In verità era da tempo che non si sentiva più parlare di "Eletti Cohen", di un "Ordine" abbastanza antico (che – a dire di qualcuno – vanterebbe importanti legami con la Massoneria), di "riunioni equinoziali e solstiziali" in paesi "esotici", "telluricamente validi" e così via di questo passo [...] Il documento, che offriamo ai nostri Ospiti per la lettura e allo studio è stato pubblicato su Hiram n.5 anno 2005 Erasmo Editore. La libera circolazione del lavoro è subordinata all'indicazione di fonte ed autore. ©
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1 . Gli Eletti Cohen e la Massoneria Su Hiram n. 2/2005 è apparso un pregevolissimo articolo a firma di Ovidio La Pera intitolato Martinismo e Martinezismo. L'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo.
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In verità era da tempo che non si sentiva più parlare di "Eletti Cohen", di un "Ordine" abbastanza antico (che – a dire di qualcuno – vanterebbe importanti legami con la Massoneria), di "riunioni equinoziali e solstiziali" in paesi "esotici", "telluricamente validi" e così via di questo passo. L'interessante articolo affronta con competenza e precisione le impostazioni concettuali e strutturali del Martinismo ed anche del Martinezismo, ma, ritengo per scelta dell'Autore stesso, i legami con la Massoneria sono rimasti alquanto sfumati e appena accennati. Ciò premesso, poiché, nonostante talora categoriche affermazioni o altrettanto chiare e precise "denominazioni", nutriamo il fondato dubbio di trovarci di fronte a "Istituzioni" o "Organizzazioni" che non hanno né "profondi" né "decisivi" legami con la Massoneria, vogliamo qui, dopo aver ringraziato Hiram e l'illustre Autore dell'articolo in argomento, per lo stimolo allo studio e alla ricerca, cercare di dare un modesto contributo ad una ancora vexata quæstio.
Per cercare di chiarirci le idee e di capire di che cosa si tratta, dobbiamo "avventurarci" in un mondo che, sin dalle primissime "battute", si annuncia ricco di Occultismo, di Misticismo, di Martinismo e non so di quanti altri "ismi"; sicché in un mondo così vasto e particolare non è facile trovare un punto da dove incominciare. Tuttavia, prima di intraprendere qualsiasi disamina ci corre l'obbligo di precisare che i contenuti sostanziali e talora anche semplicemente formali di questo lavoro, attingono innanzitutto a documentazione "ufficiale" la cui reperibilità è relativamente facile e che è stata sempre chiaramente indicata o riportata ed inoltre a fonti bibliografiche (in verità abbastanza scarse in lingua italiana) che talora si sono occupate del tema solo indirettamente. Inoltre, per correttezza di informazione è il caso di dichiarare che chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere "personaggi", non solo studiosi della materia, ma talora anche direttamente coinvolti in qualcuna di quelle vicende che si intendono esaminare e pertanto "notizie, indicazioni o suggerimenti" che sembravano essere solo un pour parler, con il tempo e con qualche ricerca hanno finito con l'assumere una luce del tutto nuova e diversa. Ciò premesso lo "studio" può definirsi un semplice lavoro di "assemblaggio" di pensieri ed idee spesso altrui, utilizzati allo scopo di dimostrare la tesi di fondo che consiste, puramente e semplicemente, nella profonda convinzione che l'Ordine degli Eletti Cohen non abbia nulla a che fare con la Massoneria, ma forse, con altre istituzioni od organizzazioni, probabilmente anche "iniziatiche". Tuttavia è bene sin d'ora precisare che, con queste affermazioni, tutte da dimostrare, non si intende formulare alcun giudizio su quell'Ordine, ma piuttosto lasciare ai suoi adepti, (se tuttora "attivi e quotizzanti", sempre che l'espressione sia compatibile), la responsabilità del suo valore intrinseco. Abbiamo detto che è difficile trovare un punto di partenza. Comunque, non avendo molta fantasia partiamo dal nome, "Cohen", che è un adattamento del termine ebraico "Choanim" con il quale venivano designati i membri della casta sacerdotale costituita da Salomone, per assicurare il servizio divino nel Tempio. La discendenza proviene direttamente da Aronne, anche se il fondatore degli "Eletti Cohen" afferma, in verità senza nessuna dimostrazione o plausibile ragione, che questa casta sarebbe esistita anche prima del regno di Salomone e prima ancora di Mosè. Ciò detto è bene abituarsi sin d'ora a non formulare troppi "perché" e a prendere le cose come vengono, talora cioè, anche, come si suol dire, non proprio "con i piedi per terra". Così ad esempio è "notorio" che il sopra accennato fondatore era un "massone riconosciuto", anche se si ignora quando fu accolto nell'Istituzione. Tuttavia c'è chi è pronto a giurare che Jacques de Livron Joachin de la Tour de la Case Martinez de Pasqually, nato a Grenoble nel 1727 e morto a S. Domingo nel 1774, ha lasciato una traccia indelebile nella Massoneria (!?) che l'insieme dei contenuti della dottrina massonica, debba essere indissolubilmente associato all'insegnamento di Martinez de Pasqually e, per finire, che Martinez è sostanzialmente il fondatore del regime massonico che più di ogni altro ha colpito e sollecitato l'immaginazione mistica negli ultimi due secoli e tutto ciò con quell'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo, costituito all'Equinozio di Ariete del 1767, e che, praticamente cessa ogni attività, al massimo nel 1781, con la consegna degli "Archivi" al marchese Savalette de Lange, conservatore anche degli Archivi dei Philaleti. Infatti dopo la morte di Martinez de Pasqually (1774) a succedergli come Sovrano Universale viene chiamato Caignet de Lester, che muore dopo pochi anni il 19 dicembre 1779. A questi succede Sebastiano de Las Casas, che appare alquanto disinteressato delle sorti dell'Ordine e che già nel 1780 consiglia ed invita gli Eletti Cohen a chiudere i loro Templi (che nel periodo di maggior fioritura erano arrivati a 12, di cui uno a Port au Prince nell'Isola di S. Domingo) e a consegnare gli archivi ai Philaleti. D'altra parte l'Ordine, quasi subito dopo la morte del suo fondatore, aveva iniziato un precipitoso declino. Ma torniamo alla "iniziazione massonica" di Martinez, che, contrariamente a quanto avevamo sempre ritenuto e cioè che la trasmissione potesse aversi solo per il tramite di una regolare organizzazione "tradizionale", sarebbe avvenuta per via "ereditaria" o "sanguigna". Infatti egli era in possesso di una "patente" massonica concessa a suo padre da Carlo Edoardo Stuart nel 1738, con la quale si autorizzava l'intestatario Don Martinez Pasqualis, scudiero, di sessantasette anni, nativo della città di Alicante in Spagna [...] nonché [...] suo figlio primogenito, di ventotto anni di età, nativo della città di Grenoble in Francia [...] a costituire massoni e ad aprire templi A.G.D.G.A.D.U. In sostanza Martinez, pur non essendo stato iniziato con le normali procedure, poteva trasmettere l'iniziazione massonica da solo, cioè senza il concorso di altri Fratelli, com'è nella normale prassi, cosa che peraltro Martinez fece quando i pochi discepoli non reclutati nella Massoneria provenivano dal mondo profano, ed in questi casi conferiva subito tutti i gradi che aveva a disposizione (Apprendista, Compagno e Maestro). Non credo che sia qui il caso di cimentarsi in una discussione sull'importanza della "patente" Stuart, ma tenuto anche conto del fatto che il Grande Oriente di Francia è ancora di là da venire (sarà infatti istituito solo nel 1773), un qualche valore deve aver avuto, se è vero, com'è vero, che nel 1765 la Gran Loggia di Francia riconosce regolare la Loggia Madre dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo, costituita nel 1764 a Bordeaux, sotto il titolo La Francaise Elue Ecossaisse, e nel 1776, dopo la morte di Martinez, il Tempio di La Rochell ritorna all'obbedienza della Gran Loggia di Francia ben presto seguita da quelli di Libourne e Marsiglia. Inoltre, come si è accennato, il reclutamento avveniva nella Massoneria e la struttura dell'Ordine degli Eletti Cohen elencava nei primi tre gradi gli stessi della Massoneria Universale, il che dava all'Ordine stesso l'apparenza di un rito massonico. Abbiamo detto "l'apparenza" e non a caso, perché di questo si trattava e non – come vedremo – di una effettiva situazione massonica. Non vogliamo qui insistere sulla iniziazione massonica di Martinez, anche se, quanto meno, andrebbe chiarito il testo della cosiddetta "patente Stuart" che parla di [...] suo figlio primogenito, di ventotto anni di età, nativo della città di Grenoble in Francia [...]. Questo "figlio" era il fondatore degli Eletti Cohen oppure no? Al riguardo c'è da considerare che se la data della "patente" è quella del 1738, a tale epoca Martinez aveva solo 11 anni, se invece, come pare ritenga Ambelain (L'Initiation n. 2, 1959, p. 84) la patente massonica che Martinez pretendeva di aver ereditato da suo padre avrebbe in realtà portato la data del 1758, a tale epoca Martinez aveva 31 anni. C'è anche chi, per far quadrare i conti, ritiene come data di nascita di Martinez quella del 1710, ma poi se la data della patente è, come dice Ambelain, il 1758 i conti nuovamente non tornano. Tuttavia, anche a non voler discutere della iniziazione massonica di Martinez, una cosa è certa e cioè che l'Istituzione massonica servì solo al reclutamento, e, come meglio vedremo in seguito, l'Ordine degli Eletti Cohen di massonico non sembra mostrare tracce significative anche perché, in definitiva, pur poggiandosi formalmente su basi massoniche, in realtà era un ordine sacerdotale, con una sua dottrina, una sua liturgia, che voleva riecheggiare il vero culto dato da Dio stesso, ed i membri che ne facevano parte dovevano necessariamente accettare una regola per poter compiere i riti stabiliti. Infatti l'eletto Cohen doveva osservare una regola di vita a carattere ascetico. I piaceri dei sensi dovevano essere contenuti al massimo. L'alimentazione abituale richiedeva l'abolizione del sangue, del grasso e delle interiora degli animali. L'uso dell'alcol era assai limitato. Erano inoltre prescritti dei periodi di digiuno e di ritiro dalla vita profana che dovevano essere scrupolosamente osservati. La precisione delle cerimonie – scriveva Martinez de Pasqually – non è da sola sufficiente, necessita una esattezza ed una santità di vita all'adepto che vuole entrare in relazione con gli Spiriti e gli necessita una preparazione spirituale fatta per mezzo della preghiera, del ritiro e dell'attesa.
