LA NONA FATICA
L'uccisione degli uccelli di Stinfalo
Sagittario (23 Novembre - 22 Dicembre)
 


Il Mito

All'interno del luogo di pace, il Maestro così parlò ad Ercole: "O figlio di Dio, che sei anche figlio dell'uomo, è giunto il tempo di prendere un'altra via. Sei davanti alla nona Porta. Oltrepassala e va a cercare la palude di Stinfalo, ove vi sono gli uccelli devastatori. Trova il modo di scacciarli da quella loro dimora troppo a lungo sicura."
Dopo una pausa aggiunse: "La fiamma che brilla oltre la mente rivela la giusta direzione. Questo è il compito che ti aspetta. Ora devi passare per la nona porta".
Allora Ercole, figlio dell'uomo, ma anche figlio di Dio, si mise in cammino.
 

Per lungo tempo egli cercò il luogo ma finalmente giunse a Stinfalo. Innanzi a lui si stendeva un fetido pantano e man mano che avanzava, una moltitudine d'uccelli gracchiava orribilmente in un coro dissonante e minaccioso.
Avvicinandosi ancora vide i grossi uccelli dall'aspetto orripilante e feroce. Ognuno di loro aveva un becco di ferro, affilato come una spada. Anche le penne sembravano delle aste d'acciaio che, cadendo, potevano spaccare in due la testa dello stanco viandante. I loro artigli, come il becco, erano affilati e forti.
Tre uccelli, scorgendo Ercole, si precipitarono su di lui. Egli rimase fermo e respinse l'attacco con la sua pesante clava. Un uccello, colpito cadde sulla schiena con suono metallico, lasciando cadere due piume che tremolando si conficcarono perpendicolarmente nel terreno cedevole. Infine gli uccelli si allontanarono.
Ercole rimase a guardare il pantano, riflettendo su come avrebbe potuto espletare il compito assegnatogli, sul modo di liberare quel posto da quegli uccelli predatori.
Cercò di riuscirvi escogitando vari sistemi. Inizialmente tentò di colpirli con una pioggia di frecce, ma i pochi che rimasero uccisi erano soltanto una frazione di quell'enorme massa, che si sollevò in nuvole così fitte da oscurare il sole.
Pensò di sistemare delle trappole nel pantano. Fatto ciò, nessuna barca e nessun piede umano avrebbero potuto attraversare lo stagno.
 

Ercole fece una pausa. Gli vennero allora in mente le parole udite nel consiglio che gli era stato dato. "La fiamma che brilla al di là della mente, rivela la sicura direzione." Riflettendo a lungo, ebbe una geniale intuizione.
Aveva due grossi piatti d'ottone che, battendoli assieme, davano un suono stridente e intollerabile, un suono così aspro e penetrante che avrebbe spaventato anche i morti. Ercole stesso, non potendovi resistere, si tamponò le orecchie.
Al crepuscolo, quando la palude si riempì di un'enorme quantità di uccelli, Ercole ritornò e batté fortemente i piatti tra loro più e più volte. Il fracasso così prodotto fu tale che egli stesso vi resistette a stento. Mai prima di allora si era sentita a Stinfalo una simile lacerante dissonanza. Disorientati e disturbati da un rumore così mostruoso gli uccelli predatori si sollevarono in aria sbattendo selvaggiamente le loro ali metalliche e lanciando rauche strida di spavento. La vasta nube d'uccelli se ne fuggì in frenetica fretta, in una condizione d'estrema confusione, per non fare mai più ritorno. Il silenzio cadde allora su tutta la palude.
 

Gli orridi uccelli erano scomparsi. La tenue luce del sole vespertino pareva tremolasse sul paesaggio che s'andava oscurando.
Quando Ercole fu di ritorno, l'Istruttore lo salutò dicendo:
"Gli uccelli assassini sono stati cacciati via. La fatica è compiuta."
 

