Che cosa rappresenta la festa di Tishà Beav? Perché si digiuna? Che cos'è il Tempio? E qual è il significato della sua distruzione?

L'anima è la nostra parte eterna, l'essenza interiore che mentre cresce e si sviluppa si adorna di molti "abiti". L'anima esce dallo stato di completezza per farvi ritorno indipendente e libera - diventando in questo modo uguale alla sorgente da cui era fuoriuscita. Solo poche persone riescono a stabilire una diretta connessione con la propria anima, studiandola e venendo a conoscenza di tutte le fasi del suo sviluppo. Queste persone sono i Cabalisti, coloro che ci hanno tramandato la Saggezza della Qabalah. I Cabalisti sanno che noi tutti prima o poi intraprenderemo il processo di sviluppo dell'anima, perché hanno visto come l'umanità tenda di necessità allo stato di completezza, cioè a fare ritorno alla sua sorgente divina.

Per facilitarci la via del ritorno i Cabalisti ci hanno preparato uno stupefacente quadro delle fasi che l'anima attraversa quando si distacca dallo stato di completezza, nonché una mappa della via da seguire per permetterle di ricongiungersi alle sue radici. Questo quadro venne illustrato già nella Bibbia, poi nel Talmud e nel libro dello Zohar, negli scritti dell'Ari e di rabbi Ashlag, chiamato Baal Hasulam a motivo del suo libro intitolato Sulam (La Scala), un commento esplicativo al libro dello Zohar.

La Saggezza della Qabalah descrive la struttura dell'anima e il processo a cui questa viene sottoposta, dal momento in cui si separa dalle radici della sua esistenza fino al termine del suo affascinante viaggio.

Questo processo viene suddiviso in due fasi principali.

Nella prima fase l'anima si distacca dallo stato di completezza e scende attraverso i cinque mondi spirituali fino al livello più basso, il nostro mondo. La parola "mondo" (olam, mondo in ebraico deriva dalla medesima radice dell'aggettivo alamà, nascosto) ha origine dal fatto che durante ogni fase della discesa l'anima ha sempre meno contatti con la sua sorgente, quello stato di completezza da cui deriva. I cinque mondi attraversati dall'anima vengono chiamati: Adam Kadmon, Atzilut, Briah, Yetzirah, Assiah. Questi cinque mondi si trovano nello "spazio spirituale" e sono tali che, quando l'anima riesce ad ottenere una stabile connessione con le sue radici, essa può esistere e "muovervisi" all'interno. La quantità della connessione e la sua forza dipendono dal mondo spirituale in cui l'anima si trova: quanto più elevato sarà il mondo, tanto più chiara e forte sarà la connessione dell'anima con le sue radici.

Tra tutti i mondi il nostro mondo occupa la posizione inferiore. Qui l'anima riceve il minimo necessario alla sopravvivenza e nulla più. È per questo che non siamo consapevoli delle nostre radici spirituali e che, dal punto di vista spirituale, siamo come dei ciechi in un mondo pieno di colori. Di quanto accade nel nostro mondo riusciamo a vedere infatti soltanto i risultati, ma siamo del tutto incapaci di comprenderne le cause. Facciamo continuamente esperienza di avvenimenti dentro e intorno a noi, ma non abbiamo alcuna capacità di controllarli e non siamo mai pronti per ciò che accadrà in futuro - e soprattutto ignoriamo il senso generale degli eventi.

Qui comincia la seconda fase, in cui l'anima si risveglia alla vita e dà inizio al viaggio di ritorno verso la felicità e la completezza in cui viveva in passato. E dal momento che decide di farlo indipendentemente ci guadagna uno studio approfondito della via da cui era venuta. A questo punto l'anima risale una scala già preparata per lei dal tempo della discesa, a ogni gradino rinnovando e aumentando il piacere di una rafforzata connessione con la sua sorgente. L'anima risale la scala gradino per gradino fino ad ottenere la massima connessione con le sue radici, cioè l'identificazione. E siccome percorre questo cammino di propria volontà ci guadagna un piacere immenso ed equivalente a quello di Colui che dal principio la spinse al cammino. L'anima inoltre ottiene il controllo e la comprensione di ogni fase della creazione, giungendo - con il solo aiuto delle proprie forze - a comprendere il significato della propria esistenza.