Il testo "sacro" per eccellenza, tesoro, supporto e codice del sistema, fu il Trattato della Reintegrazione degli esseri nelle loro primitive virtù e potestà, che veniva dato manoscritto ai soli iniziati, probabilmente accompagnato da una liturgia e da quegli elementi magico-teurgici indispensabili per la operatività. Ma una ulteriore ragione che ci porta ad escludere una significativa impronta massonica nell'Ordine degli Eletti Cohen sembra rintracciabile nelle liste dei gradi Cohen che, pur presentando alcune non significative varianti dovute alla diversità degli Autori, possono così riassumersi:
1) Massoneria blu o di S. Giovanni: Apprendista, Compagno, Maestro; 2) Classe del "Portico": Apprendista Cohen, Compagno Cohen, Maestro Cohen; 3) Classe (o Gradi) del Tempio: Grande Architetto (o Apprendista R+C), Grande Eletto di Zorababel (o Comm. d'Oriente o Comp. R+C); 4) Classe Segreta Reau +Croix.
Della Massoneria di San Giovanni si è già detto. Quanto ai gradi della Classe del "Portico" pur conservando un aspetto massonico, in realtà preparavano alla rivelazione della dottrina segreta. Infine i gradi del Tempio introducevano nel pieno dell'esoterismo Martinista, in cui invece di essere iniziati si veniva ordinati. Infine l'ultimo grado, quello della Classe Segreta, trasportava sul piano pratico teurgico la teoria appresa in precedenza. In queste ultime considerazioni ci sembra di poter cogliere una sostanziale e diversa impostazione di fronte a quella massonica. Infatti innanzitutto, il che non è poco, nella Classe Segreta erano ammesse anche le donne e pertanto per raggiungere il massimo grado dell'ordine non era necessaria l'appartenenza alla Massoneria, in quanto le donne allora non vi erano sicuramente ammesse. Inoltre, a nostro avviso, nella tradizione muratoria operativa, la "Mistica" non è ignorata, ma è solo una delle "scienze madri", al pari dell'Astrologia o dell'Alchimia e viene sovente associata alla "Teurgia" (dal greco theos "dio" e ergon "opera"), la quale – secondo il significato che le attribuivano i neo-platonici – altro non è che un insieme di "tecniche" iniziatiche per mezzo delle quali l'uomo dovrebbe essere in grado di realizzare in sé una progressiva "divinizzazione". Nella visione Martinezista la "Mistica" o la "Teurgia" sembra assumere il significato di magia superiore, di tecnica, di arte che permette all'adepto di porsi, tramite la magia cerimoniale in rapporto con le Intelligenze che popolano la nostra biosfera, costituente la "quarta dimensione". A testimonianza e conferma di questo assunto ricordiamo il segno o il "passo", cioè il risultato delle operazioni teurgiche del Cohen, vale a dire, la comparsa sul piano del quaternario delle potenze e degli spiriti interposti tra l'operatore e la Causa Prima. Per il momento, su questo argomento, conviene fermarsi, sperando che le divergenze o le diversità fra le due situazioni emergano meglio e più chiaramente dal seguito di questo lavoro. Tuttavia, prima di passare ad altro, va precisato che, a conclusione di questo primo approccio, ci sembra comunque di poter constatare – senza voler fare, con questo, alcuna affermazione pregiudizievole o negativa – che nelle cronache o nella Storia della Massoneria, quale ci è stata tramandata da qualsivoglia Autore, non ci sembra di poter cogliere una importante e significativa presenza degli Eletti Cohen, cosa che al contrario troviamo, in particolare dopo il loro "risveglio" ad opera di R. Ambelain nel 1943, nell'Ordine Martinista sia in Francia, sia in Italia. Infatti, mai, in nessun contesto locale o nazionale o internazionale rappresentativo dell'Istituzione massonica universale, gli Eletti Cohen come tali, cioè nella loro espressa e dichiarata qualità, sono stati destinatari di "poteri" massonici o hanno preso parte "ufficiale" ad una qualche manifestazione massonica, cosa che, al contrario, come si è già detto, è avvenuta nell'ambito del Martinismo. D'altra parte basta appena enunciare le tematiche degli Eletti Cohen per rendersi conto della loro lontananza ed estraneità da quelle della Massoneria. Infatti, come vedremo, gli Eletti Cohen professavano uno gnosticismo legato alla Qabalah, ricercavano una "illuminazione interiore" che desse accesso alle "Verità Superiori". Per ottenere ciò il rituale prevedeva "esorcismi" – contro il male e contro le proprie tendenze basse – ed un culto rivolto alle "Potenze Celesti" con l'ausilio degli "Antenati" e con la "Comunione dei Santi", cioè richiedendo l'ausilio invisibile di coloro che avevano già raggiunto lo stato di "congiunzione con il Logos".
2. La dottrina di Martinez de Pasqually Prima di passare ad esaminare gli eventi "storici" che ci interessano e che possono aiutarci a chiarire la tesi che vogliamo dimostrare non ci appare superflua qualche riflessione sulla dottrina di Martinez che, come è stato accennato, è contenuta nel Trattato della reintegrazione degli esseri nelle loro primitive virtù e potestà. Cominciamo con il precisare che – secondo il pensiero di Martinez – gli esseri emanati dal Primo Principio, furono "precipitati" a causa della "prevaricazione" di Adamo. Essi, pertanto, dovranno "riconciliarsi" con Dio, ma la cosa appare alquanto problematica data l'assoluta negatività del nostro mondo. Tra l'uomo ed il suo "Maestro celeste" esiste tutta una gerarchia di esseri non materiali e, tra questi, ve ne sono anche di malvagi e di prevaricatori. Per la sua salvezza "l'uomo di desiderio", oltre a divenire signore di se stesso, cioè della sua natura inferiore, focalizzando il suo essere verso il divino, deve anche combattere contro i tentativi delle entità decadute che cercano di asservirlo e di legarlo agli impulsi inferiori ed al mondo delle percezioni sensoriali. I mezzi per la reintegrazione consistono: nello studio dei misteri cosmici e nella comprensione dello scopo da raggiungere; nei riti di riconciliazione appoggiati ai riti di purificazione e di servizio o di lotta contro la negatività. Indicativamente si può dire che tutte le operazioni Cohen possono essere raggruppate in tre categorie:
1) operazioni di purificazione dell'aura terrestre; 2) operazioni di guarigione; 3) operazioni di riconciliazione e di reintegrazione.
