Nel settembre del 1820 si ricostituiva a Napoli il Grande Oriente e nella stessa data si inaugurava la loggia Il Mentore, con una suggestiva cerimonia che di seguito riproponiamo nella edizione originale estratta da: “Archivio Borbone inventario fascicolo 1836". Il Grande Oriente di Napoli aveva sospeso i suoi lavori il 20 maggio 1815 a seguito della sfortunata campagna intrapresa da Gioacchino e conclusasi con la disfatta di Tolentino in cui questi perse tutta la sua artiglieria e  quattromila suoi soldati caddero prigionieri. Gioacchino non ebbe altra scelta che ritirarsi su Napoli mentre il suo esercito affamato si disperdeva. Sfinito, sparuto e coperto di polvere ritornò a Napoli il 18 maggio, scortato da quattro lancieri polacchi. Appunto il 20 maggio, nei pressi di Capua, i generali Colletta e Carascosa firmavano la pace che non era altro se non una restituzione del trono alla dinastia borbonica. Il Re, secondo il trattato, avrebbe dovuto perdonare ai suoi antichi nemici politici e dimenticare il passato.

Ma il Grande Oriente aveva le sue buone ragioni per non fidarsi. Infatti, quando il segretario lesse l'ultima tavola relativa al   travaglio del 20 maggio 1815 il M:.V:. esclamò: «Fratelli! non prima di questo giorno ho potuto convocarvi: il Fr:.Or:. i cui lumi ho per sei anni ogni giorno cercato, ve ne potrà far conoscere le ragioni». La Massoneria continuò il suo lavoro alla macchia  fino, appunto, al 13 settembre 1820 data in cui venne inaugurato il G:.O:. al Rito Scozzese in Napoli.

 

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