L'Alchimia comprendeva  e comprende  la Crisopea, ovvero l'arte di fare l'Oro, l'Argiropea o l’arte di fare l’Argento, la fabbricazione tutti i metalli, la sintesi di tutti gli elementi chimici, la fissazione del mercurio, la panacea per preservare dalle malattie (questi due ultimi problemi costituivano soprattutto l'obbietto delle ricerche antiche): infine essa identificava gli adepti con l’anima del mondo e con lo spirito universale, procurando ad essi la felicità: era quello ed è tuttora il lato filosofico e alquanto mistico dell'Alchimia; esso costituisce la Grande Opera dell’Anima, del Pensiero, parallela alla Grande Opera della Materia, per ragione del Monismo ermetico.

Le origini dell’Alchimia rimontano alla più lontana antichità. Noi non sapremmo indicare alcuna data precisa della sua nascita, ne seguire passo per passo la sua evoluzione.

Essa si perde, come tutto quello che si connette alla Sapienza ed al Sogno Umano, nella notte dei tempi e dei miti.

La Filosofia ermetica si ritrova nei vecchi libri di Ermete Trismegisto, negli scritti leggendari e scientifici dei maghi Egizi, Caldei, della Babilonia, dell’India, della Persia, dell'Assiria, della Gallia, della Grecia e dell'Italia.

I testi Alchimistici formano un monumento nel quale la Magia e l’Astrologia si alleano strettamente a formule più o meno positive di Chimica e di Fisica.

L’Alchimia era una filosofia religiosa della Scienza Antica. Essa è oggi una filosofia monistica e sintetica della Scienza contemporanea.

Bisogna riportarsi alle opere del nostro grande e compianto scienziato Marcellin Berthelot per ritrovare le sorgenti storiche dell'Alchimia. I suoi interessanti libri: Le origini dell'Alchimia; Collezione degli Alchimisti Greci; Introduzione alla Chimica del Medio Evo; la Chimica del Medio Evo, racchiudono i documenti più completi e più sottilmente analizzati intorno a questa branca delle umane conoscenze.        

 

Secondo Berthelot, L'Alchimia si riattacca tempo stesso, ai processi industriali degli antichi Egizi, alle teoriche speculative dei filosofi Greci ed ai sogni mistici degli Alessandrini e dei gnostici. Onde un complesso di scienza positiva, di magia, di misticismo, di densa e profonda filosofia.

L’Alchimia deriva evidentemente - lo provano i manoscritti e i testi - dall'Egitto, dalia Babilonia e dalla Grecia.

Le sorgenti storiche dell'Alchimia, si rinvengono nei documenti lasciati dai primi alchimisti, quali il Papiro di Leida e i numerosi manoscritti greci delle biblioteche. Essi dimostrano la filiazione ininterrotta dell'Alchimia dopo il II Secolo dell'Era nostra.

L'Alchimia era segreta: la s’insegnava nei templi Egiziani, ove i preti la rivelavano agli iniziati, con i misteri.

Essa fu severamente proscritta, al pari delle altre scienze occulte, in Roma e poscia in Europa durante il Medio Evo. Si bruciavano gli alchimisti e i loro libri.

L’Alchimia fu introdotta in Occidente al II Secolo dai Gnostici.

Rifiorì al XII Secolo a mezzo degli Arabi che l'avevano ereditata dagli Alessandrini depositari delle idee egiziane, indiane, persiane e greche.

 

Al seguito dunque di Ermete, di Zosimo Panopolitano, di Eusebio, di Sinesio, di Olimpiodoro, di Stefano, noi c'imbattiamo nei nomi arabi di Avicenna, Géber, Rhazès, Morien; poi in quelli Occidentali di Artephius, Alberto il Grande, Arnaldo di Villanova, Flamel, Trevisano, Ruggiero Bacone, Raimondo Lullo, Dionigi Zaccaria, Basilio Valentino, Paracelso, Filalete, del Cosmopolita ed altri di minore importanza.

Tutti questi alchimisti, oltre a scrutare i composti innumerevoli della materia, ricercavano la soluzione del problema capitale dell’Alchimia: fabbricare una polvere di proiezione, la Pietra Filosofale, di origine minerale, vero fermento metallico, in virtù del quale potesse operarsi la trasmutazione in argento ed in oro dei metalli imperfetti e vili.

 

Di più, essi studiavano la genesi dei corpi e dei metalli, ed affermavano di poter arrivare all'una ed all'altra realizzazione di siffatti enigmi...

La ricetta, legata di epoca in epoca, nell'ombra dei laboratori d'iniziati, si trasmise più o meno integralmente, sino ai nostri giorni, dagli adepti e dalle società alchimistiche.

L'Alchimia contemporanea si propone di esaminare rigorosamente le formule tradizionali ai lumi della scienza positiva, pur perseguendo la ricerca della fabbricazione dei metalli e dell'Oro per altre possibili vie.

Essendo certa l'unità della Materia, il problema della genesi dei metalli si presenta, dunque, logico.

Disgraziatamente la formula o le formule, alchimistiche tradizionali, inviluppate di simboli e di errori, presentano ancora molteplici difficoltà, prima di essere chiarite e nettamente sperimentate.

È a siffatto lavoro ed a quello della genesi degli elementi chimici detti "semplici" ed ai loro derivati, che si dedica, da tredici anni, la Società Alchimistica di Francia e la Rivista, Les Nouveaux Horizons des la Science et de la Pensée (L'HiperchimieRosa Alchemica) che studiano, esumano e pubblicano scritti alchimistici antichi e moderni tra i più interessanti.