LETTERA DEGLI APOSTOLI

 GNOSTICA

 

La Lettera degli Apostoli (latino: Epistula Apostolorum) è un apocrifo del Nuovo Testamento scritto in greco antico tra il 130 e il 170 e pervenuto in copto ed etiopico. A lungo ritenuta persa.
Dopo un resoconto riassuntivo del ministro di Gesù contiene istruzioni catechetiche del Signore risorto agli apostoli, con tono prevalentemente anti-gnostico

 

 

[1.1] (Testo etiopico). Ciò che Gesù Cristo ha rivelato ai suoi discepoli sotto forma di lettera e come Gesù Cristo ha rivelato questa lettera del collegio degli apostoli e discepoli di Gesù Cristo, scritta per tutti a motivo dei falsi apostoli Simone e Cerinto affinché nessuno si unisca a loro poiché in essi c'è un'astuzia che uccide gli uomini. Siate perseveranti e non dubbiosi, non lasciatevi scuotere né deviare dalla parola del vangelo che avete ascoltato. Come l'abbiamo ascoltata, come la ricordiamo e l'abbiamo scritta per tutto il mondo, così la affidiamo a voi in pace, nostri figli e figlie, in nome del Padre, padrone del mondo, e di Gesù Cristo. La grazia si moltiplichi su di voi!

[1.2] Noi Giovanni, Tomaso, Pietro, Andrea, Giacomo, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Nataniele, Giuda Zelote e Kefas, scriviamo alle Chiese dell'Oriente e dell'Occidente, del nord e del sud raccontandovi e annunziandovi quanto si riferisce a nostro Signore Gesù Cristo: vi scriviamo in conformità di ciò che abbiamo visto, udito e toccato dopo che egli era risorto dai morti, e in conformità di ciò che egli ci ha rivelato di grande, di meraviglioso, di vero.

[3.1] Noi sappiamo questo: Nostro Signore e salvatore Gesù Cristo è Dio, Figlio di Dio, fu mandato da Dio, padrone di tutto il mondo, colui che l'ha fatto e l'ha creato ed è chiamato con tutti i nomi: egli è al di sopra di tutte le potenze, e Signore dei signori, re dei re, potente dei potenti, celeste al di sopra dei cherubini e dei serafini e siede alla destra del trono del Padre.

[3.2] Con la sua parola fece i cieli, formò la terra e tutto quanto v'è in essa, pose al mare dei limiti che non può valicare, fece zampillare le profondità e le sorgenti e (le fece) scorrere notte e giorno sulla terra. Fissò il giorno e la notte, il sole e la luna e le stelle del cielo, separò la luce dalle tenebre. Chiamò l'infero e, in un batter d'occhio, ordinò la pioggia per l'inverno, la nebbia, la brina e la grandine per i giorni loro assegnati. Scosse la terra e poi la stabilizzò. Creò l'uomo a sua immagine e a sua somiglianza.

[3.3] Ha parlato, con immagini, ai patriarchi e ai profeti, ed in verità attraverso colui che gli apostoli annunziano e i discepoli hanno toccato. Noi crediamo in Dio, Signore, Figlio di Dio: parola che prese carne dalla santa vergine Maria, suscitata nel suo seno dallo Spirito santo; non fu generata dal piacere della carne ma dalla volontà di Dio; fu avvolta in fasce e manifestata a Betlemme; crebbe e giunse all'età matura nella quale noi l'abbiamo vista.

[3.4] Questo fece nostro Signore Gesù Cristo che da Giuseppe e Maria, sua madre, fu mandato dove doveva imparare a scrivere. Colui che gli insegnava, mentre lo ammaestrava, gli diceva: "Dì alfa!". Egli rispondeva: "Dimmi prima che cos'è beta!". E... quanto avvenne è vero..

[5.1] Dopo vi fu un matrimonio a Cana di Galilea e si invitò anche lui, sua madre e i suoi fratelli: ed egli cambiò l'acqua in vino

[5.2] Risuscitò morti, fece camminare storpi e ridiede l'uso della mano ad uno che l'aveva rinsecchita; una donna che da dodici anni soffriva di perdite di sangue fu subito guarita non appena toccò il lembo del suo abito. Ed essendoci noi meravigliati davanti a questo miracolo, egli disse: "Chi mi ha toccato?". Noi gli abbiamo risposto: "Signore, è la folla che ti stringe". Ma egli replicò: "Ho avuto la sensazione che da me sia uscita una forza". Allora quella donna gli andò davanti e gli disse: "Signore, sono io che ti ho toccato!" Egli le disse: "Va', la tua fede ti ha guarita".

[5.3] Faceva udire i sordi, vedere i ciechi, liberava gli ossessi, purificava i lebbrosi. Il demone Legione che era in un uomo, appena incontrò Gesù gridò e disse: "Sei giunto a scacciarci prima del tempo della nostra perdizione". Ma il Signore lo rimbrottò dicendo: "Esci da quest'uomo, senza fargli del male!". Allora entrò nei porci, li trascinò nell'acqua ed essi annegarono.

[5.4] Poi camminò sul mare: soffiavano i venti, ma egli gridò contro di essi e le onde del mare si calmarono. E siccome noi, suoi discepoli, non avevamo denaro, gli domandammo: "Maestro che cosa dobbiamo fare a proposito dell'esattore delle imposte?". Egli ci rispose: "Uno di voi getti l'amo, la nassa, in profondità, prenda un pesce e dentro vi troverà un denaro. Lo dia all'esattore delle imposte per me e per voi".

[5.5] Una volta che non avevano pane all'infuori di cinque pani e due pesci, ordinò alla folla di sedersi, ed erano cinquemila, senza contare donne e bambini. Davanti a costoro noi abbiamo portato i pezzi di pane: essi mangiarono, si saziarono, e ne avanzò; riempimmo dodici ceste di frammenti domandandoci l'un l'altro: "Che cosa significano questi cinque pani?". Sono un'immagine della nostra fede nella grandezza del Cristianesimo, e cioè nel Padre, padrone di tutto il mondo, e in Gesù Cristo, nostro salvatore, e nello Spirito santo, Paraclito, e nella santa Chiesa e nel perdono dei peccati.