Interpretazione della Fatica

Il Sagittario è, a parer mio, uno dei segni più interessanti, perché offre delle peculiari applicazioni a tuffi coloro che rispondono al nome di "aspirante".
Ci sono due parole che bisognerebbe escludere dal vocabolario dell'occultista, e che sono: "iniziato" e "maestro". "Iniziato" è un termine deliziosamente separativo, è una parola che pone su un piedistallo. "Maestro" è un termine che fa nascere nella coscienza delle persone l'impressione che esistano uomini superiori che assumono, nei riguardi dei loro discepoli, la posa di direttori o maestri, che dicano loro ciò che si deve o non si deve fare. Ma nessun vero adepto si è mai comportato in questo modo.
Le parole "aspirante" e "discepolo" sono decisamente migliori. La parola "aspirante" è come un mantello che ricopre ogni stadio del nostro sviluppo. Se volete una parola più tecnica, usate "discepolo". Questa è una parola che vela e nasconde, poiché, sia l'aspirante del più basso grado, sia il Cristo stesso, sono dei discepoli. È una parola che elimina classi, gradi e differenziazioni nei vari livelli di evoluzione. Il punto in cui ci veniamo a trovare, sulla scala evolutiva, è un nostro affare privato. Il mondo saprà chi siamo, quando avremo compiuto il lavoro che è delineato per noi nella Fatica del Sagittario.
 

Abbiamo già trattato lo straordinario segno dello Scorpione, in cui Ercole dimostra a se stesso il fatto che non poteva più essere preda del serpente dell'illusione, in quanto s'era ormai liberato dalla paura, dall'annebbiamento emotivo e da tutto ciò che avrebbe potuto ingannarlo o sedurlo. In tal modo la visione fu realizzata.
Poiché il Sagittario è un segno tremendamente importante, è bene fare un breve riassunto di ciò che è stato fin qui e che nasconde ciò che è dietro di noi. Do per scontato il fatto che ognuno di noi sia un aspirante ben determinato, l'arciere a cavallo che va dritto alla meta, come una freccia verso il bersaglio.
 

È interessante rimarcare che lo stendardo degli Stati Uniti d'America mostra le freccie del Sagittario negli artigli di un'aquila, perché l'Aquila è, astrologicamente, intercambiabile con il Sagittario ed è il simbolo dello spirito che si manifesta attraverso l'anima, a cui l'aspirante sul piano fisico è rivolto con ferma determinazione. Nello stendardo degli Stati Uniti d'America vi è dunque la profezia della meta di questa razza, allorché essa sarà cresciuta. È dal suo interno che emergerà quel gruppo di aspiranti i quali, unendosi a loro volta ad un gruppo di discepoli, dimostreranno al pianeta la realtà del mondo soggettivo. Questo è il destino di questa razza e sarà anche il conseguimento di tutte le razze che sono state riunite negli Stati Uniti d'America.
 

Riassumiamo la storia di Ercole, l'aspirante e di ciò che ha compiuto in ogni segno.
 

In Ariete, Ercole iniziò sul piano della mente il tentativo di catturare le giumente antropofaghe, ma fallì. Egli interagi con loro in modo personalistico, usò il pensiero dal punto di vista della personalità e non dell'anima.

 

In Sagittario, uccise gli uccelli antropofagi e si trovò ancora una volta di fronte al medesimo problema sul piano della mente. Questa volta però dimostrò un completo controllo e una perfetta padronanza di ciò che è la prima cosa che un aspirante all'iniziazione deve fare: controllare i propri pensieri e di conseguenza le proprie parole, altrimenti non può esserci iniziazione.
 

In Ariete, Ercole cominciò a controllare il pensiero.
 

In Toro, si trovò a lavorare sul piano astrale dove lottò e prevalse sul problema del sesso, dimostrazione della gran legge d'attrazione nell'universo nel suo aspetto inferiore. Ebbe un gran bel successo: dominò il toro e lo condusse nella città dei Ciclopi.
 

In Gemelli cominciò a divenire cosciente della propria dualità; fu assillato dal problema dell'anima e del corpo e di come coordinarli. Questa è la ragione per cui in Gemelli vi sono, nei primi stadi, continue fluttuazioni.
 

In Cancro sperimentò un certo grado di coscienza di massa: prese una forma. Questo è lo stadio dell'incarnazione umana. Molti non sono coscienti del fatto che essi sono esseri umani in rapporto con altri esseri umani. Nel Cancro, Ercole cominciò a far suo questo punto di vista. Nel momento in cui lo viviamo anche noi, catturiamo la timida cerbiatta dell'intuizione e cominciamo ad esseri intuitivi e non più psichici.
 

