Il documento che offriamo alla consultazione dei i nostri Ospiti è opera d'ingegno del F:. T.S. Roy  (Gran Loggia di Germania). La traduzione e del carissimo F:. Federico Pignatelli.

Ogni diritto è riconosciuto, per quanto di competenza agli autori. La libera circolazione del documento è subordinata alla citazione della fonte (completa di Link) e dell'Autore.

© T.S. ROY

 


 

Una delle espressioni peculiari della Massoneria è «Antichi Landmarks». Essa è stata presa dalla Bibbia (Naturalmente, da una traduzione inglese). Quanta importanza abbia avuto nel mondo Ebraico è dimostrato dal fatto che costituì l'argomento di una delle maledizioni Mosaiche: «Sia dannato chi toglie il landmark del suo vicino». Nel libro dei Proverbi abbiamo la ingiunzione: «Non rimuovete gli antichi landmarks che i nostri padri hanno messo».

 

Il landmark era, quindi, un segno di demarcazione. Era la pietra, o il luogo o un segno di qualsiasi tipo che indicava dove un podere, una città, un centro, uno stato o una nazione finiva e ne cominciava un'altra.

I Landmarks sono stati definiti in diversi modi. L'illustre fratello Roscoe Pound, il nostro maggiore studioso moderno di Massoneria, dice: «Sostengo che col termine Landmark in Massoneria noi vogliamo significare uno dei processi fondamentali di validità massonica universale, legato ai Massoni e alle organizzazioni massoniche dovunque e in tutti i tempi; precetti al di là della possibilità della legislazione massonica, l'aderire ai quali per i Massoni e per le organizzazioni Massoniche è un presupposto di riconoscimento come Massoni o come Massoniche».

L'illustre Fr. Carl Claudy ci ha dato una più semplice definizione, la quale dice che «I Landmarks sono quei fondamenti immutati e immutabili che fanno l'arte quello che è e senza i quali essa sarebbe qualcosa di completamente differente».

Negli Antichi Doveri abbiamo detto che non è in potere di un uomo o di un corpo di uomini fare innovazioni nel corpo della Massoneria.

Alcuni pensano che il rituale costituisce il corpo della Massoneria. Quello che importa è che il corpo della Massoneria è ciò che è contenuto dentro i Landmarks.

Il numero dei Landmarks è indeterminato. Alcune grandi Logge superano il centinaio. La lista classica data dal Dr. Albert G. Mackey è di 25. La Gran Loggia del Massachusetts ne ha adottati sette, ossia l'elenco fatto dall'illustre Fr. Roscoe Pound.

Sono i seguenti:

 

1 - Monoteismo, il solo dogma della Massoneria.

2 - Credenza nell'immortalità, la conclusiva lezione di filosofia della Massoneria.

3 - Il Volume della Legge Sacra, parte indispensabile dell'arredo della Loggia.

4 - La leggenda del Terzo Grado.

5 - Il segreto.

6 - Il Simbolismo dell'arte operativa.

7 - Il Massone deve essere un maschio adulto, nato libero.

 

Questo elenco non s'intende essere esclusivo ma piuttosto rappresenta un minimo irriducibile dei Landmarks. Ce ne possono essere di più ma non ce ne possono essere meno di questi.

 

Tanto tempo fa che «la memoria dell'uomo non può ricordare» i Massoni hanno affermato la dottrina della credenza in Dio.

In principio fu dato per vero che credere in Dio portava come conseguenza credere a tutti i presupposti teologici della religione cristiana, o della Chiesa che era l'esponente di tale religione. Credere in Dio includeva il credere nella trinità, credere nella Chiesa e nella sua gerarchia quali strumenti divini e infallibili di quella religione.

 

Il manoscritto Regius, che è il più antico documento massonico dice: «Quello che conoscerà questo mestiere e vorrà impadronirsene, deve sempre amare fermamente Dio e la santa chiesa».

Il manoscritto Carmick riporta nel «Dovere del Principe Edwin» le parole: «In primo luogo siate sinceri verso l'uomo, verso Dio e la sua santa Chiesa e non favorire o mantenere errori, fazioni, mistificazioni o eresia nella Chiesa». Non ci può essere dubbio che all'inizio della Massoneria, nel mondo di lingua inglese, credere in Dio era lo stesso che credere nella santa Chiesa cattolica.

