Il presente studio è nato dall’idea iniziale di approfondire i concetti di "acque superiori" ed "acque inferiori", elementi molto importanti nella tradizione cabalistica. Da questo tema iniziale il lavoro si è sviluppato fino a comprendere altri temi, non solo importanti, ma anche attuali, come la leggenda di Baal, che in questi tempi spesso si trova citata in testi ed articoli non solo esoterici.

© Claudio C.

 

Sulle acque consultare anche: "I Diluvi"

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La Qabalah  

Sorta nel II secolo della nostra era, nel popolo d’Israele, la Qabalah si estese nell’Alto e nel basso Medioevo, in paesi cristiani come Francia e Spagna, e particolarmente in quest’ultimo, dove nel secolo XIII fu scritto il Sepher ha-Zohar, il gran libro cabalistico. Brillò in Italia durante il Rinascimento in forma cristianizzata e passò ai paesi del nord e centro d’Europa e Inghilterra, Polonia etc. in epoche diverse, dove ancor oggi si mantiene viva, così come a Gerusalemme e molte altre città del mondo moderno, fra ebrei e non ebrei.

Questo per quanto riguarda la Qabalah storica. La traduzione della parola "Qabalah" è "tradizione" e si mette in relazione con "ricevere", nel senso di accettare un legato o un eredità. Lo schema storico che abbiamo descritto è valido in termini generali e orizzontali. Se adottiamo il punto di vista verticale, questa trasmissione della Tradizione Primordiale e la sua ricezione non hanno mai smesso di essere, e questi effluvi della divinità sono sempre presenti nel mondo e nell’uomo. 
 
Secondo la Qabalah ebrea, l’Universo si è creato a partire da un punto primordiale attraverso emanazioni assimilate a numerazioni (sephiroth), equivalenti a nomi divini. Dall’appena esistente e più sottile, al mondo corporeo percepibile ai sensi, in termini cabalistici: dal primo dei numeri, chiamato Kether, fino alla sephirah numero dieci, denominata Malcouth, ossia dall’unità primigenia al denario, che a sua volta dopo il percorso successivo dei numeri naturali, ritorna per analogia all’Uno, però in un distinto piano di solidificazione o materializzazione. (10 = 1 + 0 = 1). 
 
Il diagramma dell’Albero della Vita introduce una divisione gerarchica e verticale in quattro piani, mondi o stati di coscienza chiamati, dall’alto verso il basso, Olam ha Atziluth o Mondo delle Emanazioni, Olam ha Beriyah o Mondo della Creazione, Olam ha Yetzirah o Mondo delle Formazioni, ed infine Olam ha Asiyah, identificato con l’essere della terra e dell’uomo come oggetti creati, includendo la determinazione delle leggi tanto fisiche quanto fisiologiche, dato che il diagramma sephirotico a cui ci stiamo riferendo è valido per tutte le manifestazioni, ovvero tanto per il macrocosmo come per il microcosmo. 


Questi quattro mondi, piani o livelli, possono anche essere considerati come tre, dato che Beriyah (Mondo o Piano della Creazione) e Yetsirah (Mondo o Piano delle Formazioni) possono essere assunti in un solo piano. Beriyah, corrisponderebbe a ciò che l’Antichità Tradizionale denominò le Acque Superiori, e Yetsirah corrisponderebbe alle Acque Inferiori. Le prime si identificano con l’elemento aria e sono considerate come costitutive della volta celeste; le seconde con l’elemento acqua, conformando i fiumi e gli oceani, unite entrambe nella linea dell’orizzonte. Questi due piani possono essere considerati come un unico livello e corrispondono alla intermediazione fra il primo (Atziluth) e l’ultimo (Asiyah). In loro si realizza tutto il lavoro interiore ed ermetico. Queste sei sephiroth, chiamate nella Qabalah "di costruzione cosmica", corrispondono nell’essere umano alla sua psiche superiore (Beriyah) e inferiore (Yetzirah). 