Ercole passò quindi nel difficile segno del Leone in cui molti ora si trovano e cominciò a diventare un individuo molto potente. Era sicuro di poter fare qualsiasi cosa; era solo: una condizione di potere. In questo stadio si vuole dirigere gli uomini e si comincia col dirigerli erroneamente. Si afferma troppo fortemente la propria supremazia e si pensa di essere più importanti di quello che si è in realtà. Bisogna liberarsi dal senso dell'io sono. Questa è l'intera storia della vita dell'aspirante, il quale deve divenire così identificato con la realtà spirituale che sta dietro a tutte le forme, da non occuparsi più della propria forma, delle proprie reazioni mentali ed emozionali o della propria utilità.
 

Nella Vergine, Ercole divenne cosciente non dell'anima e del corpo in reciproca relazione, ma del fatto che entro di lui dimorava, latente, il Cristo infinito e che la personalità, il lato forma, nutriva qualcosa di bello in lui celato. Allora i suoi occhi si aprirono.


In Bilancia si trovò nel difficile stadio di dover raggiungere l'equilibrio, un segno molto astruso sotto diversi aspetti, poiché l'uomo in quello stadio non è né anima né corpo. Sul piano fisico la bilancia equilibra la coppia degli opposti. Egli la equilibrò tanto bene da non percepire dove stesse andando.
 

In Scorpione, sul piano astrale, Ercole riprese il lavoro iniziato in Toro, lo completò e lo ripulì di tutto il fango della grande illusione e restò libero, con la chiara visione della meta che lo attendeva.
 

Il segno dei Gemelli è l'opposto del Sagittario. Gemelli rappresenta la dualità, Sagittario l'unità, la concentrazione su un unica direzione, la personalità unificata, cosciente della anima, determinata ad entrare nel segno del Capricorno, in cui avviene la gran transizione dal quarto regno al quinto: il regno spirituale.
Il Sagittario è l'arciere sul bianco cavallo, talvolta raffigurato come un centauro con arco e frecce. In questa doppia raffigurazione, il centauro metà uomo e metà animale e l'arciere sul cavallo bianco, metà umano e metà divino, viene condensata l'intera storia. Il cavallo bianco è sempre il simbolo della divinità. Cristo appare cavalcando un cavallo bianco. Così è rappresentato il Sagittario nell'Apocalisse. È un segno duplice e ogni qualvolta il segno è duplice esiste un problema.
Così come in Scorpione Ercole riprese e completò il lavoro iniziato in Toro, in Sagittario riprese e completò il lavoro iniziato nell'Ariete. In Ariete aveva dovuto occuparsi del pensiero alla sua fonte. In questo segno egli dimostrerà un completo controllo del pensiero e della parola.
 

Sagittario è stato talvolta definito "il segno dell'effetto dello Scorpione". Nel momento in cui ci liberiamo dall'illusione, in quel preciso momento, noi entriamo in Sagittario e vediamo la meta. Non l'avevamo mai veduta prima, veramente, perché fra noi e la meta vi è sempre una nube di forme-pensiero che ci impedisce di scorgerla.
Noi parliamo d'amore spirituale, di devozione al Cristo, di devozione ai fratelli maggiori dell'umanità, di devozione all'anima. Occupandoci di questi pensieri noi costruiamo nuvole di forme-pensiero perché pensiamo e, pensando, costruiamo. Con queste nostre aspirazioni abbiamo perciò costruito intorno a noi una tale nuvola di forme-pensiero, che non vediamo la meta. Con quanto detto non si vuole certamente togliere il terreno sotto i piedi, ma consigliare di smettere di pensare eccessivamente a quello che si deve fare e imparare più semplicemente ad "essere".
 

Il Silenzio

Il Sagittario è il segno preparatorio al Capricorno ed è chiamato, in alcuni vecchi libri, "il segno del silenzio". Negli antichi misteri il neofita doveva sedere in silenzio, non gli era permesso di camminare o parlare; doveva "essere", lavorare ed osservare, perché non è possibile entrare nel quinto regno di natura, quello spirituale, o salire la montagna del Capricorno, fino a che non si sia imparato a parlare poco e a controllare il pensiero. Questa è la lezione del Sagittario: controllo della parola mediante il controllo del pensiero. Questo ci terrà molto impegnati poiché, dopo aver rinunciato alle forme ordinarie del discorrere, alle chiacchiere inutili, dobbiamo imparare ad evitare di parlare di cose spirituali. Dobbiamo imparare cosa non dire riguardo la vita dell'anima, a non tenere lunghi discorsi su cose per le quali le persone possono non essere ancora pronte.
Il giusto uso del pensiero, il controllo della parola e la conseguente innocuità sul piano fisico, conducono alla liberazione, poiché noi siamo tenuti all'interno dell'unità umana, siamo imprigionati sul pianeta, non da forze esterne che qui ci trattengono, ma da quello che noi stessi abbiamo detto e fatto. Dal momento in cui smettiamo di stabilire rapporti errati con le persone a causa di quello che diciamo e che non avrebbe dovuto essere detto, non appena cessiamo di pensare cose che non dovremmo pensare riguardo a delle persone, a poco a poco questi legami che ci mantengono nell'esistenza planetaria vengono recisi; allora siamo liberi e possiamo scalare la montagna, come il capro in Capricorno.
 