 

Si avverte un cambiamento quando si arriva al periodo conosciuto come «la rinascita» in cui fu costituita, nel 1717, la Gran Loggia d'Inghilterra.

Un grande mutamento è avvenuto in materia di religione, nel mondo. Per 200 anni si è svolto un movimento di riforma. Questo movimento ha preso definitivamente piede nella vita religiosa inglese, particolarmente durante il regno di Elisabetta I; e si è irrobustito nel secolo successivo. Come conseguenza si ebbe che migliaia di uomini non potevano essere sinceri, secondo coscienza, verso Dio e la cosiddetta Santa Chiesa, allo stesso tempo. La divisione della cristianità in due grandi gruppi mise gli Antichi Doveri in presenza del problema delle correnti religiose. Ne risultò che l'espressione «Santa Chiesa» cadde colla spiegazione che «sebbene nei tempi antichi i Massoni avessero l'obbligo in ogni paese di avere la religione di quel paese o nazione, qualunque essa fosse, ora sembrò più rispondente solamente l'obbligo ad una religione in cui credono tutti lasciando loro le singole opinioni.

 

È significativo notare che, fosse la credenza in Dio identificata con la teologia della Chiesa Romana o fosse una espressione di religione in cui tutti gli uomini concordano, la fondamentale credenza in Dio persistette. Tanto completamente venne integrata nella struttura della Massoneria che essa fu stabilita come uno degli antichi Landmarks dell'Arte.

 

Ogni Gran Loggia è messa di fronte al problema del riconoscimento delle altre Grandi Logge. Ogni Gran Loggia, sia per obbligo costituzionale o per tradizione o per prassi, ha stabilito una serie di condizioni per tale riconoscimento.

È significativo notare che ogni Gran Loggia nella Conferenza dei Grandi Maestri in Nord America fa della credenza in Dio una delle condizioni per il riconoscimento, proprio il sine qua non del riconoscimento.

Per citarne solo una, la sezione 712 delle Grandi Costituzioni della Gran Loggia del Commonwealth del Massachusetts stabilisce:

«Il riconoscimento fraterno si può dare a una Gran Loggia straniera quando appaia a convincimento di questa Gran Loggia... il cui rituale sia fondamentalmente in accordo con gli antichi Landmarks, usi e costumi dell'Arte. Questo comprende, per primo, il Monoteismo».

 

Ci sono alcune cose su cui non può esservi compromesso. Questa è una di quelle. La Gran Loggia Unita d'Inghilterra nel suo statuto dei «Aims e Relationships of the Craft» afferma al paragrafo 3: «La prima condizione per l'ammissione nello e per l'appartenenza all'Ordine è una credenza nell'Ente Supremo. Questo è essenziale e non ammette compromessi».

Quando un probabile candidato ad entrare in Massoneria dice che non crede in Dio, non dobbiamo discutere con lui, né cercare di trovare un terreno intermedio di accordo per il quale possa essere ammesso. Se non crede in Dio, non si deve dargli ulteriore considerazione. Lo stesso atteggiamento vale quando una Gran Loggia chiede il riconoscimento.

Se non c'è l'affermazione di credere in Dio non dobbiamo dire:

Stiamo a vedere se possiamo trovare un accomodamento su questo argomento. Non c'è terreno di discussione perché non c'è possibilità di compromesso.

Avendo preso questa posizione, come Massoni, come possiamo difenderla? Qual'è la sua giustificazione?

 

Il fatto che sia un Landmark, o che sia sempre stata la credenza della Massoneria non è una risposta soddisfacente. Ci troviamo allora di fronte alla domanda del perché sia stata fissata come un Landmark. La sua antichità non è garanzia di validità. È questa una credenza arbitraria creata dall'autorità massonica come atto di rispetto verso l'ignoto?

