a loro. Infatti non vi è nessuno che ostacoli tanto se stesso di chi ostacola gli altri nella loro Via, o di chi costringe altri ad un qualche moto inadatto alla loro natura. Comprendi inoltre come molti uomini, sentendo se stessi nell'amarezza della restrizione, tentino di scampare al proprio dolore infliggendo un egual peso sulle spalle dei propri fratelli: è come se uno storpio cercasse facilità di movimento accorciandosi le stampelle. Negare poi la Legge di THELEMA è restrizione implicita; è affermare il Conflitto Universale quale necessario. É blasfemia contro il Sé, dichiarare che la propria Volontà non è parte necessaria (e perciò nobile) del Tutto. In parole povere, colui che non accetta la Legge di THELEMA si ritrova diviso contro se stesso: cioè è pazzo, e la conseguenza di questo sarà la rovina dell'Unità della sua Divinità.

E ascolta ancora: l'opposizione di due movimenti non sempre è indice di conflitto o errore. Perché due punti opposti si concentrano sull'asse di una ruota muovendosi uno a nord e l'altro a sud; ma in verità essi sono parti armoniose del medesimo sistema. E lo scalmo che trattiene il remo non ostacola ma agevola la Volontà Vera di quel remo. Allo stesso modo l'autocontrollo non è in modo alcuno nemico della Libertà, ma lo strumento che la rende possibile. E colui che libererà un muscolo dai suoi legami con l'osso, renderà quel muscolo impotente.

Inoltre ascolta queste parole: così come un muscolo è vano se non è coordinato col resto, egualmente la tua opera sarà resa più semplice unendola con quella del Maestro THERION, la cui Volontà Vera è portare l'Opera di ogni uomo alla perfezione.

A questo fine ultimo Egli ha proclamato la Sua Legge; a questo fine stesso, che è poi anche il tuo, unisci la tua piccola forza alla Sua grande possenza, poiché è scritto:

E si adori e si benedica il Profeta della dolce Stella!

Tu, dunque ù và avanti, và avanti nella mia forza, disse il Signore dell'Eone, e non tornare indietro per alcuno.

E mentre così Egli parlava, mi sentivo costantemente accrescere l'emozione: la mia statura stessa era aumentata, a causa della correzione della mia natura. E mentre ero assorto in questi pensieri, il mio istruttore, percependoli, mi sorrise dicendo: "In verità, o Khaled Khan, o figlio dell'Aurora dell'Eone, tu hai fatto germogliare nel tuo stesso essere la Legge di THELEMA. Poiché la Legge è proprio una legge: essa non richiede il ginocchio piegato della schiavitù, o la testa china della vergogna. No, dovessi andare a conferire anche col Dio degli Dei, resterai sempre eretto, in modo da poter essere uno solo con lui mediante amore, come sicuramente Egli desidera."

E con queste parole, le pareti dell'angusta camera del tempio sulla cima del monte furono spazzate via e mi ritrovai in un remoto luogo deserto e straniero. E di ciò che mi accadde poi non parlerò, poiché vi è una Bellezza che non ha miglior ornamento che il Silenzio.

 

 
 

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