Esistono migliaia di tipi di Tarocchi, più o meno interessanti, più o meno popolari, in questa galleria iconografica, a beneficio dei nostri Ospiti, ne abbiamo raccolti alcuni, certamente i più antichi alcuni dei quali caduti in dimenticanza, altri da considerare unicamente elaborazioni "curiose".
I Tarocchi di Bonifacio Bembo – 1448 circa - Questi Tarocchi più noti con il nome di Tarocchi Visconti-Sforza, sono i mazzi di questo genere più antichi che si conoscano, attribuiti, sulla base delle somiglianze delle illustrazioni di altre opere coeve, a Bonifacio Bembo (l’attribuzione non è comunque unanimemente accettata). La serie è mancante di due trionfi (la Morte e la Torre) andati smarriti.
Tarocchi del Mantenga – Serie E 1459 –
Tarocchi del Mantenga – Serie S 1465 -
Delle due serie note, attualmente conservate presso diversi musei, la serie S sembra essere posteriore (1465) alla più antica serie E (1459), prodotta in ambiente ferrarese: le varianti che diversificano le due serie sono state ricondotte all'intercorsa influenza delle miniature del Codice Lazzarelli. Si tratterebbe comunque di una vera serie di carte da gioco, destinata ad allietare i momenti liberi del papa Pio II, del cardinale Bessarione e di Niccolò Cusano nelle pause tra le sedute del Concilio di Mantova, tenutosi tra il giugno 1459 e il gennaio successivo. La serie comprende cinquanta incisioni divise in cinque gruppi.
Antichi Tarocchi di Marsiglia – 1713 - Sulle immagini di queste Lame il De Gébelin tentò di accreditare l’origine Egiziana dei Trionfi, non soddisfatto delle figurazioni, ne elaborò di proprie. Le immagini sono quelle originali del 1713.
Tarocchi di Antoine Court de Gébelin – 1781 –
L’archeologo francese tre anni prima della sua morte avvenuta nel 1784, pubblica la sua opera : Monde primitif, analysé et comparé avec le monde moderne. Considéré dans divers objets concernant l'histoire, le blason, les monnoies, les jeux, les voyages des phéniciens autour du monde, les langues américaines, etc. ou dissertations mêlées, inserendovi le immagini dei Tarocchi da lui elaborate. Queste immagini essendo state stampate da un artigiano dilettante risutano capovolte, le sole esatte sembrerebbero essere quelle dellla Ruota della Fortuna, della Morte e quella del Sole. [Immagini Originali] I Tarocchi di Oswald Wirth - 1880 - Oswal Wirth, discepolo di Eliphas Lévi e segretario di Stanislas de Guaita, disegnò delle Lame in cui introdusse, per la prima volta, l’associazione con le 22 lettere ebraiche. L'opera fu portata a termine con la collaborazione di Stanislas de Guaita. [Edizione 1927]. Il Tarocco Italiano – 1882 - Si tratterebbe di una vera serie di carte da gioco, anche se palesi sono i riferimenti esoterici. [Edizione 1912]
I Tarocchi di Stanislas de Guaita - 1888 - Sono delle carte poco note, adattate alla Chiave Universale da Sela'it - Ha, e rinvenute al Cairo nel 1952. Queste carte furono disegnate per la fondazione dell'Ordre Kabbalistique de la Rose Croix (di cui fu membro anche il Papus) operata con la collaborazione del Péladan. [Immagini Originali] I Tarocchi Esoterici Spagnoli – 1896 - I Tarocchi esoterici spagnoli appaiono per la prima volta a Barcellona, di autore anonimo, il quale elabora delle carte adattate "esclusivamente" alla divinazione, si distinguono dai Trionfi classici sia per le immagini sia per l'associazione con le lettere ebraiche.
I Tarocchi del Papus – 1909 - Il grande divulgatore francese pubblicò a Parigi nel 1909, questi Tarocchi che sembrano risentire dell’influenza della moda dei “Tarocchi Egizi”, introdotta da Jean Baptiste Pitois. [Immagini Originali]
I Tarocchi di Rider-Waite – 1910 - Queste carte nascono a Londra nel 1910, per mano di Arthur Edward Waite, membro di una società esoterica, sono oggi le più note e raccolgono le informazioni dei Tarocchi del Wirth. [Immagini Originali]
I Tarocchi del Crowley – 1944 - Queste carte furono realizzate nel 1944 a Londra per mano di Crowley. Da dire che questo mazzo è alquanto surrealista e “piegato” agli insegnamenti erotici dell’autore. Le immagini sono state eseguite dall'artista Frieda Harris.
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