"Atalanta Fugiens Fuga VIII°"

Michaël Maier 1687

 

Il documento che di seguito si presenta per lo studio e l'indagine, è un documento poco noto ed è estratto da: "La Grande Opera Svelata a favore delle persone che hanno gran bisogno di denaro, da colui che l'ha fatta" 1778, di autore ignoto. Il testo si trova collocato presso la Biblioteca Filosofica di Firenze volume n. 2759.

In verità esiste un altro testo datato 1775, per cui antecedente al documento della Biblioteca Filosofica di Firenze, e pubblicato ad Amsterdam che si dice tradotto dal caldaico da M. Coutan, di dove, con ogni probabilità, il documento è stato estrapolato e tradotto, ma in maniera manchevole, giacché il testo originale conta sette capitoli. Per consentire una corretta comparazione fra i due documenti, il nostro ospite può consultare anche la traduzione effettuata sul testo originale del 1775, che si trova in questa stessa sezione.

La Grande Opera Svelata (edizione 1775)

 

 

La Grande Opera svelata

Miei cari figli, cominciate a bene preparare il nostro mercurio: l'opera sara` fatta a meta`.

Io non disconvengo che voi avete tante difficolta` da sormontare per pervenire a questa prima preparazione che senza dubbio e` la piu` difficile della nostra opera filosofica, ma ricordatevi e non lo dimenticate mai, che un grande coraggio non si lascia abbattere dagli ostacoli che incontra, che al contrario si fa un dovere indispensabile sormontarli. Seguendo scrupolosamente le vie della natura, voi incontrerete gli stessi ostacoli che essa incontra nel corso delle sue operazioni e voi li sormonterete come ella li sormonta. Post laborem scientiam.

Quando voi avete fatta questa prima operazione, dimenticate la pena che vi avra` causato poiche` quello che rimane da fare e` cosi` poca cosa che si fara` col tempo e quasi senza lavoro.

E` come un albero che dopo essersi sforzato a produrre i suoi frutti, attende con pazienza che il sole li maturi; esso non fa, attendendo questa maturita`, che conservare loro quell'umido radicale che loro e` tanto necessario, che se venissero a mancarne, il Sole li brucerebbe, invece di maturarli. Per difficile che sia questo primo abbozzo, tuttavia vi si riesce quando ci si comporta con attenzione, prudenza e circospezione.

... Quegli che segue le vie della natura e che non vuole che aiutarla, e` un saggio che riesce in tutti i suoi disegni.

 

... Chi pretende costringere la natura, e` un folle che fallisce in tutti i suoi progetti ...

O voi che siete troppo discreti per non domandare alla natura se non quello che essa e` in grado di darvi, voi siete degni della sua liberalita`.

Prendete del mercurio crudo, fatelo cuocere secondo l'arte, cioe` fissate cio` che ha di volatile e volatilizzate cio` che ha di fisso; rendete liquido cio` che e` fisso e secco, e secco cio` che e` liquido; allora avete in vostro potere il vero mercurio filosofico, ma soprattutto non lavorate punto precipitosamente. Affrettatevi lentamente; ci vuol tempo a tutte le cose.

La vostra madre comune, la natura, regola tutte le sue produzioni nel corso annuale del Sole che ne e` il vero padre.

Prendete tutte le precauzioni necessarie e niente piu`.

L'arte di fare la pietra ha piu` della semplicita` della natura che della sollecitudine dell'artista.

Siate sovente spettatori oziosi e non vi occupate in questi momenti di inazione che a considerare la compiacenza che la natura ha per l'arte e ad ammirare il suo assoggettamento alla volonta` dei figli della scienza.

Quanto al regime del fuoco, abbiate cura di proporzionare il calore alla resistenza del mercurio; se esso e` troppo debole, il mercurio marcira` piuttosto che cuocersi; se esso e` troppo forte, cio` che vi e` di volatile si evaporera`, di modo che nell'uno e nell'altro caso voi fallirete il vostro scopo e avrete lavorato in pura perdita.

Studiate dunque la natura: penetrate i suoi secreti piu` occulti per pervenire alla conoscenza del suo fuoco centrale, poiche` e` la` il piu` difficile dell'arte. E quando il grado del fuoco vi sara` noto, lavorate arditamente e senza timore di sbagliarvi.

Voi conoscerete la perfetta cozione della pietra quando il mercurio, dopo essere annerito, poi dopo imbianchito, diverra` infine di colore arancione.

Ne farete una polvere che conserverete finche` vorrete, senza temere che essa si corrompa, si dissolva o si evapori; e questa polvere meravigliosa vi sara` utile in tutto cio` che intraprenderete.

 

La materia e` una e dalla sua unita` escono fuori i tre regni: il minerale, il vegetale e l'animale. E` cio` che ha fatto dire a Platone quelle parole misteriose: tutto viene dall'unita` e tutto ritorna all'unita`.

I veri filosofi, i degni figli del tre volte grande Ermete, conoscono del tutto questa materia, unica nel suo principio e trina nelle sue produzioni. Sanno che essa si trova dappertutto e che non possono fare un passo senza incontrarla nel loro cammino.

Cosi` quando essi ne hanno bisogno per la loro opera filosofica, sono certi di trovarla, per cosi` dire, sotto le loro mani. Ma in quanto al resto degli uomini, questi la vedono senza conoscerla e la toccano senza sentirla.

 

Dei tre regni, lasciate l'animale e il vegetale al volgo ignorante e non vi interessate che del minerale. Fra tanti minerali che produce la natura, ve n'e` uno unico nel quale e` racchiuso il grande segreto. Non esitate a trafiggergli i fianchi e a cercare nel piu` profondo delle sue visceri questa fontana nascosta che racchiude un'acqua che e` il vostro vero mercurio filosofico. Quest'acqua e` il bagno degli elementi; e` in essa che essi sono uniti e mescolati dalla natura e determinati al genere minerale.

Voi conoscerete quest'acqua misteriosa per le sue qualita`: essa non e` ne` calda ne` fredda, ne` secca ne` umida, o piuttosto e` insieme calda e fredda, secca ed umida.

Si, miei cari emuli, essa racchiude in se` queste quattro qualita` contrarie, riscalda senza bruciare, raffredda senza ghiacciare, umetta senza bagnare e secca senz'alterare.

Infine quest'acqua e` l'acqua del mare filosofico, sul quale i figli della luce vogano senza temere alcun pericolo e dove i profani pongono mai piede senza farvi naufragio: degno castigo della loro temerita`.

Avendo quest'acqua che e` il nostro mercurio, unico principio della nostra opera come lo e` dei 7 metalli, voi avete tutto cio` che occorre; non vi rimane nient'altro da cercare. Ma prima di possederlo, bisogna avere quel sale che e` la nostra miniera.

O qual e` questo sale se non quel minerale che racchiude entro di se` quest'acqua di cui vi parlo e che per questo noi chiamiamo nei nostri libri Venere Ermafrodita, maschio e femmina insieme?

Infatti essa e` maschio perche` e` mercurio. Come zolfo essa e` calda e secca, cio` che conviene al genere maschile; essa e` fredda e umida, cio` che ha rapporto col genere femminile.

Degni figli della luce, non dimenticate mai queste parole misteriose di Platone: Tutto viene dall'unita` e tutto torna all'unita`. Poiche` essa racchiude tutto il nostro secreto, e come la materia si divide in tre generi: il minerale, il vegetale e l'animale, alla stessa maniera la nostra acqua misteriosa e` composta di tre parti: di un corpo, di un'anima e di uno spirito.

Ora la composizione della nostra pietra filosofale consiste unicamente in questo, che essendo i suoi principi ben preparati, il corpo si assottiglia nello spirito e lo spirito si fissa nel corpo unendogli interamente la sua anima; la qual cosa avviene rendendo questo corpo robusto, questo spirito sottile e penetrante, e quest'anima potente.

In seguito a questa preparazione semplice nel suo effetto ma triplice nel suo soggetto poiche` si tratta di preparare il corpo, l'anima e lo spirito, siccome la natura non sta mai in riposo finche` non sia pervenuta suoi scopi, cosi` la nostra materia non tarda a corrompersi per generare di nuovo. La corruzione si conosce dal color nero, e la generazione dal color bianco, la qual cosa si chiama - per allusione ai suoi colori - il corvo e la colomba.

Con ancora un po' di pazienza e di lavoro, il color bianco si cambia in rosso o arancione, e allora voi possedete tutto quello che la nostra arte ha di piu` prezioso.

 

 

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