È stato chiesto: "Non dobbiamo mai creare karma per noi stessi o fare nulla che ci leghi ad altri esseri umani poiché, finché noi abbiamo questi legami, siamo costretti a reincarnarci"? Ebbene, noi possiamo legare noi stessi all'umanità con il servizio, con l'amore, coi pensieri disinteressati. Ciò significa qualcosa. Ma non dobbiamo legarci con pensieri di critica, con l'autocommiserazione, con pettegolezzi e con parole che non vorremmo mai aver detto, né essere spinti, per la nostra liberazione, da moventi egoistici.
 

Un ammonimento: non siate buoni, né inoffensivi, non servite, semplicemente per rendervi liberi da tutto, come molti uomini fanno. Rimanete con l'umanità come fa il Cristo, o come quei grandi Esseri che, ci viene detto, rimarranno nel loro posto designato fino a che l'ultimo pellegrino non avrà trovato la via verso la sua dimora.
 

Due Porte, tre Costellazioni


Sagittario è la piccola porta per Capricorno. Ci sono due porte cosmiche: Cancro, la porta per l'incarnazione; Capricorno, la porta per il regno spirituale. Prima del Capricorno vi è il Sagittario, che viene detto "la porta minore". Si può pensarla come una piccola porta, ai piedi della collina, attraverso cui passiamo prima di scalare la montagna. Attraversandola, noi dimostriamo la nostra abilità nel corretto uso delle frecce del pensiero. Questa è la grande prova.
Vi sono due uccelli da considerare nel cielo di Sagittario. Uno è l'Aquila che vola dritta verso il sole, uccello fuori dello spazio e del tempo, simbolo dell'immortalità, simbolo di quella cosa segreta e celata che dimora ancora più in alto della nostra anima, poiché c'è stato detto che la materia o forma è il veicolo per la manifestazione dell'anima e l'anima, a sua volta, è il veicolo per la manifestazione dello spirito su di una voluta più alta della spirale e tutti e tre sono una trinità unificata dalla vita, che tutto pervade.
L'altra costellazione è quella del Cigno, simbolo dell'anima.
Il Sagittario, l'aspirante, guarda a destra e a sinistra. Sulla destra vede l'Aquila e dice a se stesso: "Io sono lo spirito che vola dritto alla sua dimora"; guarda sull'altro lato e vede il Cigno con le sue quattro stelle a forma di croce, e dice: "Io sono l'anima crocifissa nella materia dalla quale mi libererò".
 

Ricordiamoci, verrà il giorno in cui parleremo dell'anima come noi ora parliamo della personalità, come qualcosa da cui dobbiamo alfine liberarci. Questo è il problema, se così si può dire, dell'uomo che ha conseguito la terza iniziazione: liberare se stesso dalla propria anima.
Volete dunque prendere queste tre costellazioni, Cigno, Aquila e Sagittario, come vostro simbolo? L'Aquila, nello stendardo degli Stati Uniti; le frecce del Sagittario. E avete mai pensato che ovunque andiate vedrete la croce del Cigno, la Croce Rossa? Questo è ciò che gli Stati Uniti rappresentano. Lo si legge nel cielo.
Sagittario è il nono segno. Pensate a questa sequenza di pensiero. Nella Vergine, sesto segno, abbiamo l'indicazione della vita; nel Sagittario, nono segno, il compimento del periodo prenatale, prima della nascita del Cristo in Capricorno in dicembre. È sorprendente notare come calzano queste corrispondenze ed analogie. Questo è il motivo per cui ci viene detto di studiare l'essere umano. È attraverso il simbolismo dell'essere umano che giungiamo infatti alla comprensione della grande Vita che include tutti noi nella Sua esistenza.
 

