Il Mutus Liber Muratoriae
 

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Nella tradizione esoterica le opere composte soltanto da immagini simboli che hanno sempre avuto una netta preponderanza rispetto alla parola, alle teorie e alle dottrine scritte, di contenuto più o meno dogmatico. Per esempio, le lamine del Tarocco sono servite alla sapienza cabalistica, che affondava le proprie radici nella Scienza Reale e Sacerdotale egizia, per proiettarsi verso tutta l'Umanità di ogni tempo e paese come messaggio di Realizzazione iniziatica. Lo stesso vale per il Mutus Liber, che ha fatto lambiccare generazioni di ermetisti alla ricerca dell'alchemico segreto, e per le cattedrali del XII secolo, che possono essere considerate "libri di pietra viva", utilissime nel ritrovamento della via e del canone di un percorso verso il divino che è nell'Uomo.
Il concetto stesso di insegnamento esoterico tradizionale comporta l'impossibilità della comunicazione diretta e immediata del più segreto significato contenuto negli emblemi, nei simboli, nelle allegorie, nei miti e nei riti, nonché negli strumenti dell'Arte Reale. Non esiste una formula, una ricetta, una tecnica né tanto meno un "trucco" che si possa comunicare a parole, sia pure "da bocca a orecchio". E ciò è ben noto alla Massoneria Universale, costituita storicamente nel 1717, ma depositaria del patrimonio sapienziale degli antichi costruttori, degli alchimisti, dei cabalisti, dei Rosa + Croce, dei Templari.
Il lavoro del Massone è analogo a quello dello scalpellino, del muratore e dell'architetto delle antiche confraternite di mestiere: si tratta di conoscere la Pietra, la propria Pietra, levigarla, giustapporla accanto ad altre Pietre, scolpirla in un "capolavoro", la Pietra Cubica a Punta, ed elevare il Tempio dell'Umanità. Ma tale lavoro è analogo anche a quello dell'Alchimista, cioè dell'Adepto dell'Arte Reale, che è di conoscere l'amalgama dei Metalli, i propri Metalli, e di lavorare incessantemente alla trasmutazione del Piombo materiale in Oro spirituale.
Sul frontone del Tempio massonico è ripetuto ancor oggi l'imperativo iniziatico del Tempio di Delfo: "Conosci te stesso". E questa possibilità di ricerca, oggi come ieri e come domani, è muta perché interiore, emblematica perché parla all'intuizione, stilizzata come un gesto rituale e misterioso. Il simbolo, in quanto possibilità e tramite di unione con l'idea di cui è raffigurazione, parla alla mente, all'anima e allo spirito del ricercatore di qualsiasi sentiero iniziatico nella misura in cui egli è capace di varcare i propri "deserti", superare le "acque", resistere ai turbini dell"'aria", vincere la prova del "fuoco". Ma ciò ha un prezzo, che è d"'oro" come quello del Silenzio, e non d"'argento" come la Parola.
In tale ricerca, in tale cammino "eroico", ogni emblema, ogni simbolo, ogni allegoria, ogni mito, ogni rito, ogni strumento della Via Muratoria serve da stimolo sensoriale, emotivo e intellettuale che diventa sempre più chiaro nella meditazione, nella concentrazione, nella contemplazione di una Realtà Universale che porta alla Conoscenza di noi stessi e del Cosmo.
Le 12 tavole del Mutus Liber Muratoriae del pittore Alfredo Di Prinzio scandiscono il lavoro dell'iniziazione massonica in 4 fasi, come i 4 Elementi della Tradizione, per ciascuno dei 3 Gradi "azzurri" o "simbolici" di Apprendista, Compagno e Maestro. Grazie a queste immagini che fissano e ridanno forza e vigore ai segni e alle idee di un'antica e sempiterna saggezza, il ricercatore, ogni ricercatore può trarre spunto per accedere a stati di coscienza sopra-razionali quanto universali.
Pianeti, glife luminose, tracciati magici, labirinti incantati, mandala, stelle: sono questi i temi di fondo del linguaggio pittorico di Alfredo Di Prinzio. E fra questi simboli cari alle tradizioni solari di ogni tempo e paese campeggia sempre l'Uomo, la sua azione divinizzata, la sua ansia di Conoscenza, la sua speranza di elevazione spirituale.
Grazie alla padronanza del colore, del disegno e della tecnica mista, Di Prinzio riesce a lumeggiare le "chiavi" dei "figli dell'Arte", ad alludere senza svelare ai vari passaggi dei cammini iniziatici, a intuire e a comunicare ciò che con il linguaggio non si può esprimere. La sua opera è sempre ricca di "segnature" magiche e sacre al tempo stesso e assume valenze catartiche, spesso "religiose", nel senso di favorire il riaccostamento, la jerogamia tra "terra e cielo" ermeticamente intesi.

 

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