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Il Diluvio degli Apocrifi
Testi dell'Antico Testamento ai quali fu negato il riconoscimento della canonicità nonostante si appellassero, per ottenere maggiore credibilità, alle più importanti personalità del passato, da Enoc a Giobbe fino ad arrivare ad Adamo ed Eva. La maggior parte di questi apocrifi proviene dal periodo compreso tra il 300a.C. al 100a.C. e da questi sono estrapolati tre miti del diluvio: il primo da "La caverna del Tesoro" il secondo da " Il libro dei Giubilei" il terzo da "Il libro etiopico di Enoc".


La Caverna del Tesoro
... Di tutti i figli di Seth restavano solo questi tre patriarchi sulla montagna del trionfo: Metusala, Lamech e Noè. Tutti gli altri se ne erano scesi nell’accampamento di figli di Caino.
Quando Noè vide quanto era grande il peccato della sua stirpe, conservò la sua anima in verginità per cinquecento anni. Poi Dio gli parlò e gli disse: “ Sposa Haikal, la figlia di Namos e nipote di Enoc, il fratello di Metusala!” E Dio gli presentò la rivelazione sul diluvio, che intendeva provocare. E Dio gli parlò e disse: "Fra centotrenta anni, scatenerò un diluvio. Costruisci un’arca per la salvezza dei figli della tua casa!
Ma costruiscila giù nell’accampamento dei figli di Caino! Il legno dovrà provenire dal Monte santo. Dovrà essere costruita nel modo seguente; la sua lunghezza di trecento braccia, delle tue braccia, la sua larghezza di cinquanta braccia e la sua altezza di trenta braccia! Sopra dovrai togliere un braccio. Vi farai tre stanze, quella inferiore per il bestiame d’allevamento e per quello selvatico, quella intermedia per gli uccelli e in quella superiore dimorerai tu con i figli della tua casa.
Costruisci anche una camera per gli attrezzi e una per le vivande. Fatti anche una campana di ebano, che non sia tarlato. La sua lunghezza sia di tre braccia e la sua larghezza uno e mezzo. Da essa esca un batacchio. la suonerai tre volte al giorno, una volta al mattino, affinché i lavoratori si raccolgano per la costruzione dell’arca, una volta a mezzogiorno, perché pranzino, e una volta la sera perché si concedano il riposo.
Quando suonerai, essi udranno il suono delle campane e ti chiederanno: “Che cosa hai fatto?” e tu risponderai: “Dio farà venire un’inondazione”. E Noè fece quanto il Signore aveva comandato.
Nel giro di cento anni nacquero tre figli: Sem, Cam e Jafet, ed egli scelse una moglie per loro tra le figlie di Metusala. Lamech visse seicentosettanta anni e morì mentre suo padre Metusala era ancora in vita, quattordici anni prima del diluvio, il ventuno Elul, un giovedì nel sessantottesimo anno della vita di Sem, il primogenito di Noè. Lo unse allora il suo primogenito, Noè e lo seppellì suo padre Metusala. Lo seppellirono nella caverna del tesoro e lo piansero quaranta giorni...
(Raccomandazioni di Metusala prima di morire) ... ascolta Noè, tu benedetto del Signore! Ora io lascio questo mondo come tutti i miei padri. Quindi solo voi sarete salvati, tu, i tuoi figli, la tua moglie e le loro mogli. Fai tutto quello che io oggi ti avrò richiesto. Dio provocherà un diluvio. Ma quando sarò morto, ungi le mie spoglie e seppelliscimi nella caverna del tesoro, presso i miei padri.
Prendi tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli e discendi da questo monte santo.
Prendi con te le spoglie del nostro padre Adamo e queste tre offerte: oro, mirra e incenso, e colloca le spoglie di Adamo nel mezzo dell’arca e le offerte sopra di lui.
Tu abiterai con i tuoi figli nella zona orientale dell’arca, tua moglie con le mogli dei tuoi figli in quella occidentale. Le vostre mogli non vi dovranno raggiungere, ne voi loro. Voi non dovete bere, né mangiare con loro e nemmeno accoppiarvi fino a che non abbandonerete l’arca. Poiché questa stirpe ha provocato l’ira di Dio e non si è dimostrata degna di restare ospite del Paradiso e di cantare le lodi insieme agli Angeli. Ma una volta che sia defluita l’acqua del diluvio, abbandonate l’arca e dimorate in quella terra...
