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Lo scritto che segue fu steso, nell'anno di vera luce 5998, per l'istruzione dei Fratelli Compagni della Montesion, dal carissimo Fratello Federico P. che in quell'anno ricopriva la carica di "Esperto Terribile". Lo scritto costituisce un opera della maestria dell’autore. Il suo contenuto non esplicita di necessità il punto di vista della Loggia o del G.O.I. Ogni diritto gli è riconosciuto.
© Federico P.
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Tutti gli studiosi di Qabalah concordano nell'affermazione che ogni lettera dell'alfabeto Ebraico è un vettore di energie che si manifesta con modalità ternaria: attraverso la Forma, il Nome e il suo valore numerico e che ogni lettera interagisca sull'essere umano tramite la vista con la propria grafia, l'udito tramite il suono, e sull'intelletto con il sua qualità cifrata. Le lettere dell'alfabeto ebraico non sono collocate a caso le une di seguito alle altre, ma ciascuna di esse corrisponde ad un numero secondo il rango o importanza, a un geroglifico secondo la grafia, a un simbolo secondo la relazione con le altre lettere, ad una qualità energetica vibratoria in rapporto alla leggi della creazione.
La Qabalah sottintende con le lettere gli Hayoth ha-Kodesh o Esseri Sacri, in altre parole, quello che esattamente gli Gnostici intendevano per Eoni [1]. Lo Zohar recita: gli Hayoth coronati di lettere, discendono dalla regione inintelligibile dell'Alto nella regione Inferiore. La discesa fece vorticare nell'aria le grandi e le piccole lettere. Le grandi lettere discendono dal Palazzo supremo è il più nascosto di tutti, e le piccole lettere discendono dal Palazzo inferiore; le une come le altre sono state donate a Mosé sul monte Sinai... (III,2a). Nel momento della creazione, gli elementi costitutivi non erano modellati, combinandosi insieme sovrapponendosi formando in tal modo certe materializzazioni delle Idee Divine le lettere diedero origine ad ogni forma ed immagine esistenti nel mondo creatoriale. Lo Zohar le concretizza sotto forma di esseri animati e intelligenti. Così ogni parola composta di lettere e ogni singola lettera, è UN ESSERE VIVENTE, una cosa una forma o un immagine. Ci sono dunque tanti esseri e tante cose quante sono le possibilità di espressione del Verbo Creatore. Ogni cosa ha un creatore particolare che l'anima e la conduce alla sua fine; questo minuscolo demiurgo è quindi, per usare l'immagine dello Zohar, un HAYOTH coronato di lettere. Tutto ciò deduce che le lettere siano l'immagine della stessa creazione ( Quanto sopra esposto introduce con il concetto esoterico di Lettera-Essere-Numero, il discorso sulle Sephiroth, [si rimanda il visitatore interessato alla sezione dedicata:
Questi nomi rivestono, per lo studioso di Qabalah, carattere di importanza soprattutto perché sono gli stessi delle intelligenze Divine che governano i ventidue Cineroth o sentieri (meglio ancora canali) dell'albero Sephirotico. Da quanto precede si può comprendere bene come tutte le tecniche cabaliste tradizionali, ma in maniera più eclatante la Themurah [2], che consiste nel trasporre le lettere di una parola per comporne un altra, si apparentino con l'alchimia del Verbo, perché effettuano una reale trasmutazione degli Hayoth. Ugualmente come in aritmetica tutto si riduce a riportare un numero qualsiasi ad uno dei primi nove numeri, ineluttabilmente vediamo che tutte le parole, cioè tutti gli Hayoth ha-Kodesh possono essere ricondotti con l'addizione dei valori numerali alle lettere che li compongono, ad uno dei dieci numeri primordiali, riunendoli in tal modo alla Sephirâ corrispondente. Eccoci arrivati, con la teoria delle parole viventi, alla tradizione degli incantesimi, dei mantra, delle parole di potere, di tutte le antiche magie ... [3] ma questa è un altra storia. Fino ad ora abbiamo disquisito sull'alfabeto ebraico presentando le 22 lettere nell'ordine decrescente del loro valore numerico, ma vi sono altri sistemi di raggruppamento, che nella Qabalah assumono una loro particolare importanza. Il primo è quello presentato dallo Sépher Yetzirah: tre madri, che rappresentano il principio fondamentale della Creazione, quello dell'equilibrio universale; sette doppie, che mostrano le forze della natura che possono essere orientate verso l'involuzione o verso l'evoluzione tramite il libero arbitrio, esse raffigurano due ternari opposti ed equilibrati su di un punto che sarà il sole per il nostro sistema e l'uomo per il suo riflesso; infine le dodici semplici le quali costituiscono il quadro in cui si svolge la vita dell'Universo come pure quella dell'uomo. Il secondo sistema di raggruppamento, quello delle Sephiroth, ci rivela i nove numeri nei quali la matematica della creazione nasce e si svolge fino alla sua fine. Il numero supremo, nove, è quello della manifestazione terminale, la creazione dell'uomo, spirito Divino, individualizzato ed incarnato nella materia. Il numero 10 non è rivelato che per dimostrare il ritorno verso l'unità dopo il lavoro della creazione. Questo secondo sistema di raggruppamento comprende anche le cinque lettere finali e rappresenta in schema il processo di penetrazione degli "Élohïm" nella creazione del mondo [4].
Un altro sistema di presentazione dell'alfabeto ebraico è quello da cui si ricava la così detta cifra del periodo cabalista per mezzo della quale, tramite l'induzione, è possibile risalire alle leggi Creative. Tale sistema è quello che deriva dalle lettere del Nome Sacro nella sua manifestazione ternaria, e ognuna di queste lettere governa un gruppo di sette alle quali imprime una direzione qualificata per via di una vibrazione energetica sua propria e che determina un periodo, tale periodo o serie si porrà come elemento caratterizzante dell'intera serie degli Hayoth e dei numeri che a quella lettera appartengono. La Tav come completamento quaternario di realizzazione ne è fuori in quanto in tabella vengono presentate solo le tre leggi primaria, binaria, ternaria.
Infine quello che lo stesso Sépher Yetzirah insegna, intendo quello che colloca i differenti Hayoth nella bocca dell'uomo. Questo sistema comporta cinque gruppi di lettere, di cui due di cinque, e tre di quattro. Nessuna lettera, dice il Sépher Yetzirah può essere pronunciata senza la lingua ed applicando quest'ultima sia alla gola, al palato, ai denti o alle labbra, si ottengono i suoni differenti corrispondenti alle lettere dello alfabeto. Questo sistema da' un idea delle onde sonore prodotte da ciascuna delle 22 lettere, onde la cui evocazione corretta produce un effetto reale sulle forze naturali [5]. Prima di concludere questa breve introduzione sugli Hayoth ha-Kodesh [6], ed affrontare lo studio delle singole Lettere, ma forse sarebbe più giusto fin da ora chiamarle Hayoth, non si può tralasciare di accennare, sia pur brevemente, il concetto di numero che così intimamente vi è collegato. Una delle caratteristiche degli Hayoth ebraici è, infatti, la qualità numerica la cui base è il sistema decimale, lo stesso delle Sephiroth della Qabalah. La numerazione può variare fino all'indeterminato, ma ciascun numero può essere ridotto alla sua base, composta dei primi nove numeri, questi ai primi quattro, quindi ai primi tre, infine all'unità, esattamente lo stesso tipo di operazione che abbiamo visto possibile effettuare con gli Hayoth parole per ridurli alla loro lettera demiurgica e riconsegnarli alla Sephirâ corrispondente; per cui se ne evince che ogni parola o nome può essere interpretato anche come una formula matematica. La cifra non è la stessa cosa del numero. Questa non ne è che l'espressione grafica convenzionale ed evoca una successione additiva dell'Unità, mentre il numero esprime quest'ultima in modo attivo, nel dominio superiore. Il Numero assume quindi la caratteristica di una vera e propria potenza dinamica, una vera entità, un essere, un Hayoth. Ora il termine ebraico che traduce numerazione è Sephiroth, quindi per induzione, accettando cioè quanto sopra esposto, possiamo stabilire che le Sephiroth sono numeri puri, e che il rapporto che si stabilisce tra Numero e Lettera equivale al rapporto che esiste tra il Verbo ed il Pensiero. L'accostamento alla comprensione della lettera-numero non deve intendersi in termini di conteggio, quantificazione eruditiva, computazione o di classificazione, ma con finalità di Armonia, in quanto questa è data solo dalla lettura dell'insieme, ovvero dell'unità nella molteplicità, dell'intero nel frammentario, e della totalità nel particolare. Poiché è innegabile che sul piano del manifesto non c'è cosa o ente che non esprima ritmo, vibrazione e conseguentemente suono, e che ogni vibrazione o ritmo emana una qualità o valore tonale, ne consegue che l'intero è da intendersi più della somma delle sue parti, in quanto le parti sono solo quantità, ma l'intero è anche qualità, ed è appunto questa qualità che occorre saper individuare nella interpretazione della lettera-numero. Tale obiettivo non sarà però conseguibile tramite l'applicazione della semplice Aritmetica o sommatoria delle lettere, perché da tale disciplina potremo ricavarne soltanto un rapporto quantitativo, risultante dall'enumerazione della progressione medesima, appunto la quantificazione sopra citata; né si potrà tendere all'Armonia per il canale dell'Aritmologia, poiché questa si interessa del rapporto qualitativo che tratta dell'unità alla molteplicità attraverso una quantità determinata di gradi e di variazioni, unitamente alla ricerca dei rapporti tra la lettera-numero e i fenomeni naturali, è quello che in precedenza si è indicato con classificazione. L'unico strumento con cui si può penetrare nell'Armonia della lettera-numero è l'Aritmosofia, disciplina strettamente imparentata con la Qabalah dei sistemi, che tende a decifrare il rapporto energetico qualitativo e tonale che la lettera-numero esprime per se stessa ed in rapporto ad un altra della medesima o differente famiglia qualitativa.
[1] Sono, per precisione di riferimenti, gli Eoni primordiali della scuola gnostica Valentiniana. Questi sono da considerarsi 32, quante le vie della saggezza della tradizione Ebraica (intendere i 10 numeri-Sephiroth = numerazione e le 22 lettere); il 33esimo Eone della scuola Valentiniana era infatti il risultato dell'interazione comune dei primi 32 ed emanato dopo di loro. [Torna al Testo] [2] Themurah significa permutazione. Secondo regole stabilite, una lettera è sostituita ad un'altra che la precede o la segue nell'alfabeto, e così da una parola può essere formata un altro lemma di ortografia interamente diversa. L'alfabeto è piegato a metà nel mezzo e una mezza parte è sovrapposta all'altra; poi, cambiando alternativamente la prima lettera o le prime due lettere all’inizio della seconda riga, si possono ottenere ventidue commutazioni. Queste sono chiamate: Tavole delle Combinazioni del Tziruph. Ogni metodo prende il nome dalle prime due coppie che lo compongono, questo perché il sistema delle coppie di lettere è il fondamento dell'insieme, giacché ogni lettera della coppia è sostituita dall'altra. Questi ventidue sistemi sono riportati nell'opera di Agrippa: La filosofia Occulta o Magia (ediz. Mediterranee), unitamente ad altri sistemi della Themurah: a dire: La tavola Razionale del Tziruph e le tre tavole di commutazioni: la giusta, la contraria e l'irregolare. Vi è poi una forma molto importante di Themurah chiamata la Kabbalah delle Nove Camere o Aiq Bekar, e quella semplicissima della Thashraq che consiste nello scrivere una parola alla rovescia. Oltre a queste regole, vi sono certi significati nascosti nella forma delle lettere dell'alfabeto ebraico, nell'aspetto di un particolare carattere alla fine di una parola, che differisce da quello che, in genere, ha quando è lettera finale; o in quella di una lettera scritta nel corpo di una parola, che si presenti con la forma generalmente propria di un carattere finale, in ogni segno dell'alfabeto scritto in dimensioni più piccole o più grandi di quelle contenute nel manoscritto, o in una lettera scritta alla rovescia. [Torna al Testo] [3] É sufficiente per il nostro scopo porre attenzione alla sequenza che segue, il fratello interessato potrà spingersi oltre: raggiungiamo il potere occulto del SUONO, concretizzato graficamente dalla LETTERA, orientata per mezzo della PAROLA, resa dinamica collocandola in una FIGURA GEOMETRICA, costituendo un PENTACOLO... (Maestro Ermete: Appunti gruppo K, 1985). [Torna al Testo] [4] Le lettere così disposte simbolizzano i dieci Sephiroth in spiegamento nei quattro Mondi o Olim. [Torna al Testo] [5] Al riguardo vanno ricordati gli studi del Suares in generale e in particolare: Les spectogrammes de l'Alphabet Hebraique, 1973 Mont-Blanc. In cui si tratta della registrazione mediate spettografo dei suoni ebraici e quindi della loro analisi in termini scientifici e cabalisti. (Scienza Digest 1978) [Torna al Testo]. [6] Perché solo di introduzione si tratta, e per giunta incompleta, ed è per tale motivo che più volte si solleciterà il Fratello ad una più profonda e completa informazione. [Torna al Testo]
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