INTRODUZIONE

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© Federico Pignatelli

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Il testo di queste istruzioni, che per la prima volta viene presentato nella nostra lingua, è necessitato al fine di correggere alcune informazioni contenute in un testo di recente pubblicazione ad opera del Fratello Ovidio la Pera [1].

 

Scrive il Fratello: “Ritornando ai due scritti, le “Lezioni di Lione” e le “Istruzioni agli uomini di desiderio”, entrambe provengono, come ci fa sapere Robert Amadou, studioso e ricercatore instancabile degli scritti del nostro filosofo, dai manoscritti giacenti nel fondo Z della Biblioteca Municipale di Lione e riservato agli scritti di L.C. de Saint-Martin.

Il contenuto di queste “lezioni” è relativo, come abbiamo evidenziato, alla dottrina insegnata da Martines de Pasqually. In realtà però, in questo scritto, a differenza delle sedute che si tenevano, non vengono sviluppati i temi che in esse si dibattevano. In effetti, questo scritto, in generale, più che un testo sembra un canovaccio, o meglio possiamo definirlo una scaletta di argomenti da sviluppare poi, durante le sedute in forma di conferenza”.

 

 Non conosco le fonti del Fratello, in ogni caso ne intuisco alcuni disguidi.

 

1 – Il Fondo Z di Lione è costituito da  due quaderni separati aventi la medesima rilegatura collocati al posto III-G e III- H.

2 – A Lione, oltre al fondo Z, che conterrebbe documenti di L.C. de Sain Martin, esiste un altro fondo noto come “Fondo Willermoz” che contiene appunto “le Istruzioni”, la maggior parte delle quali redatte dallo stesso Willermoz, e i così detti “resoconti” redatti da Duroy d'Hauterive, che era Segretario della Loggia di Lione, il tutto raccolto in un faldone segnato come mn. 5476.

Il fondo completo è costituito dai seguenti documenti:

 

Ms 5471  

Registro in-fol., importante raccolta di 36 pezzi:31 lettere autografe di Martinez de Pasqually, inviate dal 1767 al 1774 a J.B. Willermoz; seguite da una lettera della Sig.ra. Vve de Pasqually e di un pezzo inedito del Rituale martinista "Invocazione di Riconciliazione". 

 

Ms 5472  

Registro in-4, contenente dieci lettere autografe inviate a J.B. Willermoz tra 1778 e il 1787 dall''abate Fournier di Bordeaux e 3 lettere allo stesso (1775 - 1808) di Bacon de La Chevalerie. 

 

Ms 5473  

Comprende due raccolte:

 

a - Diciotto lettere autografe a J.B. Willermoz per il marchese di Virieu, il conte di Lutzelbourg, Prunelle de Lières il conte di Montferrat ed altri grandi iniziati dell'ordine dei Cavalieri benefici della Città Santa.  

b - Protocolli e regolamenti di diverse province dell'ordine e documenti diversi delle logge di Mâcon, Bourg, Strasburgo, Grenoble ecc. 

 

Ms 5474  

" Statuti generali della Massoneria dei Cavalieri élus Coëns "... l'anno 1767. [Copia moderna secondo l'originale; in-4, 114 p.]. 

 

Ms 5475  

a -Statuti e regolamenti dell'ordine dei Grandi Profès (autogr. del F.A. Agno), 19 pagine. -  

b - Istruzione segreta per il ricevimento dei Profès, 22 pagine. -  

c - Dialogo tra il capo iniziatore ed i nuovi Professi [interessante sulla dottrina segreta dell'ordine], 4 pagine. -  

d - Diversi pezzi di J.B. Willermoz concernente la dottrina segreta. 

 

Ms 5476

Un dossier con pagine di formato sensibilmente uguale contenenti le “Istruzioni di Lione”, presentate nel presente documento.  

 

Ms 5919  

Rituali di gradi simbolici, per la maggior parte dei semplici progetti. Manoscritti originali. 14 quaderni. In-fol. et in-4. 