L’Albero della Vita può anche essere diviso in tre colonne (figura 1): due laterali visibili e una centrale invisibile a partire della quale si sono proiettate le altre due in modo equidistante. Una di esse è positiva, la centrale è neutra e la terza è negativa; da questi pilastri le energie della creazione ascendono e discendono costantemente e le loro interrelazioni e il posto che occupano nella scala originano angeli, arcangeli e nomi di potere, paragonabili ai loro analoghi cristiani ed islamici, ed ai loro omologhi, gli eroi, semidei e dei, spiriti sacri e duali di tutti i pantheon. Di seguito diamo il diagramma dell’Albero cabalistico o sephirotico, chiamato come in molte altre tradizioni Albero della Vita.(figura 2)

 

 

Il primo corrisponde alla divisione per piani, allo stesso modo dei pilastri o colonne; e il secondo include i nomi cabalistici di ogni sephirah o ‘numerazione’ (ciò vuol dire sephirah) e le sue corrispondenze planetarie e pertanto alchemiche, dato che i pianeti conservano un’intima relazione con le proprietà simboliche dei metalli della terra. Pertanto vediamo che questo diagramma cabalistico si intreccia con la Numerologia, l’Astrologia e il Tarocco.

 

0

Aïn: Nulla: il Non Essere. 

1

Kether = Corona: prime emanazioni dell'Essere; senza determinazione astrologica. 

2

H'cmâ = Sapienza: Stelle fisse.

3

Binâ = Intelligenza: Saturno. 

4

H'esed = Grazia: Giove. 

5

Guebourâ = Rigore: Marte. 

6

Tiphereth = Bellezza: Sole. 

7

Netzâ = Vittoria: Venere. 

8

Hod = Gloria: Mercurio. 

9

Yesod = Fondamento: Luna. 

10

Malcouth = Regno: interazione dei quattro elementi: la Terra.

 

Le acque Superiori e le Acque Inferiori

San Paolo afferma: "La parola di Dio è viva ed efficace, più tagliente d'ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione7 dell'anima e dello spirito" (Ebr. 4.12 ; per la spada come simbolo del Logo cfr. anche Ap. 2. 12 e 19. 15).

San Paolo intende riferirsi alla separazione esistente tra individuale ed universale, tra manifestazione formale e informale, tra le "acque inferiori" e le "acque superiori" del Genesi (1. 6-7). Da queste relazioni deriva anche che, il camminare sulle acque (cfr. Mt. 14.25, Mc. 6.48, Gv. 6.19, nonché uno degli attributi di Vishnu: Nârâyana, water-vehicle ) è simbolo del possesso da parte dell'essere in questione di uno stato universale.

 

Baal e Anat

All'inizio dei tempi la terra non aveva un padrone e due dei ne rivendicavano il possesso: Baal, signore dell'Aria e della Pioggia e Yam, il drago che regnava sulle Acque. Si rivolsero al Dio Supremo perché risolvesse la contesa, ed egli decretò che la terra doveva spettare a Yam, perché l'Acqua [dei fiumi e del mare, ossia quella inferiore] è il principio di tutte le cose. Yam si fece costruire un lussuoso palazzo e iniziò a regnare in modo così tirannico, imponendo esorbitanti tributi agli altri dei, da rendere intollerabile la sua posizione. Nessuno però, per paura, osava opporsi.

La dea Astharte si offerse di scendere in fondo al mare per sedurre il Drago e supplicarlo di placarsi, ma Yam pretese lei stessa come moglie per essere più indulgente. Baal venuto a conoscenza del fatto salì su tutte le furie e convocate le due sorelle Anat e la stessa Astarte, le due possenti dee della battaglia, decise di affrontare il Drago e per vincerlo si servì di due magici randelli costruiti appositamente dall'Artefice Divino sire Destrezza-e-astuzia.

Il Drago colpito a morte stramazzo al suolo e, poiché era sua natura risuscitare, fu legato con una robusta rete fatta sempre da sire Destrezza-e-Astuzia. Baal divenne il nuovo signore della terra e si fece costruire, dall'Artefice un sontuoso palazzo in cui diede una grande festa, alla quale parteciparono tutti gli dei, tranne Mot [la morte] che Baal si era dimenticato di invitare. L'errore gli fu fatale, Mot adirato sfidò l'orgoglioso Baal invitandolo, se aveva coraggio, ad andare nel suo regno a mangiare fango, ossia il cibo dell'oltretomba.