In definitiva la "via operativa Cohen" si avvale di una, diciamo così, tecnica iniziatoria, strutturata secondo tecniche magiche classiche e soprattutto di una tecnica cultuale, ritenuta idonea a realizzare le finalità espresse nella dottrina contenuta nel Trattato di Martinez. A scopo meramente informativo riportiamo qui i culti propri dell'Ordine, sui quali poi torneremo per altre considerazioni:
1) Culto di espiazione; 2) Culto di grazia particolare generale; 3) Culto operatorio contro i demoni; 4) Culto di prevaricazione e di conservazione; 5) Culto contro la guerra; 6) Culto di opposizione ai nemici della legge divina; 7) Culto per ottenere la discesa dello Spirito Divino; 8) Culto di affermazione della fede e di perseverazione nella Virtù Spirituale divina; 9) Culto per la fissazione dello Spirito Conciliatore Divino in sé; 10) Culto di dedicazione annuale di tutte le operazioni al Creatore.
La tecnica cultuale è concepita secondo i canoni della teurgia. Nel corso del culto il Cohen prende contatto con forze sempre più sottili (elevate) che gli si manifestano secondo i "passi". Egli ascende quindi verso il Pleroma iniziale elevandosi di regione spirituale in regione spirituale. Questa "ascensione" (che dura tutta la vita) è guidata e confermata da manifestazioni dell'aldilà, i cosiddetti "passi" che sono dei glifi luminosi, delle Entità di cui sono le manifestazioni nella nostra dimensione, i cui segni sono contenuti in un repertorio generale che ne enumera circa 2.400, classificati secondo i loro rispettivi "ranghi" e "classi". In tal modo il Cohen, mediante la interpretazione del segno corrispondente al glifo luminoso visto durante le sue operazioni, è in grado di conoscere il livello raggiunto nel suo ascenso e di controllare il progresso sul duro cammino della propria reintegrazione. Dall'esame di quanto innanzi illustrato ci sembra che emerga – con sufficiente chiarezza – l'estraneità o la diversa sostanziale impostazione dalla "via" massonica. Tuttavia qualcosa in comune forse c'è, ma nella forma, più che nella sostanza. Infatti questa forma è più propriamente cabalistica, si avvicina a teorie giudeo-gnostiche, ma per approdare ad una pratica magico-teurgica assolutamente estranea alla Massoneria e che affonda le sue radici molto probabilmente nel vecchio terreno teurgico egiziano e greco. Ciò premesso, se l'unico punto di contatto con la Massoneria può essere rintracciato nella Qabalah, che, a nostro avviso, più di tutte o quanto meno al pari di altre dottrine tradizionali, costituisce il fondamento del pensiero massonico, è necessario cercare di capire la Qabalah del Martinezismo per poter poi andare a verificare se è esatto quanto abbiamo accennato e cioè che si tratta piuttosto di forma che di sostanza vera. Martinez scrive: Dio emana degli esseri spirituali, a sua gloria nella sua divina immensità. E prosegue: Ci si domanderà chi fossero questi esseri prima della loro emanazione divina, se essi esistevano o non esistevano. Essi esistevano nella immensità, nel seno della Divinità, ma senza distinzione di azione, di pensiero e di intendimento; essi non potevano né agire, né sentire se non per mezzo della sola volontà dell'essere superiore che li conteneva e nel quale ogni cosa era muta. In verità esistere così significa non esistere. Non vi sarebbe affatto un Creatore senza il regno infinito degli esseri che sono in lui innati e che egli emancipa per mezzo della sua sola volontà e quando piace a lui. E per mezzo di questa moltitudine infinita di emanazioni di esseri spirituali che gli compete il nome di Creatore ed alla sua opera quello di creazione divina, spirituale animale, spirituale temporale. [...]
Non credo che si debba fare molto sforzo per riconoscere in questo Dio di Martinez l'En Soph che contiene in potenza ogni essere creato. L'En Soph è l'essere infinito, libero, identico a se stesso, unito a sé, ma non deve essere considerato come l'insieme degli esseri, né come la somma dei suoi propri attributi. Ma senza questi attributi e gli effetti che ne risultano, vale a dire senza una forma determinata, è impossibile comprenderlo e conoscerlo. Di qui alle Sephiroth – altro punto nodale della Qabalah – il passo è breve. Nell'Idra Zuta infatti si legge: L'antico degli antichi è nello stesso tempo lo sconosciuto degli sconosciuti; egli si separa da tutto ma non è affatto separato; perché tutto si unisce a lui come a sua volta egli si unisce a tutte le cose e non vi è nulla che non sia in lui. Egli ha una forma e si può dire che non l'ha. Prendendo una forma egli ha dato l'esistenza a tutto ciò che è; egli dapprima ha fatto sorgere dal suo seno dieci luci che brillano per la forma che hanno da lui ricevuta e rispandono dappertutto un chiarore immenso così come un faro invia in ogni parte i suoi raggi luminosi. L'antico degli antichi, lo sconosciuto degli sconosciuti è un faro elevato che lo si conosce soltanto attraverso le sue luci che brillano ai nostri occhi [...].
Queste luci sono le Sephiroth, gli intermediari tra l'En Soph ed il mondo contingente. In effetti questo mondo è limitato ed imperfetto. Non procede quindi dall'Assoluto, ma questo deve esercitare necessariamente la sua influenza su di lui e se fosse altrimenti il mondo non potrebbe esistere. Da qui la necessità di un intermediario, l'insieme delle Sephiroth, che in virtù dell'intima connessione con l'En Soph costituiscono un tutto perfetto, ma che a causa della loro molteplicità sono necessariamente imperfette. Passiamo ora a Martinez de Pasqually, la cui dottrina possiamo meglio capire con le premesse che abbiamo fatte. Le Sephiroth sono i cosiddetti "Spiriti Denarii" e ad essi si applica tutto ciò che nella Qabalah si riferisce alle Sephiroth. Martinez, dunque, così scrive nella sua opera: [...] I primi spiriti emanati erano innati nella Divinità, essi sono reali ed immortali, essi hanno una esistenza personale, assoluta ed eterna, essi esistono sempre nel cerchio divino. Sono detti Spiriti Superiori o Denarii perché dieci è il numero divino, origine di ogni essere spirituale maggiore, inferiore e minore e di ogni legge di azione sia spirituale sia spiritosa. Senza continuare a ricercare tutti i passaggi che si riferiscono alle Sephiroth concludiamo con le parole di Le Forestier: Il tema cabalistico delle sephiroth si impose così dispoticamente alla immaginazione di Pasqually che, per una volta, si allontana dalla prudenza con la quale ordinariamente dissimulava i suoi prestiti. Egli rimarca in effetti che la circonferenza divina che fa da supporto al Denario è chiamata "dominazione". Ora dominazione o reame è precisamente il nome della decima Sephirâ, Malchout che rappresenta nel sistema cabalistico la somma del mondo intelligibile (prima triade delle Sephiroth) del mondo morale (seconda triade) e del mondo fisico (terza triade) e che è l'armonia dell'universo.
