Il Nome di settantadue lettere

Questo Nome, dice lo Zohar, è meno elevato di quello di quarantadue lettere. Esso esprime il mistero dove i Patriarchi soltanto ne sono l'immagine (lato destro, lato sinistro e mediano).

Le settantadue lettere di questo Nome aprono le cinquanta Porte della Intelligenza e danno origine alle ventidue Corone della Misericordia che adornano Authiq Iomin (l’Antico dei Giorni). Il Mondo è stato rinsaldato con questo Nome che è la sintesi di tutti gli altri.

Il Nome di settantadue lettere è correlato al Tetragramma scritto con ventiquattro punti muniti ciascuno di tre faville: la lettera y e la lettera w avranno tre punti, mentre ogni lettera h, nove punti.

Si ottiene ancora 72, come abbiamo già accennato, con la plenitudine Yodata del Tetragramma hwhy why hy y = 26+21+15+10=72. Presentato in questa maniera, il Nome è considerato come il compendio delle manifestazioni graduali del Tetragramma, la sua manifestazione in successione, dalla sorgente fino alla sua piena espansione.

Questo Nome è, in realtà, la riunione di 72 parole di 3 lettere indicanti ognuna un attributo divino. A ciascuna di queste parole di tre lettere, si aggiunge la desinenza la o hy ottenendo così settantadue Nomi trisillabici che indicano ciascuno un Angelo. Ad ognuno di questi Angeli, si fa corrispondere un piolo della scala di Giacobbe e un versetto del Salmo dove le lettere del Nome corrispondente si trovano.

Le parole latine, con le quali sono stati tradotti i Nomi dei settantadue Angeli, non rendono il senso delle settantadue parole ebraiche ma riassumono soltanto quello del versetto del Salmo che gli corrisponde.

Questi settantadue Angeli sono ripartiti in nove Cori di otto insiemi. I loro nomi variano leggermente secondo le liste che ci sono pervenute. In una lista vi sono quarantasette Nomi con desinenza la e venticinque in hy, in un'altra trentadue Nomi con desinenza hy e quaranta con la. Quest'ultima distribuzione sembrerebbe la più corretta: infatti il Nome hy corrisponde giustamente alla Saggezza che si diffonde con le trentadue Vie. In quest'ultima lista, la differenza tra le due quantità (32 e 40) si presenta allocata nei Principati e negli Arcangeli, vi sono, infatti, cinque Nomi con desinenza la e tre Nomi con desinenza hy nei Principati; tra gli Arcangeli si trova un solo Nome che termina in hy e sei in la. Gli altri Cori contano quattro Nomi con desinenza hy e quattro con desinenza la; tuttavia la loro ripartizione non è mai la stessa e mai simmetrica. Occorrerebbe, pertanto, studiare il carattere ciclico che è stato attribuito a ciascun Coro, carattere che dovrà essere in rapporto con la propria modalità di manifestazione.

A questi settantadue Angeli, si sono subordinati, a diversi gradi, settantadue Geni che presiedono allo Zodiaco suddiviso in settantadue parti. Secondo il Lenain i Geni influenzano ognuno per cinque giorni consecutivi il corpo dell'uomo; un intero Giorno, cinque volte ogni anno, il suo morale e per interrotti venti minuti quotidianamente la sua anima e il suo spirito.

Le settantadue parole di tre lettere che servono da base ai Nomi dei Settantadue Angeli sono estratti da tre versetti dell'Esodo. Per costruirli si scrivono i tre versetti su tre righe sovrapposte: il versetto di mezzo con senso di scrittura inversa rispetto agli altri due che seguono il normale modo di scrittura ebraico, da destra a sinistra. Ognuno di questi versetti conta settantadue lettere: ciascuna colonna forma una parola. Ecco la traduzione di questi tre versetti:

19 Allora l'Angelo di Dio (Élohïm) che andava davanti al campo degli Israeliti, si mosse e andò dietro a loro; parimenti la colonna della nuvola si mosse davanti a loro e gli si fermò di dietro.

20. E venne fra il campo degli Egizi e il campo degli Israeliti; e agli uni era nuvola e oscurità; e agli altri illuminava la notte e l'un campo non si appressò all'altro in tutta quella notte.

21 E Mosè stese la sua mano sopra il mare e il Signore fece con un potente vento di scirocco ritrarre il mare tutta la notte e ridusse il mare in asciutto e le acque furono sparite.

Consideriamo, dapprima, le idee che sono esposte in questi tre versetti. Si tratta di preparare il passaggio del mar Rosso. Se l'uscita dall'Egitto rappresentava l'affrancamento dai sensi e l'entrata nella vita spirituale, il passaggio del mar Rosso rappresenta il miracolo senza il quale l'uomo non può operare la sua conversione. La colonna di nubi lo guida per farlo uscire dalla Terra di schiavitù. Colonna di nubi, perché la voce del dovere ci nasconde la luce celeste nella sua limpidezza. È soltanto una fioca luce che guida e conduce. Guida per superare l'ostacolo, insormontabile con mezzi naturali; il mare che circonda questa terra di schiavitù. E quando il miracolo interviene, aprendo la via trascendente che li condurrà ai piedi del Sinai, durante il raccoglimento necessario alla preparazione di questo passaggio, li nasconde all'inseguimento dei malvagi.

Dei tre versetti che raccontano questa preparazione, il primo indica il movimento retrogrado della colonna di nubi che passa da avanti a dietro e cessa di guidare per proteggere. Il secondo versetto esprime un'idea di opposizione statica; separa la luce dalle tenebre, Israele e il Faraone, illumina il fedele, oscura il malvagio. Infine il terzo versetto apre la via; le acque sono separate per il passaggio. Il secondo versetto, a causa del suo carattere statico, si oppone agli altri due che sembrano, in qualche maniera, più dinamici, giacché la via aperta guida la marcia come anche la nube.

I Nomi trisillabici che esprimono gli attributi divini, rappresentano dunque questi attributi come costituiti ognuno di potenze che compongono queste tre funzioni: guida e protezione, illuminazione dei buoni e accecamento dei malvagi, soccorso sovrannaturale miracoloso per passare dalla vita naturale a quella spirituale. E ciascuno di questi attributi, dove l'essenza ternaria è indicata con le tre lettere, sono messi in azione nell'Universo da un Angelo.

Questi Nomi hanno cinque lettere, quantità che caratterizza l'individuazione. Sono trisillabici: il ternario degli attributi condensati nelle lettere si analizza così nell'alternanza della vocale e della consonante, vale a dire del mondo dell'azione (vocale) e della determinazione della forma (consonante). Si comprende allora come il mondo naturale sia retto a suo turno dalle potenze che procedono da questi attributi; da cui questi settantadue geni che presiedono alle divisioni dell'anno e del giorno. Segnaliamo un Nome di settantadue lettere formato che consiste nell'aggiungere al Nome di quarantadue lettere ottenuto, come prima è stato detto con l’enumerazione delle, con le Sephiroth, tre volte la parola Koadesh dosh (Santo), più la frase Koneh Schamaïm va aretz che significa Sovrano dei Cieli e della Terra. La parola Koneh può essere sostituita anche da Oseh (Creatore).

 

 

Indice

Il Nome di 9 Lettere I Nomi di 12 e 22 Lettere Il Nome di 42 Lettere

Il Nome di 72 Lettere