[6.1] Questo ce lo ha rivelato e insegnato il nostro Signore e salvatore, ed allo stesso modo noi (lo insegniamo) a voi affinché diventiate partecipi della grazia del Signore e del nostro ministero, e siate nella nostra gloria mentre tendete alla vita eterna. Siate perseveranti nella conoscenza e nella ricerca del Signore Gesù Cristo e egli si dimostrerà misericordioso, vi salverà per sempre nella interminabile eternità

[7.1] (Testo copto). Cerinto e Simone sono venuti per girare il mondo. Questi sono nemici di nostro Signore Gesù Cristo poiché pervertono la parola e l'azione, cioè Gesù Cristo. Da costoro tenetevi lontano: in essi c'è la morte, una grande contaminazione e corruzione; ad essi toccheranno il giudizio, la fine e la distruzione eterna.

[8.1] Perciò non abbiamo esitato a scrivervi a proposito della testimonianza di Cristo, nostro salvatore, quanto egli ha fatto mentre noi, al suo seguito, consideravamo i suoi pensieri e le sue opere.

[9.1] Costui, del quale testimoniamo che egli è il Signore, fu crocifisso da Ponzio Pilato e Archelao tra due ladroni, fu sepolto in un luogo detto (Cranio); a questo luogo si sono recate (tre) donne: Maria, la parente di Marta, Maria Maddalena. Presero aromi per versarli sul corpo mentre piangevano e si lamentavano su quanto era accaduto. Ma allorché si avvicinarono alla tomba, guardarono dentro e non trovarono il corpo.

[10.1] Mentre si lamentavano e piangevano, apparve loro il Signore e disse: "Chi piangete voi? Non piangete più, ormai! Sono io quello che voi cercate. Una di voi vada dai vostri fratelli e dica: "Venite, il Maestro è risorto dai morti"".

Marta venne da noi e ce lo disse. Noi le abbiamo risposto: "Che cosa vuoi tu, donna, da noi? Il morto è stato sepolto, è mai possibile che egli viva?".

[10.2] E noi non le credemmo; (non credevamo) che il nostro salvatore sarebbe risorto dai morti. Perciò lei se ne ritornò indietro dal Signore e gli disse: "A proposito della tua risurrezione, nessuno di loro ha creduto che tu viva". Le rispose: "Vada da loro un'altra di voi e glielo ripeta". Venne Maria e ce lo disse di nuovo; ma noi non le abbiamo creduto. E se ne ritornò dal Signore ed anche lei disse la stessa cosa.

[11.1] Allora il Signore disse a Maria ed anche a sua sorella: "Andiamo da loro!". Venne e ci trovò nascosti dentro. Ci chiamò fuori, ma noi pensavamo che si trattasse di un fantasma e non abbiamo creduto che fosse il Signore.

[11.2] Perciò ci disse: "Venite e non abbiate paura! Io sono il vostro maestro, quello che tu, Pietro, prima del canto del gallo, hai rinnegato tre volte; vuoi tu rinnegarlo ancora?". Allora, dubbiosi, andammo dal Signore per vedere se proprio era lui. Egli ci disse: "Perché dubitate ancora e perché restate increduli? Sono proprio io che vi parlai a proposito della mia carne, della mia morte e della mia risurrezione.

[11.3] Affinché siate convinti che sono io, Pietro metti la tua mano e il tuo dito nei segni dei chiodi delle mie mani; ed anche tu, Tomaso, poni il tuo dito nella ferita della lancia sul mio costato; e tu, Andrea, esamina i miei piedi e vedi se non toccano la terra. Sta scritto, infatti, nei profeti: "Il fantasma di un demone non lascia impronta sulla terra"".

[12.1] Noi lo toccammo per vedere se egli era veramente risorto in carne; poi ci prostrammo bocconi confessando i nostri peccati perché eravamo stati increduli. Disse allora il Signore, nostro salvatore: "Alzatevi, ed io vi rivelerò che cosa c'è al di sopra dei cieli e nei cieli, ed il vostro riposo che si trova nel regno dei cieli. Il Padre mio, infatti, mi ha dato potere di portare lassù coloro che credono in me".

[13.1] Quanto ci ha rivelato è appunto questo che ci disse: "Quando io, dal Padre di ogni cosa, ero in procinto di scendere quaggiù passai attraverso i cieli e assorbii la sapienza del Padre, assorbii la forza del suo potere.

[13.2] Mi trovai nei cieli, con gli arcangeli e gli angeli, passai attraverso la loro figura quasi fossi uno di loro, tra le dominazioni e le potestà; li passai tutti avendo io la sapienza di colui che mi ha mandato. Il capo supremo degli angeli, Michele, e Gabriele, Uriele e Raffaele mi hanno seguito fino al quinto firmamento, pensando in cuor loro ch'io fossi uno di loro. Ma il Padre mi aveva dato il potere di questa natura. In quel giorno ornai gli arcangeli di una voce meravigliosa affinché andassero presso l'altare del Padre per servire e compiere quel ministero fino al mio ritorno. Ho fatto così per mezzo della sapienza della somiglianza.

[13.3] Io, infatti, divenni tutto in ogni cosa per potere portare a compimento le disposizioni del Padre... e la gloria di colui che mi ha mandato, e per fare ritorno a lui.

[14.1] Voi sapete che l'angelo ha dato l'annunzio a Maria". Abbiamo risposto: "Sì, Signore". Egli allora proseguì: "Non ricordate che vi ho detto proprio un momento fa: io sono diventato angelo tra gli angeli, io sono diventato tutto in ogni cosa?". Abbiamo risposto: "Sì, Signore".

[14.2] Egli allora ci disse: "In quel giorno appunto, io presi la figura dell'angelo Gabriele, apparvi a Maria e parlai con lei. Il suo cuore mi accolse e lei credette; io mi fermai ed entrai nel suo corpo; mi incarnai, ma, all'infuori di me, non ebbi altri ministri per quanto si riferisce a Maria (alla quale apparsi) nelle sembianze dell'aspetto di un angelo; io farò così dopo che sarò andato dal Padre.

[15.1] Voi commemorate la mia morte! Quando verrà la Pasqua uno di voi sarà messo in prigione per il mio nome, e resterà nella tristezza e mestizia giacché, mentre voi festeggiate la Pasqua, egli si trova in prigione e (lontano) da voi; allora si affliggerà di non poter festeggiare la Pasqua con voi.