Contiene particolarmente:  

a - Istruzione morale del grado di apprendista, con la spiegazione del cerimoniale di ricevimento. Ms. autogr. di Willermoz. 18 pp. (Riprod. in parte in Steel-Maret, Archivi, pp. 124-33). -  

b - Riunione delle note di parecchi fratelli (di St. Martin e Willermoz) sul grado di Apprendista. 14 pp.

c - Discorso di istruzione ad un nuovo Ricevuto sui tre gradi di Apprendista, Compagno e Maestro, Manoscritto autogr. di Willermoz. 10 pp. 

 

3 – I manoscritti costituiscono materiale fondamentale per avvicinarsi alla comprensione della teosofia martinezista, all’Ordine degli Eletti Cohen e alla storia del Rito Scozzese Rettificato.

4 – Esiste un altro fondo noto come “Fondo Prunelle de Liére” presso la Biblioteca di Grenoble, che ripete quello attribuito a L.C. de Saint Martin di Lione, con esclusione dei così detti “resoconti” delle Istruzioni, ma porta in dettaglio anche tutte le “Tavole Filosofiche Operative” dei Cavalieri Massoni Eletti Choen dell’Universo, e la famosa lista dei 2400 nomi. Prunelle de Liére entrò nell’Ordine nel 1776 e nel 1779 in quel Rito Scozzese Rettificato fondato da Willermoz di cui era discepolo diretto.

 

 

Collochiamo queste Istruzioni nel loro contesto. Martines de Pasqually la cui la biografia e l'evoluzione spirituale restano ancora oggi nell'ombra ingannevole dei documenti, appare, improvvisamente, verso 1754, inizia una carriera di taumaturgo, e soprattutto di teurgo, ed insegna una dottrina che presenta come la chiave di ogni cosmogonia, di ogni escatologia. Questa dottrina, destinata ad una élite riunita sotto il nome di Eletti-Cohens (Sacerdoti Eletti), conosce una fortuna singolare, ma le operazioni teurgiche, ossia le operazioni di magia divina (operazioni destinate a rievocare delle entità angeliche) resteranno sempre riservate ai soli iniziati ai gradi più alti.

 

La prima successione dei gradi comprende tre gradi simbolici ai quali si aggiungono quello del Maestro Perfetto Eletto; seguono poi i gradi Cohens propriamente detti: Apprendista Cohen, Compagno Cohen, Maestro Cohen, Grande Architetto, Cavaliere d’Oriente, Commendatore d’Oriente, infine l'ultimo grado, consacrazione suprema quello di Réau-croce.

 

Nel 1766, a Parigi, Martines di Pasqually consacra Bacon de la Chevalerie e ritorna a Bordeaux. Nel 1768, Willermoz è ordinato Réau-croce da Bacon de la Chevalerie.

Louis-Claude de Saint-Martin che non è ancora il celebre " Filosofo Sconosciuto", è iniziato ai primi gradi verso 1765 e diventa Commendatore d’Oriente.

Considerato che gli anni che vanno dal 1769 al 1770  registrano un incremento dei gruppi Cohens, un po' ovunque in Francia, Louis-Claude de Saint-Martin decide, all'inizio del 1771,  di rimanere vicino a Martines come segretario, sostituendo in questo compito l'abate Fournié. É di questa epoca la messa a punto dei rituali, come anche la redazione del “Trattato della Reintegrazione degli Esseri”, opera di Martines e basa dottrinale della teosofia e della teurgia martinista.

 

Nel 1772, Louis-Claude de Saint-Martin è ordinato Réau-croce ma Martines, partito lo stesso anno per San-Domingue a causa di una eredità, muore laggiù nel 1774. Da questo anno, nonostante tutti gli sforzi dei suoi discepoli, l'Ordine registra una decadenza …. 