Nel Trattato infine troviamo anche le 32 Vie della Sapienza (che – com'è noto – sono le 22 lettere dell'Alfabeto che costituiscono i "sentieri" dell'Albero della Vita addizionate alle dieci Sephiroth). Infatti Martinez dice che ogni Spirito superiore 10, maggiore 8 e minore 4 [...] al momento della prima emanazione aveva il suo soggiorno nella circonferenza divina. Anche se abbiamo appena sfiorato il problema non v'è dubbio che la dottrina segreta di Martinez ha una radice, una base cabalistica ed infatti non ci sembra difficile andare a constatare che, nel Trattato, il parallelismo tra microcosmo-uomo e macrocosmo-Adam Kadmon si rivela ad ogni piè sospinto; tuttavia, – a nostro avviso – non ci sembra che si vada mai oltre certe abbastanza semplici e lineari impostazioni di base e non si arrivi mai a sviscerare o ad affrontare chiaramente la grande problematica cabalistica e tutta la sua più elevata e decisa speculazione. Invece, molto si indulge in quella forma pratica della Qabalah che è teurgica, che è magia, che è arte trasmutatoria, e che – con i grandi Maestri cabalisti – non ci sentiamo di accettare. La dimostrazione di ciò sembra emergere, sia pure in maniera approssimativa ed immediata, già dalla semplice enunciazione delle operazioni della teurgia degli Eletti Cohen, anche se dobbiamo dire che, per una migliore intelligenza, sarebbe indispensabile uno studio profondo e dettagliato di tutto il "rituale" Cohen, il che, certamente esorbita da questo lavoro. Tuttavia, solo per chiarire il perché di certe "impressioni", pensiamo ad esempio a determinate "tecniche" che comportano:
a) gli esorcismi "destinati a stroncare l'azione demoniaca nel cosmo, ad ostacolare la loro azione sugli uomini, a distruggere il loro potere sull'operatore e i suoi discepoli, ad ottenere la fine o la limitazione di certi flagelli, ad annullare le operazioni di Magia nera"; b) gli scongiuri "destinati a stabilire un contatto con il 'Mondo Angelico' e (per effetto dell'influsso 'cristiano') con la 'Comunione dei Santi'. Tra questi ultimi l'operatore si sceglie dei 'patroni' particolari e, nel Mondo Angelico, dei Guardiani e delle Guide"; c) le preghiere "rivolte a Dio per ottenere la sua Grazia e la sua Misericordia, in vista della Reintegrazione. Esse sono integrate nei rituali di scongiuro che precedono e sono destinati a canalizzarle e ad ampliarle".
Ma non basta: accanto a queste "tecniche" si deve porre la conoscenza della Astrologia e la sua pratica per i necessari calcoli della posizione degli astri, la conoscenza delle analogie e delle sue pratiche applicazioni in ordine a strumenti, colori, vesti etc., le tecniche per la costruzione di cerchi operatori i cui elementi variano in rapporto allo scopo delle operazioni, ai tempi ed ai supporti impiegati. Ma forse più che continuare in questi esempi vale la pena di riportare il Culto Divino – quello segreto rivelato da Martinez – secondo la suddivisione di Le Forestier, ripresa dall'Ambelain (Alchimia Spirituale) ed ormai classica, che, come abbiamo già accennato, poteva suddividersi in dieci parti: 1) Culto di espiazione. L'uomo manifesta il suo pentimento, tanto delle proprie colpe quanto della caduta del prototipo iniziale, l'Adamo primo, corego del coro delle Anime Preesistenti. Ne deriva una ascesi ed un rituale penitenziale (Sephirâ: Malcouth). 2) Culto di grazia particolare generale. Operazioni che consistono nel sostituirsi all'insieme dell'Umanità terrestre del momento e nel farla partecipare ai frutti dell'Operazione individuale (Sephirâ: Yesod).Culto operatorio contro i demoni. Autori della degradazione all'inizio dei tempi, essi tendono a mantenere e ad aggregare il loro giogo su tutta l'umanità. Con degli esorcismi (le celebri "operazioni Equinoziali") il Cohen li combatte e li respinge fuori dell'aura terrestre (Sephirâ: Hod). 3) Culto di Prevaricazione e di Conservazione. È il seguito della precedente. Questa operazione consiste nel combattere e nel punire i seguaci della magia nera e della stregoneria e soprattutto nel punire gli spiriti decaduti che ne sono i collaboratori (Sephirâ: Netzâ). 4) Culto contro la guerra. Se l'omicidio è il più grave dei crimini, l'omicidio collettivo è evidentemente ancora più grave. Il Cohen lotta contro le Potenze dell'odio tra le Nazioni e tenta di sviare la loro azione (Sephirâ: Thiphereth). 5) Culto di opposizione ai nemici della legge divina. Operazione teurgica che ha per scopo la lotta contro le azioni umane che tendono a diffondere l'ateismo, il satanismo, il luciferismo, sotto le forme egualmente umane (Sephirâ: Guebourâ). 6) Culto per ottenere la discesa dello Spirito Santo. Operazione che ha per scopo la infusione dello Spirito Santo e dei suoi doni (Sephirâ: H'esed). 7) Culto di rafforzamento della Fede e della Perseveranza nella virtù spirituale e divina. Operazione che ha per scopo la comprensione dei Misteri Divini, comprensione che permette all'emulo di rafforzare la sua fede in modo assoluto e definitivo (Sephirâ: Binâ). 9) Culto per fissare in sé lo Spirito riconciliatore divino. È l'accoglienza totale dello Spirito Santo, la discesa delle "lingue di fuoco" della Pentecoste, l'illuminazione finale, con i privilegi che essa comporta (Sephirâ: H'cmâ). 10) Culto di dedica annuale di tutte le operazioni al Creatore. Questa parte comprende l'insieme delle consacrazioni, delle benedizioni etc.
Non credo che sia necessario alcun commento, né ci sentiamo in grado di competere con quello di Ambelain. Facciamo solo notare che al di là di ogni collegamento, cabalistico, magico o quel che si vuole, chiaramente traspare da questi scritti l'impostazione moralistica e cristiana (e perciò stesso lontanissima da ogni visione massonica) dei "culti" martinezisti e la loro possibile vicinanza, più che a strette concezioni cabalistiche, a tematiche probabilmente classificabili come martiniste, volendo con ciò far riferimento ad una via mistico-religiosa, interiorizzata in opposizione al materialismo ed allo scientismo di alcune correnti dell'Illuminismo e, alla quale Martinez apportò un accento di scienza occulta, con programmi magici e teosofici.