Baal non poté tirarsi in dietro, si fece spalmare tutto di ocra Rossa per protezione contro le forze della morte e si avviò verso il suo destino. Appena ebbe mangiato il cibo dell'oscuro reame, la morte lo prese e anche tutto il mondo soprastante cominciò a languire e a inaridirsi per mancanza di pioggia. Anat si rivolse alla Dea Sole, l'unica che poteva scendere sotto l'orizzonte e risalire, affinché gli riportasse il corpo di Baal, e così ella fece.

Nel frattempo fu fatto salire al trono Asthar, il più giovane degli dei, praticamente un ragazzino. Intanto Anat continuava a vagare alla ricerca di Mot per vendicarsi, e quando infine lo trovò gli balzo alle spalle, lo squarciò con la sua spada, bruciò la carne sul fuoco, passò i pezzi al setaccio, li pestò in una macina e infine li seminò nella terra. Quella notte Anat sognò che l'abbondanza tornava sulla terra e andò a riferirlo direttamente a Dio, il quale fu invaso da una grande gioia e mandò a chiamare la Dea Sole, affinché, questa volta, cercasse Baal durante il suo percorso diurno.

Intanto Baal era tornato alla vita e, scoperto il giovane Asthar sul suo trono, lo scacciò a bastonate. Baal e Anat ricongiunti regnarono indisturbati. Baal regnò in pace per sei anni, il settimo i resti di Mot seminati per terra da Anat si misero a germogliare e si ricongiunsero. Fu di nuovo battaglia tra Baal e Mot, e mentre il combattimento era al culmine la Dea Sole scorse i due contendenti e intimò a Mot di arrendersi, perché anche qualora avesse vinto, il Dio Supremo lo avrebbe distrutto.

Baal riprese il suo trono e lodò la Dea Sole, dicendo alla fine che, come premio, il Sire Destrezza-e-astuzia le sarebbe stato sempre di scorta, ovunque lei fosse andata e la avrebbe protetta sempre dal Drago, ributtandolo in mare. Si diede un sontuoso banchetto per festeggiare, con tanta abbondanza di cibi e bevande degne degli dei, come mai si era visto dalla creazione del mondo, e tutti inneggiavano a Baal e alla Dea Sole.

Intanto però Anat, era adirata con gli uomini, perché in assenza di Baal, avevano subito adorato Asthar e Mot, e ovunque andava faceva strage e distruzione. Solo allo spuntar del giorno si placò, si bagnò nella rugiada, indossò vesti pulite e si cosparse di delicati profumi. Intanto i messaggeri di Baal la raggiunsero per invitarla alla pace, ed ella scambiandoli per messaggeri di guerra intonò un canto rabbioso: "Quale nemico osa sfidare Baal, il dio che guida nel cielo i suoi carri tonanti? Il potente signore del mare, benché fosse eletto da Dio, io l'ho schiacciato e distrutto, il mostro dalle sette teste, il Drago astuto, io l'ho abbattuto, ho legato le sue fauci. Ho legato tutte le creature ribelli, il Vitello irrequito, il cane rabbioso, l'immondo Serpente. Così distruggerò ogni nemico di Baal: chiunque levi la mano contro la sua legge, o sia sordo al suo comando."

Tranquillizzata dai messaggeri Anat si pacificò del tutto, e si levò in volo verso la Montagna Sacra. Tutto il cielo era pieno di Luce, una Luce mai vista, ovunque risuonava una possente voce di tuono, come mai era stata udita. Anat fu allora certa del trionfo di Baal, perché il mondo e i cieli inneggiavano alla sua gloria e mostravano l'Opera sua.

 

Il significato del Mito

Questo racconto risale alla notte dei tempi. In esso si legge, in un linguaggio cristillino e poetico, l'intera nostra Opera. Non per niente i popoli del medioriente furono dei grandissimi astrologi, e, a quanto dimostrano, dei raffinati conoscitori dei più intimi meccanismi dello spirito e della mente dell'uomo.

