Il Superuomo


Edipo aveva creduto di realizzare il superuomo. Quando scopre il suo spaventoso insuccesso, quando vede i disastri di cui è causa, la luce gli fa paura. Si acceca con le fibbie d'oro del mantello di Jocaste. Questa cecità volontaria è l'agnosticismo dell'uomo che non vuole più religione né metafisica. Si chiude nel criticismo, perché ha paura della verità. Si condanna volontariamente a non servirsi della luce intellettuale per immergersi nell'empirismo ed i metodi di brancolamenti. Ogni speculazione gli fa paura perché gli mostra i suoi errori e le sue tare. Ed egli si acceca con furore.

Edipo va ad arenarsi nel paese di Nettuno, dio degli sconvolgimenti geologici, - Simbolo del riordinamento necessario. Ugualmente il flusso del Reno e l'incendio del frassino, che sostiene il mondo, dovranno fare crollare il Walhalla.
Finalmente, è nella città di Atena, della Vergine della Saggezza che Edipo troverà il riposo. Rientrato in se stesso, acquisendo così la Saggezza interiore; rassegnato, si rigenera e si santifica; e Giove gli accorda una morte sublime. Termina da dove occorreva iniziare: la rigenerazione morale ed il culto della Saggezza.
Teseo, vincitore di un mostro, anche lui, è questo uomo saggio che avrebbe dovuto servirgli da esempio.

Edipo contrasta per il suo insuccesso con la maggior parte degli eroi che hanno liberato l'umanità da un flagello. La sua influenza è più nefasta ancora di quella di Oreste. Tutti e due rappresentano l'umanità alle prese con la crisi più acuta dell'antinomia pratica che oppone il destino dell'uomo e le circostanze della sua vita. Questi due miti, a differenza della maggior parte, non sembrano avere corrispondenza astronomica: nessuna costellazione li riguarda. Il loro senso cosmico più generale sembra riferirsi all'evoluzione geologica ed il loro significato antropologico riguarda, specialmente la razza attuale.

Gli eroi del Vello d’oro che conquistano le quintessenza, sembrano anticipare l'era futura. Nel ciclo Wagneriano ritroviamo lo stesso presentimento di un'epoca di rigenerazione. Lohengrin, Tristano e Yseult, Sachs, Parcival sembrano raccontarci la storia degli eroi del Vello d'oro nei loro focolari. Sono iniziati, non inseguono più le chimere della vita presente ma si impegnano nella via liberatrice.