3. Gli Eletti Cohen e l'Ordine Martinista Per una migliore intelligenza di quanto abbiamo innanzi accennato e di quanto andremo evidenziando in seguito circa i rapporti tra gli Eletti Cohen e l'Ordine Martinista, è necessaria qualche puntualizzazione, tenuto conto del fatto che sul Martinismo esistono pareri, punti di vista e terminologie che lo rendono estremamente confuso oltre che nel suo messaggio, nelle sue tecniche e nelle sue possibilità, anche nella storia dei suoi diversi momenti. Il Martinismo, anche se certi dettagli e validità in qualche "momento" possono essere discutibili, in linea di massima, è stato ritenuto una forma occidentale di "via iniziatica", anche se, per la maggioranza delle persone esso è una dottrina filosofica, un movimento di idee ed un Ordine costituito per propagandarle che si riconnettono a Louis Claude de Saint Martin da cui avrebbero avuto origine. Così si definisce con il termine di Martinezismo quella corrente di idee, quella visione del mondo e quell'insieme di pratiche rituali atte a realizzarne i presupposti teorici stabilite da Martinez de Pasqually, Maestro di L.C. de Saint Martin. Infine con il termine Willermozismo si indica l'adattamento massonico di queste idee e di queste pratiche che ne fece Giovan Battista Willermoz. In linea generale, dunque, si può ritenere che l'importanza dell'unicità della fonte, cioè l'insegnamento di Martinez de Pasqually, è abbastanza relativa, tanto che Saint Martin abbandonerà completamente le tecniche teurgiche insegnategli dal suo Maestro e Willermoz dovette accettare il loro adattamento alla Massoneria, cioè ad una via iniziatica che presentava, come già innanzi accennato, caratteristiche che se pure non erano in netto contrasto, certamente ne differivano nell'essenza. Ciò premesso, possiamo riassumere i diversi momenti del Martinismo come segue:
a) Martinezismo (o Martinismo primitivo). Ha come ispiratore Martinez de Pasqually e come espressione l'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo; in questo Ordine è da sottolineare la presenza di una classe segreta, quella dei Reau+Croix, meta di un iter consistente in una pratica progressiva di natura magico-teurgica. b) Martinismo antico. Ebbe come ispiratori i due discepoli di Martinez, ciascuno dei quali diede vita ad una scuola con tecniche sue proprie ed esattamente: G.B. Willermoz creò l'Ordine dei Cavalieri Beneficienti della città Santa di Gerusalemme innestato sull'Ordine Massonico della Stretta Osservanza Templare che seguiva una tecnica prevalentemente ritualistica ed operativa-massonica; L.C. de Saint Martin abbandonò le tecniche Cohen, collaborò dapprima con Willermoz per staccarsi successivamente da ogni ritualità di tipo massonico e per praticare la via cosiddetta "cardiaca", ad indirizzo mistico-filosofico. c) Martinismo moderno. Papus fu l'animatore e l'organizzatore (anche se non unico) di tale forma di Martinismo che si diffuse notevolmente nel periodo antecedente la prima guerra mondiale e che talvolta assunse anche aspetti competitivi con la Massoneria (Ordine nel quale, per altro, Papus non venne mai accettato). Pur essendo partito da basi sufficientemente valide, in un secondo momento assunse aspetti degenerativi e mistico-devozionali, precipitati a livelli pressoché profani. d) Martinismo contemporaneo. Ha come ispiratore Robert Ambelain. In esso permangono indirizzi ereditati dal Martinismo moderno che, come si verifica particolarmente in Francia, giunge a degenerazioni mistiche-cristiane. Per documentare quest'ultima affermazione riteniamo più che sufficiente qualche frase di Papus: Occorre ricordare che la potenza invisibile viene da Cristo, Dio incarnatosi attraverso tutti i piani e perciò non bisogna entrare nel piano invisibile con un essere astrale o spirituale che non confessi il Cristo in questo modo. [dal Trattato Elementare di Scienza Occulta] È a Saint Martin stesso che l'Ordine è debitore non solo del Sigillo dell'Ordine, ma anche del nome mistico del Cristo che orna tutti i documenti ufficiali del Martinismo. Occorre veramente la mala fede di un clericale per pretendere che questo nome sacro si rapporti a persona diversa da Nostro Signore Gesù Cristo, il Verbo Creatore. [da Martinismo, Willermozismo, Martinismo e Massoneria]. [...] Il terzo carattere del Martinismo è d'essere cristiano. Il Martinismo difende l'azione del Cristo, illuminatore della razza bianca su tutti i piani [...]. Il Figlio di Papus, Philippe, rincara la dose: [...] il Martinismo è una cavalleria cristiana, o se si preferisce è una linea cavalleresca di perfezionamento individuale e collettivo. E, dulcis in fundo, in una circolare del 5 aprile 1968 è proprio Papus figlio ad obbligare i Martinisti alla credenza nella divinità del Gesù Cristo e alla recita del Pater nelle riunioni di gruppo. Non intendiamo affatto trarre conclusioni sulla base di quanto innanzi indicato, tuttavia ci sembra giustificata, tenuto conto di queste premesse, l'esistenza di qualche "ombra" sul carattere "iniziatico" e tradizionale del Martinismo, affermato da più parti e da più autori. Infine ci sembra di una qualche utilità ricordare la circostanza più che notoria che, verso la fine della sua vita, Papus divenne un cristiano convinto, tanto che sembra fosse sua intenzione sciogliere l'Ordine Martinista e trasformare i Superiori Incogniti in altrettanti Samaritani Incogniti. D'altra parte lo stesso Ambelain non sembra essere stato estraneo a certe tentazioni o convinzioni. C'è, infine, da notare che alcune impostazioni ed anche quel tingersi di occultismo di cui Papus fu volgarizzatore e propagandista, così come l'eccessivo eclettismo portarono, dopo la morte di Papus, a numerose scissioni, fra le quali ricordiamo le principali: l'Ordine Martinista Sinarchico di Blanchard (1918); l'Ordine Martinista facente capo alla sede di Lione con coloritura fortemente Martinezista (1920); l'Ordine Martinista Tradizionale con Agostino Chamboseau (1931) che proprio insieme a Papus era stato uno dei fondatori del Martinismo moderno; l'Ordine Martinista Rettificato di J. Boucher (1948). Per completezza di informazione, ed anche per i fini che ci siamo prefissi, è qui il caso di aggiungere che il Martinismo Francese che abbiamo innanzi tentato di classificare e di schematizzare, almeno nelle sue linee principali trova una sua proiezione nel Martinismo Italiano, nel quale, in verità, non si rinvengono che labilissime tracce di quello che abbiamo chiamato "Martinismo Primitivo". Infatti, pare che siano esistiti due o tre Cohen, ben presto confluiti nei Cavalieri Beneficienti della città Santa. Quello moderno ebbe delle caratteristiche particolari perché subì l'influenza della scuola ermetica italiana. Non è superfluo, al riguardo, ricordare che Giuliano Kremmerz collaborava alla rivista martinista “O Thanatos”. Inoltre, nel Martinismo moderno si ebbero anche caratteristiche degenerative, e quanto a quello contemporaneo proveniente dalla scuola di R. Ambelain continuò – come in Francia – il suo non sempre pacifico rapporto con quello Papusiano, anche a causa della diversità delle tecniche e della formazione iniziatica. A questo punto, non ci sembra il caso di continuare ad esaminare nei dettagli il Martinismo. Qualche informazione l'abbiamo data, per avvicinarci allo scenario che ci interessa, e quindi è tempo di passare ad altro ed esattamente ad uno studio più ravvicinato dell'Ordine Martinista degli Eletti Cohen.
Cominciamo innanzitutto con il precisarne la genesi. Robert Ambelain che era in possesso della filiazione di Chamboseau il 4 aprile del 1942, inizia altri due amici al Martinismo, costituendo così un primo triangolo e facendo sorgere dall'oblio del tempo le forme operatorie dei vecchi Cohen (cioè del Martinismo Primitivo) ed addirittura nel settembre, il 24, dello stesso anno, otto operatori ritualmente compirono il "Grande Scongiuro Equinoziale" e tre di questi ottennero la comparsa dei "passi". Sicché come scrive lo stesso Ambelain: Il 4 aprile 1943 alla Nuova Luna di Equinozio, 18 cerchi teurgici si accesero a Parigi. Il 29 settembre dello stesso anno 25 schemi teurgici simili si illuminarono alla stessa ora, nel silenzio della notte. [...] A Pontarlier, a Lione, a Calais, a Nantes altri S.I., al centro di circoli magici simili, circondati dalle stesse "luci" simboliche che avevano protetto gli Eletti Cohen di un tempo, lanciavano alla stessa ora, con una forma identica, lo stesso "vortice" liberatore. Lo slancio era preso, esso non doveva più arrestarsi, la coorte di Teurgi che era stata suscitata da Martinez de Pasqually andava rinascendo ed organizzandosi, vera "Cavalleria mistica" all'interno di un mondo sempre più materialista. Dopo i primi tempi del "risveglio" degli Eletti Cohen, in cui si manifestò qualche incerto passo verso la Massoneria (sembra che fosse stata anche costituita una loggia massonica) l'Ordine venne veicolato verso il Martinismo di Saint Martin che era la sua effettiva radice, secondo le seguenti corrispondenze:
Prima serie (Ordine esteriore): 1) Associato; 2) Iniziato; 3) Superiore Incognito. Seconda Serie (Ordine Inferiore): 4) Maestro Cohen o Superiore Incognito Libero Iniziatore; 5) Maestro Eletto Cohen equivalente a Scudiero Novizio; 6) Gran Maestro Cohen equivalente a Grande Architetto, Cavaliere Beneficente della città Santa, Apprendista Reau+Croix; 7) Cavaliere d'Oriente equivalente a Grande Eletto di Zorobabele, Cavaliere Professo, Compagno Reau+Croix; 8) Comandante d'Oriente equivalente a Cavaliere Professo, Maestro Reau+Croix; 9) REAU+CROIX equivalente a Cavaliere Gran Professo 2°, Potente Maestro Reau+Croix.