Innanzitutto il racconto si apre con una disposizione "biblica" degli elementi, le Acque Superiori, e le Acque Inferiori. Le Acque primordiali rappresentano sempre un gradino appena più ordinato del Caos originario, sono una protomateria, ancora indifferenziata, e in cui sono in potenza tutte le cose. Le Acque superiori sono le più solari, rappresentano un primo risveglio della coscienza, quelle inferiori sono più feconde ma inconsce, generatrici delle cose terrene, ma hanno in sé, proprio per questo, in modo più manifesto il principio del male e della corruzione. Nelle Acque inferiori si trova Yam, il Drago, una figura ben nota agli studiosi di ermetismo, ossia il Serpente del ciclo delle morti e delle rinascite. Il mondo primordiale gli spetta di diritto perché è una sua emanazione, e lui che replicandosi negli esseri viventi garantisce la sopravvivenza delle specie. Si tratta però di una forza cieca, istintiva, volta solo a replicare se stessa, la potremmo paragonare agli istinti, alle forze e ai meccanismi inconsci che regolano la lotta per la sopravvivenza. Questa forza non può essere accettata dalla coscienza risvegliata, gli dei infatti dopo un po' non riescono più a sopportarla. Potremmo dire che l'uomo spiritualmente evoluto riconosce di essere alla merce degli istinti e del ciclo delle reincarnazioni e allora rivendica la propria natura divina. Nessuno però osa sfidare apertamente Yam, perché la sua forza, che è il motore stesso della vita sulla terra, è troppo grande. Astarte prova con le arti della seduzione e dell'amore, ma ciò non fa altro che accrescere la cupidigia di Yam. Occorre l'arte e l'intelligenza del Sire Destrezza-e-astuzia, che altri non è se non l'equivalente di Mercurio, il quale prepara due "randelli" che colpiscono da lontano. Qui entra in gioco l'Arte, ossia i semplici mezzi che l'uomo possiede per natura non sono sufficienti per vincere il mostro delle Acque. I filosofi dicevano che l'Arte non può creare le disposizioni primarie, ma deve perfezionare ciò che la natura ha già predisposto: in questo modo la natura stessa rivelerà la propria perfezione. Tramite il randello dell'Arte Baal tramortisce e sottomette Yam, il bastone è sempre simbolo di comando e di autorità acquisita. Il primo passo, ovvero la vittoria sul Serpente, è compiuto.

Il secondo "quadro" del racconto, ovvero la festa del trionfo degli dei e la successiva discesa agli inferi di Baal è un altro tema classico dell'ermetismo. Prima di scendere Baal si tinge di rosso, anche questo è un passaggio noto, e corrisponde al "ramo d'oro" che Enea deve procurarsi per scendere nell'Averno e poter risalire, ciò ci informa anche sul fatto che Baal non era un neofita, d'altra parte la storia inizia parlando di due dei, non di due mortali. Il pasto di fango rappresenta l'unione con il principio ricettivo della Terra e contemporaneamente con il potere di transazione e di trasformazione delle Acque. Non si dimentichi che il fango è molto spesso la materia grezza con cui gli dei plasmano gli esseri viventi. Nutrirsi con il fango significa ritornare ad una condizione di pre-esistenza, di plasticità, da cui rinascere in forma nuova. Anche Proserpina fu intrappolata da Plutone per aver assaggiato il cibo dei morti. Gli Alchimisti chiamano questa fase sostanza mescolata o nigredo e corrisponde al Solstizio d'Inverno, ovvero ai Saturnali, in cui si associa un clima festoso al concetto di morte e rinascita. Sempre nei Saturnali si ha anche la reminescenza del giovane Asthar, infatti nell'Antica Roma veniva eletto un Rex Saturnaliorum, una specie di Re buffone, che restava in carica per tutta la durata dei festeggiamenti e che poteva burlarsi delle vere autorità dello stato; tradizione che si protrasse fino al medioevo con l'Episcopellus di San Nicola, un imberbe vescovello eletto tra i novizi per parodiare e sbeffeggiare i veri superiori. Abbiamo poi la "Solutio", ovvero la distruzione di Mot che avviene secondo uno schema cerimoniale preciso, dapprima la separazione in due parti, poi una purificazione con il fuoco, e così via, molte di queste operazioni si ritrovano identiche nei testi ermetici, alla fine si ha la scomparsa di Mot che viene sepolto nella terra. Siamo dunque alla Candelora, dove scompare il nero e resta l'elemento lunare purificato, cioè Anat.