Il Simbolo della Crisalide


Il Sagittario, in modo alquanto strano, è stato definito lo stadio della crisalide e così è l'uomo, non essendo né una cosa né l'altra. Nella crisalide abbiamo la sorprendente triplicità del bruco, della crisalide e della farfalla. Ci viene detto che il bruco si reincarna cinque volte; cambia di pelle per ben cinque volte, e cinque è il numero dell'uomo. Nella vita del bruco sopraggiunge poi quel curioso evento dove vi è un cambiamento radicale; quella cosa che strisciava sospinta dal desiderio, che mangiava continuamente, diviene una crisalide. Quello che succede in questo stadio è uno degli avvenimenti più misteriosi. All'interno del duro guscio della crisalide che il bruco ha costruito, c'è soltanto del liquido. Ogni singola parte è stata distrutta e in quel liquido vi sono i tre centri della vita, come noi li chiamiamo. Nell'interazione di questi tre punti focali di energia, avviene un mutamento, una ristrutturazione, fino a che, dopo un periodo di silenzio, emerge una meravigliosa farfalla. È quasi come se nella crisalide fossero simboleggiati i tre aspetti della divinità che lavorano secondo un modello, il modello del Cristo.
 

Consideriamo cosa avviene nella vita dell'aspirante in Sagittario. In Scorpione c'è stata la distruzione d'ogni cosa. Tutto è stato ridotto ad un fluido, in quanto lo Scorpione è un segno astrale e l'acqua è il suo simbolo. Nella vita dell'aspirante attuale (e non è necessario soffermarsi troppo su questo), c'è stata la distruzione completa d'ogni cosa, non è rimasto più nulla per cui valga la pena vivere, non c'è più nulla di abbastanza interessante da attirarlo verso la vita. Perché? Appunto perché è un aspirante, un discepolo; questa è la migliore indicazione che si possa avere riguardo al proprio posto sulla scala evolutiva. Ogni cosa è stata distrutta e voi lo sapete. Ma i tre aspetti della divinità sono ancora là, nel fluido, ed essi operano secondo il modello prestabilito. Lo stadio della crisalide è il Sagittario. È interessante trasportare la sequenza del pensiero o del conseguimento dallo Scorpione al potere e al successo sviluppato in Sagittario, essendo questo un segno di potere.
 

L'autentico uomo del Sagittario è una persona molto potente; potente perché questo è il segno del silenzio e perché è anche il segno della concentrazione in un'unica direzione, essendo stata vista per la prima volta chiaramente la meta; potente perché è il periodo che precede immediatamente la nascita del Cristo.

Lo Spirito di Verità

Ci viene detto che il Sagittario è lo spirito di verità; è la somma di tutta la Verità risultante dalla rivelazione individuale. Solitamente, quando vi è una rivelazione individuale, questa diviene settaria. Nel caso di cattivo uso delle energie del Sagittario l'individuo proclama: "Ho avuto una rivelazione, Dio ha rivelato questo, quello ed altro ancora a me. Impongo immediatamente ai miei fratelli la mia personale interpretazione della verità. Io non vedo altra verità che la mia verità. Io sono un aspirante, ma tutti gli aspiranti devono interpretare la verità come la vedo io, altrimenti non sono degli aspiranti. Dovete credere nella reincarnazione perché questa è la verità; dovete credere nei Maestri di Saggezza perché Essi esistono; dovete credere questo, quello e quest'altro ancora.


Egli è certamente concentrato, ha afferrato un po' di verità, quella che il suo povero piccolo cervello può afferrare, una verità per lui così straordinaria da indurlo a pensare di possedere tutta la verità.
In Sagittario, il primo dei grandi segni universali, noi vedremo la verità nella sua interezza, quando useremo le frecce del pensiero in modo corretto. Allora diremo: questa verità è per me, è la mia formulazione, poiché essa mi aiuta a vivere. Altri gruppi usano altre terminologie e soltanto se potrò capire il modo di concepire la verità dei miei fratelli, mi sarà possibile ottenere la visione.
Tutte le varie verità formano una sola Verità. Ciò è quanto si realizza in Sagittario e non sarà possibile attraversare la porta che conduce ai piedi della montagna finché non si comprenda che il nostro piccolo frammento di verità è solo una parte dell'intero mosaico. Questo è tutto.

