AREA GEOGRAFICAEPOCA STORICALINGUA

Goliardi e Vagantes

 EuropaXI secolo fino alla prima metà del XIII secoloLatino maccheronico mescolato alle nascenti lingue volgari

Menestrelli

Francia del NordInizi del XII secolo.Latino mescolato a dialetti locali

Troubadores

Francia del SudPrima metà del XII secolo fino agli inizi del XIII secolo.Lingua d'Oc

Trouverères

Francia del NordSeconda metà del XII secolo.Lingua d'Oïl

Trovatori

Italia del NordInizio XIII secolo.Latino e lingua volgare

Minnesingers

Germania ( Renania e Baviera)Fine XII secolo fino agli inizi del XIV.A volte il Latino, ma generalmente il Tedesco antico.

Meistersingers

GermaniaXIV secolo.Lingua locale.

 


 

L’alto Medioevo fu un’epoca ricchissima di nuovi e "difficili" fermenti, e la musica e la poesia non furono immuni da queste inquietudini, che anzi produssero dei "movimenti" riconducibili inizialmente agli studenti e ad individui appartenenti "all’Ordo Clericalis".

Agli inizi del XII secolo, in Europa, si registra un’ampia compagnia di "Homines Novi" stanchi di accettare la vita come una dolorosa prova per conquistare l’eterna beatitudine. Generalmente erano persone di cultura e probabilmente ortodossi fedeli dei precetti religiosi, ma disposte, anche, ad indulgere ai richiami della carne, tanto da essere accertati con il nome di Goliardi.

In verità appartenevano, per la quasi totalità, "all’Ordo Clericalis" e questo perché la cultura, ma soprattutto la diffusione della stessa, era totalmente e saldamente detenuta dal clero.

La storia li ricorda anche con il nome di "Vagantes", a causa del loro continuo pellegrinare da città in città, da schola in schola. Il patrimonio di conoscenze che trasmettevano, però, non sempre apparteneva a nozioni acquisite, ma animati come erano da aneliti di libertà, divulgavano insieme alle nozioni del tempo, anche i loro Otia letterari. Famosissimo l’Ordo Vagorum di Abelardo, un vero e proprio manifesto dei Clerici Vagantes, nel quale non soltanto vi si cantava la vita nel senso più ampio e terreno, la gioia per le donne, il vino e il gioco, ma anche si ironizzava sulla religione, o più esattamente sugli alti prelati.

Probabilmente, se i documenti del tempo non ci avessero tramandato il furore con cui la Chiesa perseguitò questi Homines Novi, la posterità non sarebbe venuta a conoscere dell’esistenza di un canto e di una musica profana nell’alto Medioevo. I loro "Carmina Goliardica", quasi certamente, sarebbero morti con loro. La sorte fu, però, generosa con i Vagantes, e mani ignote raccolsero alla fine del XIII secolo le loro opere in un manoscritto, rinvenuto recentemente (fine 1800) nel monastero di Buren; da qui il loro nome "Burana".

Già nel 1231 il concilio di Salisburgo li condannava come "scurriles, maledicos, blasphemos", accuse che per quei tempi non erano quisquilie. La storia ricorda l’evirazione di Abelardo per opera del canonico Fulberto cui aveva sedotto la nipote Eloisa.

Ad iniziare dal XIV il "movimento" declina fino a svanire del tutto; ma storici sostengono che la loro fine fosse già stata scritta con le "Crociate Albigesi" del 1209.

Indiscutibile la loro influenza nelle corti d’Europa, tanto da dare origine in Germania e in Francia ad espressioni musicali e liriche autoctone.

 


 

I CARMINA BURANA

Licet eger cum egrotis

Procurans Odium

Caelum non animum

Fas et nefas

Pange lingua

Bonum est confidere

Vite perdite me legi

Crucifigat omnes  

Nomen sollemptibus

Axe Phebus aureo

Clauso Chronos 

Exiit di luculo

Dic Christi veritas

Tempus transit gelidum

Ich was ein chint

In taberna

Bache bene venie

Alte clamat Epicurus

Vino veritas

Vino bonum et soaveOrientis partibus
Esecuzione sequenziale di tutti i Carmina Burana  Ductia

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Chi fosse interessato può trovare i testi completi dei 250 Carmina Burana nella lingua originale al sito:

http://ducalucifero.altervista.org/cb.htm