[15.2] Io allora manderò la mia forza nella (forma) dell'angelo Gabriele, e le porte della prigione si apriranno. Egli uscirà e verrà da voi, e con voi passerà la notte della vigilia e resterà fino al canto del gallo. Ma allorché voi compite la memoria, fatta per me, e l'agape, egli sarà cacciato nuovamente in prigione, quale testimonianza, fino a quando ne uscirà per predicare quanto io vi ho trasmesso".

[15.3] Gli domandammo: "Signore, è ancora necessario che noi prendiamo nuovamente il calice e ne beviamo?". Ci rispose: "Sì, è necessario fino al giorno in cui io ritornerò con coloro che per amor mio sono stati uccisi".

[16.1] Gli domandammo: "Signore, è grande ciò che tu ci hai rivelato. Verrai tu con qualche forza speciale o prenderai tu qualche forma particolare?". Egli rispose: "In verità vi dico: Io verrò nella sembianza del sole splendente e la mia magnificenza splenderà sette volte più di esso. Portato con magnificenza sulle ali delle nubi e preceduto dal segno della croce, io discenderò sulla terra per giudicare i vivi e i morti".

[17.1] Gli domandarono: "Ci vogliono ancora molti anni, Signore, perché avvenga questo?". Ci rispose: "Quando giungerà a compimento la centesima parte e la ventesima, tra Pentecoste e la festa del pane non lievitato, avrà luogo l'avvento del Padre mio". Noi gli domandammo: "Ora tu ci dici: "Io verrò"; ed ora dici: "Colui che mi ha mandato, è lui che verrà"?". Egli ci rispose: "Io sono completamente nel Padre mio ed il Padre mio è in me".

[17.2] Gli domandammo: "Ci abbandonerai tu veramente fino al tuo avvento? Dove troveremo un maestro?". Egli rispose: "Non sapete voi che finora sono stato qui quanto presso colui che mi ha mandato?". Noi gli domandammo: "É dunque possibile, Signore, che tu sia ugualmente qui e là?". Ed egli rispose: "Io sono completamente nel Padre e il Padre in me per quanto riguarda la somiglianza dell'aspetto e della potenza, della pienezza e della luce, nella misura piena e nella voce. Io sono la parola".

[18.1] "Per lui divenni una cosa, cioè... del pensiero, realizzato secondo il tipo; e lo divenni nell'ogdoade che è il giorno del Signore. Ma l'ultimo compimento del compimento lo vedrete con la redenzione, avvenuta per mezzo mio, e vedrete come io andrò in cielo dal Padre mio, che è nei cieli. Ma attenzione ora: io vi do un nuovo comandamento: amatevi reciprocamente, (testo etiopico) obbeditevi l'un l'altro, e tra di voi sia ben radicata e dominante la pace. Amate i vostri amici, e quanto voi non volete sia fatto a voi, anche voi non fatelo agli altri.

[19.1] Predicate ed insegnate questo a coloro che credono in me, predicate anche il regno del cielo di mio Padre e come mio Padre mi abbia dato tutto il potere affinché voi possiate fare avvicinare i figli del Padre celeste. Predicate loro; essi devono credere! Siete voi coloro ai quali è stato ordinato di fare avvicinare al cielo i suoi figli".

[19.2] Gli domandammo: "A te, Signore, è possibile compiere ciò che ci hai detto. Ma come potremo noi?". Ci rispose: "In verità vi dico: predicate e insegnate, ed io sarò con voi, giacché a me piace molto restare con voi; così sarete coeredi, con me, di quel regno celeste di colui che mi ha mandato! In verità, vi dico: voi sarete miei fratelli e amici, poiché il beneplacito del Padre mio è su di voi e su coloro che, per mezzo vostro, crederanno in me. In verità, vi dico: mio Padre ha preparato per voi una tale e così grande felicità che gli angeli e le dominazioni bramarono contemplare e vedere e lo brameranno, ma a loro non sarà concesso di contemplare la grandezza del Padre".

[19.3] Gli domandammo: "Signore, che cos'è questo che tu ci dici?". Ci rispose: "Vedrete una luce più splendente della luce e più perfetta della perfezione. Ed il figlio sarà completato dal Padre, che è luce, Ä poiché il Padre è completo Ä ed il completamento (consiste) nella morte e risurrezione: una perfezione che sorpassa l'altra. Io sono integralmente la destra del Padre, io sono in lui, che è completo".

[19.4] (Testo copto) Noi dodici gli dicemmo: "In ogni cosa, Signore, tu sei divenuto per noi salvezza e vita, annunziandoci una tale speranza". Ci disse: "Abbiate fiducia ed il vostro cuore sia sereno! In verità vi dico: il vostro riposo sarà là, nel luogo ove, per coloro che vi si trovano, non c'è né cibo né bevanda, né gioia né tristezza né mancanza alcuna. Voi non avete parte a..., bensì riceverete l'eternità del Padre mio. Come io sono in lui, così anche voi vi troverete in me".

[19.5] Di nuovo gli domandammo: "Sotto quale forma? Nella forma degli angeli od anche nella carne?". Egli rispose: "Vedete! Io ho assunto la vostra carne con la quale sono nato, fui crocifisso e sono risorto per opera del Padre mio, che è nei cieli, affinché si adempisse la profezia del profeta David a proposito di ciò che egli ha annunziato su di me, sulla mia morte e sulla mia risurrezione, dicendo: "Quanto sono numerosi, o Signore, quelli che mi combattono, molti sono quelli che insorgono contro di me. Molti dicono all'anima mia: per lui non c'è scampo presso Dio. Ma tu, Signore, sei il mio difensore, tu sei la mia gloria, tu sollevi il mio capo. Con la mia voce io grido al Signore, ed egli mi ascoltò. Io mi metto giù e mi addormento; io mi risveglio, perché tu, o Signore, sei il mio difensore. Non temerò le miriadi di genti, che mi circondano e sono schierate contro di me. Sorgi, o Signore, salvami, mio Dio! Giacché tu hai smascellato tutti coloro che, senza motivo, mi erano nemici. Hai spezzato i denti dei peccatori. Al Signore la salvezza ed il suo beneplacito sul suo popolo".

[19.6] Ora se, per mezzo mio hanno avuto compimento tutte le parole dette dai profeti Ä sono io che mi sono riconosciuto in esse Ä, quanto più veramente si compirà ciò ch'io vi dico, sicché colui che mi ha mandato sia glorificato da voi che credete in me".