Lo Spirito di Giustizia

Il Sagittario è stato chiamato il segno dello spirito di giustizia che si sviluppa attraverso le contese degli otto segni precedenti. Per funzionare correttamente in Sagittario, occorre aver imparato a discriminare tra giusto sbagliato. Si deve conoscere ciò che è giusto per noi stessi, ma dobbiamo aver anche imparato che ciò che è giusto per noi stessi, può essere sbagliato per il nostro fratello e viceversa. È impossibile sapere ciò che è giusto per un'altra persona perché ognuno di noi è equipaggiato diversamente, con differenti eredità, con un vissuto diverso, diverse tradizioni e tendenze razziali. Siamo tutti così diversi e, per di più, veniamo da raggi differenti. Abbiamo differenti raggi egoici e differenti raggi della personalità e più conosciamo nei riguardi di queste cose, meno ne possiamo parlare. Conosco cosa è giusto per me e mi sforzerò di vivere secondo questa mia idea di ciò che è giusto. Non so ciò che sia giusto per gli altri, ma do loro credito che agiscano secondo il loro meglio. Se soltanto riuscissimo ad assumere questo reciproco atteggiamento, emergerebbe nel mondo lo spirito di innocuità, il controllo del pensiero e il ritegno nel parlare; molti problemi mondiali sarebbero risolti. La giustizia nel mondo non potrà mai stabilirsi con la lotta, ma con il retto pensiero, frutto di un'anima risvegliata. Qualcuno ha detto che nello Scorpione abbiamo la convinzione di ciò che è errato, in Sagittario la convinzione di ciò che è giusto.

Tre doni

In alcuni libri d'astrologia si dice che nello Zodiaco vi sono tre segni molto benefici. Uno è Ariete, da cui ci proviene il dono dell'esistenza. In un'antica scrittura indù viene detto che ci sono tre cose che per grazia di Dio noi possediamo: il dono di esistere come essere umano, il desiderio di libertà, e l'opportunità di avere la guida di un Maestro, nel proprio cuore.
 

Il dono dell'esistenza in Ariete è la meraviglia di appartenere al regno umano.
Immaginiamoci di essere un minerale, con tutte le limitazioni che questo stadio comporta, possiamo allora comprendere la meraviglia della nostra condizione umana che, dal punto di vista del minerale, gode di una completa libertà.
In Leone abbiamo il dono dell'opportunità. Sono un individuo. Dunque userò la mia vita per me stesso, se sono un piccolo Leone; oppure potrò usare l'opportunità di aprire le porte per gli altri.
In Sagittario abbiamo il dono del potere.
Ci sentiamo capaci di gestire il potere? Dal punto di vista dell'occultismo l'essere umano è immerso in un mondo d'energie e di forze e, per quanto mi riguarda, non conosco ancora nessuno in grado di manipolare in maniera sicura questi poteri. Perché? La risposta è che il Sagittario non ha ancora svolto completamente il suo lavoro. Non è stato ancora appreso il corretto uso della parola; il controllo del pensiero è ancora lontano dall'essere raggiunto e l'anima non è abbastanza potente. Soltanto amando sufficientemente possiamo ottenere il potere. Quando ameremo abbastanza e saremo inoffensivi, allora potremo varcare le porte del cielo e dell'inferno, ma non prima.
 

Cominciamo dunque ad amare, non sentimentalmente, ma iniziando a comprendere realmente gli esseri umani, ad identificarci con essi ed ad amarli. È possibile conoscere un essere umano con tutte le sue colpe ed amarlo, non dicendo con un'aria di superiorità: "poveretto, un giorno riuscirà ad arrivare dove io sono ora", ma semplicemente dicendo: "io sono stato simile a lui", o: "io sono proprio come lui". Il dono dell'esistenza, il dono dell'opportunità e il dono del potere sono dunque i tre grandi doni dello zodiaco.

Tre costellazioni

Vi sono tre costellazioni connesse con questo segno, le tre più belle.
Lira, l'arpa dalle sette corde. L'aspirante impara a suonare l'arpa e fa della sua vita una musica.
Ara, l'altare. L'aspirante pone se stesso e tutto ciò che ha sull'altare, non in uno spirito di amara rinuncia, che lo renderebbe un perfetto miserabile, ma nello spirito del "non si può fare altrimenti. Mi sto distaccando da queste cose affinché io possa servire in modo più perfetto e completo."
Drago, il serpente. Abbiamo incontrato l'idra, il serpente, in Gemelli; ora incontriamo il Drago, il serpente della saggezza.
Musica in una vita armoniosa, sacrificio nelle reazioni e nei desideri della personalità e saggezza.
Infine, plananti al di sopra di esse, due altre costellazioni:
l'Aquila, lo spirito e il Cigno, l'anima.
Vi rendete conto del perché reputo il Sagittario un segno così importante? È un segno molto bello e vi sarebbe ancora molto da dire al riguardo.
 

Dettagli della Storia


Leggiamo che le paludi dell'Arcadia erano piene di uccelli antropofagi, raffigurati nei libri antichi come feroci cicogne, gli uccelli di Stinfalo. Ve ne erano tre più grandi e molti altri più piccoli. Devastavano il paese, ma non si facevano vedere; si nascondevano nella boscaglia, nei cespugli, facevano danni senza che si potesse mai individuarli.
Ercole, come al solito, corse in Arcadia, deciso a liberare il paese da questi uccelli antropofagi. Si dice che fu molto astuto nel modo di farlo. Egli si era liberato dall'illusione ed Atena gli aveva dato dei cembali d'ottone. Nello sbatterli l'uno contro l'altro produsse un fragore tale che gli uccelli si sollevarono in alto sulla palude e si dispersero nell'aria. Il mito aggiunge poi che egli montò sul suo cavallo alato e li colpì con le sue frecce. È una storia meravigliosa.
 

Le paludi sono il simbolo della mente sommate alle emozioni. Ercole scopre che, pur essendo un aspirante ed avendo trionfato nello Scorpione, possiede ancora una natura emozionale e trova che gli uccelli di Stinfalo, specialmente tre di essi, sono di genere antropofago e che deve quindi fare qualcosa a riguardo. Valutando le sue reazioni, il conquistatore scopre che egli stesso è una forza devastatrice, che le sue parole e i suoi pensieri arrecano danno. È da ricordare che più si avanza sul sentiero del ritorno, più si funziona come entità spirituale, più si diventa potenti e in grado di arrecare danni maggiori. Se si è aspiranti o discepoli, si è pieni di forza, si usa il potere, si diviene, molto probabilmente, l'unità centrale di un gruppo; le attività principali divengono il pensare e il parlare. In tal caso occorre soppesare i pensieri perché questi sono molto potenti. Quando si pensa in maniera errata, il male che ne deriva è molto più grande di quello che potrebbe causare una persona meno evoluta.
 

Dobbiamo scovare ed allontanare gli uccelli dai pantani, farli risalire nell'aria pura dove possiamo vederli e sopraffarli. Gli uccelli che danneggiavano maggiormente erano tre di numero. In un libro essi sono presentati come: pettegolezzi crudeli, parlare continuamente di se stessi in modo egoistico, gettare le perle dinanzi ai porci. Che cosa significa tutto questo?
Il pettegolezzo è stato definito "assassinio spirituale". È inutile discuterlo: si sa quante vite sono state distrutte in tal modo. Vi è una legge irremovibile per la quale chi fa del pettegolezzo ne resta a sua volta vittima. Si riceve quello che si dà. Se diamo servizio, riceveremo servizio, se diamo gentilezza, amore, avremo di ritorno gentilezza e amore. Se l'umanità ci maltratta, cerchiamo in noi stessi la causa dell'errore. Un'antica scrittura dice che colui che è innocuo non ha nemici. Quando si giunge ad essere innocui nel pensiero, nella parola e nell'azione, allora non si hanno più problemi. Il fatto di avere dei problemi presuppone che non siamo innocui.
Nel parlare di noi stessi siamo sempre occupati a pensare ai nostri problemi, ai nostri affari. Quando gettiamo le perle davanti ai porci parliamo di argomenti occulti con coloro che non sono in grado di comprenderli. Se si è discepoli si comprende benissimo la realtà di questi fatti.


Il problema è evidente: io sono un Sagittario come d'altronde lo siete voi. Tutti noi viviamo con l'emblema del Sagittario sempre presente davanti ai nostri occhi. Cerchiamo di apportare armonia nelle nostre vite, portando la vita "all'altare" e di prendere contatto col serpente della saggezza. Iniziamo con il pensiero e con la parola e iniziamo oggi stesso.