Di

Edoardo Tinto

 

 

 

Alla base di tutti i fenomeni della Natura esiste un numero profondo e misterioso: il n. 7.

Questo numero sostiene una parte importantissima, anzi essenziale, non solo in tutte le scritture sacre antiche e nelle antiche e moderne religioni, non solo in tutte le espressioni astrologiche, magiche e cabalistiche, ma anche nei fatti più positivi ed evidenti che si riferiscono alle scienze naturali. Esso domina nella chimica, nell'astronomia, nella biologia, nella fisiologia.

Non è esagerato affermare che l'elemento settenario racchiude misteriosamente la chiave dell'Universo e ne regola la infinita armonia.

Ed è appunto per questo suo dominio in tutta la Natura che il numero 7 ricorre come elemento del pari dominante in tutte le religioni che gli uomini, fin dai più lontani tempi preistorici, hanno costruite nelle varie regioni della Terra.

Non è stata affatto la Bibbia giudaica che ha messo in evidenza il numero

Esiodo, prima del quale non era stata fatta menzione del sabato mosaico, ha scritto: "il settimo è giorno sacro".

Il Rìg Veda, il più antica di tutte le scritture sacre del mondo, parla di sette razze umane, di cui cinque già estinte e due future, chiamate allegoricamente le sette "correnti".

In moltissimi antichi testi sanscriti, al pari che in tutti i Puranas, il numero 7 e il numero 49 (7 x 7) sostengono un ruolo importantissimo. Essi si riscontrano non solo molto spesso, ma nelle significazioni più profonde e basilari di quelle filosofiche cosmogoniche e teogoniche. Perfino il vento Pravaha - la forza mistica e occulta che dà l'impulso alle stelle e ai pianeti e che regola la loro traiettoria - è un vento settenario.

II Kourma Purana e la Lingua Purana enumerano sette venti principali di questo nome, venti che sono i principi dello Spazio Cosmico.

Passando alle Scritture Ariane, il numero 7 ha attraversato il pensiero mistico degli Indù, degli Egiziani, dei Caldei, dei Greci, dei Giudei, dei Romani, e infine dei Cristiani, fino ad imprimersi profondamente in tutte le filosofie e le teologie anche modernissime.

Il numero misterioso è ancora una volta messo in evidenza in tutti i non meno misteriosi Marut. Il Vâyon Purana dice: "Essi nasceranno in ciascun ciclo vitale, sette volte sette".

Più degli altri testi, i Puranas sono pieni d'allusioni alla divisione settenaria del Cosmo, al pari che a quella dell'uomo.

Lo stesso si riscontra nei Veda e in molti altri testi di antiche religioni.

Ippolito, uno dei primi Padri della Chiesa, ci fa sapere ciò che Marco - un pitagorico piuttosto che uno Gnostico Cristiano e certissimamente un Cabalista aveva appreso per "rivelazione mistica". Egli dice che a Marco fu rivelato che:

"I sette cieli... pronunciarono ciascuno una vocale, e tutte queste, combinate fra loro, formarono una doxologia unica, di cui il suono trasmesso fino alla Terra divenne il creatore e il padre di tutte le cose che sulla Terra esistono".

Traducendo queste parole in espressioni più comprensibili si può dire che: II Logos Settuplo essendo diviso in sette Logoï o Potenze (Vocale) Creatrici, queste crearono ogni cosa che esiste sulla Terra.

Chi ha familiarità con la letteratura gnostica, non può affatto non scorgere nell'Apocalisse, un'opera della stessa scuola di pensiero.

Infatti, nell'Apocalisse, S. Giovanni dice: "Sette tuoni fecero sentire la loro voce.,. io ero sul punto di scrivere... ma intesi una voce dal cielo che mi diceva: le cose che i sette tuoni hanno detto tu non le scriverai affatto".

Una ingiunzione simile vien fatta a Marco; la .stessa vien ripetuta a tutti gli Iniziati. La stessa identità delle espressioni usate e delle idee latenti tradisce sempre una parte dei Misteri.

Noi dobbiamo cercare sempre più d'un significato per tutti i misteri che ci vengono rivelati allegoricamente, sopratutto per quelli nei quali appaiono il numero 7 e la sua moltiplicazione (7x7) cioè quarantanove. Ora, allorché, nella Pistis Sophia, il Rabbino Gesù è invitato dai suoi discepoli a rivelare i "Misteri della Luce di suo Padre", Egli risponde: "Cercate voi di penetrare questi misteri? Nessun mistero è migliore di questo che condurrà le vostre anime nella Luce delle Luci, nel dominio della Verità e della Bontà, nella regione ove non esiste né maschio né femmina, né forma alcuna, ma solamente la Luce eterna di cui non è possibile parlare. Niente è, perciò, più eccellente di questo Mistero che voi cercate di comprendere, salvo il solo mistero delle sette vocali e delle loro quarantanove Potenze".

Appare quindi evidente che tutta la interpretazione delle credenze misteriose espresse sotto forma allegorica, nasconde la stessa idea occulta, e cioè il numero basico sette, composto del 3+4.

Questo numero viene pertanto applicato presso tutti i popoli a parecchie divisioni del tempo, alla cosmografia, alla fisica, alla metafisica, del pari che all'uomo e a tutte le altre cose della Natura.

Ed ecco che le "Sette vocali"sopra menzionate, con le loro "quarantanove Potenze" sono identiche ai sette e ai quarantanove fuochi degli Indù; identiche ai misteri numerici del Simorgh Persiano, identiche a quelli dei Cabalisti Ciudaici.

Tutta l'Apocalisse è una rivelazione del mistero del 7. Basta saper interpretare le sue profonde e intense allegorie.

Nel linguaggio degli Iniziati, l'Uomo è denominato "Saptaparna", vale a dire "pianta a sette foglie", nome al quale viene attribuito un profondo significato nelle leggende e nella dottrina dei Buddisti.

E giungendo, a grado a grado, alle trasformazioni leggendarie dei miti greci, non è difficile riscontrare lo stesso occulto significato del numero 7, ritenuto perciò numero "sacro".

Infatti il T (o tau la cui forma deriva dall'accoppiamento della cifra 7 e della lettera greca gamma, era il simbolo della vita umana o terrestre e della vita spirituale o eterna. Della vita terrestre, perché il gamma è il simbolo della Terra; della vita eterna perché il 7 è il simbolo della stessa vita riattaccata alla Vita Divina.

Bastano questi pochi fugacissimi cenni introduttivi per farci ritenere come il numero 7 abbia avuto il suo significato misterioso e profondo fin dai più lontani tempi e nelle più antiche religioni del mondo. I dotti dell’antichità hanno compreso il suo mistero e lo hanno venerato, tramandandolo attraverso le religioni fino a noi..

In verità essi avevano compreso come il fenomeno settenario si identifica al fenomeno naturale ; e avevano intuito come il 7 non sia altro che la Natura stessa. E poiché, la religione si basava appunto sulla Natura, il 7 ha servito come elemento sostanziale in tutte le teologie antiche e moderne al pari che nelle cosmogonie e nelle sacre scritture di tutti i popoli del mondo.

Ma quali sono - a proposito del 7 - gl'insegnamenti della scienza antica, e come vien dimostrata l'accennata identità del fenomeno settenario col fenomeno naturale?

 

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 La Filosofia mistica

 

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