[20.1] Allorché terminò di parlarci così, noi gli dicemmo: "Tu, Signore, ti sei dimostrato benevolo in tutto e ci hai salvato: tu ci hai rivelato tutto. Noi ti vorremmo domandare ancora qualcosa, se tu ce lo permetti".

[20.2] Ci rispose: "So che fate attenzione quando io parlo e che il vostro cuore è contento. A proposito di ciò su cui mi volete interrogare, domandate pure ed io ne parlerò con voi.

[21.1] Giacché vi dico in verità: come mio Padre mi ha risuscitato dai morti, allo stesso modo risorgerete anche voi e salirete nei cieli, nel luogo del quale io vi ho parlato all'inizio nel luogo che vi ha preparato colui che mi ha mandato. Io porterò a compimento tutte le disposizioni per la salvezza: io non generato eppure generato dagli uomini, io che non ho carne eppure ho portato la carne; per questo infatti sono venuto, affinché voi (testo etiopico) nella rigenerazione riceviate la risurrezione nella vostra carne: un abito che non si corromperà in tutti coloro che sperano e credono in colui che mi ha mandato. Il beneplacito del Padre mio è, infatti, su di voi, ed a coloro ch'io voglio elargisco la speranza del regno".

[21.2] Allora gli dicemmo, "Grande è ciò che tu ci dai a sperare e ciò di cui parli!". Egli rispose: "Credete voi che tutto quello che vi ho detto si realizzerà?". Noi rispondemmo: "Sì, Signore". Ci rispose: "In verità vi dico che ho ricevuto da mio Padre tutti i poteri per portare nella luce tutti coloro che si trovano nelle tenebre, nell'eternità coloro che si trovano nella caducità, nella giustizia coloro che si trovano nell'errore nella vita coloro che si trovano nella morte, e per liberare coloro che si trovano in prigionia: quanto ciò è impossibile agli uomini, altrettanto è possibile al Padre.

[21.3] Io sono la speranza di coloro che sono senza speranza, l'aiuto di coloro che non hanno alcun aiuto, la ricchezza dei bisognosi, il medico dei malati, la risurrezione dei morti".

[22.1] Dopo che egli ci disse questo, noi gli domandammo: "É proprio vero, Signore, che la carne sarà giudicata con l'anima e lo spirito, e che una parte (di uomini) può riposare nel regno dei cieli e l'altra, ancora viva, essere poi punita per sempre?". Egli ci rispose: "(testo copto) Fino a quando seguitate a interrogare e a indagare?".

[23.1] Gli domandammo: "Siccome tu ci hai ordinato di predicare, è per noi necessario indagare da te, affinché possiamo imparare con sicurezza ed essere poi predicatori efficaci sicché coloro che saranno da noi istruiti credano in te. É per questo che ti interroghiamo molte volte".

[24.1] Ci rispose: "In verità vi dico: la risurrezione della carne avverrà quando saranno in essa l'anima e lo spirito". Gli domandammo: "É dunque possibile, Signore, che ciò che è sciolto e ridotto al nulla, diventi integro? Non ti interroghiamo come increduli Ä oppure ti è impossibile Ä, bensì realmente crediamo che avverrà quanto tu dici".

[24.2] Egli si stizzì con noi e disse: "O voi di poca fede, fino a quale giorno interrogherete? Ma domandatemi pure quanto desiderate ed io vi risponderò senza astio. Osservate però i miei comandamenti e fate quanto vi dico; non volgete il vostro sguardo ad alcuna persona, ed anch'io non distoglierò il mio sguardo da voi; bensì senza tentennamenti, senza timore e senza accezione di persona prestate la vostra opera sulla via diritta, stretta e angusta. E così il Padre mio sarà contento di noi".

[25.1] Gli dicemmo di nuovo: "Ci vergogniamo, Signore, di interrogarti così tante volte e di seccarti". Egli ci rispose: "So che mi interrogate con fede e con tutto il vostro cuore. Perciò mi rallegro di voi. In verità vi dico: io mi rallegro che voi mi interroghiate, e (così) il Padre che è in me. La vostra importunità mi rallegra e dà a voi la vita". Quando ci disse questo, noi ci rallegrammo di averlo interrogato.

[25.2] Gli domandammo: "In ogni cosa, Signore, tu ci dai la vita e ci usi misericordia. Vuoi tu ora spiegarci quanto ti domanderemo?". Ci rispose: "Che cos'è che è perituro? La carne o lo spirito?". Gli rispondemmo: "É la carne che è peritura". Allora ci disse: "Ciò che è caduto risorgerà, ciò che è perduto sarà trovato, ciò che è debole sarà rincuorato, affinché in queste cose che sono state create così si manifesti la gloria del Padre mio. Come egli ha fatto verso di me, così io farò verso tutti voi che credete.

[26.1] Ma io vi dico: la carne risorgerà viva, con l'anima, affinché in quel giorno si manifesti la loro responsabilità in merito a ciò che essi hanno fatto di bene o di male ed abbia luogo la scelta dei fedeli che hanno compiuto i comandamenti di mio Padre, colui che mi ha mandato.

[26.2] Avrà luogo anche un severo giudizio. Il Padre mio, infatti, mi disse: "Figlio mio, nel giorno del giudizio né avrai riguardo verso i ricchi né sarai misericordioso con i poveri, bensì è nella misura dei peccati di ognuno che tu darai la pena eterna". A quelli invece che io amo, quelli che hanno osservato i comandamenti del Padre mio, colui che mi ha mandato, darò il riposo della vita nel regno di mio Padre, che è in cielo, contempleranno quanto egli mi ha dato. Egli mi ha concesso il potere di fare ciò che desidero, perciò io do... ai quali io ho deliberato di dare e di concedere.

[27.1] A questo scopo io sono disceso nel luogo di Lazzaro ed ho predicato ai giusti e ai profeti affinché dal riposo che è in basso uscissero verso quello che è in alto; e con la mano destra ho dato loro il Battesimo della vita, del perdono e della salvezza da tutti i mali, come ho fatto per voi e per quelli che credono in me. Ma se uno crede in me e non osserva i miei comandamenti, sebbene conosca il mio nome non gli è di alcuna utilità ed ha compiuto una inutile corsa. Costoro andranno nella perdizione e nella distruzione poiché non si sono curati dei miei comandamenti.