Come appare con assoluta evidenza vi è la serie completa dei gradi degli Ordini Martinisti che culmina con il quarto grado, quello del Libero Iniziatore o del Superiore Incognito. Gli ulteriori sviluppi della storia dell'Ordine confermeranno questa impostazione. Per meglio capire questi sviluppi dobbiamo ritornare al Martinismo in generale, la cui storia abbiamo abbandonato intorno agli anni '20 e che, per il momento, non ci interessa seguire nei dettagli, almeno fino agli anni '50, che si presentano ricchi di eventi e di avvenimenti interessanti per i nostri fini. Quindi, per illustrare brevemente lo scenario nel quale ci muoviamo, precisiamo che agli inizi degli anni '50, in Francia, degli antichi ordini e movimenti Martinisti erano sopravvissuti:
- Ordine Martinista Martinezista (sede Lione) che deriva la sua filiazione da Papus, ma ha pretese precedenti martineziste (scuola di Lione, quindi Willermoz, allievo di Martinez, quindi Bricaud che vuol rivivere e fa rivivere la selettività massonica e la Gnosi come condizioni sine qua non per la "qualificazione" di martinista); - L'Ordine Martinista degli Eletti Cohen ricostituito da Robert Ambelain che esplicitamente si rifà a Martinez de Pasqually e possiede una via operativa, pur ammettendo nel suo seno – ma sino al IV grado – Martinisti che intendevano seguire la via interiore o "cardiaca"; - Il Nuovo Ordine Martinista con Philippe Encausse (che assume anch'egli il nome di Papus) e che in quest'epoca incomincia un profondo travaglio, alla ricerca della propria via.
Dobbiamo fermarci un poco su quest'ultimo Ordine, per meglio chiarire gli sviluppi ulteriori. Nel 1953 rivide la luce, diretta da Philippe Encausse, con la collaborazione anche di R. Ambelain, L'Initiation, la rivista fondata da Papus padre nel 1888 e pubblicata fino al 1914. Nel primo numero (gennaio-febbraio 1953) sulla copertina faceva bella mostra di sé la scritta L'Ordine Martinista di Papus rinasce... e all'interno fra le notizie riguardanti l'Ordine si leggeva: Aperto agli Uomini e alle Donne di buona volontà, il Martinismo è un gruppo iniziatico che possiede una dottrina ed una mistica, un metodo di lavoro sia individuale che di gruppo, una linea di ispirazione su cui ciascuna intelligenza deve lavorare secondo le proprie possibilità. Il suo fine è quello di costituire una cavalleria mistica ed esoterica al fine di lottare - ciascun membro nella sua sfera - in nome dei princìpi che ci dirigono, in favore dello spiritualismo.
L'Ordine Martinista comprendeva: Membri associati o aderenti; Iniziati limitati al solo grado di Superiore Incognito (solo il grado di S.I. conferisce il diritto ed il potere di iniziare secondo la Tradizione). Quanto alla presenza delle donne si precisava: Conformemente alle direttive di Louis Claude di Saint Martin ed a quelle ulteriori di Papus, la donna è ammessa con eguaglianza assoluta con l’uomo, essendo l’una il complemento dell’altro. Nell'ultimo numero della rivista del 1954 si poteva leggere un avviso in cui i membri maschili dell'Ordine Martinista (di Papus), desiderosi di mettere in pratica gli insegnamenti di Martinez de Pasqually, e di applicare la teurgia degli Eletti Cohen, si potevano rivolgere a Robert Ambelain. Ciò significava, sic et sempliciter, che lo stesso Ordine Martinista di Papus, o almeno i suoi membri maschi erano autorizzati ad appartenere anche ai Cohen, ma questo indicava altresì che si erano stabiliti validi rapporti fra i gruppi e che da tali rapporti sarebbero scaturiti futuri legami. Tuttavia certe situazioni non lasciavano presagire nulla di buono. Infatti, ad esempio, un articolo apparso sulla rivista così terminava: Fermiamoci a chiudere il cerchio di questo breve studio... che può essere il preludio di un rinizio... In un futuro apocalittico dei rari adepti mormoreranno come una litania ricca di incanti: Martinez de Pasqually: il Profeta Claude de Saint Martin: l'Iniziato Philippe: il Reintegrato. E che dire dell'art. 10 dei Regolamenti Generali che così recita: Il Venerdì santo alle ore 21 (ora di Parigi) tutti i Martinisti sparsi sulla superficie del globo ed aderenti all'Ordine dovranno, sia individualmente, sia in gruppo, raccogliersi, recitare il Pater ed indirizzare con tutta la loro anima e tutto il loro cuore un pensiero di Amore e di gratitudine a Nostro Signore Gesù Cristo.
Eppure, nonostante queste premesse, i legami tra i martinisti delle diverse correnti ed il desiderio di arrivare ad una unificazione dell'Ordine portarono i rappresentanti più qualificati del Martinismo alla costituzione - il 26 ottobre 1958 - della Unione degli Ordini Martinisti. A questo punto vale la pena di riportare qualche stralcio del documento firmato il 15 dicembre 1958 dai tre Grandi Maestri: Dupont, Encausse, Ambelain.
Nell' Art. I. vengono elencate le sopravvivenze legittime del Martinismo e cioè: a) l'Ordine Martinista Martinezista di cui l'Illustrissimo Fratello Henri-Charles Dupont è il Sovrano Gran Maestro in quanto successore legittimo e regolare degli illustri e compianti Fratelli Teder, Bricaud e Chevillon, successione che rimonta al 1916, alla morte dell'Illustre e compianto Fratello Papus deceduto il 25 ottobre di quell'anno ed il cui anniversario è stato commemorato al cimitero del Pere Lachaise la vigilia di questa riunione; b) l'Ordine Martinista di cui l'Illustrissimo Fratello Philippe Encausse è il Sovrano Gran Maestro in quanto successore regolare dell'Ill.mo F. il dott. Gerard Encausse, detto Papus, suo Padre, Ordine risvegliato a Parigi, nel 1951; c) l'Ordine Martinista degli Eletti Cohen di cui l'illustrissimo F. Robert Ambelain è il Sovrano Gran Maestro essendo stato nominato Gran Maestro Sostituto dagli illustrissimi e compianti Georges Lagreze e Camille Savoire "Cavalieri Beneficienti della Città Santa" al momento del risveglio dell'Ordine nel 1942 e detentore regolare degli archivi autentici (XIII sec.) del Martinismo. Art. II. Questa Unione degli Ordini Martinisti ha per organismo direttore una "Camera di Direzione" di sei membri composta dai tre sovrani Gran Maestri e dai loro Fratelli Assistenti. L'Art. III. dichiara che l'obiettivo è quello di mantenere i contatti fraterni tra i FF. dei tre Ordini. L'Art. IV. stabilisce che i candidati saranno orientati secondo le tendenze di ciascuno d'essi verso il Martinismo di Saint Martin (via cardiaca) o verso il Martinismo di Don Martinez de Pasqually (via operativa). L'Art. V. dichiara che solo l'Unione, per mezzo dei tre Ordini, è abilitata a concedere i poteri di costituzione di gruppi martinisti internazionali, così come a confermare a quelli esistenti i poteri che detengono.