Il momento più importante di tutto il processo di discesa dell'anima nel nostro mondo è il passaggio tra i mondi spirituali e il nostro mondo, dove quelli sono completamente occultati. Questo passaggio prende il nome di "distruzione del Tempio". Il Tempio è il luogo in cui l'anima comunica con il suo Creatore. Fino al momento della distruzione del Tempio l'anima è in contatto diretto con il suo Creatore e con tutte le sue parti. Conosce la Sua volontà e fa ciò che Lui vuole. La distruzione del Tempio avviene al momento in cui l'anima vuole ricevere più piacere di quanto ne possa in effetti contenere; allora precipita in uno stato in cui viene controllata dal piacere fino a diventare incapace di percepirne l'origine, cioè il Creatore. A questo punto l'egoismo controlla l'anima e la fa sentire il centro del mondo. Non le importa più di niente e di nessuno al di fuori di se stessa e vuole godere senza limiti delle passioni, del rispetto che ritiene dovutole, del controllo che può esercitare sulle altre sue parti e sul resto della creazione, della conoscenza che le viene donata ma che ritiene una sua propria conquista - e così facendo dimentica Colui che l'ha fatta incamminare e che aspetta di vederla ritornare a Sè. Questa situazione viene chiamata "esilio".

Durante gli anni dell'esilio all'anima diventa sempre più chiaro il potere del proprio egoismo e i danni che questo le arreca tenendola lontana dalle sue radici. L'esilio continua però fino al momento in cui essa decide liberamente di ripristinare la connessione con il Creatore e, consapevole della propria incapacità di farlo, Gli chiede aiuto. L'esilio porta all'anima moltissime sofferenze, il cui unico scopo è di risvegliarla dal sonno e farla decidere di ripristinare la connessione con il Creatore.

La distruzione del Tempio avviene in due momenti. Il primo momento prende il nome di "distruzione del Primo Tempio". In questa prima fase l'anima smette di ricevere piacere dalla sua sorgente, pur continuando a mantenervisi in contatto. Nel secondo momento - chiamato "distruzione del Secondo Tempio" - l'anima perde invece ogni contatto con il suo Creatore.

Queste due fasi sono necessarie affinché l'anima si disconnetta completamente dal Creatore, acquisendo qualità opposte alle Sue (cioè l'egoismo). Infatti solo a partire da questa nuova condizione l'anima può costruire una relazione libera e indipendente con il Creatore. Soltanto ritrovandosi in una posizione tanto infima l'anima diventa capace di apprezzare pienamente il piacere di essere con il Creatore. La disconnessione dalle sue radici le permette di conoscere i suoi tratti più rudi e grossolani, inducendola infine a chiedere l'aiuto del Creatore per porvi rimedio.

È per questo motivo che i Cabalisti vedono nella distruzione del Tempio un evento necessario al raggiungimento dello scopo della creazione. È infatti solo grazie a questo che l'anima può fare ritorno al Creatore piena di forza di volontà.

A causa della rottura della connessione con i mondi spirituali l'anima fa esperienza di molte sofferenze, perciò i Cabalisti istituirono per il nono giorno del mese di Av - il giorno della distruzione del Tempio - una giornata di digiuno.

Il desiderio di ricevere più piacere di quanto se ne possa ricevere (senza diventarvi succubi e dimenticare il Creatore) fu la causa della distruzione del Tempio, perciò la correzione deve essere diretta a evitare di ricevere del piacere nel giorno corrispondente a quello della distruzione del Tempio. Digiunare ci previene così dal ricevere piacere e così facendo l'anima pone rimedio alla causa della distruzione del Tempio.

La distruzione del Tempio avvenuta nel nostro mondo (come tutti gli avvenimenti del nostro mondo) è il risultato di un processo spirituale che l'anima attraversa. Le nostre azioni materiali d'altronde non posso modificare i risultati degli eventi spirituali, essendo appunto risultati e non cause.

Se perciò vogliamo porre rimedio alla distruzione del Tempio dobbiamo ripristinare la connessione con il Creatore dentro di noi. Se "porteremo a termine la nostra missione" vedremo come anche nel mondo materiale verrà edificato un Terzo Tempio - e stavolta per sempre.

 

 

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