[28.1] Ma voi soprattutto, figli della vita, io ho liberato da ogni male e dal potere degli arconti, e così tutti coloro che, per mezzo vostro, credono in me. Ciò che vi ho promesso lo darò anche a loro affinché escano dalla prigione, dai ceppi degli arconti e dal fuoco ardente". Noi abbiamo risposto: "Tu, Signore, sotto ogni aspetto, ci hai rallegrato e ci hai dato riposo. Tu infatti con fedeltà e verità hai predicato ai padri, ai profeti, a noi e ad ognuno". Allora egli ci disse: "In verità, vi dico: tutti coloro che hanno creduto in me e coloro che da me crederanno a colui che mi ha mandato, io li condurrò in cielo, nel luogo che mio Padre ha preparato per gli eletti, e darò a voi il regno scelto, nel riposo, e la vita eterna.

[29.1] Ma tutti coloro che hanno trasgredito i miei comandamenti ed hanno insegnato dottrine diverse pervertendo ciò che è scritto e aggiungendo, lottando per la loro gloria e ammaestrando con parole diverse quelli che credono in me rettamente, se li faranno cadere avranno una punizione eterna". Gli domandammo: "Signore, ci saranno dunque altre dottrine diverse da quelle che tu ci hai insegnato?... É necessario che esistano affinché appaiono i buoni e i cattivi; ed apparirà anche il giudizio su coloro che fanno tali cose: saranno giudicati in base alle loro opere e consegnati alla morte".

[29.2] Gli dicemmo: "Beati noi, Signore, che ti vediamo e ti ascoltiamo mentre tu annunzi queste cose: giacché i nostri occhi hanno contemplato queste grandi meraviglie che tu hai operato". Egli ci disse: "Piuttosto beati sono coloro che non hanno visto, ma hanno creduto; questi, infatti, saranno chiamati figli del regno, essi saranno perfetti tra i perfetti ed io sarò la loro vita nel regno del Padre mio". Gli dicemmo ancora: "Signore, in che modo si può credere che tu te ne vada e ci abbandoni come ci hai detto: "Verrà un giorno e un'ora in cui io me ne salirò al Padre mio?"".

[30.1] Egli ci rispose: "Andate, voi, e predicate alle dodici tribù, predicate anche ai gentili e a tutta la terra di Israele dall'est all'ovest, dal sud al nord e così molti crederanno al Figlio di Dio". Noi gli rispondemmo: "Ma chi ci crederà, Signore, e chi ci ascolterà mentre compiremo, insegneremo, e narreremo le gesta e i segni da te fatti, ed i prodigi?".

[30.2] Ci rispose e disse: "Andate e predicate la misericordia del Padre mio e quello che egli ha fatto per mezzo mio; io stesso, essendo in voi, lo farò per mezzo vostro; a voi darò la mia pace e dal mio spirito darò a voi una forza con la quale predirete loro la vita eterna. Ed anche agli altri io darò la mia forza affinché possano ammaestrare i popoli restanti.

[31.1] (Testo etiopico) Ecco: incontrerete un uomo che si chiama Saul (si interpreta Paolo). É un Ebreo circonciso secondo la prescrizione della legge; egli udrà la mia voce, dal cielo, con timore, paura e tremore; i suoi occhi si oscureranno, e la vostra mano lo segnerà, con saliva, con il segno della croce. Fategli come io ho fatto a voi. Passatelo a un altro. Subito gli occhi di quest'uomo si apriranno ed egli loderà Dio, il mio Padre celeste. Sarà forte tra i popoli, predicherà e insegnerà; molti si rallegreranno ad ascoltarlo e saranno salvati.

[31.2] Perciò sarà odiato e consegnato nelle mani dei suoi nemici; egli renderà testimonianza davanti a re mortali e il compimento della sua testimonianza su di me ricadrà su di lui: avendomi egli perseguitato e odiato, mi renderà testimonianza, predicherà, insegnerà e sarà, tra i miei eletti, uno strumento scelto e un muro che non cadrà.

[31.3] L'ultimo degli ultimi sarà il predicatore dei pagani, perfetto nella volontà del Padre mio. Come sapete dalle Scritture, i vostri padri, i profeti, hanno parlato di me ed in me hanno avuto compimento". Egli ci disse: "Anche voi siate loro delle guide. (Ditegli) ogni parola ch'io vi ho detto e che voi avete scritto su di me: ch'io sono la parola del Padre e il Padre è in me. Anche voi agite così verso quell'uomo allorché a voi si rivolgerà. Insegnategli e ricordategli ciò che di me è detto nelle Scritture e si è adempiuto. Dopo, egli porterà la salvezza alle genti".

[32.1] Gli domandammo: "Maestro, condividiamo noi con essi la stessa speranza all'eredità?". Ci rispose: "Sono tutte uguali le dita della mano o le spighe del campo, o portano gli stessi frutti tutti gli alberi fruttiferi? Ognuno non porta, forse, il frutto secondo la sua natura?". Gli domandammo: "Ci parli dunque nuovamente in parabole, Signore?". Ci rispose: "Non lamentatevi! In verità vi dico: voi siete miei fratelli e amici nel regno del cielo presso il Padre mio; così, infatti, egli volle. In verità io vi dico che questa speranza la darò anche a coloro che ammaestrerete e diventeranno miei fedeli".

[33.1] Gli domandammo di nuovo: "Signore, quando incontreremo quell'uomo, e quando è che tu andrai da tuo Padre, nostro Dio e Signore?". Ci rispose: "Quell'uomo verrà dalla terra della Cilicia a Damasco di Siria per lacerare la Chiesa alla cui creazione vi siete dedicati.

[33.2] Sono io che, per mezzo vostro, gli parlerò ed egli verrà subito. In questa fede egli persevererà, sicché si compirà la parola del profeta che dice: "Ecco che dalla terra di Siria io comincio a chiamare la nuova Gerusalemme, mi sottometterò Sion e sarà fatto prigioniero, mentre la sterile, quella che non ha figli, avrà numerosa prole, sarà chiamata figlia di mio Padre e mia sposa: così piacque a colui che mi ha mandato". Io distoglierò quell'uomo di modo che non ci arrivi e non porti a compimento il piano perverso: l'onore del Padre mio sarà in lui perfetto; e dopo che me ne sarò andato e dimorerò presso mio Padre, dal cielo parlerò con lui. Tutto, a suo riguardo, avverrà come io vi ho predetto".