Stabiliti gli elementi di base dell'unificazione ben presto si pervenne ad intese sempre più strette, tanto che il 1 dicembre 1959 si convenne che "parole, segni e toccamenti" divenissero gli stessi nei tre Ordini, per i primi tre gradi (Associato, Iniziato e Superiore Incognito). Il 13 agosto 1960 C.H. Dupont, G.M. dell'Ordine Martinista Martinezista designa Philippe Encausse come suo unico e regolare successore e il 16 settembre 1960, con una lettera circolare, invita i membri del suo Ordine a riconoscerlo come loro Gran Maestro, mentre per coloro che si sentivano portati alla pratica operativa consigliava (in applicazione del Trattato di Unione) di continuare la loro attività nell'Ordine Martinista degli Eletti Cohen. Così facendo praticamente chiudeva l'Ordine Martinista di Lione e il 1 ottobre 1960 Dupont moriva. Tutto questo ci serve per precisare che, a partire dall'agosto 1959, in Francia esistevano solo due Ordini Martinisti il cui processo di collaborazione e unificazione si faceva sempre più stretto sicché in data 28 ottobre 1962 si registra l'ultima fase: viene infatti proclamata l'unificazione dei due Ordini in un solo Ordine Martinista. Senza aggiungere interpretazioni o commenti particolari, per una migliore lettura degli eventi, affidiamoci al seguente stralcio del protocollo di unificazione:
L'Ordine Martinista fondato dal dottor Gerard Encausse nel 1891 e ricostituito dopo il 13 agosto 1960 con la fusione dell'Ordine Martinista detto di Papus – che aveva ripreso forza e vigore nel 1952 – e l'Ordine Martinista di Lione – il cui primo Sovrano Gran Maestro fu nel 1916 Teder — e l'Ordine Martinista degli Eletti Cohen, derivante dall'Ordine Martinista tradizionale e dall'Ordine della Rosa+ Croce d'Oriente e ricostituito clandestinamente nel 1942 durante l'occupazione tedesca [... qui segue tutta una serie di premesse e di considerazioni] si suddividerà in due organizzazioni iniziatiche distinte e cioè: - un Cerchio Esteriore detto Ordine di Saint Martin corrispondente al vecchio Ordine Martinista ed all'Ordine esteriore dei Cohen in cui vengono raggruppati i membri dei due sessi nei gradi di Associato, Iniziato e Superiore Incognito e per i soli maschi di S.I.I. 4; - un Cerchio Interiore detto Ordine degli Eletti Cohen riservato agli uomini e composto dei gradi seguenti: Maestro Eletto Cohen, Cavaliere d'Oriente, Commendatore d'Oriente e Reau+Croix. Alla testa dell'Ordine Martinista (Cerchio Esteriore) veniva posto Encausse, alla testa dell'Ordine Interiore Ambelain. La nuova formazione prende dunque il via con l'accordo di tutti, ma ben presto le differenti tendenze cominciarono ad emergere seguite dallo scambio di accuse reciproche di magia da una parte e di fideismo o di forme di adorazione dall'altra, se non addirittura di Cristianesimo stretto (del resto Encausse ed il suo entourage non facevano mistero di tale ultima posizione). Fatte queste premesse, si giunge al 1967 quando Robert Ambelain si dimette dall'Ordine che aveva creato e che reggeva come Sovrano trasmettendo ogni cosa al suo luogotenente Hermete (I.M., un noto pittore ed altrettanto noto esponente della Massoneria italiana ed ancor più del Rito Scozzese Antico ed Accettato). In una circolare del luglio 1967 Ambelain, dopo aver lamentato lo stato delle scienze esoteriche e delle organizzazioni iniziatiche, prende commiato da tutti terminando così:
Per questo augurando lunga vita e prosperità all'Ordine Martinista e feconda evoluzione spirituale ai suoi membri, io vi prego di credermi, carissimi FF. e SS. fraternamente a voi davanti alle Luci, firmandomi per l'ultima volta Aurifer - Sovrano Gran Commendatore dell'Ordine Martinista.
Precedentemente, come si è detto, il 29 giugno 1967, aveva designato come suo legittimo e regolare successore I.M. il quale il 14 agosto 1967 firmava un protocollo con Philippe Encausse con il quale veniva sancita la fine dell'unificazione stabilendo che:
a) la divisione in un Ordine esteriore ed uno interiore è soppressa; b) che vi saranno d'ora innanzi due Ordini distinti: l'uno che seguirà la via "cardiaca", l'altro la via "operativa"; c) che poiché la base dell'Ordine degli Eletti Cohen è formata da S.I.I. 4°, esso avrà la qualità (i poteri) di trasmettere i primi tre gradi del Martinismo che nel protocollo viene definito "tradizionale"; d) che la doppia appartenenza è ammessa; e) che l'Ordine, d'ora in avanti, riprende il titolo di Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo.
Tutto sembrava abbastanza chiaro e definitivo, ma in verità le cose nell'Ordine Cohen si trascinarono sino all'aprile del 1968. Ambelein fu sollecitato a riprendere la sua carica, fu richiesto il suo parere che non negò (lettere del 4 aprile 1968 e 20 aprile 1968), partecipò anche alla riunione del Tribunale Sovrano del 22 aprile, ma rimase irremovibile nella sua decisione. La riunione del 22 aprile avvenne insieme a qualche chiarimento nei rapporti interpersonali tanto che Ambelain il 27 aprile scriveva al F. Hermete (I.M.): [...] Tu feras de cet Ordre ce que tu jugeras bon. Peur moi, je me consacre à une autre formule [...]. Probabilmente erano sorti dei dubbi sulla validità delle proposte di Ambelain ad una ripresa dell'attività dell'Ordine stesso. E concludeva: Nous demeurons Fréres par qualque chose de solide e de valable, la fraternité séculaire qui unit millions e demi d'Hommes par le monde. C'est assez pour que continue a te dire: très fraternellement a toi: R. Ambelain. Il 29 aprile 1968 una circolare firmata per l'Ordine Cabalistico della Rosa+Croce dal Gran maestro R. Ambelain e per l'Ordine Martinista Iniziatico da G. Bousset annunciava la costituzione dell'Ordine Martinista Iniziatico dopo aver fatto il punto sullo stato dei rapporti che erano intercorsi tra il Martinismo di Papus e l'Ordine Interiore dei Cohen e constatato che il primo non aveva mantenuto il patto di unificazione perché era stata condotta una campagna senza cessa contro il Martinismo Operativo, la Teurgia Martinezista, qualificando [...] questi studi e le operazioni di satanismo e di magia nera. Il 14 agosto 1968 l'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo veniva posto in sonno per un periodo indeterminato dal suo sovrano I.M. Questo era il frutto sia della citata riunione, sia di una riunione tenuta il 10 maggio 1968 in cui erano sorti dubbi sulla validità delle filiazioni e sulla "presenza" della "energia prima" nel corso delle operazioni e via dicendo. È giunto il momento di fare il punto della situazione e di trarre qualche conclusione. Non abbiamo motivi per dubitare che l'Ordine creato da Martinez si estinse definitivamente senza nessun erede diretto che abbia ricevuto il "sacramento" dell'Ordine. Oggi e così al tempo del risveglio nel 1942-43 non esiste né esisteva una filiazione diretta. Altro discorso molto probabilmente potrebbe essere fatto per quanto concerne i gradi della Professione dei Cavalieri Beneficenti della città Santa creati da Willermoz, il quale ultimo, in tutta questa vicenda appare l'unico "massone attivo", a differenza di Saint Martin che era un mistico e di Martinez che sembra essere stato soprattutto un occultista. A proposito di Willermoz è il caso di ricordare che egli fu l'animatore dello scozzesismo francese ed infatti dalla sua opera ebbe origine il Rito Scozzese Rettificato che sorse in Francia nel 1782. Tuttavia, questo Rito, introdotto in Italia nel 1985 da S.M. (ex Gran Dignitario del Grande Oriente d'Italia) è, quasi in tutto il mondo, escluso da quelli riconosciuti universalmente "massonici". D'altra parte è noto che seguiva un indirizzo mistico-misterico-cristiano della matrice degli Eletti Cohen e del Martinezismo (specialmente nella Classe dei "Beneficienti della città Santa"), ed applicava tecniche teurgiche e liturgiche di evocazioni delle Potenze Celesti. C'è chi – e tra questi lo stesso Ambelain – come risulta dalla comunicazione Filiation de la resurgence de l'Ordre inviata ad Hermete (I.M.) il 9 ottobre 1958, ha ritenuto di poter impostare una linea di successione legittima veicolata dai Cavalieri Beneficienti della città Santa. E ciò è tanto vero che nel documento, innanzi indicato, firmato il 15 dicembre 1958, recante l'Unificazione degli Ordini Martinisti, nell'art. 1, quello, per così dire della "verifica dei poteri" cioè quello in cui vengono elencate le sopravvivenze legittime del Martinismo, la regolarità della posizione di R. Ambelain Sovrano Gran Maestro dell'Ordine Martinista degli Eletti Cohen viene fatta dipendere dall'essere stato costui nominato Gran Maestro Sostituto dagli illustrissimi e compianti Georges Lagreze e Camille Savoire "Cavalieri Beneficienti della città Santa". Al riguardo, nella relazione sulla "Successione Cohen" redatta il 26 febbraio 1968, per incarico del Sovrano Hermete (I.M.), da Robert Amadou (studioso e storico del Martinismo), relazione che è menzionata anche nel decreto di "messa in sonno" dell'Ordine Cohen, si ritiene "discutibile" (sic) il principio della ricostruzione delle successioni sostitutive, ciascuna delle quali corrispondente ad un aspetto delle successioni Cohen, o più esattamente, dell'iniziazione Cohen: così la successione apostolica corrisponderebbe all'aspetto sacerdotale di questa iniziazione (per lo meno al grado di Reau-Croix); la successione detta martinista stabilirebbe, con il supposto intermediario Saint Martin, un legame con Martinez de Pasqually; i gradi dell'Ordine interiore del Rito Scozzese Rettificato trasmetterebbero ai Cohen alcuni punti della dottrina Martinezista […]
Ed ancora: l'inconveniente di un simile procedimento è, a mio avviso, quello di introdurre nell'ordine degli elementi estranei, senza con questo restituirgli la successione Cohen. E per finire, sempre dalla stessa Relazione, sembra estremamente illuminante questo passo: La successione Cohen non può essere nemmeno identificata con la successione dei Grandi Professi, classe segreta dell'Ordine interiore dei Cavalieri Beneficienti della città Santa – fatte le dovute riserve sull'esistenza di questa successione all'epoca attuale. Lo stesso Willermoz ha definito il senso col quale ha redatto l'Istruzione segreta della Grande Professione, della quale egli ne è l'inventore scrivendo: Legato da una parte dai miei propri impegni [verso l'Ordine Cohen] e dall'altra trattenuto dal timore di alimentare una frivola curiosità, oppure di esaltare troppo certe immaginazioni se venivano loro presentati dei programmi di teoria annuncianti una pratica, sono stato costretto a non farne menzione alcuna e per di più a presentare soltanto un quadro molto limitato della natura degli esseri, dei loro rapporti rispettivi, nonché delle divisioni universali (12 ottobre 1781). Come si può allora pretendere - conclude lo stesso Amadou - che l'accesso alla Grande Professione, dove tutto fa pensare che venisse data semplicemente con la lettura dell'istruzione segreta, poteva comportare anche l'iniziazione o l'ordinazione ad un grado Cohen, qualunque esso fosse?