 

Prima della morte del Maestro Martines (1774), già un piccolo gruppo di Eletti-Cohens, mai superiori a 29, demoralizzi e come abbandonati a loro stessi dopo la sua partenza, si riunirono, prima in casa di Willermoz (1774), poi (1775 – 1789) in una Loggia regolarmente costituita,  in adunanze della durata di tre giorni, per chiarire punti della dottrina già esposti o delineati nel Trattato della Reintegrazione ma con meno precisione.

 

È difficile, come l'ha già fatto notare René Le Forestier e in seguito ad Alice Joly, dire se il testo scritto in occasione di queste riunioni, e che di seguito viene presentato, costituisca un insieme di canovacci preliminari stabiliti da Willermoz prima di ogni discussione, o delle note prese da quest’ultimo durante le riunioni stesse.

Quanto conosciamo del temperamento di Willermoz, sempre preoccupato di presentarsi come una guida, ci porterebbe ad optare per la prima ipotesi; questi fogli, con poche eccezioni, sono, del resto,  accertati essere di sua mano, un ulteriore indizio, suffraga questa ipotesi esaminando il tabulato delle date di riunione della Loggia, in cui sono sempre fissate uno-tre giorni dopo la data dell’Istruzione.

 

Occorre dire due parole sul ruolo di  Duroy d'Hauterive, ma soprattutto su quella di Louis-Claude de Saint-Martin, e sulla loro determinante influenza durante questi incontri, del resto non bisogna dimenticare che i due furono gli ultimi Réaux + "ordinati" direttamente da Martines.

Duroy d'Hauterive anche se giunge a Lione solo nel 1775, giocò, una volta giunto, un ruolo di primo piano nel gruppo gruppo, giacché oltre all’incombenza di segretario della Loggia, aveva anche quella  di distribuire i documenti ed istruzioni che Martines mandava da San-Domingo.

 

Louis-Claude de Saint-Martin,  che ospitava allora da Willermoz, redasse durante questo periodo, il 1774, il suo primo lavoro, "Degli Errori e della Verità" apparso il seguente anno; non mancava probabilmente di comunicare ai suoi Fratelli, man mano che redigeva, il contenuto di questo libro così martinezista di tono e di stile; e nel 1774, parla "di un cerchio che istruiva" in casa di Willermoz ([2]).

 

Si è colpiti dall'aspetto molto metodico dell'esposizione di questi manoscritti, (le prime sedici istruzioni: il trittico teosofico (cosmogonia, cosmologia escatologia), con i suoi corollari pneumatologici, aritmosofici, tipologici, in una parola con la sua antropologia simbolica e cosmica, vi si trova sviluppato con vigore e concisione.

L'impressione che domina leggendoli, è che gli Emuli riuniti a Lione facevano tutto loro possibile per ricordare gli insegnamenti del Maestro e non lasciare trascurato nulla di ciò che avevano potuto udire della sua bocca. Il resto, pur apparendo più caotico, è tuttavia assai importante. Una notevole unità di stile assicura l'armonia letteraria e dottrinale dell'insieme. Questo stile è ancora quello di Martines - tanto la sua influenza era profonda -, anche se la lingua è più castigata; e le espressioni tipicamente martineziste abbondano. 

Ci troviamo davanti ad un vero corpus doctrinae, che presenta non solo un interesse eccezionale per chi vuole conoscere questo pensiero teosofico ma anche per i ricercatori preoccupati di comprendere meglio il Regime Scozzese, all'origine stessa della sua genesi; in effetti, l'Ordine degli Eletti-Cohens declinò rapidamente dopo il 1779, e Willermoz, che aveva previsto questo declino, desiderando conservare almeno l'insegnamento teorico, ossia l'insegnamento teosofico, di Martines in mancanza della pratica teurgica, impregnò di questo insegnamento un'organizzazione solida e già esistente: la Massoneria.

 

Un tale programma non era nello spirito di Martines che aveva inteso fondare una società esoterica indipendente, esclusiva, non un rito massonico propriamente detto, destinato ad inglobare il più grande numero possibile di logge.