[34.1] Gli dicemmo ancora: "Tu, Signore, ci hai detto e annunziato cose piene di significato, mai sono state rivelate cose più grandi. Tu ci hai rasserenato su qualsiasi aspetto e ti sei dimostrato benigno. Dopo la tua risurrezione, infatti, ci hai manifestato tutto questo affinché siamo effettivamente salvati. Ma ci hai detto soltanto che prima dell'arrivo della fine del mondo ci saranno segni e prodigi in cielo e sulla terra. Istruiscici affinché li possiamo riconoscere!". Ci disse: "Vi insegnerò non solo quanto capiterà a voi ma anche a coloro che voi ammaestrerete e crederanno, ed a coloro che ascolteranno quell'uomo e crederanno in me. Questo si avvererà in quegli anni e in quei giorni".

[34.2] Gli domandammo: "Signore, che cos'è che accadrà?". Ci rispose: "I credenti ed anche i non credenti vedranno in cielo una tromba e avranno la visione di una grande stella, (ambedue) visibili durante il giorno; stelle che cadono dal cielo in terra come fuoco ed una forte e straordinaria grandine di fuoco. Il sole e la luna combattere l'un l'altra, un continuo rullare e rumore di tuoni e fulmini; tuoni e terremoti; città che cadono, uomini che periscono; una continua miseria per la mancanza di acqua; una terribile pestilenza, con grande e continua mortalità, tanto che i morti non avranno sepoltura: fratelli, sorelle e parenti saranno in un'unica tomba. Un parente non si dimostrerà tenero verso i suoi parenti, né qualsiasi uomo verso il suo prossimo. Gli abbandonati, quelli che furono trascurati, risorgeranno e vedranno coloro che li hanno lasciati fuori a causa della pestilenza. Ovunque sarà odio, privazione, invidia. Uno toglierà ad una persona per regalare ad un'altra. Ma il peggio sarà quello che verrà dopo.

[35.1] A causa della malvagità degli uomini, mio Padre sarà adirato. Molte sono, infatti, le loro trasgressioni; la loro impurità desta raccapriccio ed è la rovina della loro vita". Gli domandammo: "Ma che ne sarà, Signore, di coloro che sperano in te?". Ci rispose: "Fino a quando sarete sempre tardi di cuore? In verità vi dico: come ha detto di me e dei miei il profeta David così sarà pure di coloro che crederanno in me.

[35.2] Nel mondo ci saranno ingannatori e nemici della giustizia e ad essi si attaglia quanto disse la profezia di David: "I loro piedi sono veloci nello spargimento del sangue, la loro lingua è ingannatrice, veleno di serpente è sulle loro labbra. Io ti vedo in compagnia dei ladri e tenere la parte degli adulteri. Tu seguiti a parlare contro il tuo fratello e a porre una trappola davanti al figlio di tua madre. Pensi tu ch'io sia come te?". Vedete dunque come il profeta di Dio abbia parlato di tutto; e tutto quanto è stato predetto avrà compimento".

[36.1] Gli domandammo ancora: "Signore, i gentili non diranno allora: "Dov'è il vostro Dio?"". Ci rispose: "Dopo una tale prova, gli eletti saranno noti e verranno fuori". Gli domandammo: "La loro dipartita dal mondo sarà dunque contrassegnata da una pestilenza che li affliggerà?". Ci rispose: "No! Bensì i tormenti e le sofferenze che sopporteranno, varranno loro come prove per vedere se hanno la fede, se si ricordano di questa mia parola e se praticano il mio comandamento. Questi risorgeranno e il loro indugio sarà di soli pochi giorni, affinché sia onorato colui che mi ha mandato, ed io con lui. Egli, infatti, mi ha mandato da voi. Io vi dico questo. E voi ditelo a Israele e ai gentili, affinché lo sappiano: anch'essi devono essere salvati, credere in me e sfuggire all'angustia della pestilenza. Se qualcuno sfugge all'angustia della morte, sarà preso e custodito in prigione e tormentato come un ladro".

[36.2] Gli domandammo: "Signore, diverranno (i credenti), simili agli infedeli, e tu punirai quanti sono sfuggiti dalla pestilenza?". Ci rispose: "Pur credendo nel nome mio, hanno compiuto le opere dei peccatori; si sono così comportati come infedeli". Gli domandammo ancora: "Per coloro che ebbero questa sorte, Signore, non ci sarà più alcuna vita?". Ci rispose: "Chi ha glorificato il Padre mio costui (dimorerà nella) abitazione del Padre mio".

[37.1] Gli dicemmo: "Signore, insegnaci che cosa accadrà dopo di questo!". Ci rispose: "In quegli anni e in quei giorni ci sarà una guerra dopo l'altra, si scuoteranno i quattro angoli della terra e si combatteranno l'uno contro l'altro. Vi sarà un movimento di nubi, tenebre, siccità e persecuzione contro coloro che credono in me e contro gli eletti. Discordie, lotte e malignità dell'uno contro l'altro. Vi saranno molti che pur credendo nel mio nome inseguiranno la cattiveria e spargeranno dottrine vane. Si correrà dietro di loro e dietro la loro ricchezza, si accetterà la loro superbia, il loro piacere del bere e la loro corruzione; tra loro regnerà l'inganno.

[38.1] Ma coloro che desiderano contemplare il volto di Dio, non praticano alcuna accezione di persone verso il peccatore ricco e non hanno alcun rispetto verso gli uomini che li vogliono sedurre, ma anzi li rimproverano: costoro saranno incoronati dal Padre mio. Saranno salvi anche coloro che rimproverano il prossimo: giacché costoro sono figli della sapienza e della fede. Ma figlio della sapienza non diventa colui che odia il suo fratello, lo perseguita e non gli dimostra alcuna cortesia: costui è disprezzato e respinto da Dio.

[38.2] (Testo copto). Ma coloro che camminano nella verità e nella conoscenza della fede, e mi amano Ä poiché hanno sopportato gli insulti Ä, costoro saranno lodati in quanto camminano nella povertà, sopportano quelli che li odiano e li insultano. Li hanno maltrattati perché erano nudi, e gli uomini erano arroganti verso di loro perché camminavano nella fame e nella sete; essi hanno sopportato pazientemente ed avranno la beatitudine del cielo: saranno per sempre con me. Guai invece a coloro che camminano nell'arroganza e nella vanagloria: la loro fine, infatti, sarà la perdizione".