È un tentativo per comprendere l'incomprensibile? E uno sforzo normale per placare una possibile divinità, e così allontanare la vendetta che Ella potrebbe prendere verso la nostra trascuratezza? O la nostra credenza non è arbitraria, ma naturale e legittima; necessaria al pensiero logico in generale e all'intera struttura della Massoneria in particolare?

 

Nel sigillo della Gran Loggia del Massachusetts ci sono le parole «secondo ragione». É proprio nel nostro sforzo di seguire la ragione che noi siamo spinti a credere in Dio.

Non siamo affatto messi in imbarazzo da quelli che ci dicono che stiamo vivendo nell'era della scienza e che non c'è realtà che non possa essere dimostrata e perché la presenza di Dio nell'universo non può essere dimostrata perciò non può essere reale.

Un vecchio professore faceva una conferenza su Dio e la religione. Uno dei suoi studenti, ad un certo punto disse: «Ma professore, un grande scienziato dice che ha scrutato il cielo col telescopio e non ha trovato nessuna traccia di Dio». Il vecchio professore rispose: «Avrebbe potuto spazzare la sua cucina con una scopa col medesimo risultato». Aveva ragione nella sua opinione che non abbiamo migliore prospettiva di trovare Dio in fondo a un telescopio piuttosto che in fondo ad una scopa. Non si può trovare Dio come trovereste la soluzione di un problema matematico. Ciò non vuole dire però che Dio non esista.

 

Un giovane e brillante professore di fisica mi diceva un giorno, che egli sa parlare della sua materia più di quanto possa fare io quando tratto la mia perché egli segue il ragionamento ed io la fede.

Il suo errore era di credere che ragione e fede si escludano a vicenda. Il fatto é invece che la fede non é in nessun senso un sostituto della ragione.

La sola fede che io ho é quella che la ragione mi permette di avere, la fede che la mia ragione mi obbliga ad avere.

Vivo in un universo che sembra essere stato pensato, nei più minuti particolari. Tutto ciò che gli scienziati fanno colle loro cosiddette scoperte é pensare.

Keplero si rese conto di ciò, perché dopo una delle sue scoperte disse: «Oh Dio, sto pensando i tuoi pensieri dopo di te». Poiché la mia ragione non mi può permettere di concludere che l'universo é del tutto capitato, che é il risultato del caso, allora la ragione mi obbliga a credere che c'è una mente dietro di esso; una intelligenza dalla quale é stato pensato. Quando seguiamo la ragione siamo obbligati a credere in Dio.

 

Dai nostri rituali é evidente che credere in Dio é essenziale alla struttura della Massoneria. Noi siamo legati alla Massoneria e di conseguenza l'uno all'altro dal nostro impegno. Quell'impegno è preso nel nome di Dio.

Diciamo che dobbiamo dare atto della nostra credenza in Dio altrimenti nessun impegno potrà essere considerato vincolante per noi.

 

Nei rapporti con l'individuo il primo proposito del Massone é di aiutarlo a raggiungere nella vita il più alto livello di cui é capace: fisico, mentale, morale e spirituale. L'uomo intrinsecamente non è né buono né cattivo. È potenzialmente disponibile in entrambe le direzioni. Il corpo é il veicolo, o lo strumento, della sua mente e del suo spirito. La sua mente, la sua mentalità riflette una più grande mente che ha pensato nell'universo ciò che l'uomo cerca di penetrare; il suo amore é parte di quell'amore infinito che Egli stesso ha messo nel mondo, dandoci la certezza che la forza prima che noi chiamiamo Dio é una forza benevola, che opera per il bene dell'uomo.

 

Togliete Dio e, come é stato detto: «Il risultato é che l'uomo viene a dipendere dalle sue proprie speranze, aspirazioni, e non riconosce alcuna necessità di trovare una ragione per la sua esistenza oltre a sé medesimo, e alcun problema che non possa risolvere colle sue proprie forze. Togliete Dio, e metterete l'uomo fuori dalla più grande avventura, nella vanità delle umane esperienze. Perché avrete inspirato in lui un desiderio di luce e gli negate una sorgente di luce più grande della propria mente; avrete suscitato in lui il bisogno di amare e di essere amato, e gli avrete negata una sorgente di amore più grande di quella del suo proprio cuore.

