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MONDO ELEMENTARE

 

Dio Ŕ Ente Eterno, UnitÓ infinita, Principio radicale di tutte le cose, di cui Ŕ Essenza e Luce immensa, Potere e Onnipotenza, Opera assoluta di comando.

La maggior parte rimane sbalordita davanti al Silenzio e all'Abisso della Gloria profondissima.

Molti saggi ritennero che il Mondo sia stato formato dall'Eterno attraverso il suo Archetipo, lo stesso Archetipo che Ŕ la totalitÓ della Luce prima della creazione dell'Universo, avvolto in sÚ come un figlio che venga alla luce da se stesso, come una partoriente che sia sul punto di partorire e rese manifesto il Mondo ideale nella sua estensione, una volta occulto nella propria Mente, come in una matrice e lo tir˛ fuori quasi a duplicazione dell'immagine divina.

Queste cose afferm˛ Ermete Trismegisto, quando racconta che Dio abbia mutato la propria forma e che repentinamente l'Universo sia stato svelato e sia stato trasformato in Luce. In veritÓ, niente altro Ŕ il Mondo se non l'immagine manifesta della divinitÓ occulta. Sembra che gli antichi avessero compreso che l'origine dell'Universo sia avvenuta attraverso Pallade estratta dal cervello di Giove con l'aiuto di Vulcano e certamente del Fuoco e per mezzo della Luce divina.

L'Eterno genitore del creato, non meno sapiente nel dar ordine alle cose che potente nel creare, ripartý la massa armoniosa del Mondo in tal ordine che Il Mondo superiore ed il Mondo Inferiore siano mescolati senza confusione e siano simili per una certa analogia. Con un nesso segreto coesistono tra loro in modo legatissimo i punti estremi di tutto il creato e spontaneamente tutto esiste in ossequio al reggitore supremo.

E come affermava, giustamente, Hermete: "ci˛ che sta in alto Ŕ simile a ci˛ che sta in basso".

Colui che imputa il sommo diritto dell'Universo ad una natura diversa da quella divina, nega Dio, nÚ, infatti, esiste un nume diverso da quello della Natura, oppure Ŕ lecito riconoscere i suoi strumenti dispiegati o nelle cose da creare o nelle cose indivisibili che devono essere conservate, oltre quello Spirito del Divino Artefice il quale all'inizio si distese sulle acque (per covarle) e una femmina confusa nel caos delle cose uscý fuori dalla potenza all'atto, tirata fuori attraverso alterazioni mentre la Ruota fissa del mutamento ruotando definisce il Mondo Superiore ed inferiore componendolo e sciogliendolo