 

Ma fin dal 1772 e 1773, si registra una serie di corrispondenze tra Willermoz e il barone von Hund, creatore in Germania della Stretta Osservanza Templare, e nel 1771 esso stesso vi aderisce, come molti Fratelli lionesi, a questa S.O.T. con un giuramento di obbedienza prestato a von Hund. In cambio, riceve quaderni e rituali tedeschi; ma il suo vero scopo era quello di stabilirne di migliori: a questo fine, nel 1777 e 1778 intraprese l'opera della sua vita. Disponendo di una dottrina completa e sicura e che le Conferenze di Lione di seguito riportate avevano potentemente aiuto a precisare, rimaneggiò i gradi massonici preesistenti, aiutato in questo compito da Jeans Braun, Jean Paganucci, Jean-André, Perire-Duluc e l'erudito teosofo Friedrich-Rudolf Salzmann, (tutti iscritti a piè di lista della Loggia di Lione)

 

Questi preparativi sono noti con il nome di "Riforma di Lione"; e il loro frutto fu la Regola (o Rito, o Regime) Scozzese Rettificato, o Ordine dei Cavalieri Benefici della Città Santa (C.B.C.S.), dal nome del sesto grado di questo Rito.

 

Il Convento delle Gallie (1778), a Lione, registrerà ufficialmente la nascita di questo Ordine.

Non è questo il luogo di descriverne la storia appassionante, che va dal diciannovesimo secolo fino al 1973, ma indubbio, come chiaramente emerge dalla lettura delle “Conferenze degli Eletti Cohen” di Lione, che assai stretti sono i rapporti che uniscono queste istruzioni, e quindi i Cohen, ai rituali del R.S.R. 

 

René Guénon e Paul Vulliaud, considerando l’interesse di questi documenti ne pubblicarono alcune pagine, il primo nel 1914, l'altro - le stesse pagine - nel 1938. René Guénon, non avendo potuto beneficiare del risultato di ricerche ulteriori, ha in ogni caso il merito di aver compreso il contenuto degli archivi che aveva esumato, e quello di volersene servire "intelligentemente". Paul Vulliaud, con i suoi sarcasmi, la sua ristrettezza di vedute, la sua erudizione disordinata anche se buona e vasta - ignorava che Guénon aveva, prima di lui, pubblicato gli stessi brani – tentò di ridicolizzarli, tentativo che face ricadere su se stesso la ridicolaggine di cui voleva rivestire i testi caduti nelle sue mani ([3]). 

 

 

LE ISTRUZIONI DI LIONE 

Il manoscritto non porta titolo generale. Si presenta sotto forma di un dossier con pagine di formato sensibilmente uguale, conservato nel fondo Jean-Baptiste Willermoz, presso la Biblioteca Municipale di Lione, sotto l'indicazione mn. 5476, ed è, senza ombra di dubbio, per la maggior parte opera della mano di Willermoz.  

 



[1] “Le Lezioni di Lione: Istruzioni agli Uomini di desiderio” Firenze Libri S.r.L. 2007.

[2]. Citato da René Guénon in “Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio” libro II° Parigi Ed. Traditionnelles 1972, pag 232 a proposito delle “Notizie storiche sul Marinismo e Martinezismo”.

[3]. Paul Vulliaud: “Les Rosé-Croix Lyonnais au XVIII siècle”. Parigi Nourry 1938 dalla pagina 226 alla pagina 239. René Guénon: “Quelque documents inédits sur l’Ordre des Elus-Choen” in “La France Antimaçonnique” 23 aprile, 21 maggio, 25 maggio e 9 giugno 1914, sotto lo pseudonimo di “Le Sphinx”. Il pubblicato concerne le prime cinque Istruzioni. “La France Antimaçonnique” si preparava a pubblicare la sesta ma cessò, improvvisamente, le pubblicazioni

 

Indice della Sezione Willermoz