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Le prime nove lettere sono i nove archetipi dei numeri che si leggono in questa maniera:

Aleph è vita-morte, l’1, impensabile principio astratto di tutto ciò che è e di tutto ciò che non è.

Beth (o Veith) è l'archetipo di tutte le "case", di tutti i contenenti; è il 2 senza cui nulla sarebbe.

Ghimel, il 3 è il movimento organico di tutte le Beth animate dall'Aleph.

Daleth è l'esistenza fisica di tutto ciò che, nella natura, è animato da Ghimel e, in virtù di questo, si afferma in quanto 4 contro la vita-morte rappresentata dall'Aleph.

Hé è il 5, archetipo della vita universale che, trasferita al Daleth, gli permette di giocare il gioco della continuità di esistenza contro il discontinuo vita-morte.

Vav è il 6 della fecondazione. È l'effetto diretto di Hé sulla Daleth.

Zain è il compimento del processo fecondatore; è il 7 di tutti i possibili possibili.

Cheth, 8 è il serbatoio di tutto quello che è indifferenziato in quanto energia o  sostanza; è su lui che agisce lo Zain e è in lui che...

Teth, 9, archetipo del femminile primordiale, attinge la vita le cui forme si evolveranno gradatamente.

Tale è l'equazione fondamentale che il Libro del Genesi pone e di cui sviluppa la soluzione.

Le nove seguenti lettere che iniziano da Yud, 10 e arrivano fino a Tsâdé, 90 descrivono il processo dei nove archetipi nel contingente della loro condizione in esistenza, la loro proiezione nel manifestato. Tale è il senso di tutti i multipli di 10.

I nove multipli di 100 sono lo sviluppo esaltato dei nove archetipi nel cosmo.

Il numero 1000 si scrive con un Aleph allargato (in effetti la parola Aleph vuol dire, in ebraico, mille). Questo segno, raramente adoperato, esprime con forza l'Aleph, supremo potere, verità cosmica, atemporale, impensabile.

Lo studio di questi multipli è, di conseguenza, lo studio del processo degli archetipi. Il ricercatore dovrà esaminarli nel seguente modo: 1, 10 100 - 2, 20 200 - e così via.

La scelta di Kaph, 20, per significare 500 di Mêm, 40, per 600 e di Nun, 50 per 700 quando si trovano alla fine di una parola, esprime la nozione che i numeri 20, 40 e 50 assumono cosmicamente questi nuovi valori quando si compiono nell'uomo. Così, per esempio, Adamo è 1.4.40 prima di essere realizzato, ma l'uomo pienamente finito è 1.4.600.

Ecco una breve sintesi dei rapporti di questi multipli:

Aleph Yud Qoph: 1.10.100. Mentre Aleph (1) è la pulsazione discontinua, immateriale vita morte vita morte, Yud (10) è la sua proiezione che è continuità in esistenza. Pertanto Yud (che significa mano, in lingua ebraica) è l’antagonista di Aleph, il suo partner che gioca contro lui il gioco senza il quale non ci sarebbe niente. La Qoph (100) cosmica è probabilmente il simbolo più difficile da comprendere. È l'Aleph esaltato che agisce sulla sua propria proiezione. Lo si vede, in particolare, in Qâhînn (Caino), questo mitico Dio in esilio, distruttore delle illusioni.

Beth Kaph Resh: 2.20.200. Mentre Beth (2) in quanto archetipo di tutti i contenenti, ha le sue radici nella resistenza cosmica alla vita, Kaph (20) che, in ebraico è il cavo della mano, è pronto a ricevere tutto ciò che si presenta e Resh (200), il contenente cosmico di ogni esistenza ha le sue radici nell'intenso movimento organico del cosmo.

Ghimel Lamed Shin: 3.30.300. Queste tre lettere-numeri esprimono un movimento che si allarga progressivamente, dal movimento funzionale incontrollato, Ghimel (3), passando per Lamed (30), movimento organico controllato ed agente di collegamento, fino al potere cosmico di Shin (300) miticamente identificato a "lo spirito di Dio".

Daleth Mêm Tav: 4.40.400. L'esistenza fisica nella natura, Daleth (4), trova il suo abbondante fornitore nelle acque materne dove ogni esistenza ha la propria origine Mêm (40). Tav (400) è l'esaltazione di ogni esistenza cosmica, che, per durare, resiste il più possibile alla vita morte. Il radice D.M.T. che formano le prime lettere di questi nomi si decompone, in ebraico, in DM (il sangue) e MT (la morte). Così D.M.T. esprime il ciclo completo dell'esistenza.

Hé Nun Kaph (finale): 5.50.500. La vita universale, Hé (5) si condensa nelle esistenze individuali Nun (50) e è esaltata nella vita cosmica Kaph finale (500).

vav Samech Mêm (finale): 6.60.600. vav (6) è l'agente fecondatore maschio, Samech (60) è femmina. La Mêm finale (600) è la conclusione cosmica della fertilità. In ebraico la vav mantiene in qualche modo la sua natura giacché congiunzione copulativa "e".

