Andrea Zucconi & Guido Buffo

 

I Doni dello Specchio

 

 

 

 

Mimesis Editore

 

 

"I doni dello specchio" è titolo intrigante – e simbolicamente significativo – che Andrea Zucconi e Guido Buffo hanno scelto per il loro saggio. Rappresenta una sorta di Baedeker spirituale per chiunque voglia intraprendere viaggio nella Tradizione, nella Alchimia e nella Massoneria. E, per questo, titolo è sicuramente pertinente e appropriato. Infatti, iniziare la non facile via della Tradizione Esoterica non è mai – a ben vedere – frutto di una meditata, intellettualistica, scelta razionale: come potrebbe essere quella di scegliere un abito, un libro o persino di recarsi a visitare una qualsiasi località. É piuttosto, un dono: un vero e proprio dono. É un dono raro, prezioso e misterioso che dischiude le porte di una dimensione "altra": reale e irreale, esistente ma incognita nello stesso tempo. Come, senza dubbio, è una dimensione "incognita" quella che spinge IL futuro Iniziato verso quella Porta di cui non sospetta, neppure, l'esistenza. E non meno "incognita" è la sorpresa di trovare un Maestro che quella porta, lentamente, dischiude, additando silenziosamente – e spesso con un ironico (ancorché benevolo) sorriso – le nebbie che aspettano chi si dichiara desideroso di incominciare questa vera e propria "queste": simile, in tutto e per tutto, a quella del Graal. Così, anche in questo caso – nelle ponderate e meditate parole di Andrea Zucconi e di Guido Buffo – s'intravede una Porta e un Maestro. La Porta è quella della Via Regia che porta al sapere e alla vera Luce. Il Maestro è Paolo Lucarelli che, se da qualche anno oramai ha lasciato questa vita materiale, continua, però, a svolgere la sua azione magistrale: attraverso i suoi allievi. Allievi che, a loro volta, iniziano a diventare Maestri. Come era accaduto – prima di loro – a Lucarelli, cui magistero risale a Eugène Canseliet e al mitico Fulcanelli: in una ininterrotta, importante, Catena Iniziatica e Sapienziale.
Un dono – ben lo sappiamo – non si discute. Lo si accetta o non lo si accetta. Ma se lo si accetta. lo si fa proprio. Lo si fa entrare nella propria vita e lo si vive come qualcosa che ci appartiene, in profondità; come la nostra carne e il nostro sangue.

 

  

 

 

 
 
 

Indice Testi


Musica: "Fuga XLVIII ° di Atalanta Fugiens" di Michaël Maier 1687