Ciò premesso e precisato, torniamo agli Eletti Cohen per ribadire che fu Robert Ambelain che riaprì l'Ordine. Quando abdicò dalla sua carica di Sovrano designò, il 29 giugno 1967, come suo successore I.M. Questi divenne quindi il legittimo successore dell'Ordine rivitalizzato da Ambelain ma non dell'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen creato da Martinez de Pasqually, ormai estinto senza successioni dirette, come riteniamo di aver ampiamente chiarito. Uno dei primi atti del nuovo Sovrano fu quello di svincolare l'Ordine dal contesto del Martinismo nel quale era sorto e nel quale trovava la ragione logica della sua esistenza. A sottolineare tale evento e volendo "ricreare" lo spirito massonico (che peraltro non aveva che parzialmente posseduto ai tempi di Martinez, tanto che questi per legittimare la qualifica di "massonico" conferiva i gradi di Apprendista, Compagno e Maestro in una sola volta) gli restituì il titolo di "Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell'Universo" dopo di ché forse avendo compreso il bisticcio – lo pose in sonno per un tempo indeterminato, sonno che – per quanto è dato sapere – sembra sia stato interrotto per un breve periodo, e poi ripreso (definitivamente?). Il F. Hermete (I.M.), nel porre in sonno l'Ordine che di massonico aveva solo il nome, ebbe perfettamente ragione in quanto l'Ordine, nella migliore delle ipotesi, è stato un misto di Massoneria e non. La Classe Segreta non ebbe mai carattere massonico, essa piuttosto "cavalcava" un sistema di Massoneria Mistica di alti gradi posti a loro volta sopra i gradi blu universali, per necessità di ambientazione e di reclutamento. Il grado in cui si operava teurgicamente era in realtà solo l'ultimo, negli altri si studiava e ci si addentrava progressivamente nella conoscenza della dottrina di Martinez che era segreta e che veniva consegnata solo ai Reau+Croix. Oggi che il libro della Dottrina della reintegrazione si trova anche sulle bancarelle appare assurdo praticare dei gradi (massonici o martinisti o quello che sia) per apprendere cose che, per chi ne ha voglia, possono comodamente essere studiate in poltrona, nel proprio salotto. Quanto poi alla pratica di "certe tecniche" o di "certi culti" i nostri dubbi sono fortissimi e preferiamo stendere un velo di "pietoso silenzio". Ricapitolando e riassumendo, appare chiaro e peraltro evidente, se solo si vogliono esaminare i documenti giusti e non "inventarne di riservati, segreti, veri e non per tutti":
1) che il risveglio operato da Ambelain può anche essere qualificato "legittimo" e quand'anche non vi fosse una regolarità obbedienziale per i gradi massonici, i poteri d'ordine relativi e necessari alle consacrazioni e alle ordinazioni martiniste sembrano perfettamente regolari; 2) che i "poteri" nell'Ordine degli Eletti Cohen (indipendentemente dalla dizione che si voglia dare) non sono affatto massonici, ma diciamo così, semplicemente "sacerdotali"; 3) che senza poteri obbedienziali massonici, la trasformazione operata da I.M. nel 1968 appare difficilmente legittima e ciò giustifica appieno il fatto che contemporaneamente l'Ordine veniva dallo stesso posto in sonno; 4) che tale Ordine può avere una sua regolarità solo se si tiene conto che l'indirizzo dato, a suo tempo, da Ambelain che era anche nel pieno possesso dei poteri Martinisti, era quello maggiormente valido nella carenza di altri poteri obbedienziali; 5) che, allo stato attuale, per quanto è dato sapere in ordine al cosiddetto "risveglio" e alla successiva nuova chiusura, le cose non sembrano subire alcuna sostanziale modifica, almeno per quanto attiene ai legami con la Massoneria (tenuto anche conto della non trascurabile e "documentata" circostanza che l'Ordine ha visto tra i suoi nuovi adepti soggetti che pur avendo "notevoli qualificazioni", allo stato, erano privi della regolarità massonica). Infine, senza aggiungere un punto 6, ma per quel minimo di esperienza realizzata in qualche anno di "frequentazioni esoteriche", ci è difficile concludere senza fare una riflessione su certi aspetti della "iniziazione". L'iniziazione non può essere trasmessa unicamente per il tramite di una organizzazione regolarmente costituita, ma deve esistere nella sua condizione di luce che deve essere tramandata; è necessario che esista anche quello che deve essere concesso agli adepti. Pertanto occorre che l'Istituzione diciamo così "trasmittente" non sia soltanto "iniziatica" e fornita di regolari poteri ma le si richiede anche un insegnamento e nello stesso tempo una potenza spirituale da offrire in successione, sì da assicurare la catena tradizionale. Nel corso delle ricerche che siamo andati svolgendo non siamo riusciti a cogliere molto di "iniziatico" e alcuni momenti dedicati al "rituale" ci sono apparsi addirittura come aspetti inferiori (oserei perfino definirli di Magia Cerimoniale) nei quali non interviene quasi nulla di "spirituale". Il rito di per se stesso non offre alcun valore e l'operatore non impiega le forme rituali che come punto di appoggio, perciò è necessario intenderlo nel suo senso reale. Pertanto malgrado la perfetta conoscenza di un rito, se questa è fatta vivere fuori dalle condizioni regolari, il rito stesso è interamente sprovvisto di ogni valore. Per esempio, prendiamo un rito che si riduca ad una semplice espressione, vale a dire alla pronuncia di una formula. La tradizione indù offre il Mantra che, allorché si esegue imitando solamente i movimenti ed il suono della bocca di un Guru, non ha alcun effetto, perché questo Mantra non è stato vivificato mediante l'influenza spirituale che deve essere utilizzata come veicolo. Gli elementi essenziali di una cerimonia si basano sull'impiego di un meccanismo che necessita di caratteristiche spirituali ed iniziatiche. Diversamente si cade in un movimento ordinario che ha lo stesso valore di un rito fatto da un profano. Quanto poi al rito a carattere "cultuale", vien quasi da dire "religioso", è indispensabile che ci sia un'ordinazione sacerdotale e colui che non abbia ricevuto questa ordinazione, sebbene esegua tutto alla perfezione, osservi ogni regola, ed abbia le migliori intenzioni, non potrà mai raggiungere alcun risultato. E per concludere, non credo che sia il caso di affrontare il benché minimo discorso sugli aspetti cabalistici del sistema di Martinez ed ancor più dei suoi successori regolari o irregolari che siano. Per produrre effetti veritieri, in molti casi, si è condizionati dalla trasmissione.
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