[39.1] Gli domandammo: "Signore, hai intenzione di lasciarci cadere su di loro?". Ci rispose: "Come potrebbe avvenire il giudizio, e distinguere i giusti dagli ingiusti?". Gli domandammo: "Signore, in quel giorno ti diranno: "Tu non hai distinto il giusto dall'ingiusto, la luce dalle tenebre, il bene dal male"". Ci disse: "Risponderò loro: "Ad Adamo fu data la facoltà di scegliere tra due. Scelse la luce e stese ad essa la sua mano: lasciò dietro di sé le tenebre, gettandole via da sé".

[39.2] Tutti gli uomini dunque hanno la facoltà di credere nella luce che è la vita e il Padre che mi ha mandato. Colui che crede e compie le opere della luce, in esse vivrà. Ma se uno confessa di appartenere alla luce, e compie le opere delle tenebre, costui non ha alcuna scusa da addurre, né può alzare il suo sguardo sul Figlio di Dio, cioè su di me. Io gli dirò: "Quando hai cercato, hai trovato; quando hai chiesto, hai ricevuto. In che cosa mi condanni, o uomo? Per qual motivo ti sei allontanato da me e mi hai rinnegato? Per qual motivo mi hai confessato e poi mi hai rinnegato?". Non ha, forse, ognuno la facoltà di vivere e di morire? Ora, chi osserva i miei comandamenti, sarà figlio della luce, cioè del Padre che si trova in me.

[39.3] Io sono disceso dal cielo a causa di coloro che pervertono le mie parole. Io sono la parola; mi sono incarnato, mi sono affaticato ed ho insegnato: quelli che sono invitati saranno salvati, e quelli che sono persi andranno perduti per sempre. Saranno acerbamente castigati e tormentati nella loro carne e nella loro anima".

[40.1] Gli dicemmo: "Signore, ci rincresce veramente per essi!". Ci rispose: "Fate bene, perché i giusti si curano dei peccatori e pregano per essi, allorché pregano il Padre mio". Gli domandammo nuovamente: "Signore, perché ora nessuno intercede presso di te?". Ci rispose: "Sì, ascolterò la preghiera che i giudici fanno per sé". Quand'ebbe finito di parlare, gli dicemmo: "Tu ci hai ammaestrato in tutte le cose, Signore, hai avuto misericordia di noi e ci hai salvato affinché predichiamo a coloro che sono degni di essere salvati, e ci conquistiamo da te una ricompensa".

[41.1] Ci rispose: "Andate e predicate, sarete così buoni lavoratori e ministri". Gli dicemmo: "Sei tu che predicherai per mezzo nostro!". Ci rispose: "Non siete tutti padri e tutti maestri!". E noi: "Sei tu, Signore che ci hai detto: "Non chiamatevi padri, sulla terra; uno, infatti, è il vostro Padre che è nei cieli, e il vostro maestro"; perché ci dici ora: "Sarete padri di molti figli e ministri e maestri?"". Rispose: "Come avete detto voi! In verità vi dico: chi vi ascolterà e crederà in me, riceverà da voi, per mezzo mio, la luce del sigillo e il Battesimo, per mezzo mio: voi sarete così padri, ministri e maestri".

[42.1] Gli domandammo: "Come è possibile, o Signore, che ognuno di noi li sia tutti e tre?". Ci rispose: "In verità, vi dico: una volta sarete chiamati padri perché con cuore devoto e con amore avete loro rivelato le cose del regno dei cieli; sarete chiamati ministri perché essi riceveranno il Battesimo della vita e il perdono dei peccati dalla mia mano, ma per mezzo vostro; e sarete chiamati maestri perché, senza invidia, avete dato loro la parola e li avete ammoniti e, dopo la vostra ammonizione, si sono convertiti. Non avete avuto timore della loro ricchezza e della loro presenza, ma avete osservato i comandamenti di mio Padre e li avete portati a compimento.

[42.2] Da mio Padre che è nei cieli, a voi sarà data una grande ricompensa, ed a quelli sarà concesso il perdono dei peccati e la vita eterna, e parteciperanno al regno dei cieli". Gli dicemmo: "Anche se ognuno di noi, Signore avesse diecimila lingue per parlare, non ti potremmo ancora ringraziare per queste promesse che ci hai fatto". Rispose: "Vi dico soltanto questo: fate come io stesso ho fatto,

[43.1] e sarete come le vergini prudenti che hanno vegliato e non si sono addormentate, bensì sono andate incontro al Signore, nella camera nuziale; le (vergini) stolte non hanno potuto vegliare, e si sono addormentate". Gli domandammo: "Signore quali sono le prudenti e quali le stolte?". Ci rispose: "Cinque sono prudenti e cinque stolte, in riferimento a quanto ha detto il profeta: "Essi sono figli di Dio. Udite ora i loro nomi"". Ma noi ci mettemmo a piangere e restammo tristi per quelle che si erano addormentate. Ci disse: "Le cinque prudenti sono: la fede, l'amore, la grazia, la pace e la speranza. Quelli, tra i credenti, che possiedono queste saranno le guide di coloro che hanno creduto in me ed in colui che mi ha mandato. Poiché io sono il Signore e lo sposo che essi hanno ricevuto: essi sono entrati nella casa (dello sposo) e hanno preso posto con me nella camera nuziale (e si sono rallegrati).

[43.2] Le cinque stolte, dopo che si erano addormentate, si svegliarono, vennero alla porta della camera nuziale e picchiarono perché le si aveva chiuse (fuori). Esse piangevano e si lamentavano che nessuno aprisse". Gli domandammo: "Le loro sorelle prudenti che erano dentro, nella casa dello sposo, hanno forse seguitato, o Signore, senza aprire loro? Non si sono rattristate su di esse, né lo sposo ha supplicato che fosse loro aperto?". Ci rispose: "Esse non avevano ormai più la possibilità di ottenere per sé alcun favore".

[43.3] Gli domandammo: "Signore, in che giorno entreranno per amore delle loro sorelle?". Ci rispose: "Chi è escluso, è escluso!". Domandammo: "Signore, è questa una parola definitiva? Chi sono ora le stolte?". Ci rispose: "Udite i loro nomi! La conoscenza, l'intelligenza, l'obbedienza, la pazienza e la misericordia. Queste sono quelle che hanno dormito, in quanto hanno creduto e mi hanno confessato,

[44.1] ma avendo dormito non osservarono i miei comandamenti, perciò resteranno fuori del regno, fuori dell'ovile del pastore e delle sue pecore. E quello che resta fuori dell'ovile delle pecore, sarà divorato dai lupi, sarà condannato e morirà tra lancinanti dolori. In lui non ci sarà né il riposo né la continuità, sarà punito duramente, ridotto a pezzi e divorato da lenti e terribili tormenti, e non riuscirà ad avere una morte celere".