Zain Aïn Nun (finale): 7.70.700. La Zain (7), apertura su tutti i possibili possibili, ha la sua sorgente e la sua visione in Aïn, 70 (occhio, in ebraico); è esaltata nella Nun finale (700) in quanto indeterminazione cosmica che nega ogni determinazione. Qui si ritrova Qâhînn.

Cheth Phé Phé (finale): 8.80.800. Su tutti i piani si tratta qui della sostanza primordiale, del serbatoio originario di vita in quanto materia prima, o energia prima, indifferenziata.

Cheth Tsâdé Tsâdé (finale): 9.90.900. Questi ideogrammi sono una progressione ascendente dall'archetipo del femminile primitivo fino a quello del femminile trasfigurato nei simboli come Madre di Dio, Nostra signora ecc.

La Genesi comincia con una serie di lettere numeri di cui lo schema Beth Resh Aleph Shin Yud Tav è letto Berechith e non vuole dire "in principio ". Esaminiamoli separatamente.

Beth (2): Tutto ciò che esiste è condizionamento di vita e vita del condizionamento. Tutto ciò che è, esiste internamente ed esternamente. Ogni germe di vita ha il suo involucro il cui il movimento appartiene alla grande forza cosmica di resistenza alla vita che spunta dell'interno. (Se l'uovo non offre una resistenza sufficiente, l'embrione non può diventare pulcino.) Tutta questa dualità dell'esistenza - e del mio stesso pensiero - è espressa dal numero 2.

Resh (200): In quanto 2 elevato al centesima potenza, Resh rappresenta la totalità dell'universo, lo spazio interstellare le miriadi di stelle e tutti i pianeti; tutto il condizionamento della vita e la vita del condizionamento. È la grande abitazione cosmica della vita, che contiene la vita manifestata nella misura della sua capacità (200). Include tutta la natura, tutto ciò che esiste, le miriadi di miriadi di gocce di acqua, ogni filo d’erba, ogni cellula vivente, gli innumerevoli elementi che vivono negli elementi viventi delle alghe. Tutto brulica, tutto si muove, niente è mai immobile. La grande vita cosmica è dovunque ed in tutto.

Aleph (1): Ed ecco che in questo immenso habitat, che in queste infinità di habitat, dovunque, è un'immanenza creatrice spontanea, sempre fresca e nuova; immortale pulsazione di vita; scintille intermittenti; vita-morte, vita e risurrezione: inafferrabile, immateriale. Soltanto la sua manifestazione può essere percepita e pensata.

L'inconcepibile ha per simbolo Aleph (1). L'Aleph è sempre sé e mai sé. Non smette di produssi e non è mai lo stesso. Aleph crea, è creazione. Non è creato e tuttavia esiste. Non ha esistenza poiché ogni esistenza è continua. Non ha memoria, non avendo passato. Non ha scopo, non avendo futuro. Se lo si intuisce rimane intuito. Se lo si seppellisce, rimane sepolto. Se elimina i suoi ostacoli, è azione. Demolisce le resistenze, sebbene le resistenze non siano mai vinte da lui. Senza di esse, l’Aleph non si manifesta. Senza Aleph non ci sarebbe niente. Tale è l'immagine di Aleph.

Aleph stesso è di là di ogni coscienza, umana o cosmica. L'immagine di Aleph è solamente un'immagine, perché Aleph non appartiene né al tempo né allo spazio. È di là del nostro pensiero, non lo raggiungiamo con nessuna delle nostre facoltà.

Shin (300): Prodigioso movimento cosmico. Movimento di tutto ciò che esiste. Tutti gli organismi vivono grazie a Shin (300), o per la sua azione o contro la sua azione, perché Shin è simile ad un soffio che vivifica o che strappa. Soltanto la più estrema debolezza può opporsi a lui o può sfuggirgli. Per il suo estremo potere, questo soffio è una forza di compressione.

Yud (10): Esistenza che delude e soddisfa al tempo stesso la vita. Continuità nella durata di ciò che la durata distrugge. Yud, proiezione di Aleph, conferisce una realtà a tutto ciò che tende a seppellire Aleph, morto o vivente. Yud temporale (10) è il finito che non raggiunge mai l'infinito. Yud è l'esistenza manifestata nel tempo, di Aleph, l'immateriale, l'incommensurabile.

Tav (400): Tav è la resistenza cosmica al soffio di vita che l'anima. Senza questa resistenza della Tav (400) la vita non potrebbe entrare in esistenza. Questa resistenza alla vita è ciò che permette alla vita di produrre le forme, prodigiosamente varie, della manifestazione.