Angelo Silesio


Il successore di J.V.Andreae alla guida della confraternita fu Angelus Silesius. Angelo Silesio, pseudonimo di Johann Scheffler nacque a Breslavia nel 1624 (odierna Wroclaw) in Slesia da un nobile polacco, Stenzel Scheffler e da Maria Magdalena Hennemann. Orfano a 15 anni, intraprese gli studi laureandosi in filosofia e medicina (1648) all’università di Padova. Si stabilì quale medico di corte ad Ols al servizio di un duca di confessione luterana. Nel 1653 si convertì al cattolicesimo e divenne Johannes Angelus Silesius (ossia "della Slesia") , nome spirituale con cui sarà ricordato. In aggiunta la nomina a medico di corte di Ferdinando III, Silesio si impegnò con passione nell’attività diretta agli scopi della fratellanza, e conseguì anche l’ordinazione sacerdotale nel 1661. Nel 1668 si ritirò in convento, entrando nell’Ordine dei Minori, in Breslavia, dove visse in povertà ed intento alla scrittura fino alla morte, avvenuta nel 1677. La sua opera più famosa è “Il Pellegrino Cherubico” (1675), composta di 6 libri scritti in versi; in essa è raggiunta una sintesi mistica e poetica unica nella storia del cristianesimo. Silesio sintetizzò tutta l’essenza della confraternita e della sua missione nel meraviglioso distico che conclude il Pellegrino Cherubico: “Amico, basta ormai. Se vuoi leggere ancora, Và e diventa tu stesso la scrittura e l’Essenza!” Pur essendo uomo di scienza, filosofo nonchè medico, egli seppe, con le parole giuste, comunicare il senso più nascosto del messaggio del Cristo: “Và là dove non puoi! Guarda dove non vedi! Dov’è silenzio ascolta: è lì che parla Dio.”