[45.1] Gli dicemmo: "O Signore, come ci hai rivelato bene ogni cosa!". Ci rispose: "Non afferrate queste parole!". Gli rispondemmo: "Sì, Signore! (Gli uomini) entreranno nel tuo regno per mezzo delle cinque. Ma quelle che vegliarono e sono poi entrate e rimaste con te, signore e sposo, non godranno di quelle che hanno dormito". Ci disse: "Naturalmente! Vi rallegrerete di essere entrate dallo sposo e signore, e sarete spiacenti per quelle che hanno dormito, essendo esse vostre sorelle. Tutte e dieci sono infatti figlie di Dio Padre". Gli domandammo: "Signore, spetta dunque a te usare misericordia verso le loro sorelle?". Ci rispose: "Non spetta a me, ma a colui che mi ha mandato, ed io sono d'accordo con lui.

[46.1] Voi predicherete e insegnerete bene e rettamente allorché non avrete vergogna davanti a nessuno e non avrete timore di nessuno, soprattutto dei ricchi: questi infatti non osservano i miei comandamenti, ma si vantano della loro ricchezza". Gli domandammo: "Signore, vale solo per i ricchi?". Ci rispose: "Se uno non è ricco, ma possiede un piccolo patrimonio e dà ai poveri e ai bisognosi, gli uomini lo chiameranno benefattore.

[47.1] Ed allorché cade sotto il fardello dei peccati da lui commessi, il suo prossimo lo corregge per il bene da lui fatto al suo prossimo. Quando il suo prossimo lo corregge ed egli si pente, sarà salvo; e colui che lo ha corretto riceverà una mercede e la vita eterna. Poiché un bisognoso se vede peccare colui che gli ha fatto del bene e non lo corregge, sarà giudicato severamente. Se un cieco guida un altro cieco, cadono tutti e due in una fossa. Chi guarda le persone per loro stesse, sarà come i due ciechi come ha detto il profeta: guai a coloro che fanno accezione di persona, che per i regali assolvono i colpevoli; guai a coloro il cui Dio è il ventre. Vedete ora come è il giudizio? In verità, vi dico: in quel giorno, né sarò suggestionato dai ricchi, ne sarò intenerito dai poveri.

[48.1] Se tu vedi un peccatore, ammoniscilo tra te e lui. Se non ti dà ascolto, prendi con te un altro, fino a tre, e ammaestra il tuo fratello. (Testo etiopico). Se nuovamente non ti ascolta, consideralo come un gentile e un pubblicano.

[49.1] Qualunque cosa tu senta contro il tuo fratello, non prestare fede; non calunniare e non dilettarti nel sentire calunnie. Così, infatti, sta scritto: "Non permettere che le tue orecchie ascoltino qualcosa contro il tuo fratello; soltanto se tu stesso sei stato testimone di qualcosa allora correggilo, rimproveralo e convertilo"". Gli dicemmo: "Signore, tu ci hai ammaestrato in ogni cosa e ci hai ammonito. Tra i credenti, Signore, tra coloro che crederanno alla predicazione del tuo nome, ci devono proprio essere il dubbio, la divisione, la gelosia, la confusione, l'odio e l'invidia? Tu, infatti, hai detto: "Si criticheranno l'un l'altro senza alcun riguardo per la persona". Quelli che odiano coloro che li hanno ammoniti, peccano?". Ci rispose: "Perché, allora, vi è un giudizio? Affinché il grano sia radunato nel granaio e la pula gettata nel fuoco.

[50.1] Quelli che odiano (tali cose), amano me e rimproverano coloro che non adempiono i miei comandamenti saranno odiati, perseguitati, disprezzati e motteggiati. La gente dirà deliberatamente ciò che non è vero e complotteranno contro coloro che mi amano. Ma costoro li rimprovereranno, affinché si possano salvare. E coloro che li rimproverano, correggono e ammoniscono, saranno odiati, segregati, disprezzati, e coloro che desiderano far loro del bene, ne saranno impediti. Ma coloro che sopportano queste cose, presso il Padre saranno come dei martiri essendo stati zelanti della giustizia e non zelanti della corruzione".

[50.2] Gli domandammo: "Signore, tali cose accadranno anche in mezzo a noi?". Ci rispose: "Non abbiate paura! Non accadrà in molti, ma in pochi". Gli domandammo: "Dicci in quale maniera". Ci rispose: "Verrà un'altra dottrina e una confusione. Siccome cercheranno il proprio onore, creeranno una dottrina vuota. Ci sarà perciò uno scandalo mortale: insegneranno (questa dottrina) e distoglieranno quegli stessi che credono in me allontanandoli dai miei comandamenti e sottraendoli dalla vita eterna.

[50.3] Ma guai a coloro che falsificano la mia parola e si servono del mio comandamento come pretesto, a coloro che li ascoltano, a coloro che si allontanano dalla dottrina della vita, a coloro che si allontanano dal comandamento di vita: saranno eternamente puniti con essi".

[51.1] Dopo aver detto questo e terminato il suo discorso con noi, ci disse: "Ecco che fra tre giorni e tre ore verrà colui che mi ha mandato, affinché io lo segua". E mentre così parlava ci fu un tuono, un lampo, un terremoto; si squarciarono i cieli, venne una nuvola luminosa e lo portò via. Si udivano le voci di molti angeli che si rallegravano, inneggiavano e dicevano: "Radunaci, sacerdote, nella luce della gloria". Ed allorché essi raggiunsero il firmamento del cielo, l'udimmo dire: "Andate in pace!". Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo è terminato il libro del testamento nella pace di Dio! Egli protegga il suo servo 'Abeselom per i secoli dei secoli. Amen.

 

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Introduzione Proto Vangelo di Giacomo Vangelo dello pseudo Tommaso Vangelo dello pseudo Matteo Il Vangelo di Maria

Vangelo di Bartolomeo Vangelo di Bartolomeo C: Casanatense Vangelo di Tommaso Vangelo di Filippo Vangelo della Verità

Vangelo di Pietro Lettera degli Apostoli Vangelo di Giuda Il Ciclo di Pilato