La Massoneria dice che per realizzarsi al massimo l'uomo ha bisogno di Dio.

 

Una credenza in Dio é coerente con, se non intrinseco della insistenza della Massoneria in, un Assoluto. Uno dei Landmarks della Massoneria, generalmente accettati, é: «il simbolismo dell'arte operativa». L'arte operativa é legata a degli attrezzi quali il filo a piombo, la squadra e la livella che noi usiamo specificamente nella costruzione materiale, e che simboleggiano i valori assoluti essenziali nella formazione del carattere. È naturale quindi per la Massoneria affermare credenza in Dio a causa degli assoluti che si trovano nell'universo

Noi viviamo in un universo e non in un multiverso. Dietro questo universo c'è una Mente. Nonostante lo sbalorditivo aspetto di cose che troviamo nel mondo, esso non è confuso o disordinato nella sua natura. Una mente ha pensato attraverso esso e in questo c'è un significato. C'è una volontà nell'universo così come c'è una mente.

Non ci sono volontà competitive che debbano essere riconciliate, se é vero che noi troviamo armonia e pace nella vita, ma una volontà da obbedire. Possiamo avere nella vita strade in competizione, o differenti filosofie, o teorie economiche e politiche che sono in antagonismo e si scontrano e periodicamente fanno piombare il mondo nella follia della guerra: ma questo succede perché c'è da parte nostra una così scarsa disposizione a scoprire che esiste una volontà per tutta la razza umana.

C'é un mondo, e mentre noi siamo molte nazioni, c'è una famiglia umana e c'è una Volontà alla quale tutti devono eventualmente sottomettersi. C'è un fine nell'universo. Tennyson lo espresse nel poema «Loksley Hall»: «Eppure non che attraverso le età scorre uno scopo crescente» e ancora nel «In memoriam» dice:

 

Un dio, una legge, un elemento,

E un evento divino esterno lontano

Verso cui muove l'intero creato.

 

C'è un piano per il mondo. C'é un disegno scritto sul piano della tavola. Dio ha uno scopo per il mondo. Ma un fine per il tutto

involge un fine per le singole parti. Non ci può essere uno scopo per il mondo che non includa uno scopo per l'uomo.

Cosicchè, in ultima analisi: una credenza in Dio è necessaria ad una credenza in sé stessi quali strumenti mediante i quali il fine per il mondo può essere conseguito.

La Massoneria può bene insistere nella credenza in Dio quale una delle condizioni di riconoscimento di una Gran Loggia e di appartenenza individuale con tutto ciò che esso significa per la Massoneria nel mondo, perché tale credenza non implica o richiede definizione dottrinaria. Implica una fede di fondo in Dio che unisce gli uomini che hanno varietà di dottrina o di credo.

É quando formuliamo le nostre credenze intorno a Dio che creiamo delle divisioni. La fede in Dio ci unisce, ma la credenza intorno a Dio, che è teologia, ci divide.

 

La Massoneria non ha teologia. Non deve passare dalla fede alla speculazione, che è teologia; ma dalla fede alla dimostrazione, che è vita. Non fa nessun tentativo di mettere una bandiera su Dio per poterlo mettere davanti alla processione massonica. Lascia far questo alle denominazioni. Sostiene che nessuna religione particolare è vera, perchè Dio non può essere monopolizzato e non può essere manipolato. Quando qualsiasi gruppo rivendica di avere la sola vera religione, crea l'impressione che sappia tutto ciò che si può sapere di Dio, il che, naturalmente, è ridicolo a questo proposito.

Questa è la posizione, largamente comprensiva, presa dalla Massoneria che rende capaci gli uomini di tutte le religioni a congiungere le mani intorno al mondo. Perché siamo una organizzazione del tutto tollerante. La nostra tolleranza non è quella che permette all'uomo di credere ciò che vuole, ma la tolleranza che riconosce il diritto di ciascun uomo alla propria interpretazione delle realtà spirituali a lui proposte sotto il nome di religione. Siamo uniti nel credere in Dio, e aiuterà ogni Massone ad essere uno strumento per l'adempimento del disegno di Dio verso l'umanità.