Si arriva all'Equinozio di Primavera, la Dea Sole, l'unica che possa passare inalterata dall'uno all'altro mondo, riporta Baal nel mondo dei vivi. Cioè il giorno inizia ad allungarsi, la natura si risveglia e ricadono le piogge benefiche, altrettanto inizia a prendere il sopravvento la parte solare dell'Iniziato, che deve ora completare l'opera della propria creazione. Baal regna indisturbato e si ricongiunge ad Anat, siamo alla "coniunctio" di Calendimaggio. Il regno di sei anni indica in realtà sei settimane, tanto è il periodo di predominio assoluto della luce sulle tenebre, poi con il Solstizio d'Estate (Giorno di San Giovanni) inizia il declino del Sole e le tenebre si ripresentano per insidiare il trono. In realtà, come dimostra la storia, è una finta possibilità, perché la Luce iniziatica a questo punto ha assunto una tale forza che non può più soccombere e gode di altissime protezioni. Segue l'incoronazione ufficiale dell'Iniziato, qui rappresentato dalla Dea Sole, alla quale Sire Destrezza-e-astruzia, ovvero l'Arte, farà sempre da scorta e da protezione, così come il pianeta Mercurio segue sempre il Sole nel suo percorso celeste. Infine il sontuoso banchetto e il "Raccolto" di gloria del lavoro compiuto.

Le cose non sono finite, Anat, la componente lunare, più "esoterica" potremmo dire, non vuole rischiare una rinascita di Mot e prosegue l'opera di sterminio presso quanti lo hanno appoggiato. Troviamo, nella "Vita di Milarepa", asceta Tibetano vissuto verso l'XI secolo un racconto analogo riguardo le ultime fasi della sua iniziazione:

 

"Lame vittoriose si incrociano.

In disprezzo alla forza del nemico vinsi questa lotta.

Se agli uomini volti allo spirituale è data una quantità (di potere)

Doppia ne possiedono i grandi asceti.

E a me il calore magico svelato dalla contemplazione fece bastare

la semplice veste di tela.

Le malattie, nei loro quattro gruppi, furono per me pesate su di una bilancia.

E quando dentro e fuori si calmò il sommovimento della tempesta

venne conchiuso il patto.

Divenni insensibile sia a vento freddo che caldo.

Allora il nemico si impegnò ad obbedire ad ogni mio detto.

Il Demone che aveva preso la maschera della neve l'avevo abbattuto.

La schiera dei demoni aveva perso piacere ad agire:

questa volta lo yogi restò vincitore...

Io sono della razza del Leone, il re delle belve;

Mia dimora fu sempre la neve delle altezze;

Per questo ogni precauzione è superflua.

Se ascolterete me, vecchio,

Alle stirpi future si tramanderà la Dottrina..."

 

Ora si comprende meglio che lo sterminio dei "mortali" compiuto da Anat è rivolto verso l'interno, ossia verso quella parte di sé che è nemica dell'elevazione spirituale, ma ancora in parte dominio di Yam e di Mot, o pronta a seguire il primo Asthar che salga sul trono. D'altra parte l'Arte pone all'Equinozio d'Autunno, dove si potrebbe avere il riemergere delle forze inferiori, proprio la spada infuocata del Superno Michaël, invincibile baluardo che protegge l'ulteriore cammino dell'Iniziato. Infine Anat s'invola verso la Montagna Sacra, così come la Fenice, all'Equinozio d'Autunno vola ad Eliopoli, presso il Tempio del Sole, per ricevere il premio e gli onori. La gloria di Baal è ora manifesta nel Mondo, così come vuole la tavola smeraldina di Ermete Trismegisto: "Sic habes Gloriam totius Mundi. Ideo fugiet a te omnis obscuritas".

 

 

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