Poi Noè entrò nell’arca e depose le spoglie di Adamo nel mezzo, e le offerte sopra di esse. L’anno nel quale Noè entrò nell’arca si compiva il secondo millennio, che a partire dalla discesa di Adamo giungeva sino al diluvio, come ci hanno tramandato i settanta saggi...
Un venerdì, il settimo giorno del mese benedetto di Ijjiar, Noè entrò nell’arca. Il mattino del venerdì gli animali selvatici e il bestiame da allevamento entrarono nella parte inferiore, a mezzogiorno gli uccelli e tutti i vermi in quella intermedia e a sera Noè con i suoi figli nella zona orientale dell’arca, mentre sua moglie e le mogli dei suoi figli in quella occidentale.
Le spoglie di Adamo furono poste nel mezzo, poiché rappresentano i misteri della chiesa... Quando Noè fu entrato nell’arca, il diciassette Ijjiar, a sera, furono serrate le porte dell’arca. E Noè si ritrovò con i suoi figli in una triste prigionia. Quando furono serate le porte dell’arca, si aprirono le cateratte dl cielo, si spalancarono gli abissi e le masse dell’oceano, dell’immenso mare che circonda la terra.
Quando si aprirono le cateratte del cielo e si spalancarono gli abissi della terra, fu lasciato libero corso ai venti le tempeste infuriarono e l’oceano si gonfiò e cominciò l’inondazione.
Allora i figli di Seth, macchiati dall’impurità della lussuria, corsero all’arca e pregarono Noè di aprire loro le porte dell’arca. E quando videro le masse d’acqua che li circondavano e li sommergevano da ogni lato, furono presi dall’angoscia e cercarono di risalire sul monte del paradiso, ma non ci riuscirono. L’arca invece era ben chiusa e sigillata, e in cima al tetto stava l’angelo del Signore come un nocchiero.
Quando i flutti cominciarono a mugghiare intorno alla gente, e questa iniziò ad annegare nella terribile e ribollente massa d’acqua, si adempivano su di loro le parole di Davide....
L’arca fu sollevata da terra dalla grande forza dell’acqua. Tutti gli animali annegarono, così come gli animali selvatici e gli uccelli, il bestiame ei vermi, proprio tutto quello che c’era sulla terra. E l’acqua del diluvio crebbe superando le cime delle più alte montagne, venticinque braccia secondo la misura dello spirito.
I flutti circondarono l’arca e l’acqua la sollevò finché giunse ai confini del Paradiso. Quando i flutti furono benedetti e purificati dal Paradiso, si volsero indietro, baciarono le rocce del Paradiso e si accinsero alla devastazione di tutta ala terra. E l’arca volava sulle ali del vento sopra i flutti, da est a ovest e da nord a sud, descrivendo così una croce sulle acque.
L’arca corse per centocinquanta giorni sulle acque, giungendo infine in una zona calma, nel settimo mese, cioè il diciassette Tishri, sul monte Kardo. Allora Dio comandò alle acque di dividersi, e le acque superiori tornarono nella loro sede in alto, nel cielo, da dove erano venute. Le acque che erano salite da sotto, dalla terra, ritornarono giù negli abissi sotterranei, e quelle dell’oceano ritornarono ad esso. Sulla terra restarono solo le acque che le erano state assegnate fin dall’inizio per le sue necessità. Esse continuarono a calare fino al decimo mese, Shebat.
Il primo giorno di Shebat, tornarono visibili le cime delle più alte montagne, e dopo quaranta giorni, il dieci di Adar, Noè aprì la finestra orientale dell’arca e mandò fuori un corvo, che gli portasse notizie. Quello volò via e non ritornò più indietro.
Quando l’acqua fu ancora un po’ diminuita sulla terra, egli fece uscire una colomba, ma essa non trovò nessun luogo dove fermarsi e tornò indietro nell’arca.
Dopo sette giorni, egli fece di nuovo uscire la colomba, ed essa tornò di nuovo indietro, ma nel suo becco reggeva un ramoscello d’olivo...
Nel seicentesimo anno della vita di Noè, il primo di Nisan, l’acqua cominciò ad asciugarsi sulla superficie di tutta la terra. Il secondo mese il diciassette Ijjiar, in una santa Domenica, avvenne l’uscita dall’arca. Uscirono fuori lui, sua moglie ei suoi figli con le loro mogli.
Quando erano entrati nell’arca si erano divisi, Noè con i suoi figli, sua moglie con le mogli dei suoi figli. E gli uomini non conobbero le mogli, finché non lasciarono l’arca. In questo giorno uscirono dall’arca tutti gli animali selvatici, il bestiame, tutti gli uccelli e i vermi.
Dopo che ebbero abbandonato l’arca, Noè intraprese la bonifica della terra. Costruirono anche una città e la chiamarono Temanon a causa degli otto uomini che erano usciti dall’arca.
Quindi Noè costruì un altare e, sopra di esso, presentò al Signore un a offerta di animali e di uccelli puri. E Dio fu placato dall’offerta di Noè. Dunque strinse con lui un patto eterno e disse: "Non permetterò mai più che si verifichi un diluvio”.

Il Libro dei Giubilei
... e nel venticinquesimo giubileo Noè si prese in moglie una donna di nome Esmara, figlia di Rakeel, figlia della sorella di suo padre nel primo anno nella quinta settimana di anni, e nel terzo anno gli generò Sem, e nel quinto anno gli generò Cam, e nel primo anno della sesta settimana di anni gli generò Jafet...
E quando i figli degli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra, e furono loro generate delle figlie, avvenne che gli angeli di Dio le videro, in un anno di questo giubileo, (e si accorsero) che erano belle a vedersi. E se ne scelsero alcune tra le loro mogli e queste generarono loro dei figli, e costoro furono i giganti.
E la violenza crebbe sulla terra, e ogni carne corruppe il suo cammino, dagli uomini al bestiame agli animali selvatici, agli uccelli a tutti coloro che camminano sulla terra. Tutti corruppero il loro cammino e i loro costumi e cominciarono divorarsi gli uni con gli altri, e la violenza crebbe sulla terra, e tutti i pensieri della conoscenza di tutti gli uomini erano malvagi tutti i giorni.
E Dio vide la terra, ecco era corrotta, e ogni carne aveva corrotto i propri costumi, e tutti agivano malvagiamente di fronte ai suoi occhi, tutto quello che c’era sulla terra. Ed egli disse: "Voglio eliminare gli uomini ed ogni carne sulla superficie della terra”, che ho creato. E solo Noè aveva trovato grazia agli occhi di Dio...
E dio disse che avrebbe eliminato tutto ciò che c’è sulla terraferma, dagli uomini al bestiame, agli animali selvatici, agli uccelli a tutto ciò che vive sulla terra..
E comandò a Noè di costruirsi un’arca, perché lo salvasse dall’acqua del diluvio. E Noè si costruì un’arca proprio come gli aveva comandato, ventiseiesimo giubileo di anni nella quinta settimana di anni, nel suo quinto anno. E vi entrò nel sesto anno, nel secondo mese, alla luna nuova del secondo mese fino al sedicesimo giorno, vi entrarono lui e tutto quello che noi conducemmo nell’arca, e Dio la chiuse dall’esterno la sera del ventisettesimo giorno.
E Dio aprì le sette serrande del cielo e le bocche del profondo abisso, sette bocche. E le serrande incominciarono a riversare acqua dal cielo per quaranta giorni e quaranta notti, e anche le fonti dell’abisso fecero sgorgare acqua, fino a che l’intero mondo fu pieno d’acqua.
E l’acqua salì sulla terra; l’acqua si sollevò quindici braccia sopra le più alte montagne, e l’arca si sollevò sulla terra e navigò sulla superficie delle acque. E le acque restarono sulla superficie della terra per cinque mesi, centocinquanta giorni. E l’arca navigò su di loro e si fermò sulla cima del Lubar, uno dei monti dell’Ararat.
E nel quarto mese si richiusero le sorgenti del grande abisso, e si richiusero le serrande del cielo, e alla luna nuova del settimo mese tutte le bocche delle profondità della terra si aprirono e le acque cominciarono a discendere nelle profondità. E alla luna nuova del decimo mese riapparvero le cime dei monti, e alla luna nuova del primo mese ricomparve la terra.
E le acque si dileguarono dalla terra nella quinta settimana di anni, nel settimo anno, e nel sedicesimo giorno del secondo mese la terra fu asciutta.
E nel ventisettesimo giorno aprì l’arca e fece uscire gli animali selvatici e il bestiame e gli uccelli e quanto si muove..
E alla luna nuova del terzo mese uscì dalla cassa e costruì un altare su un monte. E fece espiazione per la terra e prese un montone ed espiò col suo sangue tutte le colpe della terra; poiché tutto quello che esisteva su di essa era stato annientato, eccetto coloro che erano nell’arca con Noè. E presentò il suo grasso sull’altare e prese un vitello e un ariete e un agnello e capre e sale e una tortora e una giovane colomba e offrì un olocausto sull’altare e offrì una libazione, cotta nell’olio e fece un’aspersione con vino e ricoprì tutto con incenso e fece salire un buon aroma gradito a Dio.
E Dio sentì il buon aroma e concluse con lui un’alleanza, perché non ci fosse più un diluvio, che devastasse la terra...
Ed Egli diede a Noè e ai suoi figli un segno, che non ci sarebbe mai più stato un diluvio sulla terra. Pose il suo arcobaleno fra le nuvole come segno dell’alleanza eterna, che non ci sarebbe mai più stato un diluvio sulla terra per la sua distruzione, per tutti i giorni della terra...

Il Libro Etiopico di Enoc
... in quei giorni Noè vide che la terra si era inclinata e che la sua rovina era vicina.
Mosse allora da là i suoi passi, sino ai confini della terra e gridò al suo avo Enoc. Per tre volte Noè disse con voce addolorata: "Ascoltami, ascoltami, ascoltami!”. Egli gli chiese: "Dimmi, che cosa è successo alla terra, che è tanto stanca e sconvolta? Che non debba anch’io morire con essa!” E immediatamente ebbe luogo un forte terremoto; una voce si fece udire dal cielo, e io caddi sulla mia faccia.
Venne allora il mio avo Enoc, si accostò a me e mi disse: "Perché sei tanto triste ed hai gridato verso di me con voce piangente?” Dal cospetto del Signore è sortito un ordine riguardante coloro che abitano la terra ferma. Questa sarà la loro fine, perché conoscono tutti i segreti degli angeli e la violenza di Satana, e tutte le potenze segrete e tutta la potenza di coloro che fondono immagini di metallo per tutta la terra; e anche come si estragga l’argento dalla polvere della terra e si ricavi dalla terra il metallo malleabile.
Poiché piombo e stagno non si ricavano dalla terra come il primo; c’è una fonte che li genera, e un angelo sta in essa e quest’angelo è eccellente”.
 Allora il mio avo mi prese per mano, mi risollevò e mi disse: "Và! Ho interrogato il Signore degli spiriti al proposito di questo terremoto. Mi ha detto: a causa della loro ingiustizia è stato decretato questo giudizio definitivo sui peccatori, e non calcolo più i mesi in cui essi hanno ricercato e hanno potuto apprendere che la terra con i suoi abitanti sarebbe stata distrutta. Per essi non è possibile nessuno scampo per l’eternità, perché gli angeli hanno insegnato loro i segreti, ed essi saranno giudicati.
Ma per quanto ti riguarda figlio mio, il Signore degli spiriti sa che tu sei puro e innocente in relazione a quest’accusa riguardante i segreti svelati. Egli ha assegnato un’eterna durata al tuo nome tra i santi; ti conserverà tra gli abitanti della terra ferma, ha stabilito per i tuoi discendenti che dominino nella giustizia destinandoli ad una grande gloria, e dal loro seme sorgerà una fonte di innumerevoli giusti e santi per sempre”...
Poi Enoc mi mostrò gli angeli del castigo, che sono gia preparati a venire e a sciogliere tutte le forze delle acque sotterranee, per portare il giudizio e la distruzione su tutti coloro che abitano e stanno sulla terra ferma.
Il Signore degli spiriti diede agli angeli che uscivano l’ordine di non sollevare le loro mani, ma di attendere, poiché quegli angeli erano preposti alla forza delle acque. Allora io mi allontanai dal cospetto di Enoc...
In quei giorni la parola di Dio mi raggiunse e mi disse: "Noè, ecco il tuo comportamento è giunto dinanzi a me, un comportamento senza macchia, un comportamento improntato ad amore e giustizia. Ora gli angeli innalzeranno una costruzione di legno, e quando essi avranno compiuto quel lavoro, io porrò su di esso la mia mano e lo proteggerò. Ne sorgerà un seme di vita, la terra muterà e non resterà senza uomini. Assegnerò un’eterna durata alla tua discendenza di fronte a me, e non coltiverò più il progetto di distruggere coloro che abitano presso di te sulla superficie della terra; la tua discendenza sarà invece benedetta e si moltiplicherà sulla terra nel nome del Signore”...

 

 


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