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Il Calendario di Qumràn

 

 

Il Calendario di QumrÀn

© Montesion

 

Attraverso il calendario di Qumràn  é possibile ricostruire il calendario lunare in uso a Gerusalemme a cavallo dell'anno 0.

Tra i principali contributi forniti dal libro del prof. R. Eisenmann “I Manoscritti segreti del Mar Morto" (Ed.: PIEMME per l'Italia) vi é di certo l'aver fatto conoscere al pubblico alcuni documenti di fondamentale importanza, per troppo tempo rimasti appannaggio di pochi esperti; tra di essi va di certo annoverato il rotolo 4Q321 contenente la struttura pressoché completa del calendario qumramiano.

Attraverso questo documento é possibile ricavare una serie di informazioni di fondamentale importanza non solo per lo studio della cultura del popolo di Qumràn , ma anche per la deduzione delle modalità di misura del tempo in uso presso gli ebrei tra il primo secolo a.c. ed il primo d.c..

 

La ricostruzione del calendario qumramiano attraverso 4Q321

4Q321 ci consente di ottenere informazioni estremamente precise sulla struttura del calendario qumramiano ma anche su quello ebraico del tempo e ci permette di ricostruire interamente entrambe.

Lo scopo per cui fu redatto il testo fu quello di assicurare la corretta successione delle famiglie sacerdotali che prestavano periodicamente servizio al Tempio.

La differenza tra il calendario lunare ebraico e quello solare qumramiano, aveva reso necessario la definizione di un metodo che assicurasse ai qumramiani la possibilità di stabilire una esatta corrispondenza tra i giorni dell'anno di entrambe i calendari.

4Q321 espone in dettaglio il metodo adottato per l'allineamento e il confronto tra i due calendari, tale metodo, é fondamentalmente diviso nelle seguenti 3 fasi:

 

1) Identificazione famiglia destinata al turno sacerdotale e denominazione del mese lunare ebraico con il nome della famiglia destinata al servizio per il relativo mese

2) Identificazione del giorno di inizio e fine di ogni mese del calendario lunare ebraico attraverso i relativi giorni del calendario solare qumramiano

3) Identificazione del plenilunio per ogni mese del calendario solare qumramiano che assicurava la corretta taratura e la possibilità di verifica di allineamento tra i calendari.

 

Sebbene manchino alcuni frammenti del documento originario, la regolarità nella misura del tempo, che si evince dai frammenti che ci sono pervenuti, ci permette di ricostruire con esattezza anche le parti mancanti.

Il calendario Qumramiano

Il calendario qumramiano era composto da 12 mesi che alternavano 30 e 31 giorni per mese secondo il seguente ciclo:

Mesi di 30 giorni: 1,2,4,5,7,8,10,11

Mesi di 31 giorni: 3,6,9,12

per un totale di 364 giorni l'anno.

La scelta di un multiplo di 7 forniva al calendario un importante prerogativa: ogni giorno dell'anno cadeva sempre nello stesso giorno della settimana, quindi la struttura dei giorni del calendario era invariante e consentiva la collocazione precisa e fissa delle principali festività religiose.

Questa particolare scelta assicurava ai qumramiani la possibilità di evitare che le feste principali cadessero di sabato.

Il primo mese dell'anno cadeva durante la primavera.

Il primo giorno del primo mese era un mercoledì.

Attraverso queste informazioni e grazie alla regolarità del calendario é possibile ricostruirne l'intera struttura.

 

Dal calendario di Qumràn  a quello ebraico

Un contributo ancor più interessante fornito da 4Q321 é quello che ci consente di ricostruire, anche la struttura del calendario ebraico.

L'importanza di questa ricostruzione sta nel fatto che ad oggi non si conosce la forma che assumeva il calendario ebraico prima del 4 secolo dopo Cristo, e questo rende estremamente vaghe le ricostruzioni storiche anche in presenza di documenti, come i Vangeli, che richiamino esplicitamente i giorni della settimana in cui si svolsero particolari eventi (come la Passione del Cristo).

Sebbene si conosca il giorno della settimana di alcuni eventi (come nel caso della Passione del Cristo), non é possibile risalire alla data esatta di quell'evento, poiché non si é certi della esatta collocazione della festività ebraica cui quella data fa, in genere, riferimento (per la Pasqua, si sa, ad esempio, che cadeva in prossimità di un plenilunio, ma questa informazione non consente, ovviamente, la determinazione precisa).

Andiamo quindi ad analizzare quale é l'apporto enorme fornito da 4Q321.

Innanzitutto sappiamo, da esso, che a differenza di quanto avviene nel calendario ebraico odierno, gli anni erano sempre composti di 354 giorni ad eccezione di un solo anno intercalato ogni 3 che invece contava 384 giorni.

In pratica l'anno era composto di 12 mesi con lunghezza di giorni fissa (a differenza di quanto accade oggi) e si alternavano mesi di 29 giorni a mesi di 30 giorni.

Per consentire un confronto con il calendario attuale riportiamo in tabella i mesi del calendario ebraico desunto da 4Q321 con gli stessi nomi dei mesi del calendario ebraico moderno:

Mese ebraico 

Quantità giorni

Nisan  

29

Iyar     

30

Sivan   

29

Tammuz          

30

Av      

29

Elul     

30

Tisheri 

29

Cheshvan        

30

Kislev 

29

Tvet    

30

Shvat  

29

Adar   

30

 

Per ottenere, ogni 3 anni, un anno più lungo di 30 giorni (384 anziché 354 giorni in un anno) veniva aggiunto un mese che per comodità chiamiamo Adar II (in analogia al nome utilizzato per il mese aggiunto con metodo diverso anche nel calendario ebraico moderno) di 30 giorni.

 

Il ciclo dei 6 anni

4Q321 illustra, per il calendario ebraico, un ciclo completo formato da 6 anni composti da 4 anni di 354 giorni e 2 di 384, ottenuti con l'intercalare del anno lungo (con un mese in più di 30 giorni) ogni 3 anni, per un totale di 2184 giorni.

Questo ciclo si ripete identico e consente di determinare, una tantum, 6 possibili forme annue per il calendario ebraico.

 

L'osservazione lunare in 4Q321

4Q321 fornisce un dato essenziale per la determinazione del in cui cadeva una determinata data computato secondo il nostro attuale calendario (Gregoriano) : la segnalazione della data in cui avveniva il plenilunio per ciascun mese dell'anno.

Attraverso questa informazione e attraverso i modelli astronomici che ci consentono oggi di determinare le date dei pleniluni anche in epoche remote (come il primo secolo dopo Cristo), siamo in grado ricostruire il calendario ebraico allineato con le date dell'odierno calendario.

In pratica possiamo conoscere l'esatta data in cui cadeva ogni singolo giorno di quel calendario. Ovviamente va, preventivamente, verificato che il calendario che viene fuori da questa ricostruzione non presenti errori e che possa essere utilizzato privo di correzioni. Come vedremo tra breve questo non é propriamente vero.

 

Osservazioni su calendario ebraico ricostruito

Diverse sono le osservazioni possibili su quanto viene fuori da questa ricostruzione, molte di esse smentiscono alcune credenze che hanno spesso costituito la base dei principali studi neotestamentari.

Ma vediamone alcune.

Fino ad oggi si riteneva che la luna piena cadesse molto prossima alla metà di ogni mese lunare nel calendario ebraico.

Questa affermazione era ritenuta valida principalmente per il mese di Nisan, primo tra i mesi di quel calendario.

La ricostruzione smentisce clamorosamente questa errata credenza, rivelando un ritardo medio di 2 giorni rispetto al plenilunio.

Infatti si osserva che il plenilunio per i mesi di Nisan cadeva nei giorni 16 o 17 anziché 15, come fino ad oggi si riteneva erroneamente.

Un'altra erronea credenza collegata alla precedente era basata sulla ipotesi che la misura del mese ebraico dovesse cominciare con la luna nuova.

4Q321, invece, utilizza il plenilunio per la definizione della corretta collocazione temporale del mese lunare ebraico, questo lascia pensare che lo stesso si facesse anche a Gerusalemme. In pratica é errato far cominciare i mesi del calendario ebraico (per gli anni in questione) in corrispondenza della luna nuova.

Altra erronea credenza avvalorata da alcuni Vangeli (il quarto in particolare), é che le feste nel calendario ebraico potessero cadere in qualunque giorno dell'anno, in particolare si é fino ad oggi, ritenuto possibile che la Pasqua cadesse di sabato (come riportato nel Vangelo di Giovanni relativamente alla Passione del Cristo).

La presenza di 6 possibili forme per il calendario esclude la possibilità di una fluttuazione casuale delle feste ebraiche all'interno dell'anno.

Da 4Q321 si desume, ad esempio che la Pasqua, poteva cadere solo nei seguenti giorni della settimana:

- Giovedì per i gli anni 1 e 4 del ciclo di 6

- Lunedì nel primo mese per i gli anni 2 e 5 del cielo di 6

- Venerdì nel dodicesimo mese per i gli anni 2 e 5 del ciclo di 6

Questo dato contraddice tutti i Vangeli canonici eccezion fatta, forse, per il solo Matteo.

 

Verifica di correttezza del calendario ebraico ricostruito

Il ciclo di 6 anni composto da 2184 giorni distribuiti su 74 mesi determina una lunghezza media prevista per il ciclo lunare pari a 28,51351 giorni e cioè 29 giorni 12 ore e 18 minuti. Il ciclo lunare astronomico é pari a 29,530588 giorni e cioè 29 giorni 12 ore 44 minuti e 2,8 secondi e quindi ogni anno il calendario ebraico accumulava circa 25 minuti di anticipo sul ciclo lunare reale.

Questa inesattezza non é, purtroppo l'unico neo di questo calendario.

Il calendario ebraico come quello qumramiano si basano su una lunghezza dell'anno erroneamente approssimata a 364 giorni anziché 365,2525 che dovrebbe essere la lunghezza reale media. Tale lunghezza, giustificata dalla necessità di assicurare anni multipli di un numero intero di settimane, determina un ulteriore errore non trascurabile.

Questa ulteriore imperfezione porta ad un anticipo di 1,2525 giorni per ciascun anno il che porta ad un intero mese di anticipo ogni 24 anni circa.

 

Una ipotesi di correzione

A Qumràn  non sono stati trovati documenti che indichino una eventuale correzione al calendario. Tutto la documentazione sembra concordare con la struttura illustrata da 4Q321 senza alcuna modifica.

Purtroppo, come illustrato nel precedente paragrafo, il problema della correzione riguardava sia il calendario qumramiano che quello ebraico, tale problema se ignorato avrebbe portato inevitabilmente ad un ritardo non tollerabile (un intero mese ogni 24 anni).

É difficile credere che i qumramiani non si siano resi conto dell'errore maturato periodicamente dal loro calendario, specie se si tiene conto del fatto che gli oggetti trovati (monete, papiri, ecc...) coprono un arco di tempo ben più lungo di 24 anni.

Inoltre, dai documenti a noi pervenuti, risulta che i qumramiani erano dedidi anche a pratiche di osservazione astronomica relativamente complesse (tali pratiche erano fermamente vietate a Gerusalemme), e quindi riteniamo molto poco probabile che essi non si siano avveduti dell'errore.

Analogamente riteniamo poco probabile che a i sacerdoti del tempio, tenutari della misura del tempo e quindi della corretta formazione del calendario, non abbiano rilevato l'errore nel corso degli anni.

Assodato quindi, che, almeno relativamente al calendario ebraico, una correzione era assolutamente indispensabile proviamo ad avanzare una ipotesi di correzione.

L'ipotesi che stiamo per formulare é basata sulle seguenti osservazioni inerenti le caratteristiche che avrebbe dovuto possedere una eventuale correzione, tali caratteristiche sono desumibili proprio da 4Q321.

 

La correzione apportata al calendario:

1) Doveva essere tale da non sconvolgere la struttura del calendario qumramiano. Esso doveva restare immutato specie in merito alla collocazione delle festività in determinati giorni della settimana, per consentire una validità nel tempo al documento 4Q321, eccezion fatta per il periodo di correzione.

2) Non poteva sconvolgere interamente la struttura dei 6 anni del ciclo lunare, che doveva restare valida per la maggior parte degli anni in modo da giustificare un documento come 4Q321 e gli altri analoghi, che non contemplassero la correzione.

3) Doveva far si che dopo di essa si potesse riprendere l'uso invariato del calendario basato sul ciclo dei 6 anni e quindi essa doveva essere basata su un numero di giorni multiplo di 7.

4) Non doveva intervenire sulla misura fissa della durata dei mesi ebraici e qumramiani tradizionali (pena lo spostamento di alcune festività).

Attraverso queste limitazioni desunte dalla struttura stessa dei due calendari e dai documenti quali 4Q321 si arriva, tra le possibili conclusioni a quella che a noi pare la più accettabile: l'inserzione di tre anni aggiunti di 355 (12 mesi), 386 (13 mesi), 386 (13 mesi) giorni rispettivamente dopo un ciclo di 24 (4 x 6 anni).

Il numero totale di giorni 1127 (161 settimane in tutto) porta ad un valore medio per l'anno per i tre anni di 375,66 ed il pratica consente un recupero di 10,4 giorni per ciascun anno (375,66 - 365,2525=10,4) e quindi 31 giorni circa su 30.

Nel complesso si ottiene un ritardo di 1,18 giorni ogni 27 anni (24 + 3 anni).

Questo ritardo potrebbe, essere riassorbito dopo il successivo ciclo di 24 anni di 6 attraverso la insersione di un anno di 392 giorni (13 mesi).

Infatti ai 30,04 giorni di anticipo va sottratto 1,18 giorni di ritardo dovuti alla correzione praticata all'inizio del ciclo di 24 anni ottenendo un anticipo risultante di 28,86 giorni. L'inserzione di un anno di 392 giorni consente di recuperare 26,74 giorni con un residuo di 2,1 giorno di anticipo. Applicando per i due successivi cicli di 24 anni la prima correzione basata sull'inserzione dei 3 anni di 355,386,386 giorni si compensa quasi completamente il ritardo di 2,1.

Riassumendoil ciclo completo di 106 anni é così strutturato:

 

24 anni = 4 cicli di 6

3 anni = 355,386,386 giorni

24 anni = 4 cilci di 6

1 anno di 392

24 anni = 4 cicli di 6

3 anni = 355,386,386 giorni

24 anni = 4 cicli di 6

3 anni = 355,386,386 giorni

 

Il totale dei giorni del cilco di 106 anni é 38.717 distribuiti su 1.311 mesi, cioè 5.531 settimane che nel complesso danno:

- una lunghezza media per l'anno di 365,2547 con un ritardo di solo 0,0022 giorni in pratica di soli 3,2 minuti ogni 106 anni.

- una lunghezza media per il ciclo lunare di 29,5324 giorni con un anticipo si soli 0,00183 giorni sul ciclo astronomico pari a 29,5305 giorni, in pratica 2,6 minuti di ritardo al mese.

 

Questa proposta di correzione, cui se ne potrebbero affiancare altre altrettanto valide, porta ad un ritardo di 1 giorno ogni 815 anni e con essa si é inteso mostrare come, nonostante gli errori insiti nel calendario qumramiano e quindi in quello ebraico dedotto da esso, é possibile utilizzare la struttura basata sul ciclo base di 6 anni per la maggior parte degli anni di un secolo (in questo caso 96 anni su 106).

 

A titolo di curiosità facciamo notare che la presenza di un ritardo di 2 giorni nella osservazione del plenilunio potrebbe essere ottenuta applicando la soluzione proposta per 1.660 anni. Una pecca presente nella soluzione é la necessità di accettare un ritardo di circa 30 giorni alla fine di ogni periodo di 24 anni (4 cicli di 6 anni qumramiani), tale pecca, comunque, ci pare in linea con le fluttuazioni che arrivano anche a 20 sulla lunghezza reale dell'anno causate dalla successione di 2 anni di 354 giorni prima di uno di 384.

 

Conclusione

A nostro avviso il documento 4Q321 é di inestimabile valore e consente, anche non accettando alcuna ipotesi di correzione, di desumere importanti notizie sul modo in cui gli ebrei misuravano il tempo, come quelle che abbiamo abbozzato in questa breve disamina.

Queste, notizie sono essenziali e, in parte, sconvolgono alcune conclusioni della tradizionale analisi neotestamentaria in merito alla successione degli eventi della Passione del Cristo ed in merito alla attendibilità delle